FRANCO MATTEUCCI.

LA MOSSA DEL CARTOMANTE.


LE INDAGINI DELL'ISPETTORE SANTONI 2.
2014 Newton Compton Editori, Roma.
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Versione realizzata da: Libero Giacomini, E-mail: libero.giacomini@gmail.com
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
             http:\\www.galiano.it
      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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IL GIALLO E' SERVITO: DA FRANCO MATTEUCCI, AUTORE FINALISTA AL PREMIO STREGA, ECCO LE INDAGINI DELL'ISPETTORE PI AMATO DAGLI ITALIANI.
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UN ROMANZO CHE CATTURA, CHE SQUARCIA UN VELO SUI VIZI E SUI SEGRETI DI UNA PICCOLA COMUNIT DI PROVINCIA, CHE APPASSIONA E INTRIGA, CHE SI NUTRE DI INDIZI CHE IL DISGELO POTREBBE CANCELLARE.
MAURO CASTELLI, IL SOLE 24 ORE.
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 NEL SAPER COGLIERE IL VALORE NON SUPERFICIALE DEI DETTAGLI, CHE MATTEUCCI, GIOVANDOSI DELLA CONCRETEZZA IMPOSTA DAL GIALLO, TROVA LA SUA CIFRA NARRATIVA PI CONVINCENTE.
GIORGIO MONTEFOSCHI, CORRIERE DELLA SERA.
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AVVERTENZA.
Questo libro  un'opera di fantasia. Nomi, personaggi, luoghi e avvenimenti sono frutto dell'immaginazione dell'autore o sono usati in maniera fittizia.
Qualunque somiglianza con fatti, luoghi o persone, reali, viventi o defunte  del tutto casuale.
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ad Azzurra.
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Capitolo 1.
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Marietta Lack, la sarta di Valdiluce, precipit nella notte pi
decisiva della sua vita. Aveva bevuto tanto di quel Ginpin che a
malapena era riuscita a coricarsi. Questa volta sembrava che la
sbronza pesasse di pi. La testa girava come un fuso. I ricordi si
stavano scollando dalla memoria. Fu presa dallo sgomento, doveva
ricucirli con l'ago, uno per uno, ma le tremavano troppo le mani.
In pi, dentro e fuori, le ronzava una specie di fastidio. Era come
se qualcuno stesse chino su di lei. Pens a un uomo, che la volesse
amare ma in modo violento, fare sesso comunque, e aspett con
ansia di essere penetrata. Tent di assumere una posizione pi
elegante. Avrebbe potuto indossare il suo abito pi bello, cucito
molti anni prima, quello del matrimonio, modello Princesse. Si
sarebbe distesa sul letto evitando tutte le pieghe dello chiffon.
Truccata alla perfezione, bella come ancora sentiva di essere, le
scarpe rosse con i tacchi. Tutto inutile. Si vide sudicia, a gambe
aperte. Il corpo accerchiato. In pi nudo: un'indecenza per lei,
che non era mai stata totalmente senza vestiti in un letto, neanche
Per fare l'amore. Porco d'un uomo che, invece delle carezze, la
svoltava come un sacco di patate. D'accordo, era un'alcolista
e anche un po' puttana, ma rimaneva pur sempre una donna,
Meritava di essere trattata con maggior rispetto. Quella presenza
Minacciosa, invece, continuava a spingerla come una palla di neve
sPorca. Verso l'aldil? Si mise a pregare, rivolgendosi a un'entit
non precisata, forse era solo lo spirito del Ginpin. In quell'attimo
Ci fu un'esplosione di luce bianca, accecante. Di intensit cos forte
che Marietta pens fosse soprannaturale. Era finita in Paradiso?
La prima lingua di fuoco le bruci un piede, poi arriv a lambire
i capelli, la luce da bianco latte divent rossa. Il fuoco dell'Inferno
lentamente la stava divorando viva.

Lupo Bianco entr in casa, il fuoco era acceso, bastava metterci
un tronchetto perch si riavviasse da solo. Un piccolo segnale che
dava certezza, e a lui bastava poco per sentirsi felice. Essere in sincrono
con la natura era una necessit. Si avvicin al suo formicaio,
lo trov deserto. Non era mai accaduto da quando, con l'estate,
migliaia di formiche si erano distese come una nuvola nera sul ceppo
accanto al camino. Lui le aveva adottate, e si era inventato una
struttura di vetro per impedire che si diffondessero per la casa. A
forza di osservarle, aveva imparato a conoscere i segni del tempo.
Quando procedevano con passo allegro e spedito: cielo sereno per
almeno una settimana. Fila unica e si scontravano: pioggia certa.
Formazione a cerchio: neve in abbondanza. In caso di vento forte,
correvano a zig zag come in uno slalom speciale.
Dove erano sparite tutte quante? Quale messaggio nascondevano?
Un terremoto, una valanga? Gli occhi azzurri di Lupo Bianco
diventarono mobili e attenti come quelli di un croupier, scattarono
da un punto all'altro: sul bosco, la strada, la neve, il ponticello, la
sua Vespa bianca che era parcheggiata di fronte al cancello, i fili
della luce, il traliccio dell'alta tensione. Radiograf tutto quello
che entrava nel suo raggio visivo. Muti i corvi e il cuculo, nessun
cane che abbaiasse, assente il traffico sulla strada comunale: niente
di niente, una calma inquieta, come in un fotogramma di un film
dallo svolgimento minaccioso. L'unico segno di vita era lo squittio
di Mignolino, anche lui un ospite fisso da qualche tempo. Lupo
Bianco gli butt un pezzo di cacio, il topo lo afferr e s'infil nella
tana. Ma, improvvisamente, accadde quello che pi temeva: il
fragore di tanti anelli metallici. A un orecchio inesperto potevano
sembrare i sonagli di una slitta trainata dai cavalli, invece era il monatto
che annunciava la peste: il falco, la maledizione di Valdiluce.
Volava ad ampio raggio, lento come un aliante, la catena attaccata
alla zampa. Una storia antica, anche se sembrava una leggenda. Il
falco Trogolo era stato imprigionato da un bracconiere, per mesi
aveva tentato di liberarsi, giorno e notte, fino a lacerarsi la zampa.
Quando finalmente era riuscito a rompere un anello della catena,
a spiccare il volo verso la libert, aveva subto un'altra condanna:
vivere con quel brandello di ferraglia. Quando appariva sopra il
paese di Valdiluce, annunciava sempre qualcosa di funesto.
Lupo Bianco, con il suo olfatto straordinario, avvert un segnale,
poi se ne aggiunsero altri, infine ne arrivarono in cos grande
quantit da formare una nuvola. Di fumo. Da qualche parte si stava
sviluppando un incendio. Sicuramente alle sue spalle. Raggiunse
l'altro lato della casa. Si affacci sul terrazzino che dava sulla valle.
Sulle punte degli alberi s'incurvava una cappa nera, un miscuglio
di cenere e fiamme. Lupo Bianco scese gi di corsa, salt sulla sua
Vspa bianca, ingran la marcia. Lo scooter scatt velocissimo, quasi
immaginasse l'urgenza che li attendeva. Il fuoco, con quel freddo,
non poteva che aver attaccato una casa, e sarebbe stato devastante,
perch la maggior parte delle costruzioni in paese erano fatte di
legno. Segu l'odore di fumo, non pi indizio, ma cos palese da
essere un'autostrada asfaltata.
Dopo la curva Scialoja gli apparve uno spettacolo orrido. La
villetta di Marietta Lack - due finestre, una porticina, il tetto spiovente,
sembrava disegnata dalla favola di un bambino - era avvolta
dalle fiamme. La neve si scioglieva per il calore dell'incendio, la
terra emergeva come un segno luttuoso. Lupo Bianco afferr la
ricetrasmittente, tent di chiamare i soccorsi: sembrava che tutti
stessero dormendo. Nessuno dei maestri di sci, n della squadra
di pompieri volontari, rispondeva. Come se ci fosse mancanza di
segnale nella rete di emergenza. Poi si ricord. Di sicuro stavano
riposando, avevano fatto tardi per preparare con i gatti delle nevi e
gli sci, sotto la luce artificiale dei riflettori, la pista Red, per
l'avvenimento pi importante dell'anno: la discesa libera della Coppa del
Mondo femminile. In mondovisione. Finalmente Luigi Picchiotti,
il direttore della scuola di sci, gli rispose. Lupo Bianco url: Sta
bruciando la casa di Marietta, accorrete tutti.
Nell' attesa che arrivassero i soccorsi, per, doveva intervenire.
Fece un rapido calcolo: ambiente secco, giacca a vento in Gore-Tex,
pantaloni di velluto, camicia a quadrettoni di pile, cappello
di viscosa, scarponcini di gomma. Lupo Bianco indossava solo
Materiale infiammabile e, a contatto con il fuoco, sarebbe diventato
una torcia umana. E i capelli lunghi? Sleg il fazzoletto rosso che
teneva intorno al collo, si copr la testa annodandolo stretto, come
fanno le raccoglitrici di mirtilli. Poi si denud. Rimase solo con le
mutande bianche Cagi. Era bellissimo, Marzio Santoni detto Lupo
Bianco, responsabile del posto di polizia di Valdiluce. Un fisico
splendido, i muscoli del corpo asciugati dal vento, dallo sci, dalle
scalate, dalla semplicit della sua vita legata alla natura. Prima di
buttarsi nel fuoco, si strofin addosso manciate di neve, fresca che
rincuorava, quasi fosse una corazza per difendersi dalle fiamme. La
porta fu facile da aprire: la chiave era gi nella toppa, come sempre
nelle case di Valdiluce. Entr in un'area senza tempo, n luogo.
Scintille, fiamme, brace, tutte scosse da un vento strano, come se
fossero spalancate le finestre, a far corrente. Lui che amava guardare
il caminetto, pi che la tv, dominare il gioco dei ciocchi, le
lingue di fuoco, si sent dannato. Il rumore assordava, un motore
acceso, come quello di un bruciatore fuori fase. Il letto ardeva con
una violenza mai vista. Il corpo di Marietta Lack si agitava tra gli
spasmi: era ancora viva, o erano le fiamme che la muovevano come
una marionetta? Lupo Bianco pens di proteggerla, per fermare la
tragedia. Cerc una coperta, qualcosa da buttarle sopra, ma il fuoco
si stava mangiando tutto. Comp un ultimo gesto, quasi ingenuo per
la sua disperazione. Usc, afferr tra le braccia pi neve possibile,
prov a gettarla sul corpo di Marietta, ma si vaporizz all'istante,
quasi fosse diventata infiammabile. Dalla bocca della donna uscivano
dei suoni ossei, scricchiolii che sembravano giungere dall'aldil.
Agghiaccianti. Ai piedi del letto eruttava una specie di cratere da
cui fuoriuscivano schizzi e lapilli. Marzio Santoni, imprigionato
dal fumo, il respiro ingolfato, stava bruciando il poco ossigeno
che ancora gli rimaneva nei polmoni. Riusc a distinguere i diversi
odori: sigarette, cenere, brace, legno, plastica bruciata, tessuti
di cotone. Il suo olfatto straordinario riusc anche a distinguere
un'ombra di cherosene. Pens che da un momento all'altro potesse
esserci un'esplosione, si concentr su quel filo narrativo: vibrazioni
odorose, che lo portarono nel caminetto dove il cherosene era pi
percepibile, poi, ai piedi di Marietta. Non c'era pi tempo. Vide
il volto della donna che si trasformava in una macchia scura, gli
occhi uscivano dalle orbite, la bocca aperta in una contrazione
muscolare. Lupo Bianco afferr l'ultimo fiato di Marietta: odore
di alcool, di Ginpin, il liquore di Valdiluce a base di ginepro, una
mistura micidiale che non lo sorprese, la sarta era conosciuta da
tutti come alcolista. L'ispettor Santoni ebbe un mancamento, senza
aria era impossibile sopravvivere dentro quella stanza, ne andava
della sua vita. Perse i sensi, cadde di fronte alla porta d'uscita.
Le urla dei soccorritori, la squadra dei maestri di sci con le loro
tute viola, i pompieri. Santoni apr gli occhi su un paio di scarpette
nere, perfettamente lucidate, che affondavano nella neve. Port lo
sguardo sui pantaloni azzurri a piombo, una giacchetta striminzita
dello stesso colore, una camicia bianca, una cravatta gialla ocra,
una k-way sulle spalle, poi la faccia premurosa del suo assistente
- il preferito anche perch l'unico: Kristal Beretta. Volto di una
simpatia generosa, come se proiettasse tutta la luce sugli altri, per
far del bene, aiutare l'umanit. Capelli a spazzola, occhi celestini,
uguali a quelli di Stan Laurel.
Ispettore, stia tranquillo,  tutto sotto controllo. Le squadre sono
al lavoro, l'incendio  stato domato, ma per Marietta purtroppo
non c' stato niente da fare. Mi sente?.
Lupo Bianco fece un segno affermativo con la testa. Kristal url:
Portate una coperta. Altrimenti muore di freddo.
Nessuno aveva mai visto Lupo Bianco nudo. Di una bellezza
esagerata. Si era formato un capannello di donne che se lo mangiavano
con gli occhi.
Sembra un bronzo di Riace.
Rosetta Anderman, la giovane proprietaria del supermercato
di Valdiluce, fu la pi intraprendente. Si gett su Lupo Bianco,
cercando di aiutarlo. Non era brutta - jeans stretti su un sedere
a mandolino, maglietta aperta a mostrare, occhi truccati di blu,
capelli biondi scheggiati da lampi di mches - aveva da sempre
un debole per Marzio. Si sarebbero potuti fidanzare o sposare.
In fondo, era un buon partito. Ma Santoni si era sottratto al suo
corteggiamento. Una donna troppo dinamica, gran parlatrice, e
poi odorava di mortadella, prosciutto e parmigiano, una fragranza
piacevole per qualcuno, fastidiosa per lui e il suo olfatto. Anche in
quell'occasione la sentiva. Lei era china su di lui, pronta a fargli la
respirazione bocca a bocca. Lupo Bianco si svegli definitivamente,
come se gli avessero messo sotto il naso un panino farcito. Kristal
Beretta, dopo aver dato un'occhiata al sedere della Anderman,
disse a voce alta: Allontanatevi, per cortesia, lasciateci lavorare.
Rosetta, la smetta di importunare l'ispettore, non vede che si sta
riPrendendo da solo? La coperta, forza.
Santoni si rivest alla meglio, si copr con una lunga pelliccia che
gli offr una delle signore. Il primo sguardo non fu incoraggiante.
Morta la sarta, distrutta quasi completamente la casa, la scena era
stata devastata non solo dalle fiamme, ma dall'intervento dei maestri
di sci, e di tutti i pompieri volontari, che avevano agito come
un Caterpillar.
Difficile immaginare che fosse stato un episodio doloso. Nessuno
comunque aveva il minimo dubbio.
Un brutto incidente.
Di Marietta  rimasto un tizzone. Si  fumata anche il suo corpo.
Marco Benedetti, il marito separato di Marietta Lack, fornaio di
Valdiluce, un occhio di vetro, non ebbe alcuna esitazione: Troppo
Ginpin.  morta per autocombustione. Meglio cos che agonizzare
con la cirrosi epatica. Aveva tutti i vizi. Di Gitanes, ne fumava due-tre
pacchetti al giorno. Una volta ho sventato un rogo perch si era
addormentata con la sigaretta accesa in bocca.
La sarta del paese era nota a tutti per la dedizione al Ginpin. Lo
produceva in casa, lo vendeva ai turisti. Non era molto alta, ma
era pepata, corpo attraente, anche se si avvicinava ai cinquanta,
chiacchierata dai compaesani, troppo "facile".
Santoni recentemente era stato a casa sua, per farsi aggiustare la
divisa. La indossava raramente, ma per la Coppa del Mondo doveva
essere vestito a pennello. La Lack gli aveva offerto del Ginpin.
Regola numero uno: nella casa di una donna sola, mai accettare
bevande alcoliche. In pi, Marietta mostrava una piega maliziosa
sulle labbra.
Ispettore, si cambi direttamente nella mia camera, lo stanzino 
troppo piccolo per un bel ragazzone come lei.
Lupo Bianco si era chiuso a chiave, la camera di Marietta era semplice,
con il caminetto acceso, una sistemazione quasi maniacale
degli oggetti, probabilmente esser sempre ubriaca la costringeva
a tener in ordine la realt. Il letto rifatto, la stanza da bagno sul
fondo con tanti asciugamani stirati, una bottiglia di Ginpin vuota
sul comodino. Solo l'odore non era piacevole: fumo di sigarette
mischiato all'alcool. Mentre si cambiava, Lupo Bianco sent uno
strano calpestio davanti alla porta, pens che Marietta gli stesse
dando un'occhiata dal buco della serratura. Appoggi la camicia
a quadrettoni sulla maniglia per chiudere la toppa. Non amava
essere spiato.
La Lack applaud quando lo vide uscire in divisa.
Ispettore, sembra un attore americano. Posso chiederle un
autografo?.
Era una schizzata, bisognava mostrare comprensione, ma non
troppo.
La prego, signora Marietta, non superi la linea della
convenienza.
La sarta non lo ascoltava, era gi ubriaca. Part subito all'attacco.
Vediamo dove bisogna fare qualche aggiustatina.
Con le mani tremanti percorse le spalle di Lupo Bianco, fece
aderire il tessuto della divisa sul petto, si sofferm con gli occhi
chiusi, a lungo, come se cercasse di disegnarlo nella propria mente.
In uniforme mi sembra strano,  come se avesse addosso un
costume. Ecco. Si  mascherato da poliziotto!.
Squitt come un topolino. Santoni incominciava a spazientirsi.
Per essere poliziotto non serve l'uniforme. Basta avere l'anima
dello sbirro. E io ce l'ho. Proceda. Bisogna stringerla o no questa
divisa?.
Marietta, imperterrita, riprese i suoi strani percorsi, gli scivol
sui fianchi, gli sfior i glutei, poi torn sulla camicia e l si blocc.
Sulla cravatta. Quasi che il nodo la trattenesse.
Questo cappio intorno al collo. Potrebbe ucciderla, se lo
stringessi?.
Lo sguardo accigliato di Lupo Bianco le fece capire di aver osato
troppo. A quel punto, instabile sulle gambe, Marietta si distacc
dall'ispettore, inizi a misurare la divisa. Intanto si era slacciata un
bottone della camicia, camminava con percorsi ambigui, leggermente
nervosi, che dirottavano chiaramente dalla sua attivit di sarta.
Quando Marietta s'inginocchi davanti alla cintura dell'ispettore
Marzio Santoni e disse: Sul cavallo bisogna intervenire, urgentemente,
sul cavallo....
Lupo Bianco si sent insidiato: rosso in volto come una vergine,
non sapeva quale fosse il modo pi educato per non offenderla. Si
guard allo specchio, poi aggiunse, senza lasciare alcun margine di
trattativa: Sa che le dico? Mi sembra che la divisa stia bene cos,
grazie dell'assistenza, vado. Quanto le devo?
Ispettore, io sono ai suoi ordini. Se avesse bisogno di qualche
riparazione o di qualsiasi altra cosa... Tutto gratis, naturalmente.
Marzio era uscito da quella casa molto amareggiato: vedere una
Persona in quella condizione fisica, non era piacevole. Suo padre
Alfonso, boscaiolo, aveva sempre bevuto poco in vita sua, al massimo
un bicchiere di rosso la domenica, insegnando a suo figlio
una regola.
A Valdiluce tutti bevono, pensano di essere pi forti con l'alcool,
ma chi  lucido non sbaglier mai a piantare la propria ascia sul
tronco di un albero, vedr precisi i contorni dei rami da pulire,
la notte non avr gli incubi e il suo sonno sar sempre quello dei
giusti.
Lupo Bianco non si poteva considerare un astemio, ma non si
era mai ubriacato davvero. A Valdiluce invece c'era un alcolismo
diffuso, talvolta palese, come nel caso di Marietta, o sordo, nascosto
nelle notti, quando il freddo calava e la fuga dal mondo bianco
diventava una necessit. Il mal di neve uccideva la voglia di vivere.
Allora ci si buttava sul verde del Ginpin e ci si ubriacava fino a
scomparire nel buio.
Marco Benedetti, il marito di Marietta, infarinato con il suo cappellino
bianco, sembrava rassegnato: non una lacrima, quasi che
l'avvenimento gli appartenesse poco. Da anni erano divorziati.
Viveva di notte nel suo forno a produrre pane di tutti i tipi. Nel
suo negozio splendevano pagnotte, filoni, baguette, rosette, panini
ferraresi, biscotti, focacce, e aleggiava un gran profumo di farina.
Capelli corti, volto disossato dalla fatica, un occhio di vetro, fermo
su uno sguardo mite, mentre l'altro, quello vero, aveva un'espressione
triste. Sulla sua menomazione, a Valdiluce se ne raccontavano
di storie. Come quella volta che Benedetti, durante il lavoro, si
era tolto l'occhio di vetro perch gli prudeva, per errore l'aveva
impastato nella farina, ed era stato ritrovato dentro una pagnotta,
in casa del macellaio Leopoldo Stainer.
Era indenne da qualsiasi commozione, quasi che la scomparsa
della ex moglie fosse stata immaginata in ogni suo dettaglio, da
tempo. Sembrava pi preoccupato per se stesso. Parlava lento,
abituato com'era, nel suo mestiere, alle attese.
La morte di Marietta  un brutto presagio, ha visto ispettore che
il falco Trogolo  passato su Valdiluce? Cosa potr accadere ancora?
Recentemente ho fatto un brutto sogno: era il giorno del nostro
matrimonio, mentre Marietta e io andavamo verso l'altare, tra la
fila dei parenti e degli amici, ho notato che lei stava invecchiando a
vista d'occhio, ogni passo almeno vent'anni in pi. Anch'io dovevo
avere lo stesso problema e, appena arrivati davanti al prete, ho visto
con orrore due bare, una conteneva il mio corpo, l'altra quello di
Marietta. Lei  morta oggi, adesso toccher a me?  una profezia?.
...
Capitolo 2.

Santoni inizi le indagini dall'esterno. Kristal lo seguiva con una
certa eccitazione. I capelli elettrici, gli occhi luminosi, in lui si era
riaccesa una lampadina spenta da molto tempo. Quando a Valdiluce
accadeva qualcosa di speciale, oltre ai soliti interventi di routine
- valanghe, ubriachi molesti, alpinisti scomparsi - il suo ispettore
Marzio Santoni, detto Lupo Bianco, tornava ad essere il pi bravo
detective del mondo. Un ottimo professionista che aveva sempre
ottenuto lusinghieri successi. Il suo procedere originale nelle
inchieste - passi lenti da montanaro, fiuto eccezionale, olfatto da
animale, sguardo limpido e spietato nell'osservare i dettagli, poche
analisi del dna, niente esami d'obitorio, invece molte indagini
sul territorio... insomma, un vero bio-detective. Santoni era un
numero uno e, quando fiutava qualcosa di strano, ogni cellula del
suo cervello si attivava per risolvere il caso. Per Kristal Beretta era
stata una fortuna che Lupo Bianco, a un certo punto, avesse deciso
di tornare a Valdiluce, suo paese natio, preso dalla nostalgia per gli
ampi spazi della natura. Tra i due era nata subito un'intesa. Kristal
- nonostante il suo perenne modo di vestire da cittadino, con quelle
scarpette che scivolavano sulla neve, una totale inadeguatezza alla
montagna, le sue scorpacciate di cioccolata e la sua bizzarria mista ad
ingenuit - aveva ottenuto piena fiducia da Santoni. La sua fedelt
colmava di gran lunga qualsiasi suo difetto.
Sta mangiando un Mon Chrie?
Esatto.
 un odore molto forte e definito. Se potessi scegliere per lei e
seguire il mio naso, preferirei il Rocher, che ha un profumo meno
invadente.
Ispettore, provvedo subito.
Kristal lo tir fuori dalla tasca e se lo mangi al volo.
Ma le pare il momento?.
Beretta era sul punto di sputarlo sopra le impronte nella neve.
La prego, ci manca pure lei a far casino sulla scena, non le basta
quello che gi c' stato?.
Kristal si mise sugli attenti, in attesa degli ordini.
C'erano molte orme nella neve, alcune sicuramente dei soccorritori
e dei pompieri. Una girandola di passi veloci, fatti di corsa, difficile
distinguerli anche perch parecchi erano stati modificati dal calore
dell'incendio. Ma l'ispettore fu attratto da una successione di
pedate impresse con una maggiore linearit. Qualcuna sembrava
ancora intatta: un cammino tranquillo, quasi meditato, verso un
obiettivo sicuro. Dalla strada statale una persona era entrata nel
boschetto, si era diretta dietro la casa di Marietta, aveva raggiunto
la finestra che dava sulla camera da letto. L'attesa era ben disegnata
sulla neve, uno spazio calpestato a fondo, come se qualcuno avesse
cercato di spiare dentro casa, spostandosi da una parte all'altra,
sempre all'interno del perimetro della finestra. Da quella piccola
trincea sulla neve ripartivano le tracce, una dietro l'altra, come
quelle di Pollicino, fino all'uscio dov'era inserita la chiave. Facile
entrare. Ma nessuna orma rivelava il percorso al contrario: sicuramente
qualcuno aveva ripreso a camminare sulla strada statale, e
l ogni piede era diventato un fantasma. La leggera coltre di neve
sull'asfalto era stata massacrata dai camion, e dal sale buttato per
rendere la 85 sgombra dal ghiaccio. Le sue erano fantasie, forse:
le impronte potevano anche essere quelle di un maestro di sci che
aveva aggredito il fuoco alle spalle della casetta, o anche tracce di
qualche giorno prima. Santoni - per istinto e per insubordinazione
alle convenzioni che confermavano l'incidente - decise comunque
di analizzare il caso da tutte le angolazioni.
Kristal, vada subito nel mio ufficio, dentro l'armadio delle walkie
talkie c' la bomboletta di Snow Impression Wax, quella che serve
per solidificare le tracce sulla neve. La prenda, poi passi dal dentista
Prinz, gli dica di venire subito e di portare con s l'amalgama
che usa per le impronte dentarie, cos facciamo il calco a una di
queste orme.
Ma, ispettore,quello  il lavoro della scientifica....
Prima che ci diano l'ok per la scientifica - ammesso che ce lo
concedano - su quelle orme saranno cresciute le margherite.
Abbiamo pochissimo tempo per intervenire. Lo stato della neve pu
cambiare da un momento all'altro.
Ma non pensa che sia un incidente? Classico. Da manuale. Una
alcolista che mentre fumava la solita sigaretta si  addormentata sul
letto, la cicca le  caduta di bocca, le lenzuola hanno preso fuoco,
allora si  sviluppato un incendio. Lei  morta cos, una disgrazia
terribile....
D'accordo, allora giochiamo ai poliziotti. Facciamo finta che sia
stato un delitto!.
Kristal cap di aver detto una stupidaggine, Marzio Santoni lo
osserv con distacco. I suoi occhi azzurri erano implacabili.
Mi scusi, ispettore, provvedo subito.
Prima di andare faccia una foto a quest'orma che mi sembra la
migliore. Con la neve compatta, umidit giusta, si pu ottenere
una traccia precisa. Nessun altro elemento in natura, n la sabbia,
n il fango, n la terra, sanno essere altrettanto fedeli alla pianta di
una scarpa. Quasi fosse gi un calco di cera. Comunque isoliamola,
cos che nessuno possa metterci un piede sopra.
Kristal piant delle bandierine rosse intorno alla traccia, sembravano
quelle usate per delimitare una discesa libera.
Dove le ha trovate?
Le ho fatte venire dalla scuola di sci, cos possiamo circoscrivere
la scena dell'incendio.
Ma il nastro con la scritta "polizia"?
Finito, ma dovrebbe arrivare a giorni.
Lupo Bianco sorrise. Amava essere diverso, e quelle bandierine
rosse che sventolavano intorno all'orma in fondo gli piacevano.
Kristal tir fuori la macchina fotografica di servizio, una vecchia
Nikon. Tent una serie di evoluzioni speciali per rendere al meglio
l'immagine della pedata. Si chinava, si allontanava, si portava
sull'orlo dell'orma, a rischio di caderci sopra. Pi che scattare delle
foto, sembrava stesse realizzando un film sperimentale.
Kristal, stia attento a non distruggere tutto.
Con le scarpette nere, che affondavano nella neve fino alla caviglia,
instabile sulla suola scivolosa, sembrava un personaggio uscito dal
dopoguerra. Uno sfollato di montagna.
Ma la macchina fotografica non  troppo vecchia?
Ho fatto per anni il fotografo della polizia, sempre con questa
Nikon. Sulle indagini sono un pivello rispetto a lei, ma su questo
non mi batte nessuno. E, mi creda, la pellicola  ancora la cosa
migliore.
E chi la sviluppa?
Io stesso.
Comunque si sbrighi, per fortuna fa freddo, ma con il passar
del tempo il calore dell'incendio potrebbe modificare i contorni
dell'orma. Dica al dottor Prinz che porti la pasta a presa rapida, e in
gran quantit, perch l'impronta deve venire bene. Che non faccia
il solito tirchio,  tutto gratis, non c' nessun rimborso, solo l'onore
di partecipare alle indagini.
Dopo gli ultimi scatti, Kristal part con la sua Suzuki Samurai
rossa. Fece una sbandata sulla prima curva, l'avventura gli stava
piacendo, era eccitato come un ragazzino.
Entrando sulla scena dell'incendio, la situazione era pi complessa
di quanto Lupo Bianco avesse immaginato. Le orde dei maestri di
sci avevano devastato ogni cosa, tritato legno e mattoni, demolito
in parte la casa, ma nella camera da letto erano rimasti segnali importanti,
quasi che la morte avesse bloccato l'area e che molti dei
volontari fossero stati costretti a rispettare il luogo. Lupo Bianco
sapeva che era quello il momento pi importante: osservare ci
che era accaduto, da solo. Tra poco sarebbe arrivato Soprani, il
supercapo della polizia. Avrebbe certamente cercato di sminuire
il fatto, per paura che incidesse negativamente sull'immagine di
Valdiluce. Si diceva che avesse brigato molto per portare nella
valle la Coppa del Mondo. Da un po' di tempo, il giornalista Paolo
Pincheri aveva iniziato una campagna di stampa contro di lui. Sul
Corriere del Sole aveva lanciato pesanti denunce, risultava che
l'interesse del supercapo per Valdiluce non fosse dovuto alla sua
passione per lo sci, ma soprattutto per traffici di dubbia onest,
acquisizioni di immobili, partecipazione finanziarie, la moglie
risultava addirittura proprietaria di alcuni hotel nella valle. Era
stata aperta un'inchiesta anche da parte dell'Amministrazione della
polizia. Comunque, finch non fosse finita l'indagine, Soprani era
e rimaneva il capo. Al telefono con Santoni, per, era stato un po'
meno arrogante del solito.
 un fatto capitato per caso, una sigaretta lasciata accesa, il gas
che perdeva, una pentola dimenticata sulla cucina: per una donna
ubriaca si pu immaginare questo e altro. Santoni, non si lanci con
la solita fantasia frenetica ad immaginare chiss cosa. A forza di stare
in montagna, sotto la neve, dove al massimo soccorre qualcuno
che si  rotto una gamba, si annoia, e allora cerca in tutti i modi
di tornare a fare il detective come un tempo. Ma in citt era ben
diverso. La prego, ci metta un po' di buon senso. Sa quante persone
muoiono a causa del fuoco? Migliaia all'anno, e soprattutto
in montagna. E se fossero tutti delitti, staremmo a lavorare solo su
questi casi del cazzo.
Io vorrei che venisse almeno la scientifica a fare dei rilievi. Per
escludere che non si tratti di un incendio doloso.
E poi che vorrebbe, una flotta di elicotteri? Cento poliziotti alle
sue dipendenze, ma  fuori di testa?.
Lupo Bianco rimase in silenzio, nella linea telefonica c'era il respiro
affannato del supercapo. La pausa dur cos a lungo che a un
certo punto Santoni pens che fosse caduta la comunicazione, ma
finalmente ritorn la voce di Soprani, alterata: Il suo silenzio la
dice lunga,  come se sentissi il fiato di quello stronzo di giornalista,
pronto ad accusarmi di aver impedito all'ispettor Santoni di svolgere
le indagini, per coprire chiss quali magagne. Quindi faccia venire
subito la scientifica, ma stia attento: nel caso risultasse che tutta la
sua congettura  una stronzata, allora metta il costume da bagno in
valigia, perch la sbatter nel posto di polizia di Vissone sul mare.
...
Capitolo 3.

Su quel letto freddo, dove si era congelata la morte, Marietta gli
sembrava un ciocco su cui, dopo averlo bruciato nel camino, qualcuno
avesse buttato sopra una secchiata d'acqua. Lupo Bianco si
infil i guanti - era da molto tempo che non lo faceva - controll
con attenzione ogni dettaglio, guard sotto il letto, ma non vide
niente di particolare. C'era una bottiglia vuota di Ginpin, un
dettaglio che non aggiungeva nulla: che fosse ubriaca, era l'unica
certezza. Ricerc quell'odore di cherosene, ma adesso sembrava
meno intenso. Quasi fosse scomparso. Aveva bisogno di un parere
tecnico, in attesa dell'arrivo della scientifica. Convoc Fidelio,
l'elettricista-idraulico di Valdiluce, l'unico che era in grado in quel
momento di verificare se ci fossero state perdite nell'impianto di
riscaldamento.
Sul materasso carbonizzato, nel punto in cui Lupo Bianco aveva
visto uscire le fiamme, not degli strani frammenti, riconoscibili
con chiarezza ad occhio nudo. Inizi ad analizzarli. Schegge di assi
ricurve di legno bruciacchiato, un gancio di ferro come quello che
si trova sulle stampelle, un anello a vite, detriti di un vaso di coccio
verde, distribuiti a raggiera, a formare un cerchio magico. Sarebbe
potuto essere un orinale, ma che ci faceva dentro il letto? Oppure
quei residui potevano appartenere a una ciotola di terracotta con il
manico. Cos'era? Forse Marietta si era messa a mangiare sul letto,
anche se non risultava alcuna traccia di cibo sulla cenere, almeno
in apparenza. Ubriaca, forse aveva appoggiato il braciere ai propri
piedi e scaldato qualcosa sul carbone vivo, senza protezione, che
improvvisamente aveva preso fuoco? Una salsiccia o una bistecchina
di maiale non potevano ardere con la violenza che aveva osservato
Lupo Bianco.
Gli unici oggetti di metallo sopravvissuti al rogo erano il gancio
e il cerchietto a vite. Santoni inser la parte ricurva nell'anellino.
Erano fatti l'uno per l'altro. Li lasci ciondolare per un po', oscillavano
come un pendolo. Senza fantasticare troppo e analizzando
gli elementi a disposizione, si arrivava spediti a un'unica certezza.
Tutte le parti disperse coincisero in pochi secondi nella sua mente.
Lupo Bianco sussurr con un filo di voce, quasi a vergognarsi di
essere stato cos lento nel capirlo: Il prete.
Era uno strumento perso di vista da anni - neppure in campagna
si usava pi - scomparso con l'arrivo dei riscaldamenti e dei termosifoni.
Un telaio formato da tante assicelle di legno ricurve, a
mo' di cupola. A centro veniva agganciato uno scaldino colmo di
brace incandescente, poi lo si infilava sotto le coperte per riscaldare
il letto e stemperare l'umidit delle lenzuola. Marzio si ricord di
quando era bambino e in casa faceva freddo fino a battere i denti,
mamma Luisa inseriva il prete nel letto, le coperte tese come la
pancia di una donna incinta, poi lo toglieva. Lui s'infilava dentro
il letto caldo fino a coprirsi la testa. La sensazione era, a ripensarci
ora, come quella di immergersi in un liquido amniotico, una carezza
di benessere e di calore. Il prete si chiamava cos forse con una certa
allusione maliziosa: riscaldava per il "tempo necessario", ma senza
mai restarci a dormire tutta la notte.
Ma perch Marietta, infilandosi nel letto, aveva tenuto sotto le
coperte il prete, mettendo a repentaglio la sua stessa vita? Era cos
ubriaca? O forse qualcun altro aveva inserito lo scaldino senza
sapere che poi bisognava toglierlo, magari una persona che non
ne conosceva l'uso?
Lupo Bianco sent arrivare un'esalazione sproporzionata e fuori
luogo. Acqua ragia. Non poteva che essere lui. Il dottor Ugo Franzelli,
medico condotto di Valdiluce, con la passione per la pittura.
Grassoccio, calvo, con indosso un grembiule sporco di colori.
Sembrava ben poco un medico legale, molto pi un dottore di paese
sorpreso da una visita urgente e che non era riuscito a cambiarsi.
Povera Marietta. Era un'amica per tutti noi. Ha fatto del bene
a tanti uomini. Finita sul rogo come una strega.
Il medico incominci a esaminare il cadavere completamente
carbonizzato.
Vede, ispettore, ne ho visti tanti di morti per il fuoco, alcuni
anche fulminati sotto gli alberi, durante un temporale, ma non ho
mai trovato un cadavere senza vestiti come questo.
In che senso?
Sul suo corpo c' solo qualche frammento di una coperta di
lana naturale, ma lei, sotto, era completamente nuda. Di solito, se
avesse avuto un pigiama di tessuto sintetico, si sarebbe attaccato
sul cadavere.
Santoni ascoltava con grande attenzione.
Marietta era molto freddolosa, soffriva di reumatismi,  una
stranezza che fosse nuda. In giro si diceva che non si spogliasse
mai, che facesse all'amore semivestita.
Il dottor Franzelli si ferm su una specie di sospensione, nostalgica.
Era una donna bellissima, con un corpo eccezionale....
Poi guard con occhio sospetto l'ispettor Santoni. Non voleva
che arrivasse a conclusioni affrettate.
Ovviamente l'ho conosciuta solo per motivi professionali. Veniva
spesso in ambulatorio per, ora che ci penso, era reticente a
spogliarsi. L'ho sempre visitata con difficolt, voleva restare vestita.
Adesso  un povero tozzo bruciacchiato, non  rimasto niente di
lei, solo le bottiglie vuote di Ginpin.
Santoni lo riport alla realt.
 sicuro che fosse nuda sotto la coperta?
In questo caso potrei sfidare il migliore dei suoi medici legali.
Vede, il fuoco brucia ma non cancella: questa doveva essere la camicia
da notte e queste le mutandine, tutte e due di tessuto acrilico,
guardi come si sono liquefatte ed incollate sulla testata di ottone del
letto. Evidentemente se le era tolte e le aveva appoggiate qui sopra.
Per la prima volta il dottor Franzelli si mostrava interessato alle
indagini, normalmente la sua funzione era quella di certificare una
morte, ma stavolta andava in l con dettagli che potevano essere
utili. Si capiva che con Marietta aveva un rapporto di confidenza,
quella casa la conosceva benissimo.
 tutto distrutto, anche il prete, che di solito stava qua nel salottino.
Sarebbe stato un dolore immenso per lei, era l'oggetto a
cui teneva di pi.
Lupo Bianco prefer non spiegargli dov'era finito il prete.
Lei la conosceva bene: poteva darsi fuoco per sbaglio?
La frequentavo solo come paziente.
S, comunque se ne sar fatta un'idea, si dice che nei paesi il
medico, il farmacista e il parroco sappiano tutto di tutti.
Un'ubriacona, ma durante il giorno era sempre lucida e attiva,
nel senso che l'alcool era il suo alimento principale. La notte invece
entrava in una specie di coma etilico, perdeva conoscenza, ma non
fino al punto di darsi fuoco... forse solo se si fosse voluta suicidare.
E poi perch? Sostanzialmente era una donna felice, lavorava bene,
eccezionale nel confezionare vestiti molto preziosi....
Il dottor Franzelli fece un passo indietro come se volesse annullare
qualcosa che aveva detto. Lupo Bianco non rinunci a infilarsi in
quella pausetta.
...In che senso vestiti molto preziosi? A Valdiluce mi pare che
Marietta facesse pi lavoro di rammendo, gli orli, qualche aggiustatina.
Lei invece ne parla come di una grande sarta.
Il dottor Franzelli sembrava in imbarazzo. Devi dall'argomento.
Ispettore, osservi bene. Sul letto ci sono tracce della coperta,
non si  liquefatta. Anche qui. Frammenti di lana.
Franzelli afferr un pezzo bruciacchiato di coperta, lo espose
sotto il naso di Lupo Bianco.
Dottore, la prego, indossi anche lei i guanti, non si possono toccare
gli eventuali reperti a mani nude, magari ci potrebbero essere
degli indizi. Delle impronte.
Franzelli s'imbronci.
Senta, io non devo toccare nulla per certificare che Marietta Lack
 stecchita, carbonizzata. Il mio compito  solo quello di stilare il
certificato di morte. Se li tenga lei i guanti, per capire se  deceduta
per un incidente o per un omicidio. La mia incombenza  finita
qui. Arrivederci e buon lavoro.
Aspetti, non mi ha risposto. Ha detto che Marietta confezionava
abiti molto preziosi, cosa intendeva?.
Perch si sorprende? Che c' di strano? Ho sentito dire in paese
che aveva realizzato un abito da sposa molto costoso. Ma io non
ne so di pi, tantomeno possiedo vestiti lussuosi.
Santoni lo osserv a lungo. Nervoso, strusciava le mani sul grembiule
sporco dei colori dei suoi pennelli. Certo, da come era vestito
- pantaloni lisi di velluto, camicia a scacchi, maglione grigio sformato -
non aveva bisogno di una sarta, ma quel volto che eludeva
lo sguardo non convinceva Lupo Bianco. Si era inceppato su una
frase apparentemente stupida. Nascondeva qualcosa? Era la chiave
di un codice? Magari c'entrava la sua vita sessuale. O significava
che Marietta aveva clienti di lusso? Qualcuno importante. O spacciava
la droga? Il medico condotto, irritato dal silenzio di Santoni,
esplose con veemenza: Voi poliziotti siete tutti uguali, uno viene
a fare il suo lavoro di medico, a certificare una morte, a fare due
chiacchiere su una persona, e voi? Pensate subito male. Un tarlo
che vi fa vedere sempre il peggio del peggio. Poveracci. Io sono
entrato medico ed esco indagato. Almeno, da tutte le domande che
mi ha fatto, mi pare che lei....
Santoni non rispose, lo lasci nel suo brodo, a meditare su se stesso,
sicuramente da qualche parte nella sua mente c'era una piccola
falla. Magari solo una bugia, un pensiero in pi, di chi conosce ma
non vuole dire, una reticenza classica, di quelle che si sviluppavano
soprattutto in un piccolo paese. Appena Lupo Bianco grattava sulla
superficie di Valdiluce, doveva affondare lo sguardo sotto la coltre.
Allora uscivano storie impensabili, sconosciute, tenute nascoste da
un silenzio comune. Omert di tipo mafioso, pens Santoni, tanto
per non smentire di essere un poliziotto.
...
Capitolo 4.

Le domande incominciavano ad affiorare. Forse aveva ragione
Soprani quando lo accusava di cercare sempre qualcosa di losco
nelle vicende pi banali. Non poteva essere stato semplicemente
un incidente? Lupo Bianco non partiva con nessun preconcetto
per dimostrare una sua tesi. Metteva in ordine solo i primi indizi.
Perch Marietta Lack era nuda? Lo scaldaletto poteva essere stata
una scelta originale, magari per fare sesso in una situazione estrema,
qualcosa di nuovo per arroventare un rapporto ormai abitudinario?
Ma era anche un ingombro pericoloso, che avrebbe impedito
qualsiasi evoluzione. Difficile capire la perversione umana.
Marietta poteva essersi intrattenuta con un uomo, dopo per che era
successo, cosa aveva scatenato il fuoco? E l'amante che fine aveva
fatto? Scomparso nella notte, morto anche lui da qualche parte,
forse nella cantina. La porta era ancora ostruita dai detriti del muro
crollato nell'incendio e due operai stavano cercando di liberarla.
Sua moglie aveva l'abitudine di usare il prete per riscaldarsi?.
L'ex marito di Marietta, il fornaio, si mise a ridere.
Il prete non lo avrebbe tenuto per riscaldarsi, ma per scoparselo.
Fece una pausa, cap di essere stato irriverente, di fronte al corpo
carbonizzato della moglie doveva mostrarsi almeno un po' contrito.
Riprese a parlare: Escludo che Marietta abbia potuto utilizzare il
prete, lo teneva come una reliquia in salotto, per lei era un oggetto
di antiquariato. Lo puliva ogni giorno e quando qualcuno entrava,
glielo faceva vedere.
Lupo Bianco ripens all'incontro con la donna: effettivamente in
salotto aveva notato un arnese fatto di legno, che poteva essere il
prete, ma gli approcci da parte della sarta lo avevano innervosito
fino a distrarre la sua proverbiale capacit di concentrazione.
Marco Benedetti lo tranquillizzava, il mestiere di fornaio abituava
gli uomini a essere pazienti, e lui lo era. Bastava solo non guardarlo
troppo in faccia perch l'occhio di vetro si spostava e gli dava
un'aria ambigua.
Sua moglie potrebbe aver avuto problemi con il riscaldamento
centrale? Quando sono entrato c'era odore di cherosene. Magari
per un guasto e ha deciso di usare lo scaldaletto. Lo ha riempito
di brace incandescente e lo ha messo sotto le coperte, poi confusa
come spesso era, s' infilata nel letto con dentro ancora il prete ed 
bastato un attimo: smaniando per la sbronza un lembo della coperta
 entrato in contatto col fuoco e si  improvvisamente trovata nel
rogo, che l'ha bruciata viva. In pi, secondo il dottor Franzelli, sua
moglie si  coricata nuda. Era una sua abitudine?
Guardi, ispettore, per quello che mi ricordo lei era sempre piena
di magliette, maglioni, vestaglie, anche quando faceva all'amore non
si spogliava mai del tutto. Nei dieci anni di matrimonio non l'ho
mai vista totalmente nuda, non per pudore, ma per i suoi dolori
reumatici: essendo freddolosa, non amava stare in mezzo all'aria,
alle correnti. Una stranezza, ovvio, ma che si faceva perdonare
perch in certe cose era fantastica. Eppure niente l'avrebbe mai
convinta ad utilizzare quel prete. Impossibile. Una reliquia. Piuttosto
che usarlo, sarebbe morta di freddo. Poi che si fosse infilata
nel letto con dentro il braciere acceso mi sembra assurdo, anche se
era ubriaca persa. Lo farebbe solo uno che vuole farsi del male.
E l'odore di cherosene che ho sentito in mezzo alle fiamme?
Un mistero. Non c' niente qui che vada a cherosene.
Il fornaio si sofferm per qualche secondo, guardandosi intorno.
In casa  installato un impianto di riscaldamento elettrico. C'era
il rischio che Marietta con il gas o la nafta facesse saltare la casa.
L'ha fatto Fidelio, circa tre anni fa.
Lo sto proprio aspettando per una valutazione tecnica.
Vedr che confermer tutto. Mi costava una bella cifra, ma
almeno stavamo al sicuro, lontani da qualche possibile incidente.
Invece....
Marco Benedetti si commosse, una lacrima gli scese sul volto. Era
il primo atto di partecipazione: fino a quel momento nessuno aveva
mostrato dolore per la morte di Marietta. Forse il suo modo di essere
assente per colpa dell'alcool aveva spinto il paese a relegarla tra
coloro che vivevano ai margini, persone quasi indesiderate,
condannate a morire presto per la cirrosi o per qualche altra disgrazia.
Mi dispiace, signor Benedetti: sua moglie era una gran brava
donna.
Il fornaio fiss Santoni con tutte e due gli occhi, anche quello di
vetro parve diventare improvvisamente pungente.
Era una gran puttana, alcolista e strega. Aveva tutti i difetti del
mondo e si meritava di crepare. Trascorreva molto tempo con quel
diavolo del cartomante. Secondo me, oltre a farci delle cose, era
stata plagiata da lui e dai suoi strani rituali magici.
Un personaggio che Santoni fino a quel momento aveva sfiorato
appena: nessuna denuncia, niente messaggi anonimi, n
pettegolezzi, solo qualche diceria. Girava in paese un uomo
soprannominato il cartomante, ma era una curiosit, niente di
pi. Sembrava che si arrabattasse a leggere le carte, forse andava
per soldi con qualche donna di Valdiluce. Un povero diavolo,
pi che un diavolo.
Caro ispettore, non mi fraintenda. Io non piango per Marietta, lei
si era gi condannata a morte, ma per la casa che  andata distrutta.
 di mia propriet. Ci avevo investito tanti di quei soldi....
...
Capitolo 5.

All'arrivo, Soprani s'infil in silenzio nella stanza della morte,
dette uno sguardo appena accennato, ma i suoi occhi non avevano
la presa giusta sulla realt. Era dimagrito e di un pallore che
lo avvicinava ad un fantasma, rispetto all'energia che Lupo Bianco
aveva conosciuto in precedenti situazioni, quando il potere gli stava
appiccicato addosso, compatto, pronto a schiacciare chiunque con
la forza del comando. Tutte le polemiche, sui giornali e sulle tv,
stavano incidendo sul suo umore. Parl con il tono monotono di
chi deve dire o ripetere sempre la stessa banalit.
Mi pare ovvio che questo incidente non dobbiamo appesantirlo,
suscitare clamore. Lei sa benissimo, ispettore, che tra pochi giorni
inizia la Coppa del Mondo di sci, e abbiamo faticato tutti per ottenerla.
Per, conoscendo quanto  testardo, lei faccia quello che
preferisce, si scateni come sempre. Ho altri pensieri cui dedicarmi,
non ho tempo di impedirle di fare qualche cazzata, n voglio, come
gi le ho detto, che il solito giornale di merda mi accusi di averla
esautorata per interessi personali. Il caso  suo. Vada ad inventarsi un
po' di storie, questa volta credo che stia prendendo un abbaglio...
Lei sa che in fondo io la stimo, e sappiamo entrambi che lei  un
ottimo professionista, ma stando a marcire a Valdiluce ha perso lo
smalto, si lascia andare a troppe congetture. In citt, dove il lavoro
vero non si ferma mai, davanti a un incendio di questo tipo, con
una dinamica cos chiara, anche lei non gli avrebbe dedicato pi
di un minuto. Qui invece vuol raccogliere materiale per costruirci
venti puntate di una fiction. Non le posso dare nessun consiglio,
anche perch non li seguirebbe. Anzi, forse gliene do uno solo.
Con tutta la fantasia che ha, perch non si mette a scrivere gialli?.
Lupo Bianco finse di non capire l'ironia.
Credo che un approfondimento sia necessario, dopo la sua
autorizzazione ho convocato la scientifica per fare delle analisi
pi attente.
Soprani lo guard e disse con voce sottile, sfiatata dalla rabbia:
Cosa diavolo pensa di aver trovato?
Sono piccoli dettagli che vorrei controllare.
Ho capito, fece spazientito. La lascio ai suoi dettagli.
Soprani se ne and curvo. Quasi che il suo metro e novanta
fosse stato ridotto dagli avvenimenti che gli stavano precipitando
addosso. Non indossava pi il solito classico completo nero, ma
jeans e giacca blu sdrucita. Dava l'idea di non essere un rapace ma
uno sciacallo, che cercava di sopravvivere mangiando cadaveri.
Lasci dietro di s un odore di budino stantio e di polenta fatta
con i funghi mal digerita.
Sicuro, il riscaldamento funzionava perfettamente.
A parlare era Fidelio, idraulico, elettricista, proprietario di un
negozio di elettrodomestici di Valdiluce. Allampanato come un
grissino, sembrava fatto solo di mani: le muoveva con sapienza
nei discorsi, agitandole quando si accaniva su un pensiero, ma
soprattutto diventavano abilissime nel destreggiarsi tra tubi, dadi,
rubinetti, e sulle rocce, come alpinista, nell'arrampicata libera. Era
il presidente del Climbing club di Valdiluce.
Quindi mi confermi che in questa casa c'era solo un impianto
elettrico, niente a gas o roba simile?
Solo elettrico.
E faceva abbastanza caldo?
Una vera bomba di calore, 26 gradi di tenuta.
E puoi vedere se era in funzione?.
Fidelio si spost verso il lato della stanza che doveva essere stato
il bagno.
Certo era acceso, guarda l'interruttore.
Effettivamente l'interruttore era su "on", quindi non si capiva
perch Marietta, visto che l'impianto era efficiente ed in funzione,
avesse acceso il caminetto e addirittura il prete. Forse per questo
era nuda: faceva troppo caldo nella stanza. Ma che bisogno c'era di
tante situazioni anomale per scatenare un incendio che sembrava
con certezza partito dallo scaldino? Finch non ne fosse stata chiarita
bene la dinamica, nessuno poteva escludere che non si fosse
trattato di un omicidio. Troppe stranezze tutte in fila. Certo, Lupo
Bianco ben sapeva che lo svolgersi dei fatti nella realt era cos
bizzarro da stupire anche un ragionamento perfetto. Entrare nella
vita di una donna, cercare di capire cosa fosse realmente successo,
non era facile, soprattutto quando la scena era stata devastata dal
fuoco. Fidelio aspettava con pazienza che l'ispettore lo congedasse.
Che ne pensavi di Marietta?
Un po' puttana e un po' strega.
Da bambino, Fidelio era stato compagno di scuola di Santoni,
insieme ne avevano combinate di tutti i colori, era rimasta una
certa amicizia e confidenza.
Questo lo so. Hai qualche dettaglio che mi potrebbe aiutare
nell'indagine?
La gente del paese si  chiusa a riccio, ci sono tante cose che tu
non sai e non saprai mai. Rimani per tutti il poliziotto. E questo
non ti aiuta.
Dammi qualche dettaglio.
Io sono un tecnico, devo lavorare con tutti, non posso permettermi
il lusso di perdere qualche cliente perch ti ho fatto delle
confidenze. Meglio stare zitto.
Ma questa  omert.
Fidelio si fece schiacciare da quella parola, cerc di spogliarla
della sua entit gesticolando nell'aria con le mani, quasi le volesse
usare come una cimosa per cancellarla dalla lavagna. Santoni lo
tolse dall'impasse, anche perch Fidelio, sbracciando, stava alzando
un polverone di fuliggine.
Mi si  rotta di nuovo la lavatrice. Vieni stasera ad accomodarla?
Quella la devi buttare.  un catorcio.
Ti prego, Fidelio.
Stasera sul tardi. Verso le dieci e mezza.
Quando vuoi.
Adesso che i residui di fuoco, fumo, polvere, si erano ghiacciati,
era pi facile sentire gli odori. Ma Lupo Bianco non trov pi quello
strano sentore di cherosene. Osserv con pazienza tutti i segni: i
frammenti di legno, coperte bruciacchiate, cocci del braciere rotti.
Stavano per arrivare quelli della scientifica e da loro avrebbe avuto
qualche valutazione pi certa.
Don Angelo, il nuovo prete di Valdiluce, diede l'estrema unzione
al cadavere di Marietta. Sembrava piuttosto emozionato, era la sua
prima uscita ufficiale. Al termine, mentre rimetteva i paramenti
sacri dentro una borsa blu, Santoni lo guard a lungo. Aveva gli
occhi luminosi, come quelli delle persone che praticano la castit.
La tonaca lunga gli dava autorevolezza. Un prete  una figura
importante in un paese e poteva, se nel giusto, dare tranquillit
alla popolazione. Dopo quaranta anni di dominio di don Sergio,
libertino e poco raccomandabile, tutti si aspettavano che un nuovo
sacerdote fosse almeno normale.
Le posso fare una confidenza, ispettore?
Certo, sono qui per questo.
Mi par di capire che in questo paese, senza violare il segreto della
confessione, ci sono troppe persone lontane da Dio. Procedure di
vita anomala, dedicata all'occulto, alle manifestazioni vicine al satanismo,
si fanno feste segrete ed orge, ci si maschera da caproni. Mi
auguro che lei lo sappia, e che provveda a rimettere un po' d'ordine.
Alla morale ci penser io, ma alla legge lei. Deve farla rispettare.
Scusi, don Angelo,  da pochi giorni che sta a Valdiluce, quante
confessioni avr mai potuto fare per sapere gi tutte queste cose?
Sufficienti per capire che c' gente dedita al peccato. C' un
dannato che porta alla perdizione molte donne, seguendo l'insegnamento
di Satana.
Mi pu dire chi ?
Non so quale sia la sua vera identit. E se anche la conoscessi -
come sa - non potrei rivelargliela. Le basti sapere che si fa chiamare
"il cartomante".
Ci mancava pure un prete pieno di fantasia ad animare il paese.
Santoni lo liquid con molta freddezza.
Grazie, ne terr conto.
L'enigma del prete vero si aggiungeva a quello dell'altro prete, lo
scaldino. Non c'era da annoiarsi a Valdiluce. In pi, era appena
entrato in scena un nuovo personaggio: il cartomante.
...
Capitolo 6.

La tecnica d'indagine di Marzio Santoni era abbastanza semplice:
per prima cosa, metteva ordine nella sua mente, puliva ogni residuo
di preconcetti, banali considerazioni, devianze, suggestioni.
Su quell'ampio territorio faceva tabula rasa, con il gatto delle nevi
spianava tutto, copriva di una coltre immacolata ogni cosa, poi
sulla pianura assolata e sgombra iniziava a collocare gli elementi
che aveva raccolto durante l'indagine. Li catalogava con precisione:
persone, fatti, dettagli che - disposti sul bianco della neve - diventavano
tante figurine di un colore intenso. Trascorreva gran parte
del giorno e della notte in quella piattaforma mentale, come se
fosse un luogo reale. Ribaltava ogni ragionamento, lo analizzava
da tutte le prospettive, infine, quasi infilasse una collana di perle
di diversa grandezza, toglieva da una parte e rimetteva nell'altra,
secondo una tipologia certa, fino a concepire una catena molecolare
chimicamente inscindibile. La formula magica che portava alla
soluzione del caso.
Santoni aveva indossato gli occhiali specchiati da maestro di sci.
Il sole picchiava ormai a mezzogiorno e con la neve formava un
riverbero che richiedeva una protezione, soprattutto per non sbagliare
il calco. Lupo Bianco not in Kristal un'aria strana, come se
fosse molto interessato a lui. Lo guardava con un affetto che non gli
aveva mai visto. Quasi un amore. Nell'attimo in cui il suo assistente
si lisciava i capelli a spazzola, Santoni cap cosa stava facendo.
Kristal, lei si sta specchiando nei miei occhiali... si trova bello?
Mi scusi, ispettore.
Devo stare fermo perch si possa riflettere al meglio. Le pare il
momento?
Non volevo assolutamente essere d'intralcio alle indagini.
Allora lavoriamo seriamente: riponga tutta la sua attenzione su
questa impronta. La pi evidente  quella della scarpa sinistra.
Spruzziamoci sopra la Snow Impression Wax per solidificarla. Ne
faccia almeno due strati, cos siamo sicuri che sar perfetta per
essere riempita dal silicone a presa rapida. Ma il dentista dov'?
Non  potuto venire, comunque mi ha consegnato il materiale.
Appena ha sentito la parola "gratis", ha avuto un improvviso malore,
non  vero? Ma lei  sicuro di saperla fare, questa impronta?
Il dottor Prinz mi ha spiegato tutto, ho anche la spatola per distribuire
bene la pasta di silicone sull'orma.  stato molto gentile.
Gentile, un cazzo. Doveva venire qua. Ma un giorno glielo far
capire.
Il telefonino di Marzio indicava da tempo l'arrivo di un SMS.
Kristal, mi scusi, ma devo rispondere a un messaggio. Lei inizi il
lavoro, lo esegua esattamente come quando abbiamo fatto il calco
alle impronte del lupo.
Santoni aveva bisogno di tempo per gestire un messaggio sul
telefonino: non era un animale tecnologico. Lo apr.

Mio dolce Lupo, arrivo gioved, meglio non vederci fino alla
gara perch ho cos voglia di far l'amore con te che perderei tutte
le forze ed anche la discesa di Coppa del Mondo. Ma appena fatta
la Red, verr a casa tua e ti frullo tante di quelle volte che rimarrai
senza fiato. Mi manchi, Ingrid.

Quel messaggio scompigliava l'ordine su cui Santoni si era accanito
da ore. Tutti gli oggetti che aveva iniziato a riporre nella
sua mente, con cura maniacale, erano stati travolti da quell'uragano,
spinti negli angoli pi lontani del cervello. Lupo Bianco si
accasci sotto quel vento speciale, caldo, carnale. Ingrid Sting, la
campionessa del mondo di discesa libera, un intreccio di muscoli
e femmina. Forza del sole, imbrogliava, arruffava, complicava. Un
caos che Lupo Bianco non avrebbe voluto, ma era impossibile
difendersi. Il gigante forte, scolpito nella roccia, si sfald, sedotto
da quella maga Circe. Con lei aveva avuto un flirt, durante gli
allenamenti a Valdiluce, in autunno. Una settimana incredibile.
Si erano visti e subito lei se l'era portato in camera, saltandogli
addosso. Poi altri incontri furtivi, in hotel, di nascosto, anche perch
lei era una celebrit e per la sua bellezza veniva inseguita dai
fotoreporter. Un fulmine che aveva scosso la solitudine di Lupo
Bianco. Ebbe un sussulto di sesso a ripensarla. Quasi un colpetto
di tosse, una vibrazione del pene. Una distrazione eccessiva per
lui, poliziotto tutto di un pezzo. Con una fatica mostruosa risal la
china, accese l'aria condizionata nella mente. Ritrov la linea della
realt. L'eccitazione s'annull nel cotone delle mutande Cagi. Orso
pi che lupo, Marzio rispose all'sMS con un laconico Ok, anche
perch non era facile per lui scrivere di pi. Comunque Ingrid
gli mancava. Molto. Non era ancora un amore, ma sicuramente
un'attrazione gi forte.
Santoni, nonostante l'emozione, non aveva perso di vista Kristal,
alle prese con il calco. Era molto diligente e bravo, pignolo
al punto che ne era uscita un'impronta perfetta. Si decifravano
tutte le scritte.
Ottimo lavoro.
Grazie, ispettore.
Vibram, il carrarmato, 42 la misura, Timberland Plymouth il
modello.
Scarponcini classici da trekking, molto diffusi, anche Lupo Bianco
ne possedeva un paio, ma 44.
Kristal, vai subito da Tirelli sport, ha l'esclusiva di quella
marca. Potremmo stilare un elenco delle persone che l'hanno
comprate, affdati alla sua memoria, e non agli scontrini fiscali:
la media che tiene Tirelli la conosciamo bene, una ricevuta s e
quattro no. Minaccialo pure, se non collabora passiamo al "setaccio"
le sue dichiarazioni fiscali. Usa questa parola, fa paura.
"Setaccio".
Kristal se ne and ripetendo ad alta voce: Setaccio, setaccio.
Lupo Bianco si sedette su un tronco d'albero, vicino alla casa della
sarta. Il luogo migliore per osservare i dettagli di quell'impronta.
Erano le scarpe dell'assassino, o dell'amante di Marietta, o
semplicemente di un pompiere, un maestro di sci, un curioso. Se fosse
stato un amico della vittima, forse non avrebbe dovuto aspettare
di fronte alla finestra della camera, sarebbe entrato direttamente,
senza problemi, la chiave era inserita nella toppa. Perch allora
aveva raggiunto la villetta da dietro, come fanno i ladri e i malfattori?
Spiando, aveva aspettato il momento propizio per intrufolarsi?
Marietta, come ogni notte, si era coricata in coma etilico e l'uomo
aveva avuto vita facile per ucciderla? Per Santoni la strada si faceva
sempre pi in salita. Ma i pendii, da buon montanaro, erano i
percorsi che sapeva affrontare meglio.
Lupo Bianco not che in due interstizi della suola, esattamente
nella parte laterale sinistra, a met dello scarponcino c'era come
un'ombra, qualcosa che confondeva la precisione del carrarmato.
Quante volte, dopo una passeggiata nel bosco, o in una strada sterrata,
si era dovuto ripulire la suola inzaccherata di mota, riempita
di sassolini o, peggio ancora, di qualche bisogno d'animale? Dalla
prima analisi del calco, si vedeva con chiarezza che qualcosa si era
appiccicata, coprendo in parte la gomma del carrarmato. Difficile
stabilire cosa fosse. Anche la polizia scientifica, non avendo a
disposizione l'originale, non sarebbe stata in grado di risalire alla
sostanza. Ci voleva un po' d'immaginazione. Ricontroll le tracce
sulla neve ma non c'era nessun segno di polvere, fanghiglia, sporco
palese. La gomma del carrarmato risultava leggermente squagliata.
Fusa per il calore. La scarpa era stata appoggiata a lungo di fronte
al fuoco del caminetto, troppo vicino alle fiamme? O qualcuno
aveva calpestato un tizzone nell'incendio della casa di Marietta?
Improbabile, perch le orme delle scarpe semmai si dirigevano
verso la casa, non vi uscivano. Quindi la camminata era avvenuta
prima dell'incendio. La scarpa non poteva aver subto nessuna
modificazione dal fuoco.
Dopo un'ora, torn trafelato Kristal. La parola "setaccio",
ispettore, ha fatto subito effetto. Tirelli si  messo a correre per il
negozio a cercare le fatture, per dimostrare che era tutto regolare.
Sono state vendute venti paia di Timberland Plymouth, negli ultimi
sei mesi, dodici della misura 42. Ovviamente non si ricordava il
nome dei turisti che le avevano comprate, ma  riuscito a tirar gi
una lista di cinque persone di Valdiluce. Tre maestri di sci - Olinto,
Armando e Santino - e poi don Angelo, il nuovo prete di Valdiluce,
e il dottor Franzelli.
Dobbiamo interrogare le persone del paese che le hanno acquistate,
controllare che non ci sia qualcuno che Tirelli ha dimenticato
ad arte perch ha pagato senza scontrino. Venga, Kristal, le voglio
far vedere una cosa.
L'assistente si avvicin emozionato: era raro che Lupo Bianco
chiedesse un suo consiglio. Si concentr al massimo.
Se osserva bene il calco, c' qui, sulla sinistra, una piccola falla,
come se la suola fosse coperta di qualcosa.
Cacca?
Potrebbe essere, ma ha un aspetto diverso, la gomma sembra
fusa leggermente.
Ispettore, forse posso aver sbagliato la colata, magari  uno
sbaffo del silicone.
No, tranquillo, ho visto che sta anche nella neve, in tutte le orme
della scarpa di sinistra.
Potrebbe essere mota, cibo, sperma.
Sperma?
Non sa che quando lo sperma si rapprende, con il tempo diventa
duro come la calce? A me una volta....
Ci mancavano le imprese sessuali di Kristal! Meglio non indagare.
Certo, se fosse stato sperma e non un escremento, la storia si sarebbe
fatta pi trascinante. Per fortuna, in quel momento arrivarono
gli operai che avevano liberato la porta della cantina della casa di
Marietta, e finalmente si poteva eseguire un sopralluogo.
Entrate con cautela perch la scala  danneggiata.
L'atmosfera era quella avventurosa di chi si doveva calare in un
ambiente angusto, proprio come un seminterrato, e si aspettava
di trovarci qualcosa di importante, magari celato con cura. Kristal
e Marzio sembravano due bambini che scendevano nella pancia
della balena di Pinocchio. L'ispettore si ricord di un vecchio caso
di omicidio in cui si era trovato a frugare in una cantina piena di
robaccia, che sembrava una discarica. Quella volta con pazienza
aveva analizzato tutti i materiali per quasi dieci giorni, li aveva
catalogati, senza trascurare niente, rintracciando grazie al suo olfatto
un aroma strano, che sapeva di alcool mischiato a qualcosa di
pi dolciastro. Il suo odorato lo aveva portato a una fiaschetta, di
quelle usate dai cacciatori, un oggetto prezioso, d'argento cesellato,
che era stata infilata ad arte sotto il sellino di una bicicletta. Un
nascondiglio perfetto. Appena aperta, aveva sentito un forte odore
di grappa insieme a un profumo pi vellutato. Ne aveva versato un
goccio in un bicchiere. Non conteneva solo il distillato, ma anche
del sangue umano. Da l era arrivato facilmente a scoprire l'assassino:
Frank Bayol, orafo, che in un raptus aveva ucciso la moglie,
versato il suo sangue nella fiaschetta, nascosto il cadavere dentro
la cassaforte di casa sua.
Ispettore, stia attento alle scale, mi sembrano pericolanti. Vado
prima io....
...
Capitolo 7.

Il seminterrato della casa di Marietta era stato risparmiato dal
fuoco, una crepa sul pavimento immetteva la luce del sole, e non
c'era bisogno di lampade per vedere. Il pavimento, completamente
ricoperto da un misto di acqua e schiuma antincendio, era un vero
acquitrino. C'erano una vecchia macchina da cucire Singer, molto
bella, alcuni rotoli di tessuto, dai colori diversi, disposti con cura
su un divanetto bruciacchiato, tante bottiglie di Ginpin ordinate
su uno scaffale, la testa di un manichino coperta da una maschera:
rossa con un reticolo nero, sembrava la trama di una ragnatela,
due fessure per gli occhi, accentuate da sopracciglia scure, nessuna
apertura per la bocca.
L'uomo ragno.
Kristal copriva le lacune di Lupo Bianco. Comunque non c'era
dubbio. Anche l'ispettore conferm: L'uomo ragno.
Ma entrambi erano stati attratti da un mobile imponente che
occupava la parete in largo e in lungo: un armadio di metallo, blindato,
come una cassaforte. Un grosso lucchetto lo teneva sigillato.
Chiami Saverio, che venga con gli attrezzi per aprirlo.
Ispettore, non c' bisogno, ci penso io.
Kristal tir fuori dalla tasca un coltellino, modello svizzero, si mise
in ginocchio, infil la punta della lama nel cilindro, inizi a girare
in sensi diversi, appoggi per un istante un orecchio per sentire il
meccanismo, poi con un colpetto decisivo, fece scattare la serratura.
Una dote sorprendente per un poliziotto.
Ispettore, posso aprire la porta dell'armadio?.
Forse non era una procedura normale - avrebbero dovuto aspettare
l'assenso dalla Procura e seguire gli iter amministrativi - ma
visto che non c'era lo scasso, perch il lucchetto era stato aperto
obiettivamente senza alcuna effrazione, forse si poteva...
Perch mi fa questa domanda? Se il lucchetto non  chiuso perch
non possiamo aprire la porta dell'armadio?.
L'assistente non capiva, si gratt il ciuffo.
Apra, insomma!.
Kristal aveva gli occhi febbrili, si butt in bocca un Rocher che
ingoi velocemente, quasi da soffocare. Cosa diavolo poteva esserci
in quell'armadio di metallo, blindato e difeso da un gran lucchetto
in una casa semplice di una sarta di paese? All'apertura, l'esplosione
di colori li disorient. Dopo il nero fuliggine in cui erano vissuti
per tutto il giorno, sembrava di scoprire la casa dell'arcobaleno.
Fasce di rosso vermiglio, azzurro cielo, blu di Prussia, giallo oro,
verde squillante, nero pece ed ancora bianco ottico.
Ma cosa diavolo sono tutti questi costumi?
Sembra il guardaroba di una sartoria teatrale.
Santoni ripens immediatamente alle parole del medico condotto
di Valdiluce, quando parlava del lavoro di Marietta.
Eccezionale nel confezionare vestiti molto preziosi....
I costumi sembravano effettivamente di alta sartoria, alcuni avevano
delle applicazioni di metallo, o di plastica, color oro e argento.
Nella parte alta dell'armadio, c'erano numerose maschere di vario
tipo-, alcune orride - rappresentazioni di caproni o diavoli - altre
delicate - Minnie, Cenerentola - o buffe - Paperoga e Topolino.
Non si capiva a cosa potessero servire... Era un magazzino? Uno
scrigno che conteneva, al di l delle apparenze, misteri profondi?
Lupo Bianco ebbe un attimo di smarrimento. Lo stato d'animo che
pi temeva. Quando si navigava in alto mare, c'era un solo modo
per stare a galla: scacciare le sirene, prendendo decisioni rapide.
Da poliziotto. Attaccarsi ai dati, rifuggire dalle fantasticherie tipo:
satanismo, party trasgressivi, costumi per girare film pornografici,
orge in maschera, feste psichedeliche con uso di droga...
Bisogna catalogare ogni costume, stabilire a quali personaggi
si ispirino, scoprire se qualcuno di Valdluce fosse al corrente di
questo lavoro della sarta. Il dottor Franzelli, per esempio, ne era
a conoscenza. Dobbiamo anche stabilire se questi abiti erano qui
in custodia, o invece pronti per essere consegnati ai clienti.
Lupo Bianco not una stampella vuota, proprio al centro del
guardaroba. Sembrava che un costume piuttosto ingombrante
fosse stato tolto, d'urgenza, senza rimettere in ordine gli altri: una
strana lacuna che Marietta non avrebbe mai commesso. Alcolista,
certo, ma con il perenne bisogno di avere intorno a s ordine e
pulizia. Un po' come certi malati di depressione che, vivendo nella
confusione mentale, cercano l'armonia nella realt.
Guardi questo da Superman, quanto  bello!.
L'assistente, spostando gli abiti, aveva rivelato un dettaglio interessante.
Santoni infil le mani nel guardaroba, tir fuori un costume
con qualcosa di familiare. Una giubba blu, sulle spalline i distintivi
di qualifica, sul colletto gli alamari con le iniziali della Repubblica
Italiana. I pantaloni grigio-azzurri decorati da una banda laterale
color cremisi.
Marietta lavorava per la polizia?.
Lupo Bianco non rispose, si intrufol nella cappelliera, spost vari
diademi, una corona da re, una tiara e alla fine lo trov: berretto
blu con visiera, completo dello stemma dorato della Pubblica
Sicurezza, con le mostrine da ispettore.
Sequestriamo subito tutto il materiale. Questa  una copia esatta
della mia divisa. Qui sotto qualcosa ci cova. Di brutto.
...
Capitolo 8.

Un messaggio di Ingrid. Lampeggiava sul cellulare e sembrava
pi insistente degli altri, quasi fosse stizzoso: Decine di uomini
vorrebbero stare con me, invece io ho scelto te. E tu in cambio mi
rispondi solo ok? Se entro un minuto non mi mandi un SMS con scritto
almeno "ti voglio bene" tra noi  tutto finito. Chiaro? ingrid.
Le donne restavano le creature pi difficili in natura, quelle che
Lupo Bianco conosceva meno. Lui sapeva molto dei lupi, dei falchi,
degli orsi, delle marmotte: con loro poteva trascorrerci giorno e notte,
senza alcun disagio. Ma con le femmine c'era d'aver paura. Pens
di chiudere la storia non rispondendo, un'occasione perfetta: era
troppo solitario per poter gestire una donna vulcanica come quella.
Ma al solo pensiero del suo nome, Ingrid, scandito come era nell'sMS,
fu travolto da un vagone d'ormoni. Meglio non essere avventato.
Doveva cercare di capirla: oltre a essere la donna pi bella che aveva
avuto, profumava di neve. Candore e mistero.
Kristal, continui a catalogare i costumi raccolti nell'armadio, io
devo rispondere a un SMS. Poi andr a fare un giro dal Dogana.
Ma torno presto.
Si appart. Ti voglio bene non l'aveva mai detto a nessuno,
figuriamoci scriverlo, ma se quella era la chiave per continuare
a stare con lei, ne valeva la pena. Forse i messaggini restavano
per Santoni un mondo ancora da scoprire: ci vedeva una forte
componente ludica, si poteva anche giocare con i sentimenti, per
una frase del genere non doveva certo sposarla. Scriverlo non fu
difficile come pensava, anche perch trov subito i tasti giusti.
Ti voglio bene. Invia. Dopo pochi secondi arriv la risposta
di Ingrid.

Ok!.

Almeno questa faccenda era sistemata.
Ritrov la Vespa ad aspettarlo. Certezza della sua vita. Ereditata
dal padre, anziana ma vivace, una compagna straordinaria, efficace
su tutti i tipi di strada, era riuscito anche a guidarla con un metro di
neve. Molti gli chiedevano perch non si fosse mai fatto una macchina.
O un cane. Era lei la sua cagnolina, un po' bastardella. Una Vespa
50, anni ottanta, bianca come la neve, fedele pi di un carabiniere,
sempre affettuosa. Partiva al primo colpo e, appena Lupo Bianco
saliva sul seggiolino ormai sfiancato nelle molle, sentiva il suo sguardo:
quello di un'amica che non lo avrebbe mai tradito.
C'era un'aria intorno a Valdiluce che spandeva voglia di vivere.
Fredda, sbatteva sulla faccia. L'ispettore Santoni non aveva mai
usato una droga, ma quel mix di profumi che giungevano dal bosco,
il sapore della neve che a ondate raccoglieva il gelo e lo trasportava
sulla strada, il carburatore della Vespa che spruzzava fumi e strani
residui gassosi, lo stato di tensione accumulata in quelle ore, lo
spingeva altrove. Gli abeti coperti di neve sembravano un piccolo
esercito che Lupo Bianco stava passando in rassegna. La strada era
un tappeto candido, appena battuto dagli spazzaneve. Uno stato
euforico che Marzio aveva provato difficilmente d'inverno. D'estate
s, molte volte, in particolare quando le piante dei pascoli in fiore si
combinavano in tanti profumi, quelli della calendula con l'iperico,
timo, arnica, malva e la stella alpina, creando un'onda incredibile
che ti prendeva per mano fino a portarti al di l. A colmare lacune
con la fantasia. Anche le mucche che si mangiavano quella mistura
di erbe stregate giacevano a lungo nei prati, pi placide del solito,
con gli occhi ampi e felici, a osservare il panorama, confuse come
se avessero preso una droga.
Una vertigine bianca, naturale e gratita, che non avrebbe mai
potuto provare in citt. Per questo restava un gran privilegio vivere
lass. Su quei tornanti che erano la circonferenza della sua
vita, gli ritorn in mente Ingrid. Dal monte si stacc un fiocco di
neve e si pos sul manubrio della Vespa. Ingrid nuda, adagiata sul
cambio, comoda come se fosse su un trono. Un pezzo di nuvola
caduta dal cielo. Abbondante di bellezza. Donna sana e puttana.
Quando facevano all'amore lei lo bloccava con prese indissolubili
che aumentavano il piacere. Il suo culo bianco allargato sulle marce,
muovendosi come un impasto di farina, che su Marzio cadeva
docile. Acrobazie impossibili per altri, ma non per lei. I suoi muscoli,
atomici sulle discese libere, con Lupo diventavano di piuma.
E quello che pi amava, lei costretta ad essere frenetica, a battere
a cronometro sempre, con Marzio poteva concedersi una tregua.
Lupo Bianco stava andando diritto verso un paracarro. A morire
contro un pezzo di guardrail. Febbre di Ingrid e mal di neve. Con un
salto veloce stacc la terza, pass in seconda, poi in prima. Sband
fino a sfiorare il ciglio della strada. Un ispettore della polizia non
doveva mai dar retta alla magia, all'occultismo, alla stregoneria, ma
ogni tanto farsi lambire dalla fantasia non era male, e soprattutto
non era illegale.
Santoni aveva ormai raggiunto il distributore di Valdiluce per fare
il pieno di notizie, pi che di benzina. A Paride Berti, l'unico vero
detective del paese, bizzarro, sempre in servizio 24 su 24 come la
sua pompa di benzina, non sfuggiva niente: conosceva ogni avvenimento
accaduto a Valdiluce, anche perch interrogava tutti quelli
che passavano da lui, si informava, raccoglieva dati, da qui il suo
soprannome, il "Dogana". Poi si divertiva a trasmetterli agli altri,
attivando nel paese furibondi cicloni di pettegolezzi, insinuazioni,
maldicenze. Santoni, invece, doveva brigare molto per sapere qualche
novit e il Dogana si sottraeva, evitava, aveva paura di lui. A
ogni incontro, tra i due, si innescava un braccio di ferro, la forza di
Lupo Bianco era superiore, perch Paride aveva le sue debolezze:
noto voyeur, traffichino con le fatture, qualche investimento poco
chiaro. Appena il Dogana vedeva arrivare Marzio Santoni sulla
Vespa, si irrigidiva come una scopa. Quel sorriso che lo seguiva
sempre, il piacerino di far pettegolezzo scompariva, e la sua faccia
s'induriva sotto il cappello sporco, mai cambiato da anni. Se la
scientifica avesse analizzato il copricapo del Dogana, ci avrebbe
trovato tracce di petrolio, morchia, benzina, Ginpin, pane e salame,
farina dolce, sangue di maiale, inchiostro della penna biro, sperma.
Il loro era un duello senza regole. Paride Berti prendeva un'aria
intellettuale e parlava per metafora, con frasi sibilline, che Lupo
Bianco doveva interpretare. Il benzinaio part da quello che tutti
sapevano, ovvero dall'incendio della casa di Marietta. La notizia
del giorno era stata analizzata tra un rifornimento e l'altro da gran
parte degli abitanti di Valdiluce, senza trascurare nessun risvolto:
erotico, magico, alcolico. Consumata fin negli angoli pi oscuri.
Povera donna, ha preso fuoco come uno stoppino di una lampada
votiva.
Fingeva di essere dispiaciuto. Lupo Bianco sapeva che doveva
subito sparare la domanda che gli interessava senza troppe
circonlocuzioni: C' stata qualche festa mascherata in questi giorni
a Valdiluce?
 un paese che sotto la coperta ha pi malanni di Doretta, la
nostra nonnina centenaria.
Tutte le volte Santoni perdeva la pazienza. Gli lanci un'altra
domanda uppercut, anche se il Dogana era un grande incassatore.
Fai finta di non capire? A Valdiluce si fanno feste private dove
le persone si mascherano?
Chi perde la sua identit ha un fardello nel cuore o nella mente,
un peccato, un tradimento, un inganno, un omicidio. Tutti quelli
che si travestono, lei, ispettore, dovrebbe arrestarli. Metterli in fila
e fucilarli. Non sbaglierebbe.
Senti, Dogana, non mi fare incazzare. Rispondi. Dove si organizzano
queste feste?
Roba cattiva portata dalla tv.
In che senso?
La robaccia della televisione. Ha fatto pi male che bene.
Dietro il luogo comune della televisione forse si nascondeva
qualcosa di pi. Da verificare. Ma era troppo oscuro, detto cos, e
Santoni prov ad affrontarlo con un'altra domanda: Sapevi che
Marietta confezionava bellissimi costumi?
Pi che con le mani, si diceva fosse brava con la bocca.
La sfida si involgariva, sembrava impossibile tirare fuori il minimo
indispensabile da quella testa dura. Dopo la morte della sarta, il
Dogana aveva trascorso ore ed ore a ricamarci sopra. Probabilmente,
attraverso il flusso clandestino delle dicerie, si era gi arrivati
alla conclusione, alla sentenza definitiva. Marietta era stata uccisa
da... Ma tutti nel paese nascondevano, sotto la propria pellaccia
da montanaro, le notizie. Impossibile conoscerle. Cos, il povero
ispettore Marzio Santoni faticava a scoprire la verit, ma questo
certo non gli toglieva la passione, tenace com'era, anzi gli dava
una spinta in pi.
Allora non ti va di collaborare. Presto ti convocher nel mio
ufficio, cos ti faccio vedere un video fatto con il telefonino, mentre
stai spiando, dentro una macchina, una coppia di fidanzati, con il
tuo attrezzo in mano.
Io in mano tengo solo e sempre la mia pompa di benzina.
Lupo Bianco perse le staffe. Le sue braccia scattarono sul bavero
della tuta di Paride Berti. I muscoli sapevano della roccia delle
scalate. Per paura, il benzinaio fece cadere la mazzetta dei soldi
dell'incasso. Marzio ci mise sopra il piede. Il Dogana cap che
l'ispettore non stava scherzando.
Adesso ti faccio io una domanda, piccola piccola. Rispondimi
chiaramente, perch sai bene che io sono un po' stupido. Sei
pronto?.
Il Dogana scosse il cappellaccio, annuendo. Senza l'energia che
metteva a sparlare di tutto e di tutti, sembrava un vermetto pallido.
Chi  il cartomante?
 uno che legge le carte e toglie il malocchio, in giro a Valdiluce.
Ok, lo hai mai visto?
Non bene, va sempre a piedi. Non usa la macchina.
Descrivimelo.
Mi sembra uno belloccio che si fa molto i cazzi suoi.
Come si chiama? Avr un nome ed un cognome? Lo sai dove vive?
Ispettore, le giuro che ne ho sentito solo parlare, trascorre il suo
tempo nelle case delle donne di Valdiluce, ma fuori non si fa vedere
da nessuno, e non ho mai pensato di farmi togliere il malocchio.
Per forza. Sei tu che lanci il malocchio alla gente, con tutte le
tue maldicenze.
Poich la stretta sul collo era dolorosa, il Dogana pens di dare
a Lupo Bianco una vera informazione, per smarcarsi da quella situazione.
Con la voce bisbigliata che usava sempre quando diceva
la verit - quasi pensasse che sulla piattaforma del distributore di
benzina qualcuno li potesse sentire - sussurr: Alina.  lei che lo
alleva come un porco nella sua Locanda della padella nera.
...
Capitolo 9.

Ispettore, venga a vedere cosa ho trovato in una rientranza
dell'armadio.
Una valigetta. Qualcosa di scenico, come se fosse stata realizzata
per un film. Kristal la valut a lungo.
Sicuramente  di coccodrillo. Mio padre faceva il calzolaio, da
bambino mi ha insegnato a riconoscere le varie pelli, anche questa.
Spessa, dura, ben conciata, in rilievo. Non  un'imitazione, coster
un sacco di soldi. Di certo, non  di Marietta, viene da fuori. Da
qualche boutique di citt.
Un vistoso lucchetto numerico impediva l'apertura. Lupo Bianco
evit di dare un'occhiata a Kristal, spost lo sguardo altrove,
sent il suono del coltellino che con la sua piccola lama s'infilava
nella serratura, poi il magico clic. Due volgari scassinatori, ecco
cos'erano diventati.
Apro, ispettore?.
Ma perch insiste ogni volta che deve aprire una cosa gi aperta?
Ha bisogno della mia approvazione?.
Dentro una valigetta di autentico coccodrillo, un poliziotto si
aspettava di trovare banconote, bustine di droga, strumenti erotici
tipo vibratori, documenti cifrati, armi con il silenziatore, lettere e
video compromettenti. Invece conteneva, riposti con cura in spazi
dedicati, tanti oggetti diversi, senza che avessero tra di loro un'apparente
affinit. Kristal inizi a estrarli, uno dopo l'altro, a osservarli
incuriosito. Compil con voce chiara e forte l'inventario, mentre
registrava con il cellulare: 1 (uno) piatto fondo bianco timbrato
Richard Ginori, molto prezioso, con una decorazione di una foresta
sulla parte centrale ed un filo d'oro a contenere il paesaggio. 1 (uno)
cucchiaio d'oro massiccio, peso 50 grammi, costoso....
Sul raso celeste che copriva l'interno della valigetta, nel suo
scomparto, c'era un'ampollina di vetro di Murano, piena di un
liquido dorato, sigillata da una testa di donna d'avorio. Sembrava
la rappresentazione di una dama dell'ottocento, con una mascherina
sul volto. Di pregevole fattura. Lupo Bianco apr e annus il
contenuto, lasci che le molecole entrassero nel naso, le scombin
come palline da tennis, una accanto all'altra, fino a farle profumare
in maniera chiara, un parere inequivocabile, anche perch non
c'era bisogno del suo olfatto per scoprirlo. L'ampollina contiene
olio d'oliva. Non  extravergine, e ha sentore di muffa al centro,
vagamente rancido, di pessima qualit. Forse  un olio lampante,
di quello che non si usa per la cucina, ma per accendere i lumi
votivi, di una volta.
Kristal tir fuori dalla valigetta un'altra boccetta di vetro di
Murano.
...A mo' di tappo una testa d'avorio che rappresenta un uomo
con un'espressione malefica, bocca aperta come se stesse gridando,
due corna appena accennate. Sembra un diavolo od un dannato
dell'inferno.
Lupo Bianco inspir a fondo il contenuto. Come test olfattivi,
erano veramente troppo facili.
Acqua semplice. Di rubinetto, c' odore di cloro.
All'interno della valigetta c'era uno scomparto vuoto, pi grande
degli altri, per contenere un'altra ampolla, o un oggetto pi voluminoso:
una statua? Per una croce lo spazio non era sufficiente,
ma per un ostensorio, forse.
Kristal, dobbiamo trovare l'arnese che manca, potrebbe essere
da qualche parte. Qui tra le macerie della casa.
Beretta continuava a registrare ogni cosa: 1 (uno) ramoscello
di ulivo cinto da 1 (uno) cerchietto d'argento, con decorazioni
misteriose, sembrano geroglifici.
Lupo Bianco lo odor. Forse potrebbe essere la valigetta di un
rappresentante di commercio, un venditore, o un assaggiatore di
olio. Ma perch tenere nell'ampolla, sotto il volto di una graziosa
dama con mascherina, un olio schifoso al limite della commestibilit,
sembra quasi un lubrificante. Sar un truffatore?
Non credo che sia come dice lei, ispettor Santoni, forse mi sta
venendo un'idea, ma vediamo le altre cose.
Kristal era eccitato come un gattino che giocava con tante biglie
colorate. Si tolse i guanti, ingoi un Pocket Coffee - tanto per aumentare
l'eccitazione - se li rinfil e prese un altro elemento ben
sistemato all'interno della valigetta: un mazzo di carte. Vecchio
e consumato. I guanti gli impedivano di sentire direttamente la
filigrana della carta. Tenerle in mano - cos belle, antiche - e non
poterle maneggiare, era un vero sacrificio, ma poliziotto era e doveva
rispettare le disposizioni.
1 (uno) mazzo di carte denominate "tarocchi", per esser pi
preciso i ventidue arcani maggiori, che si usano normalmente per
predire il futuro.
Era la prima volta che Lupo Bianco ne vedeva un mazzo. Era importante
che uno dei due li conoscesse, e Kristal sembrava molto
competente: I tarocchi sono usurati, hanno fatto un gran lavoro
da molti anni, belle le figure, vede ispettore, questo  il fool, il matto,
 la mia carta, mi  sempre piaciuta. Non trova che io gli assomigli,
con i capelli a spazzola?.
Ma lei legge i tarocchi?
Da ragazzo, invece di studiare la chitarra, ho imparato a interpretarli,
per conquistare qualche ragazza: solo un neofita, niente
di pi.
Kristal, per dimostrare di saperne, li smazz, poi inizi a contare
le carte, una per una.
Un fatto strano. Manca l'Appeso, il dodicesimo degli arcani
maggiori, un uomo a testa in gi, legato per un solo piede.
Lupo bianco non pens che fosse un gran dettaglio, diventava
urgente invece concludere l'inventario, dopo si potevano formulare
delle ipotesi. Effettivamente non si capiva bene a cosa potessero
servire tutti quegli oggetti cos eterogenei.
Kristal, chiuda la lista.
C'erano altri due elementi da analizzare: 1 (una) noce sgusciata e
tagliata a met, abbastanza fresca, 1 (uno) schiaccianoci d'argento
piuttosto prezioso, con i manici a forma di zampe di caprone. Penso
che sugli zoccoli si appoggi la noce per rompere il guscio. Finito,
non c' altro. Fece una pausa d'effetto poi disse la sua: Potrebbe
essere il materiale che serve per togliere il malocchio....
Lupo Bianco fece un'espressione di disgusto: ancora tutte quelle
stronzate magiche? Sapeva bene che nell'investigazione ci che
sconfinava nel soprannaturale creava solo imperdonabile devianza.
Bisognava stare attaccati alla realt come un ingegnere meccanico.
Osservare solo gli ingranaggi che permettevano alla ruota della
bicicletta di girare, e non le fantasie di chi stava sulla sella. Un
concetto troppo complesso da dire, pi facile vedere dove Kristal
sarebbe andato a sbattere con le sue deduzioni.
Da bambino, sua madre o sua nonna non le hanno mai tolto il
malocchio?.
Santoni pens che mamma Elisa era troppo religiosa per credere
a queste superstizioni. Suo padre Alfonso si faceva il segno della
croce prima di mangiare e all'inizio di ogni taglio di bosco. Nessuna
concessione al paranormale, solo al cattolicesimo.
No, mai accaduto.
Allora glielo faccio vedere io.
Kristal si tolse i guanti, stava per prendere gli oggetti dalla valigetta.
Ma  matto? Queste sono prove, non le tocchi con quelle mani
sporche di cioccolata!.
Mi scusi, non posso farle vedere come si toglie il malocchio senza
usare questo materiale.
Se prova a sfiorare queste cose con le mani nude, l'arresto.
Beretta non si perse d'animo. Studi a lungo l'ambiente intorno
a s. Trov un piatto scampato all'incendio, ci gett dentro una
manciata di neve, la fece sciogliere finch non divent acqua, ci
aggiunse due aghi d'abete.
Fingiamo che siano rametti d'olivo.
Gir tra le macerie a cercare una bottiglia d'olio. Erano tutte rotte.
Scese allora di nuovo sotto, in cantina, torn trionfante con una
bottiglia di Ginpin, verde come l'erba di un prato.
Ispettore, faccia finta che questo sia olio.
Riemp un cucchiaio di plastica con un po' di Ginpin.
Ecco, adesso siamo pronti. Si metta a sedere.
Perch?
Se non facciamo cos, non capir mai come si toglie il malocchio.
Mi sembra importante per l'indagine.
Poi costrinse Marzio a sistemarsi sulla trave che reggeva i proiettori
della luce. Con aria solenne, pose la scodella sopra la testa di
Santoni, a contatto con i suoi capelli biondi.
Il piatto deve essere tenuto sopra il capo, inserito nell'aura del
corpo:  l che si annida il malocchio.
Senta, Kristal, smettiamola con le buffonate.
Siamo alla fine, ispettore, un attimo di pazienza. Nella posizione
in cui ci troviamo, con delle formule magiche, dal cucchiaio si fanno
calare le goccioline d'olio nella scodella. In base a come il liquido
reagisce a contatto con l'acqua, si pu capire se la persona ha o
no il malocchio. Se si dissolve, vuol dire che la fattura  potente e
bisogna ripetere la procedura per almeno tre volte. Se non sparisce
e le gocce d'olio restano ben definite, il malocchio non c'.
Perch mai l'ispettor Santoni detto Lupo Bianco avesse accettato di
partecipare a una simile messinscena, nessuno lo potrebbe spiegare.
Per stanchezza. Per una speciale educazione che gli impediva di
dire di no, soprattutto a Kristal. Perch, da bravo poliziotto, riteneva
che non si dovesse mai rinunciare a imparare qualcosa, anche
se balzana. Poteva sempre essere utile in un'eventuale indagine.
O perch, dietro il suo naturalistico approccio alle cose, in realt
nascondeva una malcelata passione per l'esoterismo?
Intanto il maresciallo Pieretti e l'ufficiale Mangiagallo, della polizia
scientifica, erano entrati silenziosamente, e si stavano godendo lo
spettacolo. Vedere Kristal che teneva sulla testa dell'ispettor Santoni
un piatto pieno d'acqua, con un cucchiaio colmo di Ginpin, era
una scena indimenticabile.
Ispettor Santoni, pensa che facendosi togliere il malocchio da
Beretta riuscir a vedere pi chiaro nelle indagini?.
Lo scherzo era iniziato e anche Mangiagallo disse la sua: A casa
mia usiamo l'ulivo benedetto, voi ci mettete gli aghi degli abeti? E
al posto dell'olio, il Ginpin? Niente male.
Lupo Bianco rimise subito in ordine la situazione, senza commenti,
iniziando a lavorare sul caso. Porse loro la ventiquattrore, forse
l'unico oggetto non devastato dalle fiamme.
Potrebbe essere la valigetta di un assaggiatore d'olio?.
Lupo Bianco part dalla prima ipotesi, la meno convincente. Cos
l'avrebbe eliminata per sempre, importante era ordinare ma anche
cancellare le tracce inservibili. Il pi preparato sembrava Pieretti,
magro come un'acciuga. La tuta bianca con la scritta "Polizia
Scientifica" era cos ampia che rischiava da un momento all'altro
di scomparirci dentro. Amava raccontare i dettagli delle cose,
come un maestro elementare: Un assaggiatore d'olio ha pochi
strumenti, i bicchierini blu cobalto per non farsi confondere dal
colore, lingua sensibile ai sapori, e soprattutto il naso, fondamentale.
Tu, Santoni, lo faresti bene quel mestiere. Ma che c'entra la
bottiglietta d'acqua? E il ramoscello d'olivo? Non serve a nulla per
l'assaggiatore.  sicuramente olivo benedetto, quello che si usa per
togliere il malocchio. Tutte le domeniche delle palme mia madre
mi mandava in chiesa a raccoglierne dei fasci che usava durante
l'anno per le sue operazioni da stregona.
E la mezza noce?
Mi pare che in alcune messe nere sia presente per la sua forma
simile al cervello, ma per il malocchio non ho mai sentito dire che
venisse usata.
Quindi la valigetta contiene il necessario per leggere il futuro e
togliere il malocchio?
 pi che probabile.
Non si doveva ricorrere ai tarocchi per arrivare alla figura del
cartomante. La storia si stava complicando. Santoni doveva subito
affrontare il problema: Kristal, mi cerchi questo cartomante, lo
voglio interrogare. Veda se  sua la valigetta di coccodrillo.
Con quegli oggetti che ci stanno dentro non pu che essere sua.
Visto che  l'unico che fa questo mestiere a Valdiluce.
Mille volte e poi altre mille le ho detto che non si pu lavorare
con i preconcetti. Dimostri ogni cosa, invece.
Pieretti e Mangiagallo, dopo una prima perlustrazione sul luogo
dell'incendio, erano piuttosto rassegnati. In particolare, il maresciallo.
 difficile trovare tracce utili in un luogo cos rovinato dalle
fiamme, tutti gli elementi si mischiano in una poltiglia confusa.
Santoni sapeva bene come le fiamme cancellassero qualsiasi segno
identificativo: il fuoco purificava, nel senso che toglieva di mezzo
peccati, orrori, corpi, oggetti, con il calore trasformava anche le
materie pi resistenti. Una devastazione in cui difficilmente sarebbe
stato trovato un seme. Lavoro arduo per un detective.
Se vi pu essere utile, durante l'incendio ho sentito un forte
odore di cherosene, che per via via si  affievolito e adesso 
completamente scomparso.
Un liquido infiammabile per accelerare la propagazione?
Potrebbe essere.
L'ufficiale Mangiagallo, grassoccio, cerc di spazzar via le ultime
illusioni: Il cherosene  un idrocarburo, che non si scioglie
nell'acqua utilizzata dai pompieri, ma potrebbe essere stato completamente
consumato dalle fiamme. L'odore pu denunciarne la
presenza oppure essere il risultato del rogo di altri materiali. Una
specie di abbaglio.
Pieretti aggiunse, pensoso: Certo, con l'olfatto che hai difficilmente
puoi aver avuto un miraggio, quell'odore di cherosene
qualcosa ce lo dovr pur dire.
E Cerc di lanciare un filo di ottimismo. Era simpatico, si muoveva
a scatti, sperso nella sua tuta bianca.
Abbiamo trovato il frammento di un quadro a olio, una superficie
porosa dove potrebbero essere rimasti residui di qualche prodotto.
 firmato, "Franco Franzelli".
 il medico condotto di Valdiluce, ma fa anche il pittore.
Non poteva che essere attaccato alla parete. Se risultassero tracce
identificative, vorrebbe dire che qualcuno aveva diffuso l'accelerante
sui muri. Questo confermerebbe l'origine dolosa dell'incendio.
Comunque non lasceremo niente di intentato.
Santoni osserv a lungo il reperto: era una porzione di un paesaggio
innevato e, a guardarlo bene, poteva rappresentare la stessa
casa di Marietta.
Kristal, gli scatti una foto e vediamo se con il computer riusciamo
a ricostruire tutta l'immagine, a me sembra proprio questa casa.
Va bene, ispettore.
Lupo Bianco lasci la scena ai suoi colleglli della scientifica. Era
soddisfatto del lavoro. Molte cose limpide erano state catalogate
nella sua mente, non poteva ancora essere certo che il rogo fosse
stato doloso, ma almeno aveva la coscienza a posto: stava facendo
al meglio il suo mestiere di poliziotto.
...
Capitolo 10.

La Locanda della padella nera stava fuori dal paese, all'inizio
della Valle Fredda, da l partiva la strada che conduceva al confine
di Stato. Una costruzione massiccia, alta due piani, un tetto spiovente
d'ardesia. L'insegna di ferro in stile inglese sbatteva sempre
per il vento, che in quella zona spirava forte. Una lampada ad olio
ciondolava sulla porta d'ingresso, rossa. Sembrava un postribolo e
Santoni poche volte lo aveva visitato. Era un luogo che lo metteva
a disagio. Senza uno stile preciso, non era un locale di montagna,
n di citt, o di mare, o di collina. Era semplicemente la Locanda
della padella nera, fuori da qualsiasi contesto di normalit. Alina
Bellini, la proprietaria, era una donna di circa 55 anni, ancora
piacente, magra, il volto coperto da molte rughe, quasi che uno
scultore avesse iniziato l'opera, abbandonando il lavoro a met.
Questa faccia tagliata a fette, con un nasino piccolo, da sparviero,
la rendeva diversa, e i suoi occhi neri vagamente crudeli la facevano
capace di una sottile perversione. Intorno a s molti misteri, di
cose mai dette ma gi fatte. Fissava a lungo, soprattutto i maschi,
con sfrontatezza, quasi a voler dire: Se vuoi mi puoi scopare,
sono tua. Vestita di pelle nera, aderente, con stivaletti acuminati
non per stupire, ma solo per annunciare voglie continue, appetiti
inestinguibili. Dietro, nelle poche stanze della locanda, si diceva
che si concedesse con facilit alle pi sfrontate leggerezze. Tutti
sapevano che era una grande amica di Marietta e che talvolta frequentavano
insieme pi uomini. Aveva visitato il mondo, accanto al
marito carabiniere d'ambasciata, che era stato ucciso in Thailandia
in un oscuro assassinio, forse legato ai servizi segreti. Lei, con il
piccolo figlio Ottavio, era tornata a Valdiluce. Dall'Oriente si era
portata dietro, oltre ad alcuni mobili e suppellettili, anche il fido
servitore, un nano thailandese, sordomuto: Dan Chupong. Con i
soldi dell'assicurazione e della pensione del marito defunto, aveva
costruito un'osteria con poche camere sulla vecchia porcilaia del
padre. Era stato subito un successo per l'originalit dei piatti, ma
anche per questa straordinaria diversit di Alina, del suo bizzarro
cameriere, e del Bamboccione, come lo avevano subito soprannominato
a Valdiluce: un Buddha, faccione sorridente, posato su una
pancia smisurata, a forma di grande vaso. La testa, la lingua e le mani
oscillavano in sincrono al primo tocco o vibrazione. Era un Magot,
una di quelle statue che si usano in Oriente per conoscere l'arrivo
dei terremoti. Tutti quelli che entravano nella locanda, provavano
un gran piacere ad assestargli un colpetto sulla testa, quasi fosse
un lasciapassare. E anche Marzio, quando arriv alle 20:30, dette
la sua spintarella al Bamboccione, che mise subito in moto la testa,
la lingua e le mani. Si diceva che portasse fortuna. Lo credevano
soprattutto i giocatori delle lotterie, che si auguravano, facendo
una carezzina sulla testa del Magot, di vincere somme importanti.
Altri vaticinavano i numeri da giocare al Lotto in base a come il
Buddha si muoveva, a quanto tempo durava l'oscillazione, se mani,
testa e lingua finivano all'unisono, o con qualche diversit. Ognuno
dava la sua previsione, e il Bamboccione se l'era conquistata gi la
leggenda di essere un talismano. Alina Bellini aveva messo in piedi
uno spazio vendita organizzatissimo: Lotto, Superenalotto, e anche
giochini d'azzardo non permessi.
L'odore della locanda era piacevole, alimentato da profumi esotici.
La vena orientale, memoria di tanti viaggi della sua proprietaria,
era presente ovunque: drappeggi, spade decorate appese al muro,
stampe di varie divinit indiane. Al centro della sala, un enorme
affresco che rappresentava una testa di maiale, con gli occhietti
piccoli e furbi, sembrava che ridesse o che fosse complice di qualche
malizia. Sotto ondeggiava la fiamma di una lampada votiva di
coccio. Era chiaro che il porco era il dio della Locanda della padella
nera, da onorare e rispettare.
Nel locale si poteva mangiare solo di sera. Cibo estremo. A scorrere
il menu, una persona sensibile, abituata a pietanze preconfezionate,
poteva inorridire, ma c'era gente che adorava quelle leccornie,
venivano da tutti i paesi vicini e lontani, e si doveva sempre
prenotare. Cervello fritto, trippa, animelle, sanguinacci, fegatini,
piccione, coratella, pajata... ma il piatto superstar, su cui ruotava
la serata, intorno al grande caminetto fuligginoso, era il migliaccio,
una crpe fatta con il sangue di maiale. Santoni non aveva mai
assaggiato quella specialit, ma prima o poi l'avrebbe provata. E,
visto il successo che riscuoteva, non doveva essere male. Bastava
superare il raccapriccio iniziale.
Dopo l'avvio del locale Alina aveva avuto qualche problema con
le autorit sanitarie, ma poi era riuscita, investendo molto su attrezzature
sofisticate - abbattitori di temperatura, grandi frigoriferi
che operavano a condizioni termiche diverse, pastorizzatori - a
ottenere la licenza per poter trattare il sangue di maiale. Da quel
giorno non c'erano stati altri problemi.
L'aria, nella Locanda della padella nera, era gonfia di molti odori:
profumo di deodorante Atkinsons serie Coloniale, che una coppia
di turisti aveva addosso dopo la doccia nell'hotel, emanazioni di
corpi silvestri, boscaioli e operai delle funivie, i veri frequentatori
quotidiani, un diffuso sentore di grasso bruciato che veniva dalle
tante lampade ad olio.
Alle 20:45 inizi il food-show di Alina. Il tenue odore del sangue di
maiale invase il locale, un sibilo d'eccitazione, come se un serpente
si insinuasse equivoco. Strega o direttrice d'orchestra? Sul grande
camino acceso, la Bellini armeggiava con la sua padella nera,
incrostata da cerchi magici, quasi sonori, l'arroventava sul fuoco di
legna fino a che non s'incendiava. Poi gettava un liquido misterioso
nel camino che generava una fiamma enorme ed improvvisa. Il rito
scoccava preciso: solo allora Alina faceva scendere l'olio, che schizzava
ad illuminare i volti dei paesani. Occhi antichi, barbe ribelli,
autonome a qualsiasi progetto, lunghi nasi bitorzoluti. Era come
una trib indiana: scarpe Timberland, pantaloni di velluto, camicie
a quadrettoni, scacchiere su cui giocare d'azzardo, per cancellare
incubi o pensieri bruciati dall'alcool. Pochi sogni di speranza nei
volti di quella platea, solo l'attesa d'impossessarsi di un migliaccio.
Alina, al momento giusto, quasi a sancire la sua sinfonia, urlava:
Dancipong, Dancipong!.
Gli avventori replicavano in coro: Dancipong, Dancipong!.
A quel punto era la volta del nano thailandese, il servitore muto
di Alina Bellini. Tenendo in alto, per quanto lui potesse, la bottiglia
di vetro trasparente piena di sangue di maiale, attraversava la
locanda come se portasse in trionfo una coppa di calcio. Il pubblico
urlava e applaudiva. Santoni not come Dan Chupong fosse
elegante in maniera esagerata, indossava un bellissimo vestito, o
forse un costume dal taglio impeccabile. Come se consegnasse in
un rito pagano la sua offerta alla dea, il nano si inginocchi davanti
ad Alina. Lei, brusca, con dispetto, gli strapp di mano la bottiglia.
La innalz come un oracolo, facendola sobbalzare a un ritmo tutto
suo, i tacchetti degli stivali neri battevano sulle mattonelle di cotto,
il succo schiumava. Con un giro ampio e spettacolare, dal collo della
bottiglia il sangue gocciol giusto nella padella nera, sfrigolando,
poi si diffuse un tenero profumo zuccherino: la crpe si solidific
per magia. Era il momento tanto atteso. Il pubblico, ammaliato da
quello strano spettacolo, applaudiva a ritmo incalzante.
Sangue, sangue!.
Lupo Bianco si domandava come potesse avere successo una
simile rappresentazione. Lui preferiva i locali tranquilli, dove si
cenava in silenzio, mangiando prodotti della montagna, ma certo
quella era una grande operazione di marketing. In fin dei conti, il
migliaccio era stato per secoli uno degli alimenti principali di Valdiluce.
Alina fece volteggiare nell'aria la crpe, tre salti mortali con
caduta nel piatto. Un soffio bianco, una nevicata di parmigiano, in
abbondanza, poi l'arrotol come una pergamena preziosa e la mise,
infine, in gioco, verso le mani avide che aspettavano, senza regole,
senza liste: la mangiava il pi abile, il pi forte e quasi scoppiavano
delle risse alla Locanda della padella nera, per accaparrarsi un
migliaccio caldo.
Santoni ordin solo un piatto di necci, crespelle meno truculente,
fatte con farina di castagne, ripiene di ricotta. Un bicchiere di vino
rosso, tanto per restare in tema con il colore della serata. Straordinaria,
questa Alina Bellini, ogni giorno richiamava un sacco di gente.
Alla fine dello spettacolo, Lupo Bianco la convoc al suo tavolo.
Dimostrava molto di pi della sua et, le rughe erano state evidenziate
dal fumo e dalla fuliggine, una maschera disfatta dal calore.
Sembrava appena uscita da uno stato di trance, senza pi il diavolo
in corpo, dalla bocca solo un filo di voce. Era preoccupata di parlare
con l'ispettor Santoni, bello e pericoloso, da tenere alla larga, come
aveva fatto sino ad allora. Lui stava sempre dalla parte della legge.
Incorruttibile come maschio e come poliziotto.
Ispettore, spostiamoci in una zona pi tranquilla, venga.
Lo port in una specie di retrobottega, diviso dal locale solo da un
separ, dove erano accumulate casse di birra, vino, tre grandi frigoriferi,
al centro una specie di salottino. Forse un saldo di arredamento,
vecchio pi che antico, un tavolino traballante, due poltrone in pelle
nera. Si sedettero. Lei profumava di fuliggine e sangue di maiale.
Qui facciamo spesso dei tornei di braccio di ferro. Questi boscaioli
hanno sempre qualche voglia in corpo e noi li facciamo sfogare.
Sa dirmi qualcosa del cartomante?.
I suoi occhi svaporati ripresero luce, come la brace di un caminetto
quando arriva una folata di vento. Brillanti e pungenti.
 partito ieri, ha lasciato la camera.
Quindi stava in albergo da lei?
S, ma  andato via.
E torner?.
Alina rise.
Chi pu dirlo, un tipo cos imprevedibile,  un uccel di bosco.
Lupo Bianco fulmin una serie di dettagli: la Bellini sudava leggermente
sotto il naso, tacchettava frenetica sul pavimento, con un
dito grattava la pelle nera del divano, sbottonava e riabbottonava
la camicetta. Forse era l'emozione di essere interrogata, ma la sua
reazione era eccessiva. Lui decise di vedere subito la camera: magari
erano rimaste delle tracce utili, non si doveva dare tempo a nessuno,
per aggiustare le cose.
Potrei vedere la stanza dove soggiornava?
Certo,  la numero sette, chiamo Dan Chupong, cos l'accompagna
di sopra,  lui che pulisce ogni giorno tutte le camere.
Alina tir fuori dalla sua tasca un piccolo tablet. Lupo Bianco lo
guard con sospetto. Quando c'era di mezzo la tecnologia, lui era
sempre in imbarazzo. Non che fosse un fautore dei segnali di fumo,
ma la scoperta di quel mondo lo metteva in uno stato di inferiorit.
Dan Chupong  sordomuto, con questo sistema lo posso sempre
chiamare, lui vede lampeggiare il display e sa che sono io. Pu ricevere
SMS, foto, video. Qualsiasi comunicazione, gli arriva subito.
Capisce l'italiano?
No, solo il thai, e il linguaggio dei segni. Dan Chupong  un nano
testardo, non ha mai voluto impararlo, anche se proprio per via della
sua condizione, non  facile apprendere una nuova lingua.
Come mai  venuto con lei?
Quando mio marito fu ucciso nell'ambasciata, Dan Chupong era il
suo aiutante.  stato lui a volermi seguire a Valdiluce: era terrorizzato
che anche la sua vita fosse in pericolo.  una persona servizievole e
molto grata.
L'omicidio di suo marito  stato chiarito?
Mai. Erano coinvolti i servizi segreti. L'ambasciata ha calato sul
fatto un silenzio che ancor oggi mi pesa come un macigno.  stato
doloroso....
Alina si stava commovendo, e senza la solita baldanza, sembrava pi
umana. Per fortuna Dan Chupong apparve subito. Si era cambiato
d'abito, un completo blu di sartoria, bella camicia bianca, cravatta
azzurra di qualit, i pantaloni stretti su un paio di scarpe nere lucide.
Visto da vicino, era un uomo veramente piccolo e non faceva nulla
per sembrare pi alto. Anzi si rannicchiava, cercava di farsi palla, si
appoggiava al muro per cancellare la sua ombra, aveva solo due occhi
orientali che sembravano il monitor di un radar, oscillavano intensi,
strisce luminose che potevano contenere il mondo circostante, ma
difficili da decifrare. Sapeva di niente: per la prima volta in vita sua
Santoni aveva incontrato qualcuno che non aveva un odore. Una
strana meraviglia. Custode muto di tutto, alle domande di Lupo
Bianco - che la Bellini gli traduceva nel linguaggio dei segni - lui
scuoteva la testa per dire s o no, come il Bamboccione all'ingresso
della locanda. Sembr confermare tutto quello che Alina aveva gi
detto all'ispettor Santoni.
Posso vedere la camera?.
La numero sette era una stanza molto banale, nessun riferimento
all'oriente ma un classico locale alpino in legno chiaro d'abete, tipico
di una pensione a due stelle. Di una semplicit spartana. Al centro,
un letto a una piazza e mezzo, con una coperta di lana sopra. Qualche
stampa con vedute di montagna. La porta aperta sul bagno lasciava
intravedere una modesta doccia, asciugamani freschi di bucato e
riposti su uno sgabello bianco, un bicchiere di plastica, due saponette
tonde incellofanate. Santoni sent un forte odore di lampone.
Guard nell'armadio. Non c'erano valigie, borse, oggetti, indumenti,
niente. La camera era stata accuratamente pulita, nessun segno di
presenza umana. Dan Chupong osserv immobile come una statua,
con le braccia conserte. Palesemente irritato dall'accurata ispezione
di Lupo Bianco, forse pensava che fosse un funzionario del ministero
della Sanit, venuto per un controllo sull'igiene e la pulizia.
Ok. Possiamo andare.
Il nano gir il culo, innervosito, camminava a scatti e mormorava
suoni gutturali di dissenso. Visto da dietro, mentre allungava sul passo,
diventavano ancor pi evidenti le sue gambette storte. Se un chirurgo
avesse potuto raddrizzarle, ci avrebbe guadagnato venti centimetri. Il
vestito impeccabile era di sicuro opera di una brava sarta come Marietta,
per poterlo confezionare su un corpo cos sgraziato. Lupo Bianco
lo blocc in cima alle scale, preferiva interrogarlo da solo, lontano da
Alina. Prov, prima scandendo lentamente le parole e poi a gesti, a
porgli una domanda: Questo abito  stato fatto da Marietta?.
Dan Chupong finse di non capire, eppure Lupo Bianco aveva fatto
di tutto per essere chiaro. Aveva mimato il cucire, usando ago e filo,
scritto su un pezzo di carta Marietta, rappresentato con sufficiente
drammaticit le fiamme dell'incendio dove la povera sarta era morta
all'alba. Lui, immobile come una statua, non mostrava alcuna emozione,
per dopo molte insistenze scrisse sul foglietto di Santoni un
numero, e gli fece capire che con quello avrebbe potuto comunicare
con lui sul tablet. Ma come, se sapeva solo il thai? Per Marzio era gi
diffcile inviare un SMS in italiano.
Lupo Bianco scese di nuovo sotto per parlare con Alina.
Allora, mi dica come si chiama il cartomante, nome e cognome.
Non sono una poliziotta.
Lo ha almeno identificato?  inserito nel registro delle presenze.
Ha visto la sua carta d'identit.
La Bellini respir a fondo, fino a far scoppiare la camicetta, un
avvertimento pi che un tentativo di seduzione.
Ispettore, il cartomante era un mio ospite, cos non gli ho chiesto
i documenti.
Gratis?
S, pensione completa gratis.
Ma quanto costa qui al giorno?
80 euro.
Scusi, e come si sdebitava questo cartomante?
Mi leggeva le carte ogni giorno, mi toglieva il malocchio mattina
e sera. Un gran lusso.
Lo pagava bene.
La sua tariffa, precisa. Questo era il suo prezzo.
Quindi non sa come si chiama.
Lui si  presentato una mattina a Valdiluce come "il cartomante"
e nessuno si  mai chiesto quale fosse il suo vero nome.
Quanto tempo fa?
Un mesetto.
Alina, lei mi sta prendendo in giro! Come  possibile che non
sapesse l'identit del cartomante? Forse non vuole dirmela?
Ispettore, ma scherza? Glielo giuro, non lo so. Comunque deve
pensare che in paese le persone si conoscono pi per il soprannome
che per la loro vera identit. Per esempio, se lei mi chiedesse come si
chiama il Dogana, non saprei risponderle: per me  il Dogana e basta.
Appena iniziava un'indagine a Valdiluce, l'ispettor Santoni ne
veniva a scoprire di magagne! Tirelli Sport non emetteva le fatture,
alla Locanda della padella nera non si identificavano gli ospiti. Lupo
Bianco li avrebbe dovuti denunciare tutti e due, ed eravamo solo
all'inizio, ma adesso gli premevano altre urgenze.
Almeno l'avr guardato in faccia. Me lo descriva.
Alto un metro e settanta, bello, un volto talmente fine, signorile,
che  difficile rappresentarlo, un po' come lei, ispettore... Uno dice
bello, ma come si fa a descrivere la bellezza?.
Alina fece uno sguardo equivoco, di quelli che l'avevano portata al
successo come sirena adescatrice.
Lei  reticente. Non  possibile che non sappia darmi altri dettagli.
Un tipo magico, difficile afferrarne il mistero.
Il colore degli occhi?
Ha uno sguardo cos seducente da far girare la testa, lo sa che non
saprei dirglielo?
Difetti fisici, qualcosa di negativo?
Un uomo perfetto. Come la XXI carta dei tarocchi. The world. La
pi bella di tutte. L'ultima degli arcani. La conosce?.
Lupo Bianco iniziava a spazientirsi, quella donna non voleva dirgli
nulla. E poi per un poliziotto la parte esoterica era pi indigesta di
una frittella al sangue di maiale. C'era tempo per andare in fondo
alle cose. Meglio tagliare corto. Il neccio gli aveva dato i bruciori di
stomaco e odiava prendere un digestivo. Se ne and contrariato,
senza rispondere.
...
Capitolo 11.

Santoni ritorn verso casa, spirava un gran vento di tramontana
che faceva volare la Vespa. Gli abeti sembravano cannoli scossi da
un pasticcere, nuvole di neve, quasi una tormenta. Lupo era molto
concentrato, usciva da un incontro che non lo aveva soddisfatto,
gli era rimasto qualcosa di amaro in bocca, come se non avesse
digerito quelle strane presenze, cos lontane da lui: la Locanda
della padella nera, Alina Bellini, il migliaccio, il nano thailandese. E
poi la valigetta di coccodrillo con quel suo carico di oggetti strani,
l'armadio pieno di costumi, il fal dello scaldino, la copia della sua
divisa da poliziotto. Tanti ingredienti diversi tra loro che nessun
cuoco al mondo sarebbe mai riuscito ad amalgamare.
Appena rientr in casa, si precipit al suo formicaio. Era uscito
all'alba, quando le formiche erano scomparse. Per fortuna le ritrov
tutte, il grande ceppo si era rifatto nero. New York si era ripopolata,
la metropoli pulsava come sempre. Brulicavano indaffarate, strette
tra di loro, a difendersi dal vento, quasi spirasse anche dentro la
teca di vetro. Aveva letto da qualche parte che le formiche possedevano
un super olfatto, con il quintuplo dei recettori in pi di
qualsiasi altra specie. Ecco perch avevano sentito il fuoco e il fumo
dell'incendio prima di Santoni e si erano ritirate al sicuro in qualche
rifugio segreto. Anche Lupo Bianco aveva un ottimo odorato ma,
al confronto di una formica, era solo un dilettante. Sembravano
pi affamate che mai, e lui mise sul tronco una pallottola di pane
e miele, in un istante divent un tartufo nero. Gli dava pace la vita
delle formiche, regolata da una civilt straordinaria. Un universo
chiaro, matematico, pur nella sua complessit, non aveva niente
del cosmo orrido che lo aveva perseguitato per tutto il giorno.
Una formica si era attaccata al dito di Marzio. La osserv a lungo,
poi la ripose nel formicaio. Scomparve in un attimo nella massa.
Cerc di scrutarla, notare le differenze, erano tutte uguali, solo la
regina doveva essere pi grande, pi potente, ma da lui non si era
mai fatta vedere. Marzio annus il dito medio, dove l'insetto aveva
sgambettato. Sapeva di miele, di pane. Ma soprattutto di formaggio.
Si era dimenticato di averne tagliata una fetta, e averla lasciata sul
piatto. Pecorino toscano fresco. L'altro suo ospite, il topo Mignolino,
aspettava il suo cacio con ansia. Il barbagianni era nascosto
nel buio, appollaiato sul faggio, sicuramente li stava osservando.
Lanci il suo lungo verso, lugubre. Mignolino scapp impaurito
nel suo buchetto dentro la legnaia, e lasci al centro della stanza
il formaggio. Quel barbagianni si sarebbe mangiato prima o poi
Mignolino, ci passava le nottate in attesa. Lupo Bianco infil un
frammento di formaggio dentro la fessura della tana.
Suon alla porta Fidelio, l'idraulico di Valdiluce. Puntuale, era
venuto ad accomodare la lavatrice che perdeva acqua. Non ebbe
neanche bisogno di guardarla, la conosceva da molti anni.
Povera vecchietta, l'encefalogramma  piatto, ma tu insisti che
non vuoi cambiarla.  cos antica che la potresti esporre al museo.
Fammi questo piacere, provaci. Le sono affezionato.
Io te l'accomodo, questa per  l'ultima volta. Dovresti venire
prima o poi in occidente, nel mio negozio. Anche quel televisore
in bianco e nero... insomma, sei un cavernicolo. Se continui cos,
 chiaro che rimarrai solo perch nessuna donna vorr vivere in
una casa con degli elettrodomestici preistorici.
Non mi sembra una cattiva idea.
Ogni volta era la stessa storia. Lupo Bianco si ricordava perfettamente
come sua madre Elisa avesse brigato per comprare quel
modello di lavatrice - una cambiale dietro l'altra - e tenerla in casa
significava conservare in vita qualcosa di lei. Anche la TV era un
vecchio modello Siemens pagato a rate, su quello schermo aveva
visto con suo padre Alfonso, le Olimpiadi di sci di Calgary. L'uno
accanto all'altro, sul loro piccolo divano. Il suo corpo sapeva d'abete.
Il padre rifuggiva le esibizioni di affetto. Ma quella volta gli
aveva appoggiato sulla spalla un braccio. Era il pi bel ricordo della
sua vita. Perch doveva spiegare tutto a quell'impiccione di Fidelio?
Preferisco passare le serate davanti al caminetto o a studiare le
formiche, che ci posso fare? Io vivo da solo e non ho bisogno di
troppe diavolerie in casa.
I Anche se sei un cavernicolo, comunque qualche bella passerotta
l'hai messa nella rete. In paese si dice che sei un latin lover, staresti
con quel tocco di donna di Ingrid Sting, la campionessa di discesa
libera. Ho visto delle foto sui giornali,  uno schianto.
Lupo Bianco sapeva che prima o poi Fidelio sarebbe finito a dire
qualche volgarit, ci stava girando come un pesciolino: "Una gran
fica... Una bella trombata. Una topona spaziale...". Marzio tagli
corto con l'autorevolezza del poliziotto: Parliamo un po' di questo
cartomante, lo conosci?
Certo, a Valdiluce  una star. Un grande amico di Marietta, li ho
visti spesso insieme.
Ti ha letto le carte o tolto il malocchio?
Assolutamente no! A casa mia, con mia moglie in giro, non ci
deve entrare. Per carit.
E che farebbe, di tanto male?
 un trapanatore, le guarda negli occhi e tac, loro ci cascano!
Forse le ipnotizza, comunque a casa mia  meglio che non ci entri.
Anche se mia moglie rischierebbe poco perch  giovane.
In che senso?
Si dice che ami andare solo con le donne di una certa et. Mi
capisci?. Fidelio mostrava un certo nervosismo. Marzio, io sono
venuto solo ad accomodare questa vecchia lavatrice, se era per
farmi un interrogatorio, allora....
Scusa, scusa, almeno riesci a descriverlo, questo benedetto cartomante?
Avr un nome come tutti noi?
Io l'ho sempre sentito chiamare solo e soltanto il cartomante.
Una faccia, degli occhi, una carta d'identit?
Assomiglia a tutti e a nessuno.  come l'immagine che si vede
su Facebook, quando non c' la fotografia, un profilo vuoto. Vale
per quelli che non vogliono farsi riconoscere. Spetta ad uno come
te, della polizia, riempirlo con un volto. E un nome.
...
Capitolo 12.

La stanza dell'ufficio di Lupo Bianco, fatta di legno d'abete, pi
che un posto di polizia, sembrava un rifugio alpino: ricetrasmittenti,
tre paia di sci appoggiati al muro, pelle di foca per l'alpinismo, un
vecchio computer spento, due poster giganti con l'immagine di un
elicottero della polizia durante un'operazione di soccorso, il monte
Cervino e un falco che planava nel cielo azzurro. L'ispettor Santoni
pose sulla scrivania il foglietto su cui Dan Chupong aveva annotato
il suo numero di telefono. Quel nano era molto interessante. Il suo
modo di rispondere s o no - secco, senza tanti sotterfugi - piaceva
a Marzio: si perdeva poco tempo e, se fosse riuscito a decifrare
qualcosa di pi di lui, avrebbe avuto informazioni importanti, ne
era certo.
Kristal, il nano sordo di Alina, lo conosce? Si chiama Dan Chupong,
gli mandi un SMS, lo convochi qui, gli sottoponga la valigetta
del cartomante, veda se l'ha mai vista nella camera 7. Questo  il
numero del suo tablet.
Ma se  sordomuto, come faccio? In pi parla solo thai. Che gli
scrivo?
Ci provi, usi un po' di fantasia, se Dan Chupong vuol collaborare
con noi capir qualsiasi idioma, altrimenti rimarr sordo e muto.
Parli il linguaggio che tutto il mondo conosce, quello delle immagini.
Intanto faccia entrare il dottor Franzelli, che ha aspettato il
giusto.
Il medico condotto infil la porta ancor pi imbrattato di pittura del
solito. Doveva aver trascorso la notte a dipingere paesaggi innevati.
Era quasi sgarbato, non capiva perch fosse stato convocato nel posto
di polizia. Santoni si mostr deciso.
Dottore, lei conosceva bene Marietta. Forse sa pi cose di quelle
che mi ha detto finora. Franzelli aveva il volto contratto, stava
rimuginando qualcosa. Santoni continu: Per esempio, non 
da escludere che abbia frequentato la sarta anche intimamente.
Il dottor Franzelli era di un pallore malato, sui suoi occhi scorrevano
i pensieri che aveva elaborato nella notte.
Lei  inopportuno.
Risponda:  andato o no a letto con Marietta?.
Il medico capiva che la morsa del poliziotto non gli avrebbe
dato scampo. Che prima o poi la verit sarebbe uscita fuori, da
qualche parte. Sbott impetuoso, quasi vomitando le parole.
Una furia: Ebbene s, se  quello che vuole: sono un criminale!
Ho commesso una lista di reati che la renderanno un poliziotto
soddisfatto. Marietta l'ho scopata molte volte, come altri abitanti
di Valdiluce. Mi ha regalato il suo Ginpin fatto in casa e quindi
illegale. Mi ha cucito un costume che rappresenta perfettamente
Pluto, con quello sono andato ad alcune feste non solo a Valdiluce
ma in altri paesi e citt. Contento? Ho confessato tutto,
mi deve arrestare? Sar condannato all'ergastolo?.
Santoni camuff un sorriso di sorpresa.
Si veste da Pluto?.
Franzelli si ricompose, cap di essere stato eccessivo, abbass
il tono di voce, cerc di recuperare un po' di contegno con il
poliziotto Santoni.
Quel giorno che mi ha visto perplesso perch mi era sfuggito
quanto Marietta fosse brava nel confezionare costumi preziosi,
era semplicemente un atto di pudore. Ho quasi sessant'anni, le
pare che un uomo della mia et, medico condotto, possa far sapere
a tutti che ama vestirsi da Pluto?
 curioso, certo, ma....
Franzelli si indispett di nuovo: Basta, glielo dico una volta per
tutte, cos non la facciamo lunga: sono un cosplayer.
Lupo Bianco non l'aveva mai sentita dire una parola del genere,
quante cose stava imparando durante questa indagine!
 una devianza, qualcosa di sadomaso?
Ma no !  possibile che voi poliziotti pensiate sempre con il cervello
stretto? Cosplay viene dall'inglese, dalla contrazione di due
parole, significa giocare con i costumi. Semplicemente, sono un tipo
che ama indossare un abito tratto da un fumetto, per rappresentarne
non solo le sembianze ma anche l'anima. Io ho scelto Pluto: lo so,
forse  un po' da vecchietto, ma  il mio idolo fin da bambino...
Ecco perch nel mio tempo libero divento Pluto. Ma non faccio
la pip in giro, n mordo qualcuno. Non ho la rabbia. Nel mondo
ci sono moltissimi cosplayer, di solito sono ragazzini appassionati
di fumetti giapponesi, non gente della mia et. Ecco perch qui
ci riuniamo clandestinamente, altrimenti ci prendono per matti.
Solo nelle grandi manifestazioni internazionali ci facciamo vedere
da tutti, ma nessuno mi riconosce perch in quell'occasione io
sono Pluto. Ha afferrato bene qual  il mio terribile vizio? Marietta
era diventata una delle pi brave sarte a confezionare abiti per i
cosplayer. Una vera artista.
Finalmente i costumi raccolti nel grande armadio di Marietta
trovavano la giusta collocazione. Al centro della sua piattaforma
mentale.
A Valdiluce ci sono altre persone che come lei praticano... il
cosplay?.
Il dottor Franzelli scoppi in una grande risata, vagamente canina,
forse aveva veramente qualcosa di Pluto.
Praticare il cosplayl Ne parla come se fosse un'attivit losca. Praticare
la sodomia o l'onanismo, il sesso estremo, una perversione....
Senta, dottor Franzelli, ha capito benissimo la mia domanda, ma
gliela ripeto: chi sono gli altri cosplayer di Valdiluce?
Ha mai sentito che un massone divulghi la lista dei confratelli?
Non ci speri. Poich non facciamo niente di male, se li scopra da
solo.
Ma  lei quello che ha introdotto questo fenomeno a Valdiluce?
Mi fa piacere che pensi che io sia un capobranco. Finora nessuno
mi ha mai immaginato in questo ruolo.
Si alz, scatt via deciso, grasso e impacciato. Lupo Bianco si
domand se Pluto avesse la coda. Non se lo ricordava. Lo blocc
sulla porta.
E il cartomante, anche lui  un cosplayer?.
Il dottor Franzelli lo sfid con il suo sguardo acceso dalla collera.
Di pi, molto di pi....
Fugg lasciando un odore di acquaragia, amido, alcool, e naftalina.
Certo su una cosa aveva ragione il medico condotto: questa gente
non faceva niente di male, di illegale. Eppure Lupo Bianco per
esperienza e fiuto sapeva che i gruppi che si riuniscono clandestinamente
in societ segrete potevano diventare pericolosi, creare
un'alternativa alla societ, organizzarsi per essere sempre pi indocili
alle regole, fino ad arrivare alla sperimentazione di droghe
o allo spiritismo. Allora era vero che il diavolo ci poteva sempre
mettere la coda, come aveva pensato don Angelo? Soprattutto in
un piccolo paese coperto di neve per almeno sei mesi l'anno. Alcool
e mal di neve. D'altra parte, la morte di Marietta, con tutti questi
strani lati occulti, non prometteva bene. Santoni apr la finestra del
posto di polizia per far riprendere aria alle cose, e a se stesso. In
quell'attimo lanci una serie di imprecazioni: tutto perdonava ma
che succedesse qualcosa alla sua Vespa, no. Vide dalla finestra che
aveva una gomma forata. Quella davanti. Scese di corsa. Qualcuno
aveva infilato un chiodo nello pneumatico. Conficcato fino in fondo.
Lo tir fuori incazzato: pi che un chiodo, era uno spillone da blia,
completamente allungato. Sul fermaglio ciondolava uno strano
pupazzo, sembrava una bambolina di gomma, lo osserv meglio,
privo della testa, indossava una specie di saio nero, scarpe rosse.
Non poteva che essere Gargamella. Da bambino, Santoni era stato
un accanito collezionista dei puffi, finalmente anche lui qualcosa del
mondo dei fumetti la conosceva. Mancava per la sua testa pelata.
Non era un caso che fosse stato scelto Gargamella, il mago cattivo
che si cibava dei puffi. Ancora quella magia del cazzo, il dannato
esoterismo. Un chiaro avvertimento, una minaccia: quell'accrocco
non era finito casualmente nella sua gomma, qualcuno ce lo
aveva infilato ad arte. Si consol con un pensiero: se la morte di
Marietta fosse stata solo un incidente, nessuno avrebbe pensato
di intimidirlo. Le indagini stavano andando verso la strada giusta.
Dalle sette di mattina Lupo Bianco non si era mosso dal suo ufficio,
fuori regnava una gran confusione, stavano iniziando i preparativi
della Coppa del Mondo, tre pullman per le riprese televisive erano
parcheggiati sul piazzale di Valdiluce, in attesa che Luigi Picchiotti,
il direttore della scuola di sci, arrivasse per accompagnarli sulla pista
Red. Altri camion stavano giungendo con parecchie attrezzature
tecniche. Santoni aveva parcheggiato la Vespa nascosta dalla strada,
dietro un cumulo di neve, per paura che potesse essere danneggiata.
Qualcuno aveva infilato lo spillone dentro la gomma con
tutta tranquillit, senza farsi notare. Dalla finestra, Lupo Bianco
invece la poteva vedere perfettamente, ma quella mattina era stato
troppo occupato dalle indagini. Normalmente un'occhiata gliela
dava sempre. Prese lo spillone ed il pupazzo, e li deposit nella
cassaforte del posto di polizia. Un gesto avventato, toglierla senza
indossare i guanti: cos aveva certamente sovrapposto le impronte
digitali a quelle del malfattore. Un poliziotto non doveva perdere
mai la testa, neppure se c'era di mezzo la sua adorata Vespa bianca.
Con grande fatica, mettendosi a cavalcioni sulla parte posteriore
del sellino, pattinando sulla neve fresca, riusc a raggiungere il
benzinaio, Paride il Dogana, l'unico in paese che accomodasse le
forature.
Ispettore, ma dove diavolo ha trovato un chiodo che le ha fatto
un foro cos profondo? Sembra pi uno spillone, quelli che si usano
per le fatture. Qualche innamorata delusa?
Se non lo sai tu.
Anche se la sua Ingrid  bellissima, a Valdiluce ci sono ragazze
piacenti e tutte sospirano per lei.
Santoni odiava il Dogana quando lo stuzzicava con quelle insulse
insinuazioni che scantonavano nel privato. Non rispose. Paride
prese la solita aria saccente, sput pi volte sul dito nero di morchia,
spalm la saliva sulla camera d'aria, infine ci applic la gomma
adesiva per tappare il foro. Il Dogana quel giorno sapeva di un
odore strano, dolciastro, non comune.
Ho pensato spesso a lei stamani....
Marzio lo interruppe: Hai mangiato il migliaccio?.
Il Dogana lo guard sorpreso, non gli piaceva quel ficcanaso
dell'ispettore. Scart al volo una caramella di menta e se la mise in
bocca. Non rispose.
Ieri sera sono stato alla Locanda della padella nera, ma non ti
ho visto.
Me lo sono fatto a casa, non  difficile, Alina non  la sola che
lo sa cucinare.
Mi stavi dicendo?
Lei afferma che io non collaboro mai, so che ieri sera  andato
dalla Bellini a indagare sul cartomante....
Come fai a sapere che ho interrogato Alina?.
Il Dogana fece l'aria furba, soddisfatto.
Vede, ispettore, io interpreto gli indizi come lei, tutto il paese sa
quello che sta cercando, Valdiluce  un grande centro investigativo.
Niente sfugge.
Non diciamo cazzate.
Paride Berti aveva voglia di stupire Santoni con altri effetti speciali.
Salt lo steccato e la disse grossa: Allo spillone della foratura c'era
attaccato un pupazzo.
Lupo Bianco ebbe un moto di sbigottimento. Reag incazzato:
Paride Berti, dalla tua dichiarazione spontanea non posso che
immaginare una cosa: lo spillone ce lo hai messo tu. Solo cos
potevi saperlo. Forse  meglio se mi vieni a raccontare qualcosa
nel mio ufficio.
Ben tre persone si sono fermate a fare il pieno e mi hanno raccontato
del pupazzo. Ci dovrebbe interrogare, ma entro stasera
saremo in venti. Tutti indiziati?.
Lupo Bianco era fermo su un'espressione inadeguata, troppo
sbalordita, doveva riprendere il suo ruolo. Arcu le sopracciglia.
Allora dimmi come mai tutti sanno di un ritrovamento che si 
svolto in pochi secondi?
Lei che  cos bravo, non ha mai notato che nella finestra accanto
a quella del posto di polizia  sempre presente la "telecamera", che
non smette mai di osservare tutto ci che accade sul piazzale?
Le postazioni delle telecamere a Valdiluce mi sono note per ovvi
motivi, sul piazzale sono certo che non c' assolutamente alcun
strumento di videoripresa. Mi stai prendendo per il culo?.
Santoni allung le mani minacciando il collo del Dogana. Paride
smise di fare lo spiritoso.
La "telecamera" non  una vera cinepresa, a Valdiluce chiamiamo
tutti Erminia con quel soprannome... "Telecamera", nel senso
che con i suoi occhi riprende tutto quello che accade nel piazzale.
Non l'ha mai notata dietro la tendina di pizzo bianco, quando si
sporge con il cannocchiale e osserva con quella faccia ad imbuto
ogni movimento? Non le scappa niente, figuriamoci le sue mosse
quando trova la gomma della Vespa forata da uno spillone con
attaccato un pupazzo.
Erminia, detta la "telecamera", dunque. Lupo Bianco la conosceva
benissimo, la vicina dell'ufficio di polizia, ma era all'oscuro del suo
soprannome. Donna delicata, vedova, ex impiegata delle Poste, con
i capelli bianchi, sempre in ordine.  vero che soggiornava attaccata
al vetro della finestra, ma Santoni non pensava che fosse cos precisa
nel registrare un fatto e soprattutto a diffonderlo nel paese. Era uno
dei tanti volti che dietro le tende spiavano ogni passo a Valdiluce:
effettivamente, mentre camminavi nelle stradine, dalle finestre
intuivi queste mani che accarezzavano il vetro, facevano scivolare
delicatamente la tela ricamata, aprivano il sipario su quei pochi metri
che le appartenevano, e lo esaminavano come se fossero guidate da
un radar. Ma su queste "spione" Santoni non aveva alcuna autorit.
Sulle telecamere pubbliche poteva effettuare il sequestro del video e
sbobinare il nastro registrato, con loro invece era impossibile: nessuna
di queste vedette clandestine avrebbe mai parlato.
Come ha fatto Erminia a diffondere subito la notizia?
Non si faccia illudere dalle apparenze, "telecamera"  anziana,
per ha sicuramente un suo gruppo di amici collegati su internet.
Le informazioni corrono pi veloci della luce sul web, certo, ma
anche il passaparola  molto efficace. Fanno a chi  pi rapido.
Se poi la notizia  interessante, il mercato di Valdiluce l'assorbe
immediatamente.
Non mi far ridere: Erminia ha superato i settanta anni e mi dici
che va su internet. Oggi ti diverti tanto a prendermi per il culo, eh?
Ispettore, non creda... i pensionati di Valdiluce sono tutti collegati
a internet,  l'unico modo per comunicare direttamente con
l'INPS....
Lupo Bianco fingeva di essere tranquillo ma dentro la sua testa
correvano pensieri diversi, soprattutto la rabbia di non riuscire ad
avere dominio sulle informazioni che circolavano in paese. Doveva
inventarsi qualcosa.
...
Capitolo 13.

Sergio Raboni, nato a Vissone sul mare, 36 anni, aveva tanti
mestieri alle spalle: bagnino, barista, cameriere, ex fotografo, e
nell'ultimo periodo, quello che sembrava pi redditizio, lettore
di tarocchi. Kristal, con l'aiuto della direttrice della banca di Valdiluce,
aveva finalmente scoperto l'identit del cartomante. Nel
posto di polizia il computer era stato riacceso e, anche se era un
vecchio arnese, stava eseguendo il suo lavoro, la stampante invece
faceva pi bizze, ma alla fine sembrava di stare in un ufficio della
Questura centrale. La foto segnaletica di Sergio Raboni, detto il
cartomante - l'unica immagine disponibile, insieme alle sue impronte
digitali - era spietata: occhiaie profonde, una bocca stretta
dalla rabbia, sguardo feroce, capelli arruffati. Sembrava una belva
in gabbia, mentre a Valdiluce lo avevano definito bello, elegante,
rAffinato, un gran signore. Anche Kristal rimase molto sorpreso.
Brutto e cattivo, non ha niente di come lo descrivono tutti, ha
il volto del killer.
Guardi che anche lei, con quei capelli ritti, con la faccia cos
magra, con gli occhi che vengono spalancati dal flash, pi che un
killer sembrerebbe un serial killer. Si immagini un poliziotto che
passa il giorno a fotografare una faccia dietro l'altra. Quanto ci pu
mettere d'artistico? Le foto segnaletiche aggiungono un velo di
colpevolezza a chiunque. D'altra parte, il motivo per cui vengono
realizzate  quello di identificare un delinquente, quindi anche alla
persona pi innocente del mondo viene l'aria del malandrino.
La presunta bellezza del cartomante era stata mortificata dal crudo
realismo della foto. Ma, a leggere la sua fedina, non era certo uno
stinco di santo. Vissuto sulle spalle delle donne, offrendosi spesso
come gigol, molte denunce per assegni a vuoto, un furtarello in
un negozio di materiale fotografico, varie e sconnesse disavventure
finanziarie, condanne per foto pornografiche. Quello che per
colp di pi Lupo Bianco fu il caso che aveva coinvolto una certa
Britt Kaufman, turista tedesca in vacanza a Vissone sul mare. Un
anno prima aveva denunciato Sergio Raboni per tentato stupro, e
l'accusa gli era costata sei mesi di prigione. Quindi il cartomante
era giunto a Valdiluce fresco di galera. Nel fascicolo, Lupo Bianco
si sofferm incredulo su un numero, non poteva essere un errore di
trascrizione perch appariva pi volte, quasi a voler certificare che
tutto era vero, impossibile sbagliare: 74. Britt Kaufman all'epoca
della violenza aveva 74 anni. Viveva a Francoforte. Scrittrice piuttosto
nota, soprattutto in Germania. Una storia che rendeva ancora
pi sinistra la figura del cartomante. Alcuni passaggi nell'incartamento
del processo erano significativi, anche se non si riusciva a
delineare con chiarezza il profilo del personaggio: restava ambiguo,
inquietante, sfuggente, come amava essere... indefinibile. Un uomo
abituato a giocare con la divinazione, i tarocchi, l'occultismo. Con
le sue arti ingannevoli e truffaldine aveva confuso un po' anche
la giuria. Il suo straordinario fascino - che la foto segnaletica gli
aveva completamente tolto ma che doveva sicuramente utilizzare
con successo nella realt - lo aveva aiutato a intorbidire le acque.
Raboni ovviamente aveva smentito tutto.
La condanna era stata mite, solo sei mesi, probabilmente anche
la giuria aveva avuto difficolt ad immaginare che un bel giovane
potesse violentare una donna cos vecchia. Semmai sembrava pi
seria la questione economica: il cartomante si faceva pagare in nero
e alla vittima aveva spillato in dieci giorni pi di diecimila euro.
C'era di mezzo il raggiro, la truffa e anche il reato di prostituzione.
Insomma, Raboni se l'era scampata.
Lupo Bianco non poteva accontentarsi di quel fascicolo. Doveva
capire qualcosa di pi della psicologia del personaggio. Pu un
uomo giovane prediligere le donne anziane? Che fosse un gigol,
sembrava molto chiaro, ma fino a che punto una perversione lo
poteva trascinare al delitto? Da povero diavolo che tirava avanti
un'esistenza fatta d'inganni, mezzucci di seduzione per signore
facilmente irretibili, poteva arrivare a trasformarsi in un mostro, e
a commettere un crimine? I conti e i depositi delle somme versate
nella banca di Valdiluce la dicevano lunga sul suo lavoro. Un bel
successo. Aveva accumulato circa settantaseimila euro, ritirati tutti
il 12 febbraio, tre giorni prima dell'incendio nella casa di Marietta.
A Lupo Bianco non restava che incontrare Britt Kaufman. Sicuramente,
se aveva denunciato il cartomante - rendendo pubblica
una situazione privata dai contorni scabrosi - non aveva niente
da nascondere. Era inutile interrogare gli omertosi del paese, una
perdita di tempo. Solo una sua vittima poteva dare informazioni
sincere. Lupo Bianco doveva superare l'indolenza che da anni lo
tratteneva a Valdiluce. Recarsi in citt, in pi all'estero, gli costava
una fatica enorme, ma si diede un ordine, da poliziotto a uomo.
Devi andare a Idstein. In due giorni farai tutto. In tempo per
essere presente alla vigilia della Coppa del Mondo di sci.
L'ispettore Marzio Santoni indirizz al supercapo della Polizia
Soprani, via SMS, la richiesta di nullaosta per procedere a un interrogatorio
della Kaufmann a Francoforte. Si aspettava una reazione,
un divieto, una telefonata bollente, delle sue solite, sentiva la
sua voce arrivare come un turbine. Ma pensa che sia un pazzo?
Mandarla a Francoforte per informarsi sul cartomante? Lei lo ha
gi condannato come l'assassino di turno? Con il suo accanimento
per trovare il marcio che non c', sta cercando come sempre di
rovinare l'immagine di Valdiluce e di far naufragare sui titoli di
cronaca la Coppa del Mondo di discesa libera. Mai e poi mai le
dar il permesso alla trasferta.
Invece gli arriv un immediato ok, laconico come la risposta
che Lupo Bianco aveva dato a Ingrid. Solo un ok: evidentemente
Soprani era proprio in difficolt, si parlava sui giornali di una sua
imminente sostituzione. Comunque Santoni aveva in tasca il nullaosta.
Prima di partire, per, decise di incontrare una certa persona.
Kristal, convochi in ufficio immediatamente Erminia Passi, non
sar difficile trovarla, visto che abita accanto alla nostra porta.
Sapeva che in paese  soprannominata "telecamera"?
No, perch?
Per la sua ossessione di stare alla finestra: passa ad osservare il
piazzale quasi ventiquattrore al giorno, come una vera telecamera
di sorveglianza. E se nota qualcosa di anomalo, va a raccontarlo a
tutti, esclusi noi, ovviamente. A Erminia basterebbe bussare alla
porta accanto per confidare alla polizia le sue preziose osservazioni.
Una spiona.
Esatto, ce ne sono tante di donne anziane che per passione svolgono
il ruolo di vedetta clandestina. Antenne pronte a captare un
avvenimento accaduto sotto la loro finestra, nella strada, coprono
lo spazio fino a dove arrivano i loro occhi.
Kristal fissava Santoni con devozione, sapeva che quando la sua
voce era melodiosa, la riflessione usciva dalla sua mente. Live. Un
momento di confidenza raro, che apprezzava molto.
Valdiluce ci esclude, siamo poliziotti e quindi temuti, non solo
perch molti paesani hanno da nascondere qualcosa, ma perch in
ciascuno di questi montanari c' lo spirito brado, da secoli un'unica
missione: essere ribelli alle leggi e allo Stato. Noi abbiamo poco
margine d'azione, dovremmo cambiare strategia. Se cercassimo di
avere dalla nostra parte queste vedette clandestine, trovando un
modo per convincerle a collaborare, potremmo mettere in piedi
un sistema informativo adeguato. Quasi un TG news ventiquattrore
su ventiquattro. Avremmo vita pi facile.
Pagandole?
Per carit, appena ci sono di mezzo i soldi, anche se uno sta attento
a gestirli con cura e onest, va incontro a qualche accertamento.
L'amministrazione non perdona e comunque ti persguita, non 
pi come un tempo... per una disattenzione minima, finisci sui
giornali, rischi una brutta fine. Ci vorrebbe qualcosa di diverso.
Kristal si gratt la testa, addent un Kinder e mise in moto la mente.
Soffriva palesemente per lo sforzo, ma gli usc un'idea luminosa.
Bisogna che lei si sacrifichi, ispettore, dobbiamo approfittare della
sua capacit di seduzione, fare colpo su queste signore anziane.
Che intende? Sarebbe giusto che fosse lei a immolarsi per la
causa, visto che  pi giovane di me.
Niente di quello che ha pensato, non mi permetterei mai,
semplicemente perch non va parlare con ciascuna di loro, convincerla
con il suo fascino? Poi ci aggiungerei qualcosa che stamani ho visto
nella vetrina della fioraia Gianna de Finis, arrivato fresco fresco
dall'Olanda.
Mandare dei fiori?
Credo che per aprire il cuore di una donna di una certa et, ci
voglia qualcosa di clamoroso, che da anni o forse mai nella vita ha
ricevuto. Un mazzo di rose rosse a Erminia Passi!.
L'idea non era peregrina. Un fiore rosso in un mondo dominato
dalla neve bianca poteva aver un effetto ancor pi strepitoso.
Lo faccia immediatamente. Nel bigliettino d'accompagnamento
ci metter solo la mia firma, senza commenti, cos capir chi gliele ha
inviate. Vediamo se funziona. Quante rose dovremmo mandarle?.
Lupo Bianco non aveva mai regalato un mazzo di fiori a una
donna. Kristal invece sorprendeva sempre, sembrava abituato a
usare certe strategie con le donne.
Dodici, o quindici al massimo. Anche per quello che diceva
poc'anzi, ispettore, non credo che l'amministrazione ci rimborserebbe
di buon grado lo scontrino di un mazzo di rose rosse.
Ci conviene pagarle di tasca nostra. Ma anche se i fiori non sono
tanti, si pu farli sembrare di pi. Deve essere un bouquet gonfio
di molte decorazioni, di gipsofila, rafia, felce, nastri colorati, fogli
di plastica lucida, il tutto avvolto da carta rossa.
Kristal, ma come fa a sapere tutte queste cose?
Nel tempo libero aiuto la De Finis, mi piacciono molto i fiori.
Forse il suo assistente, visto che era arrossito, aveva un piccolo
flirt con la fioraia, una ragazza molto sexy e piacente, che sotto il
suo grembiule azzurro nascondeva un corpo esplosivo.
Agisca immediatamente.
Kristal era il poliziotto pi felice del mondo.
A questa prima azione su Erminia, darei un nome in codice:
operazione "Vedette clandestine". Che gliene pare, ispettore?
La prego, non  che troppa tv e troppa cioccolata le hanno dato
alla testa?.
...
Capitolo 14.

Quando buss alla porta del posto di polizia di Valdiluce, Erminia
Passi detta "Telecamera", aveva indossato il suo pi bel vestito,
quello della festa. Un tubino di lanetta leggera color avorio, aderente,
con due maliziosi spacchetti laterali, scarpe dcollet, di cuoio
naturale, sul petto aveva appuntato una delle quindici rose rosse
ricevute in regalo. Graziosa e garbata, sembrava una nonna uscita
dalla scatola dei cioccolatini. Kristal e Lupo Bianco l'attendevano
con una certa emozione. Il successo di un mazzo di rose rosse su
una signora di 70 anni non poteva essere pi clamoroso. Piangeva
a dirotto, si strinse al petto dei due giovani poliziotti a lungo.
Vi amo, vi amo.  il regalo pi inatteso della mia vita, per questo
il pi bello. Neanche mio marito me lo aveva mai fatto.
Non fu facile placare Erminia, ma dopo tante effusioni, finalmente
si sedette di fronte a Lupo Bianco e Kristal, pronta a conoscere
il motivo di quello stupendo dono. Marzio dette la parola al suo
assistente: L'ispettor Santoni ha pensato di mandarle un omaggio
floreale perch  una nostra deliziosa vicina, ma anche perch
sappiamo che lei vigila spesso dalla finestra sul piazzale di Valdiluce.
Magari ieri, che  accaduto un fatto increscioso alla Vespa
dell'ispettore, ha notato qualcosa inerente a un atto vandalico?.
Erminia ascolt con molta passione Kristal, ma guardava con
occhio d'attesa Santoni, si aspettava anche da lui qualche parola.
Cara Erminia, dalla sua finestra potrebbe aver visto in faccia il
colpevole, per noi sarebbe fondamentale se ci dicesse chi . Darebbe
un contributo alle indagini, disse infine Lupo Bianco.
Erminia si guard intorno spaurita, aveva l'anima candida come
i suoi capelli composti da fiocchi di onest e bont. La sua vocina
era tenue, melodiosa.
Caro ispettor Santoni, mi dispiace non poterla accontentare,
ma ieri ho avuto un malessere. Sono ghiotta di migliaccio, la sera
prima ne avevo mangiati troppi e sono stata durante tutto il giorno
coricata per la costipazione. Ma anche se fossi stata bene, non capisco
perch possiate immaginare che io segua gli avvenimenti del
piazzale.  vero che qualche volta guardo dalla finestra il panorama,
con il vecchio cannocchiale di mio marito - adoro Valdiluce e le
sue spettacolari variazioni di clima, il tempo non annoia mai - ma
figuriamoci se mi fermo a guardare quello che accade nella strada,
sarebbe un atto pettegolo e volgare. Mi dispiace che possiate
immaginare che una signora come me possa mettersi a spiare gli
altri. Ma le pare? In pi non ero vestita, come potrei affacciarmi
alla finestra in vestaglia?.
Kristal si stava imbufalendo, d'istinto voleva intervenire, chiederle
come mai era soprannominata "Telecamera", perch aveva spifferato
a tutti la scena della foratura. Che non era il caso di prendere
per il culo due poliziotti. Santoni lo anticip: Signora Erminia, 
sicura che stia dicendo la verit? Ci pensi bene prima di imboccare
una strada che potrebbe irritarci.
Ispettore, ma io vi adoro, come potrei non essere sincera?
Allora si ricordi meglio: ieri  stata sempre a letto od invece ha
visto o sentito qualcosa di strano?.
Gli occhi di Erminia si spalancarono come il sipario di un teatro.
Forse effettivamente qualcosa non l'ho detto, ma un po' mi
vergogno....
Ma cara Erminia, se non si confida con noi, con chi dovrebbe
farlo?
Forse con don Angelo. Cos siamo sicuri che mantenga il segreto.
La prego, mi dica questa cosa di cui si vergogna.
 un fattarello che si riferisce a lei, ispettore, non vorrei metterla
in imbarazzo.
A me? Non si preoccupi, sono addestrato, parli, per cortesia.
S'allungava l'attesa ed Erminia conduceva con tutta serenit il
gioco, aveva il manico del coltello ben stretto in mano.
Va bene, ma mi prometta che non si arrabbier.
Lupo Bianco fece un segno di assenso, un po' spazientito.
Ieri ho sentito con le mie orecchie e non lo credevo possibile,
che lei, ispettore Marzio Santoni, nella sua stanza, stava imprecando
con delle espressioni cos volgari che sono rimasta impressionata,
credo abbia anche detto una quasi bestemmia, e ho capito
che si era arrabbiato per quello che era capitato alla sua Vespa.
Mi sono segnata pi volte per chiedere perdono al Signore.
Marzio divenne sbrigativo, iniziava a capire che, nonostante le
rose rosse, dalla "telecamera" non avrebbe cavato un ragno dal
buco.
Insomma, ha visto qualcosa dalla finestra oppure no? A noi
risulterebbe il contrario.
Assolutamente no, perch stavo coricata, come le ho gi detto.
Fissa a letto tutto il giorno. C' sempre chi racconta delle maldicenze
sugli altri. Io non mi curo dei pettegolezzi di Valdiluce.
Ho la coscienza a posto.
Lupo Bianco blocc Kristal, era inutile adirarsi, rischiavano di
cadere nel ridicolo, farsi prendere in giro da quella vecchiettina
con la faccia di cera.
Pu andare.
"Telecamera" si alz meno baldanzosa, ma ne aveva di energia
da buttare.
Mi dispiace di non essere stata utile, star pi attenta con il
migliaccio, alla mia et devo contenermi. Grazie delle rose, non
so come contraccambiare, forse posso darvi delle marmellate di
mirtilli fatte con le mie mani.
Non si preoccupi, vada tranquilla, non ci deve niente rispetto a
quello che avrebbe potuto darci.
"Telecamera" non sembr apprezzare quell'oscura frase di Santoni,
comunque finse di non capire, si sistem la gonna, ombreggi
uno sguardo contrito, un po' malferma, usc dalla stanza lasciando
dietro di s un mix di rosa, naftalina, essenza di lavanda, ma anche
di pannolone e sudorino rappreso. Aveva vinto lei, ma le sarebbe
costato molto.
Kristal era veramente incazzato.
Mi dispiace, ispettore, speravo davvero di pi.
L'omert non si batte con un mazzo di fiori. Ci vorrebbero i
cannoni in questo paese.
L'operazione in codice "Vedette clandestine" era finita miseramente,
e con un disavanzo di cassa: - 28,50 euro per il mazzo di
rose rosse, prezzo scontato da Gianna De Finis, la fioraia.
Per Lupo Bianco tornare dopo molto tempo ad altitudine zero
- abituato all'ossigeno, alle basse temperature, alla purezza dei
1230 metri di Valdiluce - fu uno choc, e sent cadere sulle spalle
la forza di gravit di tutta la Terra. Si muoveva come un robot
arrugginito, trascinava il passo con fatica. Era un uomo diverso,
come se lui, animale selvatico, fosse stato imprigionato nelle scatole
cinesi, una s'inseriva nell'altra, spazi sempre pi angusti, fino
a fargli mancare l'aria. Il viaggio a Francoforte fu un tormento. Il
vestito da montanaro gli si appiccicava addosso, bolliva come una
pentola a pressione. Odiava la citt per quella puzza suprema che
gli confondeva l'olfatto: lo smog  compatto, unico, solo un tanfo
disgustoso. Nell'aeroporto - struttura metallica dove l'aria veniva
filtrata dai condizionatori e riproposta edulcorata, il minimo per
sopravvivere - si lasci andare all'attesa. Un lupo acciaccato e
vulnerabile. Abbronzato, vestito con una giacca un po' sgualcita,
camicia bianca aderente bagnata di sudore, pantaloni da scalatore
della Patagonia su scarpe Timberland, si staccava dagli altri, anche
per l'energia e la rabbia animalesca che esprimeva. E molte donne
lo accarezzavano con lo sguardo, per curiosit e per desiderio.
La notte all'Hotel Medium di Francoforte fu piena di spine:
impossibile addormentarsi senza aver capito dove era tramontato
il sole, il buio l'aveva colpito all'improvviso. In pi, nell'armadio
e nel letto della camera numero 345, era rimasto un odore dolciastro,
indimenticabile per lui, lo aveva studiato e conosciuto per
molti giorni, analizzato nella sua essenza. Un profumo da donna,
penetrante ed inconfondibile: Dolce e Gabbana The One. Era stato
al centro di un caso che aveva risolto un paio di anni prima, l'omicidio
del conte Ugo Feri. Una storia ombrosa e lugubre: il nobile
era stato ucciso durante una notte di sesso estremo. Il cadavere
nudo, abbandonato in un appartamentino della periferia della
citt, i capezzoli attaccati a dei fili elettrici, folgorato da uno sbalzo
di tensione. Nessuna traccia significativa, se non un forte odore di
profumo femminile. Ovunque.
Santoni, che aveva avuto l'incarico dell'indagine, era riuscito
a dimostrare, grazie a quella fragranza, la colpevolezza di Anna
Mattiacci, la moglie del conte. Bionda, apparentemente asessuata,
con una certa passione per le donne ed i profumi, afferm, da
subito, di essere all'oscuro della perversione del marito. In realt,
non solo partecipava alle orge del conte, ma talvolta gli procurava
anche le donne.
A Santoni non era sfuggito sin dal primo incontro con la Mattiacci
l'odore dolciastro che la accompagnava, e lo registr con il suo
superolfatto. Ci vollero giorni per individuarne la marca. Marzio
trascorse il suo tempo a sniffare centinaia di flaconi, finalmente
arriv alla conclusione: Anna Mattiacci indossava, durante il colloquio
con Santoni, il Dolce e Gabbana The One.
Lupo Bianco lo confront con la fragranza che era rimasta nell'appartamento
dell'omicidio, e senza difficolt ritrov la stessa nota
agrumata-floreale, con fiori d'arancio, basilico dolce, basilico amaro,
fresia, gelsomino, vaniglia, legno di sandalo, coriandolo. Tracce ovunque,
sul pulsante dello sciacquone del water, sul cuscino del letto,
sulla porta, sul variatore d'intensit di luce collegato ai fili elettrici che
arrivavano sui capezzoli del conte Ugo Feri. Anche se la presenza del
profumo non era ovviamente una prova valida in tribunale, Marzio
Santoni riusc a far confessare la moglie con un espediente. Finse che
le tracce del Dolce e Gabbana The One fossero visibili, esattamente
come il dna o le impronte digitali, grazie a un nuovo apparecchio,
una specie di naso elettronico, appena giunto dagli USA: un rivelatore
degli odori. La Mattiacci, avendo effettivamente indossato come
d'abitudine quel profumo, confess in un drammatico confronto con
Santoni di aver organizzato il festino al marito con la collaborazione
della sua amica e amante, Sara Venuta. Era stato facile portare il
povero conte a un'estrema eccitazione utilizzando la presenza delle
due donne. Sara lo stuzzicava direttamente sul pene, mentre Anna
controllava la dose di elettricit che arrivava sui capezzoli. Nell'attimo
in cui il marito stava raggiungendo l'orgasmo, lei aveva aumentato al
massimo la corrente sul variatore: una scossa continua, cos intensa
da farlo morire per fibrillazione ventricolare. Il caso dell'omicidio
del conte Ugo Feri fu chiuso con una chiara condanna.
Santoni pens che aveva avuto un passato da detective. Ma il
futuro?
Si affacci alla finestra. Scrut il traffico, pochi alberi, una panchina.
Lo smog bruciava i polmoni. Come potevano le piante
sopravvivere in quelle condizioni? Germogliare in primavera?
Le foglioline sarebbero state spompate, pallide e della clorofilla
avrebbero avuto solo l'illusione. Nella strada due ragazzini si
stavano abbracciando appassionati, una coppia come tante, ma
si stringevano a met, con una mano sola, l'altra era occupata dal
telefonino. Alternavano baci a un'occhiata sul display. La ragazza
con i capelli rossi, una minigonna cortissima, senza staccare le labbra,
ma guardando di lato, rispondeva ai messaggini. Quel mondo
confermava la sua rivolta: Lupo Bianco aveva fatto bene a fuggire
dalla citt, l sarebbe diventato matto. Tutti i comportamenti pi
innaturali diventavano norma. Lui viveva nella terra, nel cielo, nella
neve, nel vento e sapeva che da l era venuto e l sarebbe un giorno
scomparso. Tragica illusione, quella dell'uomo che pensa di essere
dominante per le scoperte scientifiche, per il benessere raggiunto,
per l'uso delle macchine. Invece  un animale che dimentica di esserlo,
basterebbe seguire la lezione delle formiche che regolano la
loro vita secondo princpi e scelte naturali. Lupo Bianco si distese
sul letto, sorrise, pens come la sua mente fosse intorpidita dalla
bassa pressione della pianura, stava affogando nelle cazzate. La
filosofia non era il suo mestiere, meglio che pensasse da poliziotto.
Non poteva permettersi il lusso di non essere un questurino. Stese
un telo nella sua mente, ci appoggi come fosse una tovaglia del
picnic tutti gli indizi che aveva, li catalog uno per uno e finalmente
si addorment.
Lupo Bianco aveva affittato una moto BMW per raggiungere la
localit di Idstein, un viaggio che si trasform in una piacevole
sorpresa, tutto il contrario di come si era approcciato alla citt.
La strada per chilometri e chilometri tagliava una foresta enorme,
le punte degli abeti ancora pi grandi e pi belli di quelli di Valdiluce,
formavano un percorso nel cielo. Si sent in colpa, doveva
ricominciare a viaggiare, uscire da quel nido di falco dove si era
abituato a vivere.
La villetta di Britt Kaufman era a due piani, con un un'aria un
po' sinistra, un cancelletto di ferro battuto, che ricordava la casetta
delle streghe. La dominante di grigio dava alla scena un tocco da
vecchio cinegiornale. Lupo Bianco suon al campanello e subito
tutto torn a colori, una bellissima ragazza bionda in calzoncini
corti, scarpe da ginnastica, giacca a vento sottile che la stringeva
sul petto, apr la porta.
Signor ispettore Sentoni?
Sono io, mi chiamo Santoni, per.
La ragazza rise.
Britt aspetta, entra pure, io vado a fare footing.
Uno scatto, un corpo che si muoveva, un dolce fondoschiena
che s'allungava nel viale. Un buon inizio di giornata, pens Lupo
Bianco.
Entr con un certo timore in quella casa un po' sinistra, austero
l'arredo. Centinaia di foto attaccate al muro, panorami soprattutto
di mare, tutti in bianco e nero, odoravano di acidi che stavano
seccando.
Venga, ispettore, sono al secondo piano.
Un italiano perfetto. Britt Kaufman, di spalle, seduta su una sedia a
dondolo, si volt offrendosi alla luce della finestra. Un bel profumo
di colonia Acqua di Parma. Capelli bianchi, minuta, vestita elegante,
con un tailleur scuro, qualche gioiello addosso, leggermente curva,
un volto simpatico, affabile, ma certo i suoi settantacinque anni
c'erano tutti, proprio una vecchietta. Marzio pens che sarebbe
stato difficile affrontare con una persona cos anziana certi temi
scabrosi. Lei lo tolse subito dall'impaccio, trattando l'argomento
con decisione: era stata informata sul motivo dell'incontro e con
una lucidit straordinaria parl senza che Lupo Bianco dovesse
fare troppe domande. Si capiva che, come scrittrice, era abituata
a raccontare delle storie.
Cosa mi pu dire di questo cartomante?
Vede, io non lo chiamo mai il cartomante come fa oggi chi non
lo conosce bene. Il cartomante  un bellissimo nome, fa pensare
a una persona che si dedica alla scienza della divinazione, al fascino
dell'occulto. Invece Sergio Raboni  solo un disonesto, un
imbroglione, pericoloso e violento. Il suo successo nella vita, con
le donne, sta soprattutto in mezzo alle sue gambe.
Britt Kaufman si blocc, con gli occhietti fermi su Marzio, per
vedere le sue reazioni. L'ispettore in attesa, con le mani giunte,
sembrava un bambino, rispettoso ma divertito dal fascino incredibile
che esprimeva la donna.
Come accadde quel brutto fatto che la vide coinvolta?
Per molti anni sono andata in vacanza a Vissone sul mare. Vedova
tranquilla, non ho mai trascorso giornate inquiete, ho pensato solo
alla salute, a fare i bagni, a prendere il sole, il massimo del vizio era
finire la serata con un gran gelato al pistacchio e alla fragola. Questo
Sergio Raboni, una mattina di circa un anno fa, si avvicin alla mia
sedia a sdraio e incominci a parlarmi di astrologia, di malocchio.
Uno sguardo impossibile da sostenere: i suoi occhi di un colore
tra il verde ed il giallo affondavano nell'anima, scrutavano l'ignoto,
muovevano subito il desiderio e lui mi guardava come fossi una
ragazza. Vede, una donna vecchia come me, ha il corpo che rivela
la sua et, ma dentro  diverso, il passare del tempo non  cos
pesante come sul fisico. Si resta giovane, il sentimento  quello di
un'adolescente e io ci sono cascata come una povera verginella.
Esattamente, cosa accadde?
Accettai la sua proposta e mi raggiunse nella camera dell'albergo,
arriv con una valigetta molto elegante, di coccodrillo, da cui tir
fuori un'orrida statua di un satiro che aggiungeva un po' di mistero
al suo comportamento. Spieg in che cosa consisteva il suo lavoro,
la tariffa di ottanta euro comprendeva la lettura dei tarocchi e il
"rito", come lo defin lui, di togliere il malocchio, infine aggiunse:
"Se lei vuole, dopo le due cerimonie, possiamo anche prevedere
un regalino".
Pronunci con molta enfasi la parola "regalino" e questa attesa
di sapere quale fosse mi imbambol ancor di pi. Prese dalla sua
valigetta di coccodrillo una noce, tir fuori uno schiaccianoci
d'argento, e la ruppe, poi con cura la divise in due: "Ciascuno ne
deve mangiare una met, per rafforzare, vivificare, sintonizzare la
propria mente con quella dell'altro. Cos entreremo in simbiosi".
Perch aveva scelto proprio una noce? Un rito satanico?
No, solo perch simile al cervello. Mi colp molto che un uomo
che sembrava abbastanza semplice come lui, sapesse tutte queste
cose. Oggi la scienza ci dice che le noci aiutano a sviluppare i
neurotrasmettitori per la funzione cerebrale, sono ricchi di nutrienti per
il dna e le cellule nervose. Tutto questo aggiungeva un irresistibile
fascino alla situazione.
Marzio Santoni raccoglieva e sistemava tutte le preziose informazioni
che Britt Kaufmann gli stava dando: il pezzo mancante della
valigetta di coccodrillo era quindi un'orrida scultura, quella di un
satiro, la mezza noce una procedura per accalappiare il cliente.
Raboni con un'aria molto pomposa, da sacerdote antico, mi offr
la met della noce come se fosse un'ostia consacrata. Lui la mangi
in silenzio, chiuse gli occhi. Poi procedette alla divinazione ed a togliermi
il malocchio. Un rito che non avevo mai visto, o conosciuto.
Sentivo il suo corpo mentre stava operando con l'olio e l'olivo benedetto
in un piatto sopra la mia testa, e io sussurravo l'Ave Maria.
Un modo straordinario per metterti al centro della scena. E io non
mi sentivo stupida come avrei dovuto, ma una star, un personaggio
su cui stavano aprendosi nuove suggestioni. Forse si appoggi su
di me, sentivo dietro qualcosa di lui. L'incanto era straordinario.
Poi giunse il tempo del "regalino". Ero eccitata come la mattina
di Natale, quando da bambina aspettavo i doni, una sorpresa che
bagnava di rugiada. Da anni non mi capitava pi. Da esibire con
sfrontata indecenza. Lui mi fiss a lungo, in maniera plateale si tolse
di bocca il chewing-gum, lo butt sul pavimento, io lo raccolsi e lo
gettai via immediatamente. Era l'unico difetto che lo involgariva,
masticava sempre bubble gum al lampone, come un'ossessione, lui
mi confess che lo faceva per tenere in allenamento la sua lingua...
effettivamente era guizzante ed elastica come un serpente.
Gomma da masticare, odore di lampone, quello stesso che era
rimasto dentro la camera 7. Altri piccoli indizi: il viaggio a Francoforte
lo stava ripagando alla grande.
Lei mi sta dando preziosi dettagli per l'indagine: le va di continuare
il suo racconto?
Certo, se possiamo incastrare quel delinquente: allora con
emozione gli chiesi... "quanto  il regalino?". Lui mi rispose:
"Sta al suo buon cuore". E io gli dissi: "Duecento euro vanno
bene?". Poi Sergio Raboni si avvicin, mi baci sulla bocca e fu
un momento straordinario, era vestito con una Lacoste bianca
e un paio di jeans Jefferson gialli, il suo fisico atletico usciva
dal cotone, esplodeva all'esterno, un nudo strepitoso. Inizi
a spogliarmi con una passione che nessun uomo mi aveva mai
dimostrato. Sembrava attratto dal mio corpo devastato dall'et,
mi accarezzava con la stessa partecipazione, come se fossi una
diciottenne. Lui era abilissimo anche con la bocca e avemmo un
rapporto sessuale completo. Provai un piacere indescrivibile. Una
perversione. Una malattia. Senza dubbio a Sergio Raboni piacevano
le donne anziane. La sua eccitazione era reale e fortissima,
non si pu fingere con una donna della mia et.
Continu a frequentarlo?
Persi completamente la testa, ci incontravamo tutti i giorni,
accorciavamo il tempo dedicato ai tarocchi e al malocchio, e allungavamo
il rapporto. E io per mostrargli gratitudine aggiungevo
sempre pi soldi, cinquecento euro a prestazione. Ispettore,  quello
che vuole? Vado bene?.
Britt Kaufman aggiunse uno sguardo con un pizzico di malizia,
Lupo Bianco era bello con i suoi lunghi capelli biondi sciolti sulle
spalle. E la donna lo rimirava. Era chiaro che l'amore, la bellezza,
il turbamento non hanno et.
Il suo racconto, cos dettagliato, mi aiuta a comprendere meglio
la figura del cart... Scusi, di Raboni.
Un mascalzone. Veniamo al fatto. Un pomeriggio volevo approfondire
qualcosa di lui, conoscere il fondo della sua amicizia,
capire, anche come scrittrice, questa sua strana passione per una
vecchia. Ma io vedevo tutto rose e fiori, ed ero certa che Sergio
Raboni fosse attratto dalla donna nella sua complessa astrazione,
come se di ognuna afferrasse l'anima e ne scrutasse la parte pi
bella, ovvero quella intellettuale. Come poteva il suo membro
diventare inespugnabile di fronte alla carne morta di una donna e
la sua bocca e la sua lingua offrirsi fino a farla diventare il frutto di
delizie straordinarie? Quella sera non avevo voglia di fare all'amore,
di spogliarmi, desideravo solo conoscerlo meglio. La sua reazione
fu all'inizio d'incredulit, cerc subito di arrivare al sodo, come se
altri spazi non volesse esplorarli, e mi mostr il suo sesso eretto.
Lo ripet pi volte: "Lui deve fare e basta". Io reagii all'inizio con
affetto, con dolcezza, ma lui si fiss su quell'unico obiettivo. E,
poich io non glielo stavo permettendo, la situazione precipit,
mi afferr con violenza una mano, stringendola forte, fino a farmi
male. Allora gli chiesi di uscire dalla mia stanza. A quel punto si
scaten l'inferno: mi ha violentato, contro ogni regola, anche se
io gli avevo dato cinquecento euro. E soprattutto ero una donna
fragile di 74 anni, una signora anziana da rispettare.
Britt Kaufman si blocc un istante. Non era commossa, ma indignata.
Quella storia le pesava, e Marzio lasci che riprendesse da
sola. Dura con se stessa, nessuna espressione di debolezza; non una
lacrima, un pensiero, niente: i suoi occhi erano gelati.
Abbandon le vesti del cartomante e si trasform in Sergio
Raboni, la faccia orrida di un diavolo, fece tutto quello che voleva
di me, poi prese le sue cose e se ne and senza una parola, senza
chiedere scusa. Questa ingratitudine mi spinse ad andare dalla
polizia a denunciarlo. Non volevo che un'altra donna cadesse come
me nelle sue trappole, ma evidentemente non sono serviti a nulla
i pochi mesi di reclusione. Io che ho visto la sua faccia in quella
situazione, le posso dire che Sergio Raboni  uno psicopatico,
capace di tutto. Anche di uccidere.
...
Capitolo 15.

Le punte arrotondate degli sci Dynastar sbattevano come la prua
di un offshore. Precipitarono sulla pista Red, con quaranta metri
di volo in verticale. Lupo Bianco sfior lo sperone del Dente della
Vecchia, roccia nera, cariata dal vento e dal gelo. Sul muro della
Femmina Morta arriv al massimo, fino a 138 km all'ora. La velocit
drogava il pensiero, dominava la voglia di strafare. Ma i colpi di coda
della Red erano nascosti dietro la curva a gomito della Granpozza,
un salto di un'ottantina di metri, poi la Trappola per Topi, un tornante
in contropendenza che lo port a ridosso del bosco. Marzio
guizz via come un pesce, scod gioioso per non essere stato pescato
dalle reti di protezione, ma i passaggi della pista arrivavano come
schiaffi. Canalone Miramonti, da percorrere in diagonale, i gatti
delle nevi riuscivano a risalirlo solo attaccati a un cavo d'acciaio.
Gratt duro. Intatto. Le gambe stavano diventando molli, stanche.
Santoni scricchiol come un vecchio vascello. I Dynastar precipitarono
a velocit eccessiva sulla Chicane delle Tagliole. Come aveva
fatto altre volte quando si era trovato in situazioni estreme, prese
forza dalla natura, dal cielo azzurro, dai tronchi d'abete, dalle rocce
che circondavano le montagne, dall'acqua, dalla neve, dal sogno
di battere la Red. Un flash, il ricordo rinvenne per un istante: da
piccolo si era smarrito nella bufera e per due giorni e due notti era
sopravvissuto da solo nella foresta ghiacciata. Quando i soccorsi lo
trovarono, vivo, con gli occhi azzurri accesi dall'avventura, si pens
al miracolo e fu per quello soprannominato Lupo Bianco. Marzio
ritrov il raggio di sole dell'infanzia. Raccolse le gambe, sfior i
tronchi dei faggi, devi, con un'acrobazia incredibile riusc a infilarsi
sotto il Ponte del Diavolo, l'ombra l'attravers buia. Vai Lupo,
ce la puoi fare. Doveva tenere nelle ultimissime svolte, la chicane
finale di Zeno Col, due curve difficili, forza centrifuga a mille, il
dragone della Red scosse scorbutico il dorso per disarcionarlo, ma
lui ci si infil incosciente con tanta voglia di gloria: il traguardo si
avvicinava come le braccia di una madre. Lo tagli tra gli applausi
dei maestri di sci. Gli organizzatori della Coppa del Mondo avevano
scelto proprio lui - l'ispettore Marzio Santoni detto Lupo Bianco,
responsabile del posto di polizia di Valdiluce - per fare il collaudo
della Red, verificare la situazione della pista, il fondo della neve,
l'apparato tecnico, le riprese televisive, il cronometraggio. Vanto
e soddisfazione. Lui riusc solo a dire una parola strappata al fiato
rotto dalla fatica e dall'emozione.
Ok.
Butt subito lo sguardo sul tabellone luminoso, 1' e 54'', un tempo
niente male per un vecchietto. Era bellissimo Lupo Bianco mentre
si toglieva il casco e faceva ricadere i capelli sulle spalle. Sembrava
un crociato con la sua armatura. Appena si lev gli sci vide che gli
era arrivato un SMS: Lupo mio adorato, finalmente sono a Valdiluce.
Sento vicino il profumo del tuo corpo, mi sono fatta chiudere
dall'allenatore nella stanza, ma  stupido aspettare, e se fuggo dalla
finestra? Tutta tua, Ingrid.
Quella discesa aveva cancellato per un minuto e 54 secondi gli altri
pensieri, la piattaforma mentale era colma di neve, vento e velocit.
Santoni lentamente si rianim, tornarono tutti i files colorati,
si riaccese il computer. E non sapeva se Ingrid in quel momento
fosse, nel pieno svolgimento delle indagini, un piacere o un ostacolo.
Lui avrebbe voluto officiare solo la sua missione di detective,
scoprire la verit, molte circostanze, dopo Francoforte, erano state
definite ed era stato fatto il primo passo - un mandato di cattura
internazionale per Sergio Raboni - ma di dubbi e questioni irrisolte
ce n'erano tantissime. Per esempio, perch mai quell'uomo aveva
lasciato tanti indizi dietro di s? Forse l'incendio era accaduto
casualmente, una dinamica imprevedibile, un incidente? Troppe
risposte mettevano in discussione le stesse domande. Lupo Bianco
si doveva muovere a piccoli passi, come quelli di un ballerino di
danza classica, volteggiare sulle punte, non premere con il suo peso
sugli indizi. Una farfallina che volava silenziosa sul luogo del crimine,
sempre pi ampio: dalla piccola casa di Marietta alla Locanda
della padella nera, dal Gargamella con la testa mozzata, via via fino
a contenere tutta Valdiluce, una superficie cos grande che non si
poteva recintare con un nastro. La scena del delitto era un intero
paese. N si poteva tralasciare il mal di neve: era una componente
essenziale, da l partivano le peggiori voglie, la ricerca del rischio...
come se uno mangiasse sempre riso in bianco, alla fine esplodeva
il desiderio di cibi piccanti, di migliaccio, sapori da spazzar via
la noia. Lupo Bianco si perdeva nei pensieri perch in realt non
sapeva rispondere alla vera domanda che lo stava angustiando:
Ingrid era un piacere o un peso per la sua libert di detective?
La sua immagine gli piomb addosso di nuovo, improvvisa, non
poteva opporre resistenza. Giorni e giorni di castit erano un male
per un giovane come lui. Un piccolo impulso elettrico sul pene,
un picchiettare silenzioso, la nudit carnale di lei gli occup tutta
la piattaforma mentale, si adagi su tutti i file, schiacciandoli,
superiore a qualsiasi ragionamento. L'eccitazione mostr un indizio
nella sua tuta celeste. Lupo Bianco si tolse la guaina superiore e se
la strinse sui fianchi. La voglia di rivederla, di sentire il profumo
del suo corpo mutevole, a seconda del tempo, sempre gradevole
e naturale, come una genziana, era esplosa indecente. Rispose d'istinto
all'sMS: Ti voglio bene ma devi vincere sulla Red, con tutte
le forze, vediamoci a fine gara. Vittoriosa. Lupo.
Arriv subito la risposta.
Lupo, ti amo.
"Diavolo!", pens Marzio Santoni, da un fiocco di neve si era
staccata la valanga: appena ad una donna davi una mano si prendeva
tutto il braccio. Non rispose, non voleva formare la solita catena
infinita di SMS, lasci l'iniziativa al vento. Solo lui poteva sapere
dove avrebbe portato la loro relazione: verso il crepaccio o la vetta
assolata di un monte?
...
Capitolo 16.

L'ufficio profumava d'abete, Santoni ritrovava - in quella stanza
che alcuni chiamavano pomposamente il posto di polizia, o ironicamente
la questura di Valdiluce - la capacit di concentrarsi. Non
c'era nessun odore che lo potesse disturbare, anche il profumo di
cioccolata e di caff, il Pocket Coffee che stava mangiando Kristal, si
sintonizzava perfettamente con la sua mente. Marzio giocherellava
con l'impronta di scarponcino ottenuta nei pressi della casa della
sarta. Tre maestri di sci: Olinto, Armando e Santino, don Angelo, il
dottor Franzelli avevano acquistato recentemente quel modello da
Tirelli Sport. Si poteva pensare che la scarpa avesse pestato qualcosa
di molle, ma non cos liquido come un escremento o fanghiglia,
altrimenti si sarebbe distribuita molto di pi, e comunque a contatto
con la neve non avrebbe potuto mantenere la forma che mostrava,
disuguale e consistente. Un frutto, un fico, o un chicco d'uva si
sarebbero dissolti ancor pi facilmente camminando. Santoni doveva
immaginare qualcosa di sintetico, niente di naturale, sostanze
chimiche che facevano presa e rapidamente si seccavano. Silicone
liquido. Per esempio, Fidelio l'idraulico avrebbe potuto facilmente
incappare in una piccola sbavatura di silicone sul pavimento dopo
averlo utilizzato sulla sua vecchia lavatrice. Una traccia gli sarebbe
rimasta sulla suola, ma il silicone formava un velo come di cristallo,
uniforme, invece quella sul calco era leggermente nodosa. E poi
non risultava che Fidelio possedesse quel modello di scarponcino
ed era molto difficile immaginarlo come individuo capace di un
qualsiasi reato. Olinto, Armando e Santino, avrebbero potuto,
mettendo la sciolina incandescente - un'azione che i maestri di sci
svolgevano quotidianamente - farne cadere un po' sul pavimento
e cos attaccarla involontariamente alla suola. Oppure vernice? Un
colore a olio che si spalmava da un tubetto. Camminando nel suo
studio il dottor Franzelli, che trascorreva tutto il suo tempo libero
a dipingere, lo avrebbe potuto schiacciare. Anche i colori hanno
alla base prodotti chimici ma si distendevano uniformi. Era sempre
un'ipotesi da verificare. Quel medico condotto sembrava un tipo
poco chiaro, ne aveva di strane attivit: amava vestirsi da Pluto, era
anche uno degli amanti di Marietta. Santoni non sarebbe rimasto
sorpreso se qualche altro vizietto, anche a sfondo sessuale, fosse
trapelato su di lui.
Don Angelo, che possedeva da poco quel modello di scarponcino,
avrebbe benissimo potuto raccogliere sotto la suola una goccia di
cera liquida caduta da una candela, in chiesa. Era diverso per dal
materiale che si era fissato sul calco, a forma di montagnola, come un
grumo di farina di castagne rappresa. Rilievi microscopici e difformi.
E poi, si poteva immaginare un prete che commettesse un omicidio?
Spesso in un piccolo paese ne succedono di cose strane. Qualche
tempo fa Santoni si era trovato ad affrontare un caso in cui il vecchio
parroco di Valdiluce, don Sergio - uomo spregiudicato, soprattutto
con le donne - era stato sfiorato dall'accusa di aver partecipato all'omicidio
di quattro donne uccise dal gas nel residence il Bucaneve. Era
morto durante la conclusione dell'indagine. L'accusa era cos ricaduta
completamente sulle spalle di Agostino - uno squilibrato, figlio di
don Sergio, in base a quanto aveva stabilito il dna - e certamente
la mano era del "mattarello" del paese, ma la mente poteva essere
stata quella del parroco. Eppure don Angelo, anche se appariva un
sacerdote un po' infervorato, non si era ancora inserito a Valdiluce,
e pareva difficile immaginarlo coinvolto in qualcosa. Certo, pure lui,
visto che considerava la casa di Marietta un luogo maledetto, dove
si evocava il diavolo, poteva aver spiato dalla finestra l'interno della
camera della sarta, per verificare se si svolgevano riti strani, e l poteva
aver lasciato le sue impronte sporche di cera. Bastava controllare.
Senza troppo clamore. Ma tutte le analisi portavano alla conclusione
pi logica. Lupo Bianco da tempo l'aveva formulata, tuttavia per
pudore con se stesso - forse perch sembrava cos scontato, per non
farsi attrarre dal primo impulso, per immaginare un indizio diverso -
l'aveva pi volte scansata, ma adesso non poteva pi sfuggirle. Tutti
i detective del mondo - dopo aver analizzato le ipotesi, studiato i
tanti materiali che potevano essersi attaccati alla suola, esaminato
la cerchia dei personaggi sospettabili e non - sarebbero giunti alla
stessa conclusione: la materia che aveva otturato completamente gli
interstizi del carro armato delle Timberland era gomma da masticare.
Ancora una volta, il cartomante diventava il target di tutti gli indizi.
Anche Britt Kaufmann gli aveva detto che quello di masticare bubble
gum era l'unico difetto che involgariva Raboni.
Esistevano molte probabilit che il cartomante potesse aver pestato
la sua gomma. In pi, il profumo di lampone che dominava nella
stanza numero 7 della Locanda della padella nera, dove aveva soggiornato
a lungo, sosteneva quella possibilit. Certo, poteva essere
stato chiunque altro a incappare nel chewing gum del cartomante,
magari un amico, o addirittura uno sconosciuto. Quante gomme da
masticare si attaccano sulle suole nella vita di una persona? Armeno
trenta. Con il solo calco a disposizione, non si sarebbe mai saputo
se fosse stata masticata dal cartomante e al gusto di lampone. Tutte
le considerazioni di Santoni in un tribunale sarebbero rimaste mere
supposizioni, ben lontane dalle prove documentali. In pi, non
risultava che Raboni possedesse un paio di scarpe di quella marca.
Il suono dell'arrivo di un SMS frantum tutti i ragionamenti di
Lupo Bianco. Entr un po' in agitazione. Ancora Ingrid? Kristal
gli sorrise.
Non si preoccupi, ispettore,  sul mio telefonino.  Dan
Chupong.
Santoni, incuriosito, super le spalle di Beretta e si affacci anche
lui sullo schermo del cellulare. Non si capiva bene. Sembrava
qualcosa di grafico.
Il nano ha risposto al mio messaggio:  la foto di Alina Bellini
con accanto il disegno di un drago thailandese.
Ma come fa a sapere che  thailandese?
Ha il corpo di serpente, le zampe di pollo, la testa di coccodrillo,
la criniera e le corna di cervo.
Kristal rispose alla domanda implicita che gli stava per fare
Santoni.
Un'amicizia con Mei Feng, cameriera di un ristorante thailandese
in citt, tanti anni fa....
Allora ha imparato qualche parola di thai.
No, niente.
Cosa aveva scritto nel messaggio inviato a Dan Chupong?
La convocazione nel nostro posto di polizia per sottoporgli la
valigetta di coccodrillo del cartomante....
Me lo faccia vedere.
Kristal, quando si emozionava, perdeva il senso delle cose. Lupo
Bianco prese dalle sue mani il telefonino. Armeggi un po', ma alla
fine riusc a trovare l'mms di Kristal a Dan Chupong. Sembrava un
quiz della Settimana Enigmistica. Conteneva tre elementi. Una
foto della valigetta di coccodrillo ventiquattrore del cartomante. Il
disegno di un grande punto interrogativo. L'immagine dell'esterno
del posto di polizia di Valdiluce. Una specie di rebus, probabilmente
significava: pu venire qui da noi che vorremmo interrogarla sulla
valigetta del cartomante?
Mi ha risposto con la foto di Alina insieme al dragone. Per i
thailandesi, quell'animale  un simbolo di felicit e prosperit. Ma
non capisco proprio cosa possa indicare. Forse che la Bellini  come
un dragone che lo protegge e lo mantiene, non pu quindi parlare
con noi senza di lei, non vuole tradire la sua fiducia.
Kristal, la smetta di competere con i thailandesi a suon di rebus, ci
perde comunque tempo e faccia. Basta con questi SMS, mms eccetera.
Facciamo all'antica. Muoviamo il culo. Prima da Tirelli Sport per
capire meglio la questione delle scarpe Timberland, poi da Alina
e Dan Chupong. Porti con s anche la valigetta di coccodrillo.
Tirelli Sport era un bellissimo negozio, affollato di clienti, gli sci
di tutti i colori sembravano croccanti sulla bancarella di una fiera,
luccicavano tra scarponi con i ganci dorati e caschi. Al centro della
vetrina, accanto a manichini con tute aerodinamiche, ruotavano
un paio di Timberland Plymouth. Tirelli, quando vide l'ispettor
Santoni, si adatt immediatamente al ruolo che decise di interpretare:
sguardo docile che sconfinava nella sottomissione, pronto a
dissolversi. Se in quel momento, mentre stava uscendo quel cliente
con la busta piena di una giacca a vento in Gore-Tex, Santoni avesse
messo in atto il setaccio, cosa sarebbe accaduto? Lo avrebbe colto in
flagranza di reato, senza scontrino. E anche un'altra signora aveva
appena pagato in contanti, ma la cassa era rimasta muta come Dan
Chupong. Marzio si avvicin lentamente, persino Kristal aveva
assunto l'aria da poliziotto. Due persone da evitare, soprattutto
Lupo Bianco, che indugiava con malizia, fermandosi a osservare
gli sci, li toccava, ne saggiava l'elasticit, sentiva sul pollice il taglio
delle lamine. Beretta invece si era spostato vicino alla cassa dove la
moglie di Tirelli, Germana, pareva una bella statuina. La presenza
dei due poliziotti aveva gelato il loro mondo, tutti fotogrammi di
persone ferme in attesa, sembrava un gioco di magia. E Santoni se
la gust a lungo, quella sospensione: senza parlare, a passi lenti,
sguardo pi ficcante di una pistola carica. Tirelli si era appoggiato
all'angolo vicino alla sciolinatrice, chiuso nella sua evidente paura,
col sudorino sotto il naso. Fu facile preda di Lupo Bianco. Il
negoziante sapeva di birra, wrstel e crauti, una punta di Ginpin.
Marzio gli sussurr una bugia. La classica mossa del poliziotto.
Vecchia come il mondo, ma era ancora una regola assai efficace:
Mi risulta che il cartomante abbia comprato un paio di Timberland
Plymouth qui da lei.
Fu come se Tirelli ricevesse un pugno allo stomaco. Lo sguardo
parlava da solo. Non era una prova, ma in quel caso funzionava.
Silenzio-assenso.
Perch non ce l'ha detto? Ha consegnato una lista non completa
a Kristal, potrei accusarla di falsa testimonianza, continu Santoni.
Un ciclone rosso al sapore di Marlboro e caramelle Polo alla
menta, s'infil tra Marzio e Kristal. Germana. I capelli ricci rossi
sventolavano sul volto del marito. L'allenatore che cercava di dare
respiro al pugile ormai suonato. La donna, con i polsi ammanettati
da braccialetti sonanti, url: Kristal ci ha chiesto l'elenco delle
persone che avevano comprato le Timberland Plymouth misura
42, e il cartomante,  vero, le ha prese dal negozio, ma non le ha
mai pagate....
Signora Germana, che intende dire?
Gliele ho regalate io, personalmente.
Il motivo?
Mi aveva tolto il malocchio e letto le carte.
Valore delle scarpe?
Centoquaranta euro.
So che il cartomante prende sempre ottanta euro per lettura
dei tarocchi e togliere il malocchio, quindi nel prezzo era previsto
anche il "regalino"?.
Lupo Bianco sottoline il finale con molta enfasi, aggiungendo
qualcosa di equivoco, indirizzando la voce e lo sguardo a Tirelli.
Sul volto di Germana, la parola "regalino" sort lo stesso effetto del
"setaccio" sul marito. Arross. A quel punto, l'ispettore pens bene
di uscire. Per non intralciare l'altra indagine, quella che avrebbe
fatto Tirelli sul comportamento della moglie: doveva pur capire
cosa fosse quel "regalino".
L'ispettore poteva dirsi soddisfatto, la notizia l'aveva avuta. Il
cartomante possedeva un paio di Timberland Plymouth 42. Un
tassello che si aggiungeva agli altri, una casella di un puzzle che
appariva vuoto e sdentato, tanti buchi da riempire: un enigma molto
pi complesso del rebus che Kristal aveva inviato a Dan Chupong.
...
Capitolo 17.

Li dovete assaggiare, sono freschissimi.
Lupo Bianco sapeva che prima o poi l'avrebbe dovuto fare, come
prendere l'olio di ricino quand'era bambino, o lo sciroppo per la
tosse: un passaggio obbligato a Valdiluce, per dimostrare di essere
un vero maschio. Il profumo non era per niente spiacevole - una
nuvoletta fragrante, dolce sul fondo - ma Santoni non volle pensare
che era sangue di maiale. Addent con decisione il migliaccio, la
sensazione fu gradevole, un cibo tenue, combinati con cura con il
parmigiano grattugiato, i pinoli, l'uva passa, la scorza di arancia,
il brodo di maiale, la farina. Se ne mangi sei, uno dietro l'altro.
Alina Bellini lo guardava come un figlio che apprezza il cibo che
aveva cucinato.
Finalmente, ispettore,  uno dei nostri. Socio del club del
migliaccio.
Kristal fu ancora pi goloso e in pochi secondi ne divor otto.
Bevvero un po' di vino. Alina sapeva essere cordiale, una vera
professionista del poker: sulla sua faccia tempestata dalle rughe
non appariva nessun turbamento. La loro visita inaspettata le aveva
creato preoccupazione ed ansia, ma era abituata a nascondere i suoi
sentimenti. Una tipa pericolosa e difficile per un poliziotto.
Non abbiamo visto Dan Chupong.  uscito?
No, sta rifacendo le camere. Volete parlare con lui?.
Lupo Bianco non voleva interrogarlo di fronte ad Alina: parte del
messaggio che aveva inviato a Kristal era a suo modo comprensibile.
Non poteva muoversi davanti alla sua padrona, lei gli impediva
di dire quello che magari avrebbe voluto. Niente di sicuro, solo il
fiuto di detective lo spingeva a pensarlo. Avrebbe dovuto trovare
un'occasione per comunicare direttamente con il nano, stare a lungo
da soli. Forse cominciava ad avere un'idea, suggerita dal rebus di
Kristal, ma da mettere in atto in sguito.
No, per adesso no, invece lei mi dovrebbe dire se ha mai visto
questa valigetta.
Beretta la espose mettendola sul tavolino, la donna sorrise, era
come partecipare a un gioco a quiz: non sapeva quale domanda gli
agenti le avrebbero fatto, ma questa era facile.
Certo, la conosco io come tutta Valdiluce.  del cartomante.
Quindi mi conferma che questa ventiquattrore l'ha vista spesso
in mano al cartomante e, mentre soggiornava nella sua locanda, se
la portava anche in camera?
Sempre con lui, sembrava il presidente degli Stati Uniti con la
valigetta dei codici segreti della bomba atomica.
Lei ne avr visto anche il contenuto, considerando che l'altra
volta mi ha confermato che approfittava dei servigi del cartomante
ed in cambio gli offriva il costo della camera numero 7.
Alina pur mantenendo gli occhi assolutamente inespressivi, con il
suo sorriso mondano, iniziava a mostrare qualche disagio, i tacchetti
degli stivali neri s'impuntavano nervosi, grattando il pavimento di
cotto.
Certo. Ho visto molte volte gli oggetti che stavano all'interno
della valigetta.
Prego, Kristal, l'apra e mostri il contenuto alla signora Alina
Bellini.
L'assistente indoss i guanti, amava questi incontri cos rituali,
da vero poliziotto. Con ampi gesti dispose, su un tavolino non apparecchiato,
le due ampolline, il cucchiaio d'oro, il mazzo di ulivo
benedetto, il piatto Richard Ginori, la mezza noce, lo schiaccianoci
d'argento, i tarocchi.
Se osserva con attenzione, manca un oggetto.
Alina si allung per vedere meglio. Kristal l'aiut indirizzando un
dito sullo scomparto vuoto.
 vero, ha ragione, manca la statua.
Ce la potrebbe descrivere?
Brutta da morire, un uomo con le sembianze del caprone, io
non l'ho mai guardata, mi faceva impressione. Tante volte gli avevo
chiesto di non usarla ma il cartomante insisteva, diceva che con
quella riusciva a togliere meglio il malocchio.
Non  che lei l'ha trovata nella sua camera o qui nella locanda,
oppure in un bagno... insomma, da qualche parte?
No, per carit, se l'avessi vista l'avrei buttata nell'inceneritore
della porcilaia. Per lo possiamo chiedere a Dan Chupong.
Alina Bellini aveva voglia di alleggerirsi da quella serie di domande.
La presenza del thailandese le avrebbe dato un po' di respiro.
Ve lo chiamo?
Va bene.
Nell'attivare il tablet per convocare il nano, la donna rivel un forte
tremolio nelle mani. Lupo Bianco sapeva che quando le persone
si mostravano all'inizio sicure di s, e poi lentamente perdevano il
controllo della situazione, nascondevano qualche magagna. Era pi
normale che uno fosse agitato di fronte all'arrivo della polizia, per
poi lentamente tranquillizzarsi. Alina non aveva la coscienza a posto.
Dan Chupong sta arrivando, comment.
Lupo Bianco rimase in silenzio, si concentr su quell'odore di olio
bruciato diffuso ovunque, che veniva emesso dalle tante lanterne
con gli stoppini accesi. Lo aveva gi sentito da qualche parte.
Il nano era ancor pi elegante del solito: abito a doppio petto
bianco su scarpe di coccodrillo, cravatta viola, cappello a lunghe
falde. Kristal e Lupo Bianco rimasero per un istante meravigliati.
Veramente sorprendente che riuscisse a diventare magnifico nonostante
fosse sgraziato. Impenetrabile, solo gli occhietti thailandesi
si allungavano in continue espressioni: impossibile decifrarle,
confondevano e basta. La sua caratteristica pi sorprendente
era il fatto che non avesse addosso n un profumo gradevole,
n una emanazione spiacevole. Come se passasse attraverso una
macchina taglia-odori. Un bell'enigma, per l'olfatto di Lupo Bianco.
Accanto ad Alina sembrava un apprendista stregone, e lei la
strega di Biancaneve. L'interrogatorio di Dan Chupong fu un atto
formale: non era quella l'occasione per sapere da lui qualcosa in
pi. Alina Bellini traduceva le domande di Santoni con una serie
di gesti apparentemente sconclusionati e il nano rispondeva con
la faccia inespressiva, scuotendo la testa verticalmente per un s
od orizzontalmente per un no. Conferm tutto quello che aveva
detto la Bellini. Mentre Beretta riproponeva i vari oggetti della
valigetta a Dan Chupong - un'ampollina di vetro di Murano,
piena di un liquido dorato, sigillata da una testa di donna d'avorio,
la rappresentazione di una dama dell'ottocento, con una
mascherina sul volto - Santoni ebbe un sussulto.
Kristal, mi dia un attimo questa boccetta, voglio annusarla di
nuovo.
Immediatamente riconferm a se stesso quello che gi aveva stabilito:
olio con sentore di muffa, vagamente rancido, di pessima
qualit, lampante, quello che si usa per accendere i lumi.
Lupo Bianco si alz di scatto e si precipit verso una delle lampade
ad olio che costellavano la parete della Locanda della padella
nera. Senza troppe formalit, concentrato solo su un pensiero che
doveva verificare, infil un dito nella vaschetta, coperto d'olio e
inizi a comparare i due odori, quello dentro l'ampollina e quello
in cui aveva intinto l'indice. Nella sua testa si svolse un'incredibile
analisi chimica: l'essenza dell'uno venne sovrapposta sull'altro,
un gioco di incastri che neppure in un laboratorio specializzato
poteva essere immaginata. Le due mappe disegnate perfettamente
coincidevano in modo impressionante. Era lo stesso tipo di olio,
anche se quello della vaschetta aveva dei sentori di bruciato che
potevano leggermente confondere.
Alina, dove prende l'olio per le lampade?.
La donna non comprendeva cosa stesse facendo l'ispettor Santoni
e dove volesse arrivare. Quell' incertezza la metteva in agitazione.
 una damigiana di olio lampante che teniamo nella nostra
cantina. Con quello alimentiamo tutte le lampade della locanda.
Possiamo andare a vederla? Vorrei analizzarne il contenuto.
La Bellini stava per dare l'ordine a Dan Chupong di accompagnare
l'ispettore e Kristal in cantina, ma un pensiero la blocc.
Poich il cammino  lungo, bisogna attraversare una zona polverosa
e poco illuminata, vi faccio portare direttamente qui la
damigiana da Dan Chupong?
No, grazie, siamo stati tutto il giorno a sedere, ci fa bene sgranchirci
un po' le gambe.
Alina era molto contrariata da come si stava sviluppando la
situazione ma, qualsiasi cosa accadesse, doveva fare buon viso a
cattivo gioco.
Andiamo, per vi accompagno io, bisogna stare attenti a non
cadere. Tu, Dan Chupong, rimani qui perch stanno per arrivare
i primi clienti.
La donna allung un braccio imperioso come per dire: "Stai
fermo, buono, a cuccia". Lui rispose con il solito segno d'assenso.
Ispettore, per fare il confronto vuole che mi porti la boccetta
della ventiquattrore?
Non ce n' bisogno!.
Quanto piaceva a Kristal il suo Lupo Bianco, il migliore di tutti e
il pi originale. Nessun poliziotto al mondo sarebbe mai riuscito
a ottenere con le analisi dei risultati cos completi e precisi, senza
dover scomodare tutti i mezzi della tecnologia, polizia scientifica,
laboratorio chimico. A lui bastava il naso.
Kristal, porti con s un contenitore sterile, prendiamo un campione
dell'olio della damigiana per confrontarlo con l'altro. Lo
dobbiamo consegnare alla scientifica.
Beretta ne rimase deluso.
Ma ispettore, non basta il suo parere?
Il mio naso  infallibile, ma se lo immagina come prova in un
tribunale?
Per il suo olfatto ci guida nelle indagini come l'ago di una
bussola.
L'attaccamento di Kristal era superiore a qualsiasi ragionamento.
Meglio non rispondere.
Il percorso per arrivare in cantina fu lungo e tortuoso, Alina Bellini
procedeva davanti ai due poliziotti, in mano una lanterna ad olio.
Il tunnel doveva essere antico, fatto dal padre salumiere morto
da anni. Alcune finestrelle sulla parete lasciavano intravedere
ambienti che la donna, abbassando la lanterna, cercava di tenere
all'oscuro: lampeggiavano grandi frigoriferi bianchi, sicuramente
per mantenere a bassa temperatura il sangue di maiale. Entrarono
nel territorio del vecchio macello, un luogo che sembrava ancora
in uso, Santoni sent un tanfo di carogne e macelleria: fegato, cervello,
interiora, una girandola nauseabonda. Kristal, per coprire
tale fetore, si mise sotto il naso una barretta Kinder. Alina era cos
abituata a percorrere quelle stanze che sembrava non provasse
alcuna sensazione di disgusto, conviveva da anni con gli odori del
suo lavoro. Avvicinandosi a una grande finestra, l'ispettore percep
un deciso sentore di maiale vivo e di escrementi, e la donna abbass
ancor pi la lanterna: significava che Lupo Bianco doveva aguzzare
lo sguardo. Gli occhi rossi dei porci chiusi in condizioni disperate,
il muso allungato a cercare aria e cibo: quegli animali sbattevano
gli zampetti. Sarebbe gi stato un motivo per aprire un'inchiesta.
La Bellini intu il pensiero dei poliziotti.
Stiamo facendo dei lavori sopra, nella porcilaia nuova, domani
mattina i maiali torneranno in un ambiente molto grande ed a vivere
all'aria aperta. Mi dispiace che vediate un simile spettacolo. Non
potevamo fare diversamente, c' stato un crollo per la troppa neve
sul tetto.
Kristal e Lupo Bianco non risposero. La grotta della cantina era
stata scavata nella roccia, faceva molto freddo e l'assistente,
nonostante avesse mangiato otto migliacci, si spar due Mon Chrie.
Lupo Bianco osserv l'ambiente. La botte dell'olio lampante,
molte cassette di vino, ganci da macellaio, altri attrezzi da norcino
- coltelli, spatole, tritacarne - il tutto appoggiato su un tavolo di
legno. Sulla trave del soffitto erano appesi salami, salsicce, lonze.
Ma l'occhio esperto di Lupo Bianco cadde su numerosi scatoloni
accumulati su una parete in fondo, una decina circa. Si avvicin.
Cinque racchiudevano delle bottiglie in plastica piene di un liquido,
nelle altre erano accatastati centinaia di contenitori con tavolette
bianche incellofanate. Sembrava roba mai vista da Lupo Bianco. Ci
girava intorno enigmatico. Alina intervenne: Ispettore,  Diavolina
liquida e solida. Serve per accendere il fuoco. Non la conosce?.
Nella vita di Santoni, come nella sua famiglia, non erano mai stati
usati additivi chimici per accendere il camino. Marzio si ricord le
parole del padre Alfonso: Noi che siamo boscaioli conosciamo il
legno, non dobbiamo mai appiccare un fuoco con delle sostanze,
ma rispettandolo. Basta un fiammifero, ma anche se non ce l'hai,
due pezzi di legno da sfregare, parte la fiamma ed  fatta.
Lupo Bianco, vissuto in quel mondo un po' arcaico, era stato capace
fin da bambino di fare un fal in tutte le situazioni, anche le pi estreme,
perci non aveva mai utilizzato la Diavolina. Ma ne conosceva gli
effetti devastanti: se non veniva usata con criterio, poteva trasformarsi
in un'arma pericolosa. Due anni prima aveva arrestato un piromane
che aveva confessato di aver appiccato il fuoco nel bosco usando
proprio quella sostanza. Ma Lupo non l'aveva mai vista, n toccata.
Appena la tavoletta bianca usc dal cellophane e fin nelle sue mani,
ebbe una forte emozione, un odore pungente che da molto tempo
cercava di collocare nello scacchiere. Il cherosene, lo stesso che aveva
memorizzato durante l'incendio a casa di Marietta. Prefer non dire
niente, anche perch il suo olfatto stava diventando un po' troppo
protagonista della giornata. Certo, era un indizio importantissimo.
E tutto l'incendio poteva esser diventato furioso per aver spruzzato
ovunque l'additivo liquido, inzuppando anche l'interno del braciere,
il cosiddetto "prete". Kristal cerc di coprire quel silenzio di Lupo
Bianco, che metteva tutti un po' a disagio.
Ispettore, basta una tavoletta di Diavolina nel camino, un fiammifero,
e zac! Il fuoco parte subito.
Lo so, lo so, ma non capisco cosa se ne faccia lei, signora Bellini,
di una quantit cos grande.
La donna, sotto la luce della lampada ad olio, sembrava aver perso
la sua baldanza: assomigliava, con quella lanterna in mano, a
una galeotta che da anni scontava una condanna in una prigione
medievale.
Non la uso per accendere il fuoco, ma per ottenere quelle fiamme
improvvise durante lo show... cio, la preparazione dei migliacci.
Qualche volta ci butto quella liquida, altre volte dei frammenti
delle tavolette.
Il cervello di Lupo Bianco correva al galoppo. Finalmente qualcosa
cominciava a quadrare. Annus anche il contenuto dell'olio
nella damigiana, identico a quello nella boccetta del cartomante.
Un'altra coincidenza utile.
Andiamo di sopra.
Il ritorno alla luce per Alina fu lento e doloroso. Si trascinava con
fatica, una Via Crucis. Era preoccupata di quello che le avrebbe
chiesto Lupo Bianco. Santoni mordeva il freno e non vedeva l'ora
di arrivare nella sala da pranzo della locanda per mettere in chiaro
qualche punto. Kristal sentiva l'eccitazione del suo superiore, anche
se ancora non ne aveva capito il motivo. Ma ogni curiosit stava
per essere soddisfatta. Si sedettero tutti e tre: Alina sulla poltrona,
i poliziotti su due seggiole. Era un vero e proprio interrogatorio.
Allora, signora Bellini,  chiaro che l'olio contenuto nella boccetta
del cartomante  lo stesso che mette nelle sue lampade.
La donna si era come rinvigorita, un gatto dalle sette vite. Eretta
sulla poltrona, pronta a graffiare. Forse incominciava a capire il
percorso del ragionamento di Santoni. Meno pericoloso di quanto
avesse immaginato. L'ispettore aveva sfiorato il focherello, poi il
fuoco, ma ormai stava andando verso l'acqua.
Certamente! Il cartomante diceva che l'olio lampante era ottimo
per il "rito" del malocchio.
Lui aveva accesso a tutti i luoghi della locanda? Poteva anche raggiungere
la grotta-cantina dove siamo andati poco fa?
No, assolutamente, erano spazi proibiti anche a lui.
Poteva sapere qualcosa della Diavolina tenuta nella grotta?
Pu essere. Un giorno mi ha chiesto come facessi a ottenere gli
effetti nel camino, gliel'ho spiegato, ma  tutto finito l.
Lei, signora, possiede una quantit di Diavolina maggiore di
un supermercato e di tutti i negozi di Valdiluce. Un giacimento,
si potrebbe dire.
Vede, ispettore, in questo periodo di crisi anch'io cerco di
risparmiare, ne ho comprata tanta perch mi hanno fatto un buon
prezzo.
Ha regalato a qualcuno un po' della sua Diavolina, magari al
cartomante, o l'ha consumata solo all'interno della locanda?
No, mi pare solo nel mio caminetto.
 sicura oppure no?
Sicura.
Grazie, per adesso  tutto, ma resti a nostra disposizione. Porti
nel mio ufficio, al pi presto, la fattura dell'ultimo acquisto della
Diavolina sia liquida che solida.
Alina Bellini era rinata, il petto e il sedere avevano di nuovo
riempito il completo di pelle nera. Kristal e Lupo Bianco, prima
di uscire dalla locanda, passarono di fronte al Buddha, il Bamboccione.
Ciascuno dette un colpetto sulla testa della statua, e
la lingua, le mani e il capo oscillarono vistosamente. Un gioco
grottesco, un po' magico. In paese si diceva che portasse fortuna,
e loro ne avevano davvero bisogno perch il caso si stava rivelando
complesso. Kristal fu divertito dall'effetto del dondolio
del Buddha. Lo osservava a bocca aperta, come un bambino.
 buffo, muove la testa dicendo sempre s. Chiss quanti
segreti si nascondono nella pancia del Bamboccione....
Una battuta, certo, ma Santoni la colse al volo. Sembrava il
luogo ideale per occultare qualcosa. Un poliziotto non si deve
mai fermare di fronte a un dubbio. Richiam Alina.
Mi scusi, signora Bellini, possiamo vedere nell'interno, per
capire come funziona questo Magot?
Certo, per abbiamo bisogno di Dan Chupong perch  l'unico
che conosce la chiave segreta per aprirlo. Lo vado a chiamare.
Ma non pu usare il suo tablet per convocarlo?
No, perch sta in un luogo dove il segnale non arriva, rispose
in fretta.
Alina part spedita. Sculettava come una vecchia matresse. Molti
dei fili dell'indagine partivano e tornavano nella Locanda della
padella nera. L aveva abitato il cartomante, trattato come uno
di famiglia, sicuramente doveva aver accontentato spesso con dei
"regalini" le voglie di Alina. L'olio proveniva dalla cantina del ristorante,
ma Santoni incominciava a pensare che anche la Diavolina
fosse stata portata in casa di Marietta, sempre dal cartomante, dopo
averla avuta dalla Bellini in regalo o rubandogliela. Eppure dovevano
procedere con scrupolo: ogni passo avanti diventava prezioso.
Kristal, deve fare un calcolo, valutare la dose di Diavolina che
Alina Bellini usa ogni giorno, poi, partendo dall'ultima fattura che
conterr la data di consegna e il numero di confezioni acquistate,
quantificheremo il prodotto che dovrebbe essere stato consumato.
A quel punto verificheremo nella cantina le confezioni rimaste per
accertare se ne  stata sottratta una certa quantit. Chiaro?.
Si capiva che il cervello di Beretta, come un computer, stava mettendo
tutto sul disco. Con una certa difficolt. Per qualche secondo
gir a vuoto, poi afferr il concetto, lo trascrisse ed anzi aggiunse
una buona considerazione: Ispettore, per evitare che possano
sorgere tentativi di manipolazione - Alina Bellini mi sembra capace
di tutto - sigillerei le confezioni con il nastro, quello ufficiale, dove
c' scritto "polizia".
Finalmente  arrivato?
Certo, eccolo!.
Kristal tir fuori dal suo zainetto un rotolo. Ne strapp un pezzo
per farlo vedere a Lupo Bianco. Beretta stava diventando un vero
dottor Watson, anche se Santoni non si sentiva certo uno Sherlock
Holmes.
Mi raccomando, conti le confezioni prima di sigillare il tutto. Poi
ne prenda un campione per fare un eventuale confronto.
Certo, ispettore.
L'arrivo di Dan Chupong li sorprese ancora una volta. Indossava
una tuta blu pulitissima, ma soprattutto cos ben tagliata da essere
stata fatta senz'altro su misura. E poi un cappellino da lavoro con
sopra alcune scritte in thai. Alina, attraverso la solita gestualit,
gli indic quello che avrebbe dovuto fare. Lui arrotol le maniche
sulle braccia: aveva dei muscoli ben torniti, doveva fare ginnastica
o attivit sportiva. Restava il fatto incredibile che il suo corpo non
emanasse alcun odore, neppure i vestiti. Dan Chupong prese un
piccolo sgabello e lo pose davanti al Bamboccione, si concentr,
immobile, con le mani strette in pugno, sembrava che dicesse una
preghiera, o forse era una posizione yoga. Dopo una ventina di
secondi interminabili - il tempo giusto per domandarsi se non
stava prendendo in giro i due poliziotti di montagna - senza alcun
preavviso il nano scatt come un guerriero e part all'attacco. Sal
sullo sgabello, poi abbracci la testa enorme del Buddha. Inizi a
farla girare con delle strane mosse, alcune lente, altre pi veloci, a
destra, a sinistra, una rotazione lunga poi una breve: sembrava che
svitasse un incastro molto complesso, seguendo dei passaggi obbligati,
una combinazione non di numeri ma di scatti. Effettivamente,
a ogni mossa, la testa della statua si separava dal vaso. Il Buddha,
con quel faccione sorridente, stretto dalle braccia muscolose di Dan
Chupong, sembrava che soffrisse il solletico. Finalmente ci fu un
colpo sonoro e si vide chiaramente la testa del Bamboccione spostarsi
di circa dieci centimetri. Il nano, con uno sforzo incredibile,
sollev ulteriormente la testa del Magot e la colloc lateralmente.
Rimase agganciata attraverso delle staffe di metallo. Santoni dette
una pacca sulla spalla di Dan Chupong, in segno di ammirazione.
Bravo!.
Poich sapeva che era sordo, ci aggiunse anche un pollice alzato,
come per dirgli "old". Il thailandese lo fiss a lungo, immobile, e
poi a velocit supersonica, per non farlo notare agli altri, strizz un
occhio. Non pi di un battito d'ala di rondine. Difficile afferrare
con sicurezza il gesto, ma Lupo Bianco era certo di aver percepito,
su quel muso di cera, un segno di cordialit, l'inizio di un dialogo.
Alina era molto divertita dall'interesse dei due poliziotti.
Ecco, adesso potete scorgere il congegno che muove il Magot.
Kristal e Lupo Bianco si affacciarono sul vaso. Il movimento basculante
era dato da un sistema di pesi e contrappesi, un intreccio
di corde e bastoncini che collegavano tra loro la testa, la lingua e
le manine del Buddha. Ingegnoso e spettacolare, come la pendola
di un orologio antico. Ma Santoni era soprattutto interessato a
scoprire cosa racchiudesse la pancia del Magot, e ispezion con
avidit l'interno del grande contenitore, uno spazio considerevole
dove ci si potevano nascondere molti segreti. In quel caso, per,
era desolatamente vuoto. Al di l di aver compreso il marchingegno
che animava il Bamboccione, gli restava un po' di amaro in
bocca. Talvolta un detective pensa di trovare l'oscuro dove invece
splende la luce della normalit. Magari aveva ragione il capo della
polizia Soprani: Lupo Bianco andava a cercare sempre il losco
anche dove non c'era?
...
Capitolo 18.

Nell'ufficio di polizia di Valdiluce si lavorava alacremente. Kristal,
dopo aver ricevuto la fattura da Alina Bellini, batteva sui tasti della
calcolatrice una sinfonia di numeri da far paura. Il rullo di carta
ballava il tip tap. Lupo Bianco stava leggendo con attenzione il
rapporto compilato dal maresciallo Pieretti e l'ufficiale Mangiagallo
della polizia scientifica. All'interno della ventiquattrore erano state
trovate le impronte digitali di Sergio Raboni. Numerose e ben evidenti.
Invece sul lucchetto, sulla maniglia, sull'esterno della valigetta
non comparivano tracce. Come era possibile che il cartomante
avesse trasportato utilizzato e aperto la ventiquattrore, lasciando
le impronte solo all'interno? Forse qualcuno le aveva cancellate
e pulite accuratamente. Poteva averlo fatto lo stesso cartomante
per nascondere qualcosa? O un'altra persona aveva collocato ad
arte la valigetta nell'armadio, evitando che rimanessero le proprie
impronte digitali sull'esterno della pelle di coccodrillo, dimenticandosi
per di pulire tutti gli oggetti collocati nell'interno? Una
svista o un tranello per gli investigatori? Le impronte digitali di
Marietta - in possesso della polizia perch una volta da giovane,
completamente ubriaca, era stata arrestata per aver aggredito e
offeso un carabiniere - risultavano numerose nella cantina dove il
fuoco aveva fatto meno danni: sul manichino, sull'esterno e l'interno
del grande armadio, sulle stampelle, su alcuni vestiti, sulle
bottiglie di Ginpin. Era possibile che non ci fossero tracce di altre
persone? Evidentemente, se qualcuno fosse entrato per uccidere
la sarta, aveva utilizzato dei guanti. Altro dettaglio importante rivelato
dal maresciallo Pieretti e l'ufficiale Mangiagallo: sulla parte
bassa dell'armadio, l'impronta di un piede era rimasta visibile sul
legno. Forse qualcuno era entrato nello spazio del guardaroba per
prendere qualcosa, e inavvertitamente aveva lasciato una traccia,
purtroppo risultava evidente solo la punta della scarpa e dal confronto
con il calco dell'orma sulla neve non si era riusciti a stabilire
se potesse essere la stessa.
Santoni continu la lettura del rapporto della scientifica. Sullo
spillone da blia che aveva bucato lo pneumatico della Vespa e sul
pupazzo di gomma senza testa di Gargamella, erano state rilevate
tante impronte digitali ma - sarebbe stato meglio non saperlo - tutte
dell'ispettor Santoni. Nient'altro. Anche a lui capitava di predicare
bene, ma razzolare male. Chi aveva forato lo pneumatico era riuscito
a non lasciare tracce, e in un paese di montagna con il freddo
polare, la gente usava i guanti di pelle o in Gore-Tex.
Sul dipinto di Franco Franzelli, che Kristal aveva ricostruito
con il computer e rappresentava la casa di Marietta, i due tecnici
avevano eseguito un gran lavoro, riuscendo a rilevare, nella pasta
porosa della vernice, tracce riconducibili al famoso cherosene.
Qualcuno, non certo casualmente, aveva messo l'accelerante sul
quadro e quindi sulla parete e, con ogni probabilit, in tutta la casa.
Pieretti e Mangiagallo avevano comparato, attraverso un complesso
sistema di analisi virtuale, la particella chimica rinvenuta nella
pittura, sovrapponendola ai reperti raccolti nelle aeree coinvolte
dall'incendio. Sul letto di Marietta, sui frammenti del prete, sul
caminetto - insomma, in ogni luogo possibile ed immaginabile del
piano terra, ma non in cantina - era presente, come un'ossessione,
la stessa materia accelerante. La polvere della morte. Residui di
una mistura di paraffina e cherosene liquido, in parte pura e in
altri casi mischiata a detriti di legno e di carta, come sottolineava
il rapporto. D'altra parte, Lupo Bianco non poteva essersi sognato
quell'odore cos persistente. Il film cominciava a essere montato.
Qualcuno - dopo aver atteso che la sarta si coricasse sul letto per
sprofondare nel suo classico torpore etilico e verificato che non
reagiva pi a nessun stimolo esterno - era entrato dalla porta con la
chiave inserita nella serratura. Nella casa aveva operato indisturbato.
Poi aveva preparato la messinscena, denudando completamente la
sarta, forse anche violentandola, sebbene non risultassero tracce di
sperma. Posizionato vicino ai piedi di Marietta, sul letto, il grande
scaldino detto "prete", infine, distesa con cura, la coperta di lana.
Poi aveva inondato la casa di Marietta Lack di una quantit impressionante
di Diavolina solida e liquida. Un fiammifero aveva acceso
l'inferno. Nessuno avrebbe trovato assurdo che Marietta si fosse
coricata dentro il letto, sotto la coperta, dimenticandosi di togliere
il prete e che da l accidentalmente fossero partite le fiamme. Una
dinamica convincente, probabile, conoscendo i rischi che correva
ogni giorno la sarta, per via del suo alcolismo. Se questo fosse stato
lo svolgersi dell'atto criminale, ne mancavano di cose all'appello!
Prima di tutto, un elemento decisivo. Chi aveva ucciso Marietta
Lack? E perch? Il cartomante, era lui l'assassino? Tutti gli indizi,
come un fiume in piena, tracimavano sulla sua figura. L'impronta
della scarpa, la valigetta di coccodrillo, una certa frequentazione
con Marietta, che anche l'ex marito aveva confermato. Il suo legame
con Alina: da lei prendeva l'olio per togliere il malocchio. Pi
crescevano le certezze, pi aumentavano i dubbi di Lupo Bianco.
Marietta conosceva un segreto di Raboni che rischiava di essere
divulgato? N era da sottovalutare il fatto che il cartomante avesse
ritirato dalla banca di Valdiluce, tre giorni prima dell'incendio
doloso, settantaseimila euro. Con quella somma doveva pagare
un ricatto? O semplicemente gli servivano per fuggire dal paese
perch l'aria era diventata irrespirabile? Di domande si poteva anche
morire, pens Lupo Bianco. Ma solo cos, mettendo sul tappeto ogni
possibile indizio, sarebbe riuscito a trovare il bandolo della matassa.
Che fosse doloso l'incendio, a questo punto era chiaro. Forse aveva
gi il nome dell'assassino, ma mancava il movente. Inoltre, perch
Marietta in quella situazione era completamente nuda, un'abitudine
che non aveva mai? Si poteva pensare che il cartomante avesse commesso
un abuso, come aveva fatto con Britt Kaufman? Marietta si era
negata di spogliarsi completamente ed il Raboni aveva scatenato la sua
aggressivit sessuale. In un tribunale queste considerazioni avrebbero
avuto un certo peso. Sul cartomante gravava gi la condanna a sei
mesi di carcere, perch non avrebbe potuto commettere una seconda
violenza? Ma esisteva un'evidenza che smentiva la possibilit di un
delitto commesso di getto. Non poteva esserci nella casa di Marietta
un deposito cos grande di Diavolina. L'assassino si era portato
dietro un bagaglio incendiario che dava la certezza del suo disegno
omicida, non era capitato l casualmente. Eppure il cartomante -
truffatore, gigol, amante eccellente - sembrava dotato di grande
vigoria sessuale ma di poco acume. Anche il reato su Britt Kaufman
era stato concepito d'impulso. Non sembrava in grado di architettare
un omicidio, ma di aver usato, come sua abitudine, violenza, magari
sotto il controllo articolato di un complice...
Sulla piattaforma mentale dove collocava tutti gli indizi, Lupo
Bianco si era ritrovato troppe immagini colorate. Cos evidenti e
luminescenti da non convincerlo. Qualcuno voleva confondere la
scena del crimine, creando ad arte trappole e misteri.
Kristal lo interruppe, esaltato dai risultati dei suoi conti. Sguardo
stanco ma felice, sulla sua chioma a spazzola navigavano i fantasmi
di migliaia di numeri. Vicino alla calcolatrice giacevano decine di
carte di cioccolatini, tutte spiegazzate e mischiate ad altri fogli
appallottolati.
Ispettore, aveva ragione lei, dalla fattura di Alina risultano acquistate
in totale 350 bottiglie di Diavolina liquida, 1200 confezioni di
quella in blocchetti. La consegna  stata effettuata dieci giorni fa,
calcolando un consumo approssimativo di 1 (una) bottiglia e di 1
(una) stecca al giorno per gli usi della Locanda della padella nera,
sarebbero dovute rimanere in cantina 340 bottiglie e 1190 scatole,
invece dal mio conteggio, prima di sigillare tutto con il nastro
isolante, ne risultavano rispettivamente 320 e 1120, quindi o sono
state rubate dal cartomante o Alina gliele ha regalate: 20 bottiglie
e 70 confezioni. L'occorrente per bruciare il mondo.
Perch pensa subito al cartomante?
Chi altro potrebbe essere?
Se  convinto, lo arresti, lo porti qui, poi vedremo.
Kristal era completamente suonato dai calcoli, non coglieva pi
nulla, neppure l'ironia.
Andiamo a casa, per oggi basta, dobbiamo essere in forma.
Domani  il gran giorno.
...
Capitolo 19.

Si era fatta notte. Un vento di tramontana scuoteva le ombre degli
abeti sull'asfalto imbiancato. Lupo Bianco si sentiva strano, come
se ci fosse un pericolo imminente. Parcheggi la Vespa davanti
al cancelletto di casa sua. Da quando qualcuno aveva conficcato
sulla gomma uno spillone con la testa mozzata di Gargamella,
non era pi tranquillo. Un avvertimento di tipo mafioso. Poteva
essere anche una minaccia di morte. Si prese l'impegno mentale
per fare due cose: chiamare Luigi Orsetti, il muratore, per allargare
il cancello del giardino, in modo da infilarci dentro la Vespa, e
di tenere sempre con s la pistola. Fino a tempi migliori. Chiss
dove l'aveva lasciata, nell'armadio o nella cassaforte dell'ufficio?
Gli sarebbe servita proprio in quel momento. Grida lancinanti
giunsero dall'interno della sua casa, qualcuno stava subendo
un'aggressione! La porta, aperta con la chiave attaccata sulla
toppa, cigolava nel vento. Lupo Bianco - la vista acuta dell'aquila,
l'udito del barbagianni, veloce in discesa come un falco, forte
quanto lo scarabeo rinoceronte, intelligente pi di una volpe,
olfatto superiore a qualsiasi animale - and allo sbaraglio, senza
criterio, non predispose un piano d'intervento. Non sembrava
pi il poliziotto lucido, ma un uomo guidato dal peggior istinto.
Lui che riusciva a valutare le distanze come se fosse orientato da
un radar, inciamp, cadde sulle ginocchia, colp con la spalla la
porta. Si era perso, neanche fosse un adolescente alle prime armi,
confuso dalle tracce di un profumo celestiale. Petali di rosa bianca
con altre numerose essenze, anche contrastanti tra di loro, e lui
le riconobbe tutte. Non poteva che essere lei: Ingrid, esclam.
La campionessa del mondo di sci era stretta in una tuta argentata,
splendida, con i capelli lunghi biondi, e urlava a squarciagola. In
piedi, sopra una sedia di vimini traballante, sbracciava terrorizzata.
Lupo, aiuto, ti prego, salvami!.
Marzio Santoni non capiva, analizz l'ambiente, soffermandosi
soprattutto su di lei, magnifica, come non ricordava fosse.
Caccialo, uccidilo, fai qualcosa!.
Il topo di casa, Mignolino. Era lui che la stava terrorizzando.
Ma  buono, non ti fa niente.  solo un topolino.
Lo vedo che  un topo! Che ci fa in casa tua?.
Mignolino, che aveva capito di essere un protagonista, inizi a
correre intorno alla sedia. Ingrid strill cos forte che Marzio prese
un pezzo di cacio, lo butt nel buchetto del muro e l'animale fortunatamente
lo insegu, fino a scomparire all'interno.
Dopo la tempesta si install in casa uno strano silenzio, una pace
guerriera. L'una di fronte all'altro. Ingrid scese cauta dalla sedia,
arruffata e scomposta, aveva veramente avuto paura. Si guard
intorno, in attesa di qualche altra aggressione da parte del topo,
ma in giro sembrava tutto tranquillo. Fiss a lungo Lupo Bianco,
a met tra il rimprovero e la felicit di rivederlo, poi si apr in un
fantastico sorriso che riacciuff tutte le linee del volto. Si distese.
Marzio osservava imbambolato. Aveva dimenticato quanto fosse
bella, i capelli biondi splendevano nei bagliori del caminetto, occhi
color muschio e rugiada, labbra rosse, tnere e violente. Ma anche
Lupo Bianco non era male, capelli sciolti, alto e potente, occhi
azzurri di cielo, bocca solida, camicia a quadrettoni, pantaloni di
velluto. Un uomo e una donna dei monti. Lui poliziotto, lei sciatrice,
ragazzi abituati a snervare il proprio corpo con sforzi inauditi, a
stringere i denti, a mostrare le smorfie della fatica, in quel momento
si erano fatti avvolgere dal chiarore della luna. Dolcissimi, due
giovani che volevano solo una cosa. Si baciarono, si spogliarono e
fecero all'amore. Lupo Bianco cap che una donna come Ingrid era
superiore a qualsiasi delle cose in cui credeva, e si fece prendere
da tanto sentimento, quello vero.
Lupo, ti ho portato un regalo. Per il nostro incontro. Mi hai
sempre visto con gli scarponi ai piedi....
Ingrid sfil dal suo zaino uno stupendo paio di scarpe. Vermiglie.
Folgoranti. Come la sua bocca.
Sono di Sergio Rossi. Tacco 12. Me le metto?.
Lui la osservava, occhi laghetto blu alpestre, stordito come un
bambino di fronte a Biancaneve. Lei sal sulla prima scarpa e prese
il volo, sulla seconda, con quel sorriso di donna compiaciuta per
l'ebbrezza, slanci il suo corpo nudo verso l'infinito. Nessun paragone
calzava: una Madonna, una statua, una pin-up, un'indossatrice.
Il topo sta nella sua tana. Non  che uscir ancora? Lupo, ti
avverto, se lo rivedo, lo infilzo con il tacco.
Marzio Santoni sorrideva inebetito. Con le scarpe rosse ai piedi,
Ingrid strabiliava. Disegnata dal vento, dalla velocit, dal ghiaccio,
dal sole, vederla camminare nella sua piccola casa, dove non era mai
entrato l'eccesso, fu pi di un'emozione. Era qualcosa di irreale, un
avvento marziano. Ingrid passeggi per tutto l'ambiente senza malizia.
Si offriva naturalmente. Il suo sedere cancellava qualsiasi altra
magnificenza: una tempesta di neve, l'alba sulle vette incontaminate,
i tramonti pi fulgenti erano piccole diapositive insignificanti,
rispetto a quell'andamento soffuso di rosa bianca. Da l nasceva la
bellezza dell'universo. Ingrid, da donna, stava studiando e misurando
la casa di Santoni. Fino ad allora avevano fatto all'amore nelle
camere degli hotel. Adesso poteva finalmente conoscere qualcosa
di lui, un uomo misterioso, chiuso come un riccio.
Ma hai un televisore d'antiquariato. Ancora in bianco e nero?.
Lupo Bianco rispose un s trattenuto nelle guance.
Quindi quando ci sono le mie gare in diretta di che colore sono
i miei capelli biondi? Bianchi come quelli di una vecchietta?.
Lui soffriva, ripens a Fidelio quando gli aveva detto: "Se continui
cos,  chiaro che rimarrai solo perch nessuna donna vorr vivere
in una casa con degli elettrodomestici preistorici".
Non l'accendo quasi mai.
Ho capito, ma....
Ingrid si blocc di fronte alla lavatrice. Allarg le braccia. Ci si
sedette sopra. Nuda, bianca sul bianco anche se un po' arrugginito
della lavabiancheria. Sembrava una pubblicit pazzesca.
Lupo, questa ha il doppio dei miei ventiquattro anni?
No!  pi recente.
Scommetto che fai anche il bucato nel fiume. Con i tocchi di
sapone di Marsiglia.
Marzio neg, ma qualche volta effettivamente... solo per i pantaloni
di velluto, l'acqua del torrente Marti li rendeva perfettamente
puliti e profumati.
A lei quest'uomo piaceva sempre di pi. Diverso da tutti quelli
che aveva conosciuto: preferiva il caminetto acceso alla TV, lavava
le cose nell'acqua gelida del fiume, allevava un topo in casa. Era un
cuore occupato dalla natura, come quello di Ingrid. In pi questa
vita solitaria, organizzata in maniera monastica, confermava il fatto
che non avesse altre donne. Nessuna persona di sesso femminile
avrebbe accettato di vivere in quelle condizioni antelucane. Ingrid
riflett tra s e s. Lui era un giovanotto dolcissimo, onesto, generoso,
bello, e un amante appassionato, difficile trovarne uno simile.
Con un brivido concluse il suo ragionamento: Lupo era un maschio
tutto da forgiare. Un'avventura da correre. Il suo sguardo si ferm
di fronte al formicaio. Ormai le aveva sparate tutte le cartucce. Non
c'era da mostrarsi sorpresa.
Vedo che non ti fai mancare nulla. Prima il topo, adesso le formiche.
Quando uscir da sotto il letto il serpente a sonagli?
Le formiche non sporcano, mi insegnano tanto sulla vita e sulla
societ, mi fanno anche le previsioni del tempo. Vedi, purtroppo
domani durante la gara ci sar un vento forte. Guarda come stanno
camminando....
Lupo Bianco rimase perplesso, le formiche che fino a poco tempo
prima si muovevano frenetiche, a zig zag, annunciando un gran
vento, si erano invece allineate su due file, formando tra di loro
una specie di strada, immobili.
Mi pare che le tue formiche ti stiano prendendo in giro.
Non le ho mai viste schierate in questa maniera. Cosa ci vorranno
dire?.
Ci fu un fremito, un'onda che percorse tutte le formiche, si toccarono
l'una con l'altra e indirizzarono le loro teste verso la caverna
centrale, scavata sul tronco d'abete. Dall'antro scuro apparve solenne,
per la prima volta da quando Lupo Bianco aveva il formicaio,
lei, la regina, la genitrice di tutti gli insetti... forse in quell'occasione
si sentiva anche un po' madre di Lupo Bianco. Dietro, schierate su
quattro file, le formiche guerriere. Santoni sussurr con un soffio
d'emozione: Non  possibile! La regina!.
Difficile annoiarsi con il suo Lupo, pens Ingrid. Lo spettacolo
era decisamente straordinario. Una parata regale. Tipo Buckingham
Palace. La regina, di un nero pi intenso, come se una lampadina
la illuminasse dall'interno, si muoveva autorevole. Pi grande di
tutte le altre, un addome enorme, le mandibole pi sviluppate, una
borsa ampia sul dietro che conteneva gli spermatozoi dei maschi.
Si ferm di fronte a Ingrid, alz la testina, occhi neri e pungenti,
sembr guardarla con molto interesse, da tutti i versi. Anche la
donna si avvicin, cap che il momento era solenne, si osservarono
a lungo in silenzio, un dialogo misterioso tra nuora e suocera. Poi
lentamente, la regina maestosa si rintan.
...
Capitolo 20.

Uno scampanio antico, rumori sottili: i pattini scivolavano sul
ghiaccio, gli zoccoli davano musica alla giornata. Lupo Bianco si
svegli felice: Valdiluce era inondata da slitte trainate dai cavalli.
Il grande giorno era arrivato. La discesa libera sulla Red. Coppa
del Mondo femminile. Ingrid sarebbe stata la protagonista?
Normalmente l'ispettore scattava, senza bisogno di una sveglia, alla
stessa ora, 5:48. Come un robot, si faceva il caff con la caffettiera
napoletana, colazione a base di pane, burro e marmellata di mirtilli
e via a tagliare legna o a prepararsi per la giornata. Quel giorno,
invece, aveva aperto gli occhi alle 6:45. Per la prima volta nella sua
vita, indugi nelle coperte. Calde ancora di lei. Rosa bianca, mela
golden appena tagliata, tracce acerbe di sesso femminile e maschile.
Un tappeto di natura pulita. Aveva accompagnato Ingrid con la
Vespa, sotto la luna piena, alle tre di mattina, lei si era infilata di
soppiatto nella porta di servizio dell'Hotel Bristol, ma prima di
scomparire nel buio, gli aveva lanciato un sorriso da stordire. Voleva
crogiolarsi nel calduccio, Marzio, assaporare ancora la sua presenza.
Mignolino squitt sotto al letto, per lo strano ritardo di Lupo
Bianco. Quando si decideva a dargli la sua razione di formaggio?
Fu come una sveglia. Santoni ritrov nei muscoli il ricordo di lei,
una vitalit che gli dava ancor pi energia.
Sulla piazza di Valdiluce, di fronte al posto di polizia, si era formata
una lunga fila di maestri di sci, tutti vestiti a puntino: divisa ufficiale,
giacca blu, pantaloni grigi. Era una strana sensazione vedere tanti
uomini avvezzi a stare d'agio nei maglioni, soffrire stretti nel taglio
del vestito. Sembravano cani San Bernardo obbligati a indossare
cappottini di foggia cittadina. Goffi e affranti. Tutti avevano la
camicia bianca sbottonata, con la cravatta viola in mano, e si affidavano
all'abilit di Beretta. Sirio Sigismondi, il decano dei maestri di
sci, volto bruciato dal Ginpin, parl solennemente, come un capo
indiano dei Sioux: Oggi Kristal mi hai fatto il nodo alla cravatta
viola. Per la prima comunione ne ho indossata una di quelle con
l'elastico, al matrimonio ci ha pensato il prete, nella bara me lo far
il becchino. Morir senza aver imparato a farmi il nodo.
Beretta aveva messo in piedi una catena di montaggio straordinaria:
non pi di venti secondi a cravatta. I maestri uscivano ancor
pi sofferenti, con la gola stretta: su quei colli erano passate tutte
le intemperie, freddo e caldo, venti, neve, era come sigillare una
presa d'aria. Ma la solennit del momento richiedeva qualche
piccolo sacrificio.
Anche Santoni non era molto abile a fare il nodo alla cravatta,
da sempre l'aveva evitato. Ma oggi non poteva. Mentre brigava,
ebbe il tempo di ripensare ancora ad Ingrid. Certo - dopo una nottata
trascorsa a fare all'amore - c'era il rischio che lei non fosse in
perfetta forma. Ma il loro desiderio era stato intrattenibile.
Riacciuff mentalmente gran parte del suo corpo, bianco e dolcissimo,
Spalmato su di lui. Eppure oggi si sarebbe dovuto trasformare
in una macchina da guerra, sui dossi della Red, a spaccare con i
muscoli tutte le insidie, a disarmare il ghiaccio. Incredibile come
potesse essere donna e femmina da una parte, atleta e campionessa
dall'altra. Un altro piccolo segnale dal pene: pi la frequentava e
pi l'avrebbe voluta possedere. Un sintomo buono o cattivo, a
seconda delle angolazioni. Poteva essere un principio d'amore?
Squill il telefonino, era Kristal.
Ispettore, buongiorno. Su in quota c' un bel vento. Cosa dicono
le sue formiche?.
Santoni si spost sul formicaio, dette un'occhiata: scomparsa la
regina, tutto era tornato alla vita normale. Si muovevano a zig-zag,
come se stessero facendo uno slalom, ma pi lentamente del
giorno prima.
Il vento alle undici ci sar ancora, ma non cos forte da impedire
la gara.
Grazie, ispettore, comunque  una sfortuna: se c' vento, non
sar possibile usare i droni.
Sembrava che Kristal si divertisse a mettere a disagio Santoni.
I droni? Che diavolo sono?
Mi scusi, pensavo che lo sapesse: sono dei piccoli aerei telecomandati
a distanza, ci sono quelli militari e quelli che contengono
delle videocamere. Volano sulla pista da sci offrendo delle inquadrature
eccezionali. La diretta sar meno spettacolare, ci dovremo
accontentare dei mezzi pi tradizionali.
Va bene, a tra poco.
Lupo Bianco sentiva che questa storia della televisione incominciava
a stringergli il collo come il nodo della cravatta. Forse qualche
capatina nel mondo dei media avrebbe dovuto farla, anche per
accontentare Ingrid. Comprarsi un televisore a colori gli pesava
molto. Era meglio vedere la natura dal vero, con i suoi colori originali:
era giusto che la TV fosse in bianco e nero, per distinguere i
due universi, la realt e le immagini manipolate dall'elettronica. Il
rombo della Vespa risucchi tutte le corbellerie che a volte giravano
nel suo cervello. Si guard intorno, contento che nessuno avesse
potuto sentire il suo ragionamento... soprattutto Ingrid! Sorrise,
cambi marcia, dalla terza alla quarta, sul rettilineo smarmitt:
del resto, la bellezza della vita consisteva anche nell'andare al di l
della striscia bianca, scavalcare le convinzioni comuni, osare con
qualche pensiero ardimentoso.
Valdiluce sotto la tramontana dava il meglio di s, tirata a lucido
sembrava una bella signora appena uscita dall'estetista. Rinvigorita
nei colori, gli aghi dei pini parevano pitturati uno per uno
verde smeraldo, la neve luccicava come una perla d'oriente. E lui,
splendido nella sua divisa di ispettore della polizia di Stato, con
accanto il suo assistente Kristal - anche lui in alta uniforme - si
erano seduti nel palco delle autorit. Vicino a Santoni c'era un posto
vuoto, quello assegnato al supercapo Soprani. Come mai non era
ancora arrivato? Negli ultimi giorni si era concentrata su di lui una
terribile tempesta meditica. Sul Corriere del Sole, il giornalista
Paolo Pincheri aveva pubblicato altri documenti compromettenti,
che rivelavano con chiarezza gli strani intrecci tra il supercapo, sua
moglie, il sindaco e Assunta Moresco, donna - si diceva - affiliata
alla criminalit, che da alcuni anni abitava a Valdiluce e gestiva
diverse attivit commerciali, tra cui una tv locale. Lupo Bianco
aveva cercato, senza troppo insistere, di contattare Soprani, ma il
telefonino da giorni era staccato. Lui e Kristal comunque si erano
premuniti inviando via fax all'ufficio del loro capo tutti i resoconti
dettagliati sulle indagini. Strano che fosse in ritardo e soprattutto
nel giorno da lui tanto atteso. La gara stava per partire, Ingrid aveva
la pettorina numero 5: quella neve mossa dal vento era ideale, le
tracce delle prime concorrenti avrebbero reso pi veloce la pista. Il
percorso della Red scorreva tra gli alberi come un orrido serpente
d'argento: luccicava ghiacciata, faceva paura. Lupo Bianco era in
pena per lei, avrebbe voluto confortarla, abbracciarla, darle una
carezza, perch sapeva bene che lass, con una pista cos cattiva,
il cuore viaggiava a duecento all'ora.
Kristal balz in piedi con aria risoluta, si avvicin a un signore
vestito di blu, magro, piuttosto alto, con un volto leggermente
deviato, una piccola paresi, o una ferita d'arma da fuoco, che si
era appena accomodato nel posto libero della tribuna. Sembrava
un tipo poco raccomandabile.
Mi scusi, lei non pu occupare quella sedia,  riservata al dottor
Soprani, capo della polizia.
Anche Lupo Bianco stava per intervenire, ma il signore in blu,
cortese, con un sorriso fermo, si alz e disse: Soprani  stato arrestato
stamani all'alba dalla polizia svizzera. Sono il dottor Luigi
Vallesi, nuovo dirigente responsabile, piacere.
Li squadr entrambi con occhi precisi, nessuna sbavatura di
emozione.
Ispettore Marzio Santoni e Kristal Beretta.
Profumava di Badedas, forse un bagno veloce in qualche albergo
di Valdiluce. Lupo Bianco lo conosceva di fama: era un poliziotto
all'antica, con una pessima nomea. Ligio su tutto, severo sulla disciplina,
un uomo di ferro, da non star tranquilli, magari li avrebbe
costretti a indossare la divisa sempre, anche durante il soccorso
alpino. Il dottor Luigi Vallesi si riaccomod di nuovo con una
certa difficolt sul posto destinato a Soprani. Doveva aver avuto
un ictus o un incidente, sicuramente era claudicante, quindi non
poteva sciare. Una solenne buggeratura. Marzio aveva ottenuto la
responsabilit del posto di polizia di Valdiluce certamente per le
sue qualit di detective, ma anche grazie al fatto che l'ex supercapo
della polizia Soprani amava sciare e lui ne era stato l'ottimo e
devoto maestro. Con questo dottor Luigi Vallesi si aspettava una
vita dura, senza troppe chance. Quando arrivava un nuovo capo,
poteva succedere di tutto. Di sicuro gli avrebbe tolto l'incarico,
perch tra lui e Soprani c'era stata fino a qualche tempo fa, prima
dello scandalo, un'intesa che sfiorava l'amicizia. Rischiava di essere
contaminato dal clamore degli avvenimenti, suo malgrado, e di
precipitare. Fu attraversato da un pensiero terrificante: e se fosse
stato trasferito a Vissone sul mare?
Il nuovo responsabile della polizia sapeva di menta fredda, aveva
una faccia dall'espressione ingrata, non sembrava particolarmente
simpatico, parlava soffermandosi sulle parole, facendole bollire
nella saliva. Solo gli occhi caldi e intelligenti avevano cambiato
espressione e lasciavano spazio a un po' di fiducia.
Complimenti, caro Santoni, sta svolgendo le indagini sul caso
della morte di Marietta con accuratezza e precisione. Le confermo
tutta la mia fiducia. Sono contento di lavorare con lei.
Il dottor Luigi Vallesi gli allung una mano leggermente fredda e
di poca presa, Santoni la strinse con vigore e gratitudine montanara
e il capo della polizia accenn una smorfia. Marzio emise un gran
sospiro di sollievo.
Grazie.
Se lo merita. Lei proceda libero sulla sua strada, se avr bisogno,
la contatter. Ci vedremo presto.
In fin dei conti, a Lupo Bianco incominciava a piacere Luigi Vallesi.
Anche Kristal cap che qualcosa di buono stava succedendo,
e scart un Ovetto Kinder, quello delle grandi occasioni.
Un urlo dal cielo, da stadio, sball qualsiasi altro pensiero: 1' e 37''.
Record della pista. Donna diabolica. Prima assoluta con quasi 50
centesimi sulla seconda. Marzio esplose in una gioia senza ritegno.
Ingrid Sting svapor dal casco i capelli biondi. Il mondo era ai
suoi piedi. Fu presa e portata in trionfo, trascinata tra centinaia di
persone che la onoravano come un idolo. Lupo Bianco prov uno
strano sentimento, mai conosciuto prima. Fastidio per tutte quelle
mani che sfioravano il suo corpo, gli abbracci, i baci, le pacche sulle
spalle. La tuta da sci aderiva fin troppo. Sembrava nuda. Provava
per la prima volta un senso di possesso. Forte e cattivo. L'avrebbe
voluta in esclusiva per s, nasconderla agli altri sotto una coperta di
lana. Gli occhi blu di Lupo Bianco diventarono profondi come gli
abissi del mare, le sopracciglia si corrucciarono. Gelosia, pura, allo
stato brado. Ingrid cerc il suo uomo, lo vide lass, sul palco, bello
come un angelo della neve. Gett nelle braccia del suo allenatore
gli sci e le racchette, poi con un passo leggermente pi goffo per
via degli scarponi ai piedi, scatt in una corsa che Lupo Bianco
non avrebbe mai voluto facesse. Troppo tardi per fermarla o per
scappare. Ingrid sal la scala del palco delle autorit. Lo raggiunse.
Lo strinse a s con un abbraccio che non lasciava spazio al respiro,
solo fiato al pettegolezzo. Le telecamere, i fotografi, gli abitanti di
Valdiluce, il mondo, vedevano ufficialmente consacrato il rapporto
tra Marzio Santoni e Ingrid Sting. Scrosci un applauso. Per un
uomo come Lupo Bianco, che aveva costruito un'intera vita nascosta,
celata nel bosco, dietro gli alberi, sulle vette scoscese, fu una
catastrofe inimmaginabile: da una storia segreta si era passati a una
in mondovisione. Kristal ci mise del suo: Complimenti, ispettore,
ha veramente una bella fidanzata.
Inutile difendersi, unica magra consolazione: la sedia del dottor
Luigi Vallesi era rimasta vuota. Il capo aveva approfittato della
confusione per andarsene di soppiatto. Almeno il suo superiore
non aveva visto quella scena zuccherosa. Troppo clamore su un
povero detective di montagna. Era come se il topo Mignolino fosse
costretto a stare sotto l'albero del Barbagianni, con tutte le vie di
fuga drammaticamente precluse. In trappola. Ingrid gli sussurr:
Caro Lupo, sono felice che la gente sappia del nostro amore.
Cosa poteva dire lui? Tutto vero, che fosse attratto da lei era innegabile,
ci stava benissimo insieme, ma quel piacere di essere clandestini
era sparito di colpo e per sempre. Che sarebbe successo nel
futuro? Lei sfior le sue labbra con un bacio. Ingrid Sting magnifica,
sana, sportiva, vincitrice sulla Red, Lupo Bianco affascinante nella
divisa di poliziotto, un detective che iniziava ad essere conosciuto
e apprezzato. Era una storia d'amore da far sognare il pubblico,
nei TG e sui rotocalchi. Gli abitanti di Valdiluce applaudirono, ma
in quell'attimo accadde qualcosa che non era previsto nello show
e che nessun regista al mondo avrebbe potuto evitare. Suon cos
sinistro, agghiacciante, che la folla si blocc con il naso all'ins.
Una luna nera stava oscurando il sole. Le ombre si allungarono, i
volti impallididrono, il vento prese a fischiare, i bambini a piangere,
la neve sugli alberi a ghiacciare. L'eclisse imprevista, nel giorno
della festa: era il falco Trogolo. Ampio, distese le ali sul cielo, vol
pacifico sul traguardo, la catena appesa alla zampa ciottol la sua
musica sgangherata. I rintocchi della campana del vascello fantasma
di Valdiluce suonavano a morto? Volteggi compiendo un disegno
che raccoglieva gran parte della scena sotto di lui. La maledizione
di Trogolo minacciava altre disgrazie a Valdiluce? Non gli era
bastato annunciare l'incendio e la morte di Marietta? Ingrid non
sapeva quali presagi portasse con s quel rapace dal becco giallo.
Ne rimase estasiata, sembrava una bambina che guardava a bocca
aperta un cartone animato. Interrog Lupo Bianco, voleva sapere
la storia di Trogolo, cerc di conoscere la sua sinistra leggenda. Sui
suoi occhi verdi s'impression come su una lastra fotografica il volo
del falco, le sembr l'esempio di un animale offeso dalla stupidit
dell'uomo e ingiustamente punito.
Lupo, qualcuno ha provato a togliergli la catena dalla zampa?.
Marzio sorrise, con una certa aria di sufficienza.
 impossibile, nessuno ci riuscirebbe.
Ingrid si irrit: Tu che fai tanto il difensore della natura, dici
di amare gli animali pi degli uomini, topi compresi, perch non
hai ancora organizzato una squadra di poliziotti e alpinisti per
liberarlo?
Ingrid,  impensabile,  gi difficile catturare un falco, poi togliergli
la catena dalla zampa... Mi pare un'ipotesi fantascientifica.
Lei fece uno sguardo deciso. Quasi autoritario.
Come tutti! Hai pensato solo alla maledizione che dovrebbe
accompagnare quel povero falco. Non al fatto che subisca un
tremendo strazio.
Santoni era perplesso, soprattutto per l'energia che Ingrid spendeva
su una causa persa, e alla fine si assest su un'espressione
interlocutoria. Lei cap di aver stretto troppo la corda. Lo fiss a
lungo con i suoi occhi verdi, quasi alieni.
Per il mio Lupo, niente pu essere impossibile.
Lui fece il suo miglior sguardo selvatico, ma lei lo rimise nella morsa.
Dopo le gare nel Nord Europa torner a Valdiluce, e insieme
andremo a liberare il falco Trogolo. Spezzeremo quella maledetta
catena. Invntati qualcosa. Giurami che lo faremo. Giura!.
Non si poteva contrastare una simile forza della natura, neppure
la Red le aveva tolto energia. Lupo Bianco, confidando ingenuamente
nel tempo che passa e nella speranza che Ingrid avrebbe
dimenticato quel capriccio di bambina, l'accontent solennemente.
Sovrappose le dita formando una croce e le baci.
Lo giuro.
Lei lo strinse con la sua fantastica voglia di vivere, lui sent i muscoli
che vibravano. Donna e femmina di temperamento, pens Lupo
Bianco, con un brivido d'apprensione.
Appena Trogolo spar sull'orizzonte, dietro il Dente della Vecchia,
il pubblico riprese a vivere, a festeggiare, a commentare la gara.
Giunse il suono di un sonaglio, pi rassicurante. La slitta tirata da
due cavalli bianchi cattur Ingrid tra gli applausi della folla: doveva
partire subito con la sua squadra - l'aspettavano in Svezia per altre
avventure della Coppa del Mondo - ma il suo sguardo era solo per
Lupo Bianco. Si abbracciarono con amore e lei gli ripet solo una
frase, sussurrata con passione: Falco Trogolo deve tornare a vivere
felice e libero, come noi due.
...
Capitolo 21.

Il Dogana era pi trasandato del solito. In quei giorni della Coppa
del Mondo aveva lavorato giorno e notte, accanto alla sua pompa.
Era sveglio da moltissime ore, nessuna goccia d'acqua lo aveva
sfiorato, solo quelle di Ginpin, in abbondanza.
Allora, ispettore, a quando le nozze?.
Santoni decise di stare al gioco anche perch non poteva pi
sottrarsi, e gli rispose ironicamente.
Allora  vero, sei pi potente del capo della CIA. Come hai fatto
a sapere questo "gran segreto"?.
Il Dogana indic l'interno del chiosco. Tra il POS della carta di credito
che vibrava, esausto, e una penna rammendata dallo scotch, spiccava,
come novit assoluta, un piccolo televisore a transistor, spento.
Ho seguito tutto, ma proprio tutto, alla tv.
Nascose un sorriso beffardo, coperto dalle sue manacce nere, come
un bambino quando parla di cose sporche. Santoni prefer deviare.
 un televisore a colori o in bianco e nero?
A colori, ovvio, solo lei ancora oggi usa il bianco e nero.
Il colloquio stava prendendo la solita piega polemica che irritava
l'ispettore. Era mortificante scoprire che il benzinaio sapeva tutto
di tutti. Ma soprattutto di lui.
Allora, stando di fronte alla pompa per tante ore, ne avrai raccolte
di notizie. C', oltre a quella mia e di Ingrid, qualcosa che valga la
pena conoscere?.
Il Dogana fiss improvvisamente il cielo, gli occhi si appiccicarono
con intensit su un punto ignoto dell'infinito. Era stanco e
ubriaco, sembrava sconnesso dal mondo. Santoni sper che in
quelle condizioni sarebbe stato pi semplice scalfire le sue resistenze,
aprire qualche scrigno, raggirarlo con degli espedienti. Lo
travolse con tante domande: Allora, non mi racconti qualcosa di
Alina, o del cartomante, o della vita segreta di Marietta? E il nano
thailandese dove lo mettiamo? O forse mi vuoi dire quali sono le
vedette clandestine di Valdiluce come la famosa "Telecamera"? E
il dottor Franzelli si veste o no da Pluto?.
Una pia illusione, quella di Lupo Bianco. Appena il Dogana tir
fuori di nuovo il fiato, si cap che teneva i lucchetti ben serrati:Una
cosa che interessa a lei pu non interessare a me, e viceversa. Noi
due siamo simili, sulla stessa via, anche se qualche volta lei va a
destra e io a sinistra, o al contrario, l'importante che a un incrocio
non ci scontriamo.
I soliti messaggi oscuri che sembravano frutto di una mente malata,
ma Santoni sapeva che dentro quel linguaggio cifrato affioravano,
qua e l, parole o concetti che contenevano delle verit. Paride
fiss come un profeta l'universo e lanci l'ultimo suo vaticinio:
La sostanza che deve guidarla nelle indagini,  quel coso laggi.
Indic ancora il televisore appoggiato nel chiosco.
L dentro ci sono le chiavi di tutte le storie di Valdiluce, deve
partire da quel mondo, per capire il nostro. Il bandolo della matassa
sta nell'etere. Beato chi ha le antenne giuste per captarlo.
Ancora la TV, stava diventando un'ossessione. Il Dogana gi aveva
sottinteso in un altro incontro: "La robaccia della televisione. Ha
fatto pi male che bene ...".
Quando parli di televisione, ti riferisci ad Assunta Moresco, che
viene da quell'ambiente?.
Il Dogana s'irrigid su quel nome, adesso si sentiva strozzato dalle
sue stesse parole.
Ma no, ispettore! Dicevo solo delle stupidaggini, vuole che gli dia
sempre delle informazioni, allora le invento, quando non ce l'ho.
Per non cadere vittima di una delle sue solite incazzature, Marzio
accese la Vespa e fece in modo che il fumo della prima sgasata centrasse
la faccia di Paride. Lui rimase immobile sulla piattaforma.
Sembrava una spia russa prima della caduta del muro di Berlino.
Certo, non era stupido immaginare nel ventaglio dei possibili indagati
anche questa Assunta Moresco, che Lupo Bianco aveva solo
qualche volta sfiorato, ma che nel paese e soprattutto nei dossier
dei carabinieri, era una protagonista assoluta. In pi, veniva dal
mondo della televisione.
Santoni arriv di fronte a casa. Parcheggi la Vespa. Not sulla
porta un foglio bianco, a quadretti, attaccato con un chiodo. Un
messaggio per lui, scritto con un pennarello rosso sangue, grafia
incerta, linguaggio un po' sgangherato:

Caro Santoni,
non ci piaci. Da quando sei diventato ispettore di Valdiluce, succedono
fatti che rovinano il nostro paese, come se da noi l'omicidio fosse comune
e gli abitanti persone che non rispettano le leggi. Insomma, tutti criminali.
Queste cose servono solo a te, per fare carriera. Ci siamo rotte le palle!
Adesso poi ti sei ficcato in testa che il cartomante sia un assassino. Si vede
proprio che ogni giorno ne inventi una per screditare qualche persona onesta.
Sei un portasfiga come il falco Trogolo. Speriamo che un cacciatore prima
o poi abbatta con una fucilata quel maledetto uccello del malaugurio.
Non chiediamo la stessa cosa per te perch sarebbe un altro omicidio sul
groppone di Valdiluce, ma almeno dimettiti, tornatene in qualche citt o
altrimenti, se proprio vuoi rimanere nel paese a rompere, fai il maestro di sci
ma occhio... perch noi ti seguiremo sempre, passo dopo passo.

Il club delle mirtillaie di Valdiluce.

Il messaggio conteneva molti elementi che inquietarono Lupo
Bianco. Non tanto per le minacce esplicite - il tono non poteva che
essere aggressivo, conoscendo bene la fonte - ma quel fogliaccio
dava la misura di quanto lui fosse diventato impopolare a Valdiluce.
Un poliziotto non poteva ottenere un consenso unanime: anche se
si dimostrava pi o meno simpatico, gentile, affabile, comprensivo,
nel momento in cui doveva indagare, scoperchiare il tappeto di
muschio dove si nascondevano insetti e vermi, diventava per forza
inviso. Marzio lo sapeva benissimo, il destino di quel mestiere era
la solitudine. Soprattutto quando lottavi per affermare la verit
e la legalit. Ancor pi in un piccolo paese, dove la comunit,
appena veniva sfiorata nei propri interessi, diventava ostile. E comunque,
non sarebbe stato mai apprezzato dalle mirtillaie, con le
quali aveva un bel po' di ruggine accumulata nel tempo. Morena,
Giuseppa, Albina, Ersilia, Giuditta e Pasqualina formavano un
gruppo di donne che viveva nei boschi, avvolte negli scialli, con
la testa coperta da veli come se fossero arabe, abituate a portare
sulle spalle a sera dai crinali delle montagne anche un quintale di
mirtilli, o cinquanta chili di funghi porcini. Durante l'anno tiravano
avanti con poco, vendendo marmellate o funghi sott'olio e secchi.
Brutte, mangiate dal freddo, gonfie di cibi pesanti come migliacci
o necci, erano turbolente, pelose come dei maschi, possenti nelle
loro sottane tirolesi. L'incompatibilit tra loro e Santoni era nata
molti anni prima, quando lui, appena adolescente, per un'estate
aveva raccolto i mirtilli, unico maschio in mezzo a loro. Selvatiche,
violavano qualsiasi regola, mostravano le loro voglie senza pudore,
n facevano tema di chiacchiera. E un giorno, mentre, raccolti in
cerchio, mangiavano pane, pere, formaggio pecorino, vino e qualche
goccio di Ginpin - solito men - si era innescata l'attrazione verso
il giovane Santoni. Meccanismi comuni in un gruppo di donne che
trascorreva il tempo a raspare le piante di mirtillo con dei pettini,
chine sui prati, per ore. Veniva voglia di divagarsi. Lo avevano lentamente
circondato, quelle streghe malefiche, e quasi stuprato nel
bosco. Morena, la capofila, dal volto roso dal sole, si era mostrata la
pi irruente, accanendosi su di lui, cercando di spogliarlo. Marzio
si era difeso, riuscendo a fuggire, ma aveva dovuto rinunciare al
lavoro. Quel ricordo non aveva aumentato certo l'intesa tra lui e
le mirtillaie. Formavano una comunit a parte, vivevano sempre
insieme, anche se maritate e con figli. Temute da tutti, avevano
protestato per mesi minacciando e urlando sotto il municipio per
ottenere un luogo dove riunirsi. Alla fine anche il sindaco Tunioli
intimidito dai ricatti e dalle loro violente manifestazioni, aveva
concesso loro gratuitamente uno chalet di propriet del Comune.
Santoni trovava un po' spettrale quella baita dove, sopra la porta
di legno, dondolava un'insegna dipinta di viola: "Club delle mirtillaie".
Dentro, si narrava che si svolgessero serate molto particolari,
intorno a un grande camino si cucinava, si beveva Ginpin, e si dava
sfogo ai peggiori istinti sessuali. Sicuramente la sede del club delle
mirtillaie doveva essere stata frequentata spesso dal cartomante,
vista l'accorata difesa che ne era stata fatta. D'altra parte, lui aveva
una predilezione per le donne anziane e non necessariamente belle,
quindi in quel luogo poteva trovare un bel canestro di rughe e
cellulite per soddisfare le sue voglie depravate.
Nell'ufficio di polizia Kristal aveva letto e riletto il messaggio, e
non immaginava potesse essere vero. Si era gi mangiato tre Pocket
Coffee che lo avevano ulteriormente innervosito. Tra le mani gli
oscillava il foglio scritto dalle mirtillaie, sembrava una barchetta di
carta investita dal mare agitato.
Articolo 594: ingiuria grave. Articolo 612: minacce di morte.
Articolo 610: violenza verbale e privata. Articolo 612: atti persecutori.
Tutti con l'aggravante di essere stati rivolti a un pubblico
ufficiale. Cinque anni di galera complessivi con le attenuanti. Che
faccio, ispettore, procediamo? Le vogliamo punire una volta per
tutte, queste mirtillaie?.
Lupo Bianco con un ampio sorriso assorb tutte le vibrazioni
negative di Beretta, e prov ad allentare la tensione.
Caro Kristal, dobbiamo essere cauti, il paese  gi molto sotto
pressione, questo foglio ovviamente lo registriamo tra gli atti
perch un giorno ci potr essere utile, per adesso per conviene
solo far loro un po' di paura. Indaghiamo sui rapporti tra le
mirtillaie ed il cartomante, potrebbero uscir fuori notizie interessanti.
Se proprio ora, dopo anni di silenzio, hanno prodotto
un atto di accusa contro di me, un motivo ci sar. Magari stiamo
dando fastidio? Oppure vogliono impedirci di andare avanti con
le indagini? Anzi, ci aggiunga pure l'articolo 377: intralcio alla
giustizia. Sarebbe un errore immaginare che queste mirtillaie
siano un gruppo isolato. In realt, sono legate a tutta Valdiluce,
hanno amicizie, interessi, complicit come ciascun paesano.
Mangiano e pensano le stesse cose. Per rappresentare le trame,
i profitti, la contiguit, le relazioni personali, i risentimenti, le
faide, gli amori clandestini, dovremmo ricorrere all'immagine
di una mappa della metropolitana, tipo quella di Londra. Vista
dall'alto, Valdiluce nasconde nella sua vita sotterranea centinaia
di linee diverse che si intersecano, procedono parallele, si uniscono
su un solo binario, per poi ridividersi in altre ramificazioni,
scambi, congiunzioni, intrecci e divisioni. Una vita bollente,
frenetica, che forse potrebbe interpretare meglio un capostazione
che un detective. Comunque non perdiamoci d'animo. Lei una
di queste sere faccia un'improvvisata nella loro tana, la baita
del club delle mirtillaie, vada tranquillo.
Per la prima volta nella sua vita, Kristal os interrompere Lupo
Bianco: Da solo?
Certo.
Ispettore, io da solo in quel covo di megere? Se entro, non so se
mi faranno uscire vivo.
Aveva realmente paura.
Lei entri con la pistola carica e ben in vista, se vuole pu chiedere
aiuto ai carabinieri di Veltrone, le faranno da scorta. Ma non
ci vedo tutti questi pericoli.
E allora perch non mi accompagna? Mi sentirei pi sicuro.
Vede, io, dopo il messaggio ricevuto, sono parte in causa, 
inopportuno che entri in contatto direttamente con loro. Esegua
il sopralluogo e poi mi faccia un resoconto dettagliato.
Lo spettro delle mirtillaie lo spaventava pi di un vampiro. In
quel momento, bussarono alla porta.
Ora si rechi nella sua stanza a ricevere i nostri amici.
Beretta era ancora agitato. Si avvi svagato verso il suo ufficio, era
come se il pensiero della perlustrazione nella baita delle mirtillaie
fosse l'unico a occupare la sua mente.
Kristal, non si dimentichi il calco, altrimenti come riuscir a fare
il riscontro?.
I cinque uomini entrarono in fila, timorosi, vagamente irritati,
ma erano stati convocati dall'ispettor Santoni, e quindi non potevano
esimersi. Nell'ordine, i tre maestri di sci Olinto, Armando e
Santino, don Angelo, il dottor Franzelli. Beretta aveva organizzato
quell'incontro per fugare qualsiasi dubbio, escludere definitivamente
che uno dei cinque possessori di scarponcini Timberland,
identici a quelli che avevano lasciato le impronte vicino alla casa
di Marietta, fosse il sospettato. Mancava purtroppo soltanto il
cartomante, anche lui proprietario di quel modello di scarpa,
l'unico vero indiziato. Nonostante ci fosse un mandato di cattura
internazionale, e le questure europee avessero ricevuto la foto e le
impronte digitali, Raboni sembrava magicamente scomparso. Tutti
e cinque gli ospiti indossavano le Timberland modello Plymouth,
misura 42. Imbarazzatissimi, trascinavano i piedi come se portassero
un fardello da cui disfarsi al pi presto. Erano stati convocati senza
avere molti elementi. Una procedura anomala: si sarebbe potuto
ricorrere al sequestro delle scarpe, ma Santoni aveva preferito una
linea pi morbida.
L'aspetto in ufficio alle 17:30, deve indossare gli scarponcini Timberland
Plymouth che possiede. L'incontro durer pochi minuti.
Era bastata questa telefonata per scatenare la preoccupazione negli
interlocutori. Restava il timore che - in caso di un'accusa, anche
ingiusta - con la polizia non si sapesse mai come sarebbe andata
a finire. Kristal not che le scarpe erano state tutte lucidate con il
grasso, la pelle luccicava quasi fosse nuova. E visto che in paese
non sfuggiva mai nulla, sicuramente anche la suola era stata lavata
e strigliata col sapone. Beretta dispose gli ospiti su cinque sedie, in
fila. Tutta l'operazione si svolse in un silenzio nervoso, quasi fosse
una visita medica, tipo quella del servizio militare. Kristal impose
a ciascuno di tirar su le gambe e mostrare il carrarmato. Solo il
dottor Franzelli che era il pi irritato, os esprimere il suo dissenso:
Ci sta trattando come dei cavalli. Le dobbiamo mostrare i denti,
l'interno della bocca e poi ci far anche un'ispezione nel culo?.
Kristal non rispose, continu imperterrito il suo lavoro. Scrupoloso,
controll e confront la suola in Vibram di tutti con l'impronta
dell'orma in gesso. Solo su quella di don Angelo, nello stesso punto
del calco not dei segni strani, come dei graffi sulla suola. Sembrava
che fosse stato utilizzato un coltellino per rimuovere qualcosa che
si era appiccicato negli interstizi del carrarmato. Si doveva approfondire
il fatto. Beretta ordin con una voce autorevole: Olinto,
Armando, Santino e dottor Franzelli, voi potete andare, grazie per
la collaborazione. Lei, don Angelo, resti con noi, perch l'ispettore
Marzio Santoni vorrebbe parlarle.
Fu come se da un cesto di cinque mele fosse stata isolata quella
marcia. Gli altri quattro uscirono felici, quasi fossero stati scagionati,
in pi con una notizia interessante in tasca, da immettere subito nel
circito dei pettegolezzi: don Angelo era stato fermato dalla polizia
perch sospettato dell'omicidio di Marietta.
Il sacerdote aggred Santoni con impeto: Ispettore, spero che
questa pagliacciata finisca subito, anche perch ho cose serie da fare,
alle 18:30, per esempio, dovrei celebrare una messa. Che gliene pare?
Pu essere sufficiente?.
Kristal aveva alzato il piede destro del prete verso l'ispettor Santoni
e con molta velocit era riuscito a scattare una foto della suola con la
sua vecchia Nikon. Lupo Bianco sapeva che stavano operando con
una certa spregiudicatezza: un sacerdote era sempre un'autorit da
trattare con i guanti, poteva denunciarli, alzare un polverone, e lui
non doveva abusare troppo della situazione.
Don Angelo, non penser che noi stiamo seguendo davvero
una pista che possa incriminarla? Vorremmo semplicemente che
ci togliesse una curiosit: sotto la sua scarpa si nota con evidenza
la rimozione di qualcosa che si era appiccicato sulla suola, di che
materiale si tratta?.
Il sacerdote rimase sorpreso dalla domanda.
Guardi, la mia vita  votata al Signore. Il mio cuore e la mia testa
sono sempre protesi verso il cielo e Dio. Perch mai dovrei pensare
a quello che sta sotto i miei piedi? La sua  una domanda cos strana
che non so cosa rispondere.
Nascondeva qualcosa, era evidente il suo imbarazzo, infatti svi
dal tema principale: Ispettore, ha visto il falco Trogolo? Quello
 un segnale di Satana, un simbolo della nostra decadenza. Vola in
cerchio su Valdiluce per comunicarci che il demonio ha preso possesso
del territorio, che il paese  dannato e in mano a Lucifero, e lei
sta perdendo tempo a cercare un segno nella suola di una scarpa?
Con tutti i problemi che non sta risolvendo - annaspa nelle indagini,
eccita gli animi con i suoi insulsi interrogatori - non sarebbe meglio
fermarsi un attimo, farsi un esame di coscienza, magari confessarsi
con il suo prete? E cercare comunque di tenere a bada la sua smania
di successo?.
Santoni pens che, dopo l'esaltante trionfo di Ingrid, il pomeriggio
si stesse trasformando in una specie di processo contro di lui:
prima la lettera delle mirtillaie, adesso don Angelo.
Se lei mi dice cosa si  grattato via dalla suola della scarpa sinistra,
concludiamo in gloria una bella giornata.
Il prete, per, non si mostr cos comprensivo. Divent di marmo,
chiuso in un silenzio aggressivo. Santoni prov a sollecitarlo con
qualche suggerimento: Si  sporcata di mota, di cacca d'animale,
di cibo, della cera di una candela?.
Sulla parola "cera", il parroco ebbe un sussulto, come se potesse
essere quello il motivo.
Allora  cera? Ha calpestato per sbaglio qualche goccia caduta
da una candela in chiesa? Non c' niente di male, nessuno vuole
accusarla. Non comprendo questa reticenza....
Don Angelo sudava dalla fronte lucide gocce di sudore.
Senta, ispettore, finiamola qua: un prete deve sempre dire la
verit.
Kristal e Lupo Bianco si guardarono sorpresi. Si stava capovolgendo
la situazione, un sacerdote che si confessava.
Ispettore, non era cera di una candela, ma.... Si ferm per un
istante, si guard in giro. Posso contare sulla vostra discrezione?.
Santoni annu, e anche il suo assistente mosse la testa in segno di
assenso.
Ceretta, ispettore, mi sono fatto la ceretta! Ne  caduta un po'
sul pavimento, inavvertitamente ci ho messo un piede sopra. E
quando mi ha detto che dovevo venire da lei con quelle scarpe e le
ho ispezionate, mi sono accorto che sulla suola c'erano rimaste delle
tracce. L'ho tolta subito con un cacciavite. Ho pensato che avreste
fatto le analisi, sarebbe uscito fuori che era ceretta per depilarsi. Non
sarebbe stata una gran bella figura, per un prete.
Don Angelo era affranto, Lupo Bianco cap che su una vicenda cos
personale si dovesse immediatamente tirar gi la saracinesca. In pi,
dopo la "confessione", il parroco di Valdiluce sembrava meno teso
e deciso a proporre qualche confidenza.
Sa. Io sono molto peloso.
Per carit, non aggiunga altro. Mi scuso con lei per l'invadenza
che abbiamo dimostrato. Spesso, durante un'indagine, perdiamo di
vista il senso della misura. Grazie, la congediamo con le nostre pi
sentite scuse.
Non vorrei che pensaste....
Assolutamente no.
Don Angelo usc piuttosto sconfortato, la tonaca nera ondeggiava
sugli scarponcini Timberland, sembrava una tenda del deserto appena
mossa dalla brezza. A guardarlo bene, di spalle, con la giacca a vento
blu che arrivava fino ai fianchi, non poteva che essere un parroco di
montagna, anche lui vittima della solitudine e dei mille misteri che
agitavano il suo confessionale. Santoni consider che c'erano molte
somiglianze tra il lavoro di poliziotto e quello del prete. E forse, se
avesse avuto la vocazione, sarebbe potuto diventare un buon don
Marzio. Cerc il volto di Kristal, che gli sorrise con uno sguardo mite,
di comprensione, forse era meglio sciogliere la brigata. Valdiluce stava
per celebrare - con feste, fiaccolate e fuochi artificiali - la sua prima
discesa libera di Coppa del Mondo.
Per stasera ha qualche progetto?
Penso che trascorrer la serata con Gianna de Finis, la fioraia. E
lei?
Una bel giro con lo Vespa, all'aria fresca.
...
Capitolo 22.

Marzio Santoni accese la sua Vespa, era da tempo che non gli
dedicava un pensiero, lei lo aspettava sempre silente, al primo
colpo partiva strepitando, gioiosa sfrecciava tra i cumuli di neve.
Lui se ne approfittava e basta, non doveva pi lasciarla sola al
freddo, per tanto tempo. La Vespa aveva bisogno di muoversi, di
bruciare la benzina puzzolente del Dogana, era una cavallina da
tenere in allenamento. Part per farle fare un bel giro, a zonzo per
il paese, anche se il suo navigatore indicava un'unica direzione:
freccia puntata sulla Locanda della padella nera. Ce n'erano di
misteri a Valdiluce, soprattutto in quel luogo sconcertante. Nelle
cavit oscure, tra i sotterranei che conducevano fino alla grotta e
alla porcilaia. Ormai per Alina Bellini si stava formalizzando la
richiesta dell'avviso di garanzia, e si doveva arrivare al pi presto
alla perquisizione dei locali. Una certa lentezza burocratica, per,
stentava a concederlo. Forse qualcuno non era contento che si
andasse fino in fondo all'indagine.
Effettivamente, in sella Marzio ritrovava il ritmo della mente,
con le manate di ghiaccio in faccia, riprendeva lucidit, il cervello
pensava libero, senza i lacci delle circostanze, ma soprattutto svincolato
dalle pareti del suo ufficio. Un ragionamento da tempo lo
pungolava, in periferia, ma adesso si era collocato al centro della
piattaforma mentale. Illuminato dai fari dell'inquisitore. Quella testa
di Gargamella che era stata tagliata di netto. Lo spillone, il corpo
mozzato del mago cattivo dei puffi, la gomma forata da qualcuno
che voleva minacciare o indirizzare l'ispettor Santoni verso un
percorso che non riusciva ancora ad intravedere. D'istinto, sembrava
pi un'intimidazione. Eppure di anime buone nel paese ce n'erano,
ma era impensabile che arrivassero fino al punto di lanciare un
messaggio d'aiuto. Pi probabilmente, era una minaccia di morte,
o qualcosa di pi sofisticato, una specie di macumba, una fattura
su di lui. Ancora il malocchio: sembrava che ormai il ventre di
Valdiluce fosse colmo di queste pratiche. Il cartomante scorrazzava
tranquillo per il paese lanciando anatemi contro il detective che lo
stava lentamente incastrando? Impossibile. Raboni poteva essere
stupido, ma non fino a quel punto. Le mirtillaie allora, che avevano
espresso con chiarezza l'ostilit verso Lupo Bianco? Niente di pi
probabile che una di loro, fattucchiera provetta, avesse inscenato
un sortilegio sull'oggetto pi caro a Santoni. Per fortuna, la sua
Vespa sculettava splendida, al massimo dei giri, elettrizzata dal
mix di aria fresca e benzina. E la testa di Marzio era ancora ben
attaccata al collo.
Prima, seconda, terza, sgasata sul rettilineo di Boscolungo, la Vespa
tocc i 60 km/h, una gran velocit per una signora attempata.
Le marce davano il ritmo a un pensiero non nuovo, questa volta
pi consistente, un collegamento plausibile: Alina e il cartomante
erano complici nell'assassinio di Marietta. Entrambi amici della
sarta, compagni di sesso, dalla frequentazione assidua poteva essere
nato il movente per uccidere, inscenando un incendio. L'aria
fredda, libera da tutti gli ingredienti del pomeriggio, con l'ossigeno
che frizzava come una bevanda gassata, l'ispettore Marzio Santoni
detto Lupo Bianco ebbe uno sballo da yeti. Pens di essere lucido,
qualsiasi nebbia fugata, l'indagine aveva la sua limpida traiettoria.
Alina Bellini - conoscitrice dell'ambiente di Valdiluce, abile con
il fuoco e gli uomini, donna divisa tra occidente ed oriente, indurita
dal fatto di aver visto il proprio marito morire tra le sue braccia -
poteva aver ideato il piano del delitto. Frutto di una mente precisa,
proprio come da cuoca sapeva usare tanti ingredienti dal sapore
diverso, che nel migliaccio diventavano un'unica piacevole pietanza.
La Bellini conosceva perfettamente lo stile di vita della sarta:
Marietta durante il giorno era alticcia, ma sufficientemente lucida,
dopo la mezzanotte invece entrava in una specie di coma etilico e in
quella situazione poteva essere manipolata con estrema facilit. La
padronanza di Alina sul fuoco e sulla Diavolina poteva averle dato
l'idea. Le fiamme avrebbero distrutto ogni traccia. Il cartomante
era stato quindi solo un esecutore? Probabile. Conosceva da troppo
poco tempo l'ambiente del paese: ad esempio, l'uso del prete nel
letto gli era probabilmente estraneo, provenendo da una cittadina
di mare. E tutto il congegno dell'omicidio era stato costruito intorno
allo scaldaletto. Il cartomante aveva eseguito le indicazioni di
Alina, forse sotto ricatto, o semplicemente per dividersi un bottino,
oppure perch Marietta era stata testimone di un fatto losco. La
sarta necessariamente doveva essere eliminata come testimone
oculare inaffidabile, sotto l'effetto dell'alcol poteva svelare a tutti
un segreto importante. Ma il cartomante aveva lasciato dietro di s
due tracce impreviste. L'orma sulla neve gli poteva essere sfuggita,
anche se ancora si doveva dimostrare che fosse sua; l'altra, per, era
davvero imperdonabile: aveva abbandonato sul luogo del delitto la
propria ventiquattrore, con all'esterno le impronte digitali cancellate
ed all'interno invece numerose tracce di s. Il cadavere di Marietta
c'era, l'arma del delitto anche, eppure mancava ancora una volta un
elemento fondamentale: il movente. Finch non veniva scoperto,
la sua ricostruzione restava solo un'esercitazione accademica. E
mancava pure il maggior indiziato. Senza Raboni, difficilmente si
sarebbe riusciti ad arrivare a una conclusione valida.
Santoni arriv di fronte alla Locanda della padella nera. Per un
attimo pens di aver sbagliato strada. Era la prima volta che gli
capitava di vedere il locale completamente chiuso, la luce dell'insegna
spenta, le finestre serrate, la porta rossa sbarrata da un
chiavistello, nessun cartello che ne spiegasse il motivo. Un lutto
improvviso? Curioso che Alina chiudesse proprio durante la festa
in onore della Coppa del Mondo, la serata pi importante a Valdiluce.
Lei che - per quanto Marzio ricordasse - non aveva mai
sprangato i battenti, neanche nei riposi settimanali. Un fatto che
suonava decisamente stonato. Perch? Lupo Bianco scese dalla
Vespa, buss pi volte, gir intorno a tutta la costruzione, s'infil
nella neve fresca, raggiunse il recinto della porcilaia: anche i maiali
dovevano essere stati rinchiusi. C'era uno strano silenzio. Tutti sapevano
che nel macello nascosto dietro la locanda i suini venivano
sgozzati con lentezza, con il coltello, lasciando colare il sangue
in recipienti di terracotta, per poi travasarlo in grandi bottiglie
trasparenti, sigillate, riposte con cura nei frigoriferi professionali.
Dopo, le loro carcasse venivano macellate dalla stessa Alina e da
suo figlio Ottavio per ottenere le parti migliori: porchetta, trippa,
fegato. I pezzi di scarto venivano bruciati nel grande inceneritore.
Nelle notti di luna - diceva una leggenda locale - quando si
passava accanto alla locanda, si sentivano i grugniti disperati dei
maiali. Molti pensavano che potessero essere fantasmi, gli zombi di
quegli animali uccisi con tanta crudelt. Per un istante, ebbe anche
la sensazione che qualcosa si muovesse nel buio, il chiarore della
luna non arrivava fin sotto la tettoia. Pens a Dan Chupong: forse
si divertiva a giocare con lui a rimpiattino? Santoni si spost pi
in alto, sulla collinetta adiacente alla porcilaia, alla fine della pista
Azzurra. Not con chiarezza sull'angolo del recinto una persona
intabarrata dentro un vecchio pastrano verde da lavoro. La sagoma
si inginocchi svelta, infilandosi in uno dei varchi che davano ai
maiali l'accesso all'esterno. Serr dietro di s la porticina, ma in
quell'istante si accese improvvisamente un frastuono straordinario,
come se un aereo od un elicottero stessero precipitando su Santoni.
Un faro di luce lo inquadr come un criminale fuggito da Alcatraz.
Paura solo per un millesimo di secondo, poi Lupo Bianco url:
Eraldo, sei il solito coglione!.
Il gatto delle nevi scavalc la collinetta come un carro armato,
si mostr in tutta la sua spavalderia meccanica, il guidatore con
quel suo sorriso felice - un viso tagliato dall'accetta, naso lungo e
bitorzoluto, occhi vagamente offuscati - spense il motore.
Ispettore, hai avuto paura?. Lupo Bianco non rispose. Eraldo,
detto il Poeta, era contento come un bambino. Ti stavo spiando
dal momento in cui sei arrivato davanti alla locanda, avevo parcheggiato
al buio per fumare, ho aspettato che ti avvicinassi per
accendere all'improvviso il motore. Ti sei cacato sotto?.
In quelle situazioni Marzio cambiava discorso, affidandosi al
mestiere di poliziotto: Eraldo, perch  chiusa la locanda?
Non lo so, ma penso che siano andati alla festa nella villa di
Assunta Moresco, stasera ci sar un party molto esclusivo. E Alina
e Dan Chupong sono molto amici della "Dama". Dal paese si
incominciava a sentire qualche clamore: spari di petardi, un fuoco
artificiale strusci il cielo, giunse l'eco della banda che suonava una
marcia. Ma che ci fai qua tutto solo? Non sei andato alla festa
del Comitato? O a quella dei maestri di sci? Ti ha preso una gran
voglia di migliaccio come a una donna incinta e sei venuto fin alla
locanda per mangiarne uno?.
Lupo Bianco ascoltava con piacere la voce di Eraldo: il suo modo
di parlare dava la carica, come la tromba della sveglia in caserma.
Un ottimismo che rendeva piacevole qualsiasi incontro con lui,
fin da quando, bambini, giocavano insieme nei boschi, pescavano
di frodo nel fiume Marti, studiavano i ricci nel nido, cercavano i
funghi dormienti. La loro era un'amicizia di vecchia data. Lui si
era arruolato nei carabinieri, ci era rimasto una decina di anni,
poi da poco aveva optato per il vento: un'ora d'aria in citt contro
ventiquattr'ore d'aria a Valdiluce, cosa conveniva fare? Aveva scelto
come Lupo Bianco. Lavorava per la societ delle Funivie della zona.
E per l'impiego che lo teneva pi ore possibile all'aperto, quello
del battitore di piste con il gatto delle nevi. La notte sui crinali a
pianeggiare i dossi: col bello e il brutto tempo. Una vita che Eraldo
riteneva la migliore del mondo e che gli aveva dato un tocco di
romanticismo: per questo in paese era soprannominato "il Poeta".
Guarda che se hai questa voglia di migliaccio, mia madre ne
ha preparati una ventina, pi il salame fatto da mio padre, il pane
fresco di mio zio Marcello, il pecorino prodotto da mio cugino
Alfredo, il vino di zio Antonio dalla valle dell'Uncino, e le pere di
Francesca, la mia morosa. Che ne dici? Vieni con me, passiamo la
serata insieme, mangiamo lass, in cima al Monte Sassone. Poi ho
una sorpresina finale.
Il gatto delle nevi strepitava metallo, il bio detective non lo amava
molto: sapeva che quel fracasso disturbava tutti gli animali della
valle; odiava anche la motoslitta di servizio, ma forse ormai il mondo
stava cambiando, le nuove generazioni di animali si erano abituate
ad ascoltare durante la notte il rombo del gatto delle nevi, ormai era
un suono quasi naturale. Come i rulli delle seggiovie, gli elicotteri,
lo sbattere delle porte delle cabinovie, le mungitrici meccaniche,
gli altoparlanti, i trilli dei telefonini...
Sulla cima del Monte Sassone, Eraldo spense il motore, si sedettero
sul tetto della cabina, tir fuori una grande coperta di lana che
odorava un po' di cherosene, ma che li avvolse come due pulcini.
Non faceva molto freddo: il tempo stava cambiando, si andava verso
lo scirocco, come avevano annunciato le formiche. Dall'ultima
osservazione che Santoni aveva fatto sul formicaio era uscito un
nuovo bollettino meteo. Situazione: tutte erano rimaste immobili
sul tronco centrale, nessuno spostamento, traffico zero, segnale
sicuro. E quindi rischio di Fhn, temperature pi alte, nebbia.
Fortuna che la Coppa del Mondo di discesa libera femminile si
era svolta nelle migliori condizioni meteorologiche possibili.
Da lass si vedeva l'universo. Come stare in una palla di vetro. Il
cielo ancora limpido, il cuore pulsante delle stelle, la luna pendente,
e poi sotto - splendida e illuminata dalla baldoria - Valdiluce.
Se non ci fosse stata la nostalgia per la sua Ingrid, sarebbe stata
una delle sere pi belle della sua vita. E sicuramente la cena lo fu.
I migliacci e tutto il cibo sembravano insaporiti dallo splendore
della vista.
Eraldo, la natura mi sorprende sempre. Mette in piedi degli
spettacoli inimitabili.
Verissimo.
E molti osano paragonarla alla televisione. Hai mai visto qualcosa
di cos bello in tv?.
Lui si sofferm un secondo, ci pens. Cerc dentro di s una
risposta.
Lo sai che non posso dire le bugie. S, ho visto qualcosa di pi
bello in televisione, su Play TV c' una spogliarellista che fa la danza
delle spade, uno spettacolo pazzesco. Nome d'arte: Lady Loki.
Lupo Bianco aveva bevuto un bicchiere in pi del solito, e gli
girava leggermente la testa. Ma non si aspettava un contraddittorio
su un tema cos semplice: Eraldo avrebbe fatto prima a rispondere
un bel no. Adesso in quale labirinto si sarebbero andati a cacciare?
Hai sempre voglia di scherzare! Vuoi mettere uno spettacolo
della natura, come questo che sta davanti ai nostri occhi, con una
donna che si spoglia in televisione?.
Eraldo tir gi un bicchiere di vino rosso, tutto d'un fiato.
Anche Lady Loki rientra perfettamente nella bellezza della
ntura! Non hai mai seguito il suo show?
Lo sai che non accendo mai la televisione.
Lo dovresti fare, almeno una volta.
Ancora la tv. Lupo Bianco era esasperato, appena tornava a casa
avrebbe distrutto il suo apparecchio Siemens con l'accetta: doveva
scomparire per sempre quell'attrezzo malefico. E se Ingrid non
fosse stata contenta, che amore era il suo? In una coppia bisognava
rispettare le idee di ciascuno, anche quelle dell'altro.
Eraldo il Poeta, decisamente ispirato dal vino, non poteva accettare
che Lupo Bianco non avesse mai visto lo show di Lady Loki e decise
di colmare quel vuoto, almeno a parole: Tu che sei un amante della
natura, non potresti che restarne abbagliato. Nel suo spettacolo c'
un'atmosfera arcaica. Lady Loki indossa un abito selvaggio, sembra
la regina del bosco, con una specie di corona sulla testa, una tiara
d'oro a forma di teschio con due corna all'indietro, come quelle
del camoscio. Unico elemento di scenografia  un bellissimo trono
intrecciato di spade. Imponente come un monumento. L inizia a
spogliarsi. Piccola, deliziosa, con un corpo pazzesco. Una faccia
birichina, nei suoi occhi brilla una luce sincera, come se quell'atto
la eccitasse veramente. Entra in scena avvolta da una splendida
pelliccia bianca che le arriva fino ai piedi. Il presentatore televisivo
afferma che  originale, fatta con uno yeti trovato morto in
Himalaya. La fa scivolare a terra, poi si toglie una lunga gonna nera
ricamata con segni misteriosi, il corpetto verde, la cintura enorme
tempestata di diamanti, fino a rimanere in perizoma e reggiseno.
Uno schianto di femmina. Te lo garantisco compete e batte tutti i
panorami del mondo. A un certo punto lancia un grido che credo
sia, mi par di ricordare: "Asuna Kagurazaka". Non so cosa voglia
dire.  il segnale. Sfila dal trono una spada vera, tagliente, enorme.
La fa volteggiare nell'aria e poi all'improvviso con un fendente assestato
con precisione taglia di netto una parte del tronco d'abete
della lapdance, lo fa a fette, come se fosse un salame. Lady Loki 
una giocoliera abilissima, non usa trucchi. Neanche tuo padre che
faceva il tagliaboschi ci sarebbe riuscito.
Lupo Bianco seguiva con divertimento Eraldo, non voleva interrompere
il film, ma una battuta ci stava bene: Ma quante volte lo
hai visto questo show?.
Il Poeta non lo ascoltava, voleva solo continuare il suo racconto,
perch forse sotto l'effetto del vino stava veramente rivivendo
tutte le scene dello spettacolo: Ogni sera sfida la morte, basta
un errore che la lama affilatissima pu recidere un'arteria e farla
morire dissanguata. Poi con un sol colpo di spada fa saltare prima
il reggipetto e poi gli slip e resta nuda.
Eraldo si sofferm sulla parola "nuda" per qualche secondo, poi
riprese al volo il discorso: Che te ne pare?
Bello, ma non ho mai amato questo tipo di show.
L'atteggiamento un po' aristocratico di Lupo Bianco irrit l'amico:
Certo, per te  tutto pi facile. Noi poveri mortali siamo costretti
a vedere una bella donna solo in tv, tu invece puoi permetterti il
lusso di averla in carne ed ossa, nel letto.
Non gli andava di tirare in ballo Ingrid, e Marzio lasci che il
silenzio occupasse gli spazi e dominasse il tempo. Eraldo cap che
su quel tema c'era "un gran riserbo", come si diceva tra carabinieri.
Valdiluce continuava a sorprendere: una splendida fiaccolata si
stava snodando da met della Red. Sembrava un bruco luminoso.
Lupo Bianco e il Poeta, sospesi nel cielo, avevano una visione
completa del mondo: da lass era pi facile analizzare con il giusto
distacco i segni della realt. Nel paese si notava pi di ogni altro
elemento la villa di Assunta Moresco. Dal giardino partivano dei
fasci di luce che fendevano la valle. Eraldo era contento di avere
accanto a s in un momento cos festoso il vecchio amico e os:
Per finire in gloria, ecco la "sorpresina".
Marzio pensava che avrebbe tirato fuori una bottiglia di Ginpin
fatta dalla madre, invece allung a Santoni una sigaretta tutta
storta, e non era necessaria l'abilit investigativa di un poliziotto
per capire che cosa fosse.
Eraldo, ma questo  uno spinello?
S, di qualit eccellente, me lo sono tenuto per stasera. Vuoi fare
un tiro?.
Lupo Bianco avrebbe voluto dirgli: Ti pare possibile, un ex
carabiniere ed un ispettore di polizia che si fanno uno spinello?
Non mi sembra opportuno. Ma, per non rovinare la serata e non
mettere a disagio l'amico che lo aveva ospitato con tanta gentilezza,
rispose: No, grazie.... E non ci aggiunse la solita amenit:
...Sono in servizio.
Lo spettacolo visto da lass era stupendo ma l'invadenza della
villa di Assunta Moresco, detta la Dama, aveva raggiunto una tale
insistenza - con i suoi fuochi artificiali strepitosi e costosissimi, e
il clamore della musica - che divent un argomento impossibile
da trascurare.
Quando Lupo Bianco era stato nominato ispettore responsabile
del posto di polizia, quella donna si era gi insediata a Valdiluce:
aveva costruito la villa, acquistato quattro alberghi, fatto nascere
Play tv, un canale erotico dove si esibivano Lady Loki e altre
ragazze. Le indagini giudiziarie sulle sue presunte faccende malavitose
- per motivi di opportunit, visto il coinvolgimento del
supercapo Soprani - erano state affidate e svolte dal nucleo dei
carabinieri. Quindi, in qualche maniera, la Dama era sfuggita alla
giurisdizione di Santoni. Marzio sapeva che non era una santa, ma
non aveva elementi per giudicarla. Comunque adesso che stava
indagando sull'omicidio di Marietta - al di l del Dogana che
proponeva Assunta Moresco, ex donna di televisione, al centro
di molti intrecci di Valdiluce - non poteva evitare di incontrarla.
Eraldo aveva seguito, come carabiniere, le indagini su di lei e poteva
essergli di grande aiuto.
Tu che hai conosciuto bene la Dama, ti sei fatto un'opinione su
di lei?  davvero una malavitosa affiliata al giro del racket o  solo
una donna d'affari?
Sia l'uno che l'altra.  una femmina micidiale, di un'intelligenza
superiore, capace di tutto.
Potrebbe aver qualche complicit, o addirittura responsabilit,
nell'omicidio di Marietta? Incomincio a sospettare che Alina abbia
un ruolo centrale in questa brutta vicenda, e mi pare che sia
un'amica della Dama.
Assunta Moresco  un boss, arroccata nella sua villa comanda,
ordina, dispone, e certo non  amica di nessuno. Frequenta Alina,
ma tiene in mano i fili di tanti interessi senza farsi mai contaminare.
Il cartomante?
Essendo un mercenario, la bazzicava parecchio, credo che con
lei facesse alcune feste esclusive, con poche persone, di solito
indossavano tutti dei costumi come a Carnevale. Poi si davano al
sesso estremo, forse girava la droga. Magari stasera sotto quel tetto
si sta svolgendo qualcosa del genere.
Ci fu una pausa. Lupo Bianco, per ordinare nella sua testa le
mformazioni che gli aveva dato Eraldo, e lui per finire lo spinello.
Dimmi quello che sai di questa Dama... Ho pi fiducia in te che
nell'archivio del ministero degli Interni.
D'accordo. Devo dire che  una donna che puoi odiare o amare,
non ci sono mezze misure. Troppo scaltra per sottovalutarla,
troppo ambigua e sottile per conoscerla. Colta, intelligente, nata in
un piccolo paese del Sud, gestisce i suoi affari con grande intito,
apparentemente nella regola. Insomma,  una perfetta manager
della malavita. Una di quelle donne che stanno scalando la piramide
del racket.
Eraldo, preso da quella serenit e dall'hashish, confezion un
racconto che sembrava una favola. E cos non sment il suo soprannome,
il Poeta: Giovanissima, divent l'amante del boss della
malavita Calogero Buttitta e fu lui a pilotare la sua carriera. Lei
si laure in Lettere ed in Filosofia, entr in televisione, ebbe ruoli
importanti che le permisero di riciclare denaro sporco attraverso
societ di produzione affiliate al racket. Ma si accost troppo ai
fili dell'alta tensione, nel territorio pi minato: quello dell'informazione.
Per addolcire i servizi televisivi sulla malavita, corruppe
molti giornalisti, talvolta anche con denaro contante. Scoppi uno
scandalo. Travolgente. Assunta Moresco, insieme ad alcuni dei suoi
collaboratori, fu licenziata in tronco. Un processo lungo e tortuoso
che non  ancora giunto a una sentenza definitiva. Lo scalpore di
quei fatti non incrin per il patto di sangue con il boss Buttitta,
anzi, venne rafforzato: lei era una pedina straordinaria per riciclare
denaro sporco.
Ma come ha fatto ad arrivare a Valdiluce?
Sai bene che la malavita sta investendo nelle stazioni turistiche
di montagna, ma penso che abbia scelto Valdiluce consigliata da
Ottavio Bellini, il figlio di Alina. Anni fa era il cameraman della
Moresco. Te lo ricordi?
Certo, anche se  un po' che non lo incontro.
Comunque la Dama, con la compiacenza del sindaco, ha subito
costruito la sua dimora, sfarzosa, sul bordo della pista Red e vicinissima
agli impianti di risalita. Ha ottenuto permessi regolari dal
Comune e dalla Regione, nonostante abbia violato molti vincoli
ambientali. Inarrestabile per la facilit con cui muoveva il denaro,
come sai si  comprata quattro alberghi e il convento della Sassaia.
Sconsacrato da molti anni, edificato in cima alla Valle fredda, il luogo
pi inospitale della zona, da l passano i venti pi gelidi, un crocevia
solitario, accanto al confine di Stato, un posto adatto o a delle suore
di clausura o a chi voleva svolgere attivit illegali. L ha aperto il
canale erotico e il suo fido Ottavio Bellini ne  stato nominato direttore.
Come ben sai, aveva iniziato anche a mettersi in affari con il
tuo capo, in sordina, ma poi  caduta in disgrazia insieme a lui nelle
ultime inchieste giudiziarie.
Eraldo si ferm per un istante, si guard intorno. Divent molto
serio, perse quel sorriso addolcito dallo spinello. Lo osserv a muso
duro, come se fosse tornato carabiniere. In servizio.
Ormai la sua storia si intreccia con la tua, Lupo Bianco.
A Marzio squill il telefonino. Fu come svegliarsi da un racconto
di fiction. Ma Eraldo non aveva romanzato la realt: quella donna
era vera, in carne ed ossa, uno dei tanti ostacoli che impedivano a
Valdiluce di essere un paese normale. Santoni controll lo schermo
del cellulare. Un messaggio di Ingrid: Buonanotte, amore mio. A
presto per la grande operazione Falco Trogolo. Un bacio tenero.
Tua, Ingrid.
Lui guard la luna, cerc di prendere un po' di quella dolcezza che
non aveva mai usato n verso se stesso, n per i genitori o una donna.
Rispose, non senza un certo pudore ed imbarazzo: Mi manchi.
Un bacio. Non pu essere tenera la notte senza di te. Tuo, Lupo.
Ingrid replic immediatamente: Ma ti sei fatto uno spinello, mio
rude montanaro?.
Valdiluce era stata occupata da un mare di nebbia. Un oceano
pallido, imperlato dalla luna. Sbuc un fuoco artificiale, spacc la
coltre, sembrava un missile lanciato da un sottomarino. Esplose
nel cielo, mille schizzi technicolor. Uno spettacolo speciale, esclusivo
per Lupo Bianco ed Eraldo: in paese la vista era coperta dalla
nebbia. Perch sporcare quella serata con il lavoro? Meglio godersi
la distesa del mare d'argento e ascoltare Ingrid che gli soffiava sul
cuore. Si appisolarono.

Ma in quella notte, a Valdiluce, si accesero nuovi scenari, orribili.
Aiuto!.
Liv Zarkos gett il braccio a cercare la mano di lui, la sent fredda,
dita meccaniche, inermi, prov ad abbracciarlo ma le sembr di
stringere la corazza di un'armatura. Allora tent di pronunciare
ancora quella parola: Aiuto!.
Ogni sillaba, ogni lettera pesavano. Taglienti, ferivano la gola
come spade affilate. La "A" di Aiuto! precipit risucchiata dal
primo respiro affannoso, lei la vide cadere a precipizio, si allung
per riacchiapparla, ma un'onda di tosse la frantum fino a polverizzarla.
La "I", cos magra, sembrava pi accessibile, volatile. Liv
spinse sull'ugola, prov a farle attraversare il nodo che bloccava la
gola, per anche la "I" si aren, incollata alle vene che pulsavano
come corde di violino, se la mangi il gonfiore della lingua. Non
riusciva pi a formulare un vocabolo, come se la tastiera fosse rotta,
batteva sul vuoto: niente... parole fantasma.
L'uomo con gli occhi da robot la guardava morire. E pensare che
dietro quello stupido alieno c'era il suo grande amore, nel buio
vedeva accesi i suoi occhi, un paio di lampadine flebili, pupille
smorzate. La sua voce metallica disse: Tranquilla.
Un'altra parola senza senso. Liv cap che le restava solo l'azione,
la speranza di fare. Dov'era la sua maledetta siringa? Perch il suo
immenso amore non gliela stava iniettando, come aveva fatto altre
volte: bastava quello, era il soffio per vivere. Lei cerc nella tasca
della sua pelliccia, quella in pelo di yeti. Era certa di averla messa
l. Ma scopr di indossare solo il corpetto verde. L'uomo meccano
gliela aveva tolta. Era quasi nuda, voleva fare sesso con lei?
Gli occhi di lui erano al lumicino, pulsavano tenui come una lucciola.
Sembrava stesse morendo, ma era solo la batteria che stava
scaricandosi. Un'illusione: sent, sul suo corpo delicato di donna,
una forza terribile. Lui la strinse con cattiveria, l'avvinghi, la distese
su qualcosa di freddo. Una barella. Il suo grande amore le afferr
il piede, forse voleva tirarla su per aiutarla a respirare. Una stupida
inutilit. Ancora ferro, un gancio di metallo, una corda possente,
da sentir male, sulla caviglia. Bast che l'uomo robot appoggiasse
la mano di metallo sulle sue labbra, per chiudere quel piccolo foro
attraverso cui respirava. Liv Zarkos spir tra le braccia meccaniche
del pi grande amore della sua vita.
...
Capitolo 23.

Valdiluce era ancora avvolta da una nebbia fitta. Le linee dell'orizzonte
quotidiano erano sfumate, un panorama senza capo n
coda, dove non solo era facile perdere la bussola e l'equilibrio,
soprattutto quando si sciava, ma anche smarrire la ragione. Per
chi soffriva di mal di neve era il momento peggiore: la sparizione
degli unici appigli reali - le case, gli abeti, i tetti, le rocce delle
montagne - aumentava il senso di nausea, la claustrofobia scatenata
dal bianco. Alcuni si rintanavano davanti alla tv, impasticcati
di tranquillanti, o altri si imprigionavano in camera, ubriachi di
Ginpin, sperando di dormire finch quella maledetta bruma non
fosse sparita. Perfino Lupo Bianco, se stava in casa, sentiva la
nebbia sul corpo: gli sembrava pi che un fenomeno della natura,
un'imperfezione. La parte molle del tempo atmosferico.
Era giunta l'ora di alzarsi, ma quel clima gli dava una certa indolenza.
Sent passare i camion della televisione che avevano smontato
le attrezzature e stavano lasciando Valdiluce. Attraverso il rumore
dei grandi pneumatici sulla strada, cap che lo scirocco stava vincendo:
sotto il peso dei tir, la neve suonava bagnata, sciacquava le
catene sulle gomme con un chiasso metallico, e si stava sciogliendo.
Alle 6:45 trill il telefonino, a quell'ora non poteva che essere
Ingrid. Un messaggino, sempre affettuoso, un bell'inizio di giornata,
gli avrebbe tolto l'uggia del tempo. Guard sullo schermo del
telefono, invece lampeggiava il numero dell'ingegner Eva Mayer,
la direttrice della Societ Funivie di Valdiluce. La sua voce suon
alterata: Ispettore, successo qualcosa di terribile, venga subito,
sui cavi della cabinovia della Red c' attaccato un cadavere.
Cosa? Dove?, rispose lui, sconvolto.
Accanto al pilone 4.
Mi dia un riferimento geografico che mi permetta di raggiungere
subito il posto, disse, ritrovando un po' di lucidit.
Dalla stazione di partenza della cabinovia, circa seicento metri
verso nord. All'altezza pi o meno della villa di Assunta Moresco.
Nella sua carriera, l'ingegner Eva Mayer, donna di ferro,
responsabile di tutti gli impianti di Valdiluce, ne aveva viste di tutti
i colori, anche la disgrazia di una fune che si era spezzata, con un
bilancio di cinque morti. Ma ci che si trovava di fronte agli occhi
era cos strabiliante da farle perdere il suo proverbiale sangue
freddo. Vestita di fretta, dietro gli occhiali che mostravano sempre
uno sguardo gelido, appariva per la prima volta qualche cenno di
umanit. Singhiozzava.
Ispettore, da non crederci, quando  partita la cabinovia per
il collaudo mattutino, si  bloccata dopo pochi secondi. Non si
capiva cosa fosse successo. Dalla prima ispezione abbiamo avuto
questa orribile sorpresa. Un cadavere appeso sul cavo portante.
Per fortuna, l'ostacolo  stato rilevato dalle fotocellule del pilone
che hanno bloccato i motori, altrimenti quel povero corpo finiva
pure trinciato dai rulli.
A che altezza sar da terra?.
L'ingegner Mayer riprese colore, la vicinanza di Santoni e il suo
assistente Kristal, appena sopraggiunto, la tranquillizzava.
Circa tredici metri.
Kristal Beretta, con le mani leggermente tremanti, pass il binocolo
Zeiss all'ispettor Santoni. Lupo Bianco ci appoggi gli occhi,
la nebbia si spostava a folate, sul corpo senza vita si era formato un
alone, appariva e scompariva come un fantasma. Era una donna,
forse giovane, agganciata a testa all'ingi alla fune della cabinovia.
Il vento stava disperdendo la foschia, e ci fu un attimo di visibilit,
in cui il cadavere oscill come un pendolo. Un Oh! di
raccapriccio sfugg a Kristal e all'ingegner Mayer. L'immagine
era perfettamente visibile, in tutta la sua interezza. Attraverso le
lenti del binocolo Zeiss, Lupo Bianco memorizz ogni dettaglio.
Ragazza vestita solo di un corpetto verde con decorazioni d'oro,
di tipo medievale, poi pelle nuda, una vistosa cintura alla cow boy
con borchie e diamanti, guanti che avvolgevano gran parte delle
braccia, un prezioso monile che si attorcigliava sulle gambe con la
testa di una lucertola, una scarpetta a punta da ballerina degli stessi
colori. Era una creatura che sembrava generata da un intreccio di
alberi. Il gonnellino, attratto dalla forza di gravit, aveva liberato il
sedere, molto bello e appariscente, probabilmente completamente
nudo: non si capiva se indossasse un perizoma. Lupo Bianco non
ebbe alcun dubbio: non poteva che essere Lady Loki. Eraldo gliela
aveva descritta cos alla perfezione la sera precedente. Si capiva
che era molto bella. Un mistero su un altro mistero. Come era
riuscito l'assassino a portarla fin lass, ad agganciarla alla fune? E
perch l'aveva lasciata impietosamente in quella strana posizione
capovolta? Forse Eva Mayer, che aveva trascorso la sua vita a gestire
funivie, gli poteva essere d'aiuto: Ingegnere, non vedo cabine
sul cavo d'acciaio.  un impianto ad agganciamento automatico,
quindi quando avete acceso i motori  partita solo la fune, giusto?.
La Mayer riacquist un leggero colorito, finalmente rientrava
negli spazi del suo lavoro.
Esatto.
Ieri sera la cabinovia era in funzione per la fiaccolata?
S, dalle 20:30 alle 21:50, per trasportare i maestri di sci sulla
Red. L'impianto  stato chiuso alle ventidue, con tutte le cabine
riposte negli hangar.
Dunque dobbiamo escludere che qualcuno, utilizzando una
cabina, abbia potuto, aprendo il portellone, collocare il cadavere
sulla fune.
Ormai l'ingegner Mayer era tornata ad essere quella di sempre,
anche la voce aveva il timbro pi deciso: Assolutamente no. 
un impianto moderno, garantito da numerosi sistemi di sicurezza.
Se qualcuno forza una porta, scatta subito l'allarme e si blocca la
funivia. Il cadavere non pu che essere stato collocato da terra, a
impianto spento. Non ci sono dubbi. Altrimenti lo avremmo
immediatamente rilevato. Il fatto pu essere accaduto dalle ventidue
fino alle sei. In pi, ispettore, non le sar sfuggito che adesso il
corpo si trova vicino al traliccio. In realt, l'ubicazione iniziale era
circa dieci metri pi indietro, esattamente al centro dei due piloni,
prima che la fune partisse e fosse poi bloccata dalle fotocellule.
E le telecamere?
Quando l'impianto  chiuso, restano accese solo quelle vicine
alla stazione di partenza e all'arrivo. Tenere in funzione le altre
sarebbe un costo eccessivo e anche inutile. Mi dispiace, ispettore.
Se ci fosse stata una ripresa video, avremmo capito subito in che
maniera  stato collocato il corpo sulla fune. Invece siamo tutti
appesi, come quella povera ragazza.
In quell'istante Lupo Bianco sent vicino un odore di nafta e di
Ginpin.
 una ballerina, la riconosco dal suo didietro. L'ho vista in TV.
L'ispettore abbass il binocolo, guard a lungo Paride il Dogana,
ovviamente il primo a giungere sulla scena del delitto. I suoi commenti
sul sedere nudo di una ragazza morta non erano certamente
apprezzati, e Santoni avrebbe potuto cacciarlo in malo modo,
prefer invece sorprenderlo: Si chiamava Lady Loki e faceva la
danza delle spade su Play TV.
Beretta, il Dogana, l'ingegner Eva Mayer rimasero sbalorditi che
Lupo Bianco conoscesse quella ragazza. Marzio non lasci spazio
alla pausa, era tempo prezioso sottratto alle indagini: Kristal,
delimitiamo la scena del crimine. Mi dispiace, ingegnere, e anche
tu, Dogana, dovete immediatamente allontanarvi.
Mentre il suo assistente stava eseguendo gli ordini, Santoni pens
che da quel momento la musica che lo avrebbe accompagnato non
sarebbe pi stata il minuetto, ma la marcia di Radetzky: si doveva
affrontare il caso con grande energia, senza i guanti bianchi che
fino ad allora aveva usato. La situazione era diventata pericolosa
e su Valdiluce si sarebbe scatenato l'inferno. Prima che arrivasse
tutto il mondo a fare domande, doveva controllare la scena, cercare
i dettagli, le orme ma, guardandosi in giro, fu preso da un grande
sconforto. Il manto sotto la cabinovia era pieno di segnali di vario
tipo: pedate di spettatori della discesa libera, tracce di ruote molto
pesanti che avevano solcato la neve fino ad arrivare sulla strada.
Molto precise quelle di una motoslitta: portavano sotto il faggio che
svettava vicino a villa Moresco, poi si orientavano verso lo stradello,
attraversavano la Red, infine scomparivano nel calpestio della
folla che aveva seguito la gara. Tra le numerose orme, Lupo Bianco
sperava ovviamente di rinvenire quella del cartomante. Aveva cos
impresso dentro di s la forma del calco preso nelle vicinanze della
casa di Marietta che - se ce ne fosse stata una simile - era certo di
riuscire a individuarla. Ma la neve si stava sciogliendo rapidamente
per via dello scirocco.
Kristal, corra in ufficio, prenda la bomboletta di Snow Impression
Wax. Porti qui, vivo o morto, il dentista Prinz: venga subito con
tutta l'attrezzatura per realizzare le impronte di silicone.
Santoni si avventur sul territorio sotto la fune della cabinovia.
All'altezza che gli aveva indicato l'ingegner Mayer - dieci metri
pi indietro rispetto all'attuale posizione del cadavere - s'imbatt
in una pelliccia bianca, soffice, che non poteva che essere di Lady
Loki. Indoss i guanti e l'analizz a fondo: profumava di selvatico,
forse perch era stata per tutta la notte all'aperto. Nelle tasche
rinvenne una carta dei tarocchi bruciacchiata, quella dell'appeso:
un giovane a testa all'ingi attaccato a una trave con una corda
che gli legava il piede destro. Vestito come un mago, una tunica
rossa piena di stelline e mezze lune. Il numero romano sulla parte
alta della carta: XII; sotto, la scritta "Appeso". Quella che mancava
dal mazzo di tarocchi trovati nella ventiquattrore del cartomante.
Uno dei ventidue arcani rappresentava tragicamente la situazione
in cui si trovava Lady Loki. Al posto dell'appeso, una donna. Non
un'intuizione, n una suggestione, bens la certezza di trovarsi di
fronte a un'allegoria messa in piedi per un obiettivo ben preciso.
Quale? Era strano che la carta fosse bruciacchiata. Qualcuno gli
aveva dato fuoco ad arte, per collegare i due avvenimenti? Quel
simbolo dell'Appeso certificava che niente era stato improvvisato,
ma tutto costruito a tavolino, progettato da una mente molto acuta.
L'omicidio di Lady Loki non era quindi accaduto per un colpo di
testa improvviso, n per un atto immaginato all'ultimo momento.
Ogni elemento era stato programmato fin nei minimi dettagli, da
giorni, come forse era successo in quello di Marietta. Lupo Bianco
continu le sue ricerche, doveva battere il tempo che si stava
sempre pi accorciando, fra poco sarebbero arrivati i colleghi, le
autorit, i giornalisti, e sarebbe stato occupato pi dalle formalit
burocratiche che dall'indagine. Rinvenne nella tasca interna della
pelliccia una mezza noce, esattamente identica a quella rinvenuta
nella ventiquattrore del cartomante. E poco distante rinvenne
una statua infilata nella neve, con il volto di un caprone, un'orrida
rappresentazione di un satiro. Incrocio d'animale e di diavolo, la
bocca aperta, arcuata a mo' di un becco di rapace, quasi stesse per
divorare i due piccoli bambini che teneva stretti nelle braccia pelose,
una coda attorcigliata come un tralcio di vite, le zampe dagli
zoccoli caprini. Era un oggetto alto sui diciotto centimetri, piuttosto
pesante. La famosa statua che molti testimoni avevano visto
usare dal cartomante durante i suoi rituali. Anche Britt Kaufman
e Alina l'avevano citata. Perch adesso spiccava come un mnito
sinistro sulla neve? Forse era caduta da una tasca di Lady Loki, da
una borsa. Effettivamente sembrava che qualcuno l'avesse spinta
dentro la neve o fosse precipitata dall'alto. Qualche metro pi
avanti, Santoni trov anche il copricapo della vittima: una tiara
d'oro a forma di teschio con due corna simili a quelle del camoscio.
Le doveva essere caduto quando era stata appesa al cavo.
A catalogarli tutti in fila, questi oggetti sembravano usciti da uno
scaffale del supermarket del cartomante: fin troppe cose messe
tutte insieme. Era davvero cos stupido Raboni? O qualcuno
voleva incastrarlo usando una cascata di reperti che rimandavano
palesemente a lui? O ancora, era l'atto disperato di un folle? Lupo
Bianco si mise sotto il cavo da cui Lady Loki ciondolava. La nebbia
era scomparsa, stava uscendo un sole caldo. Se non fossero arrivati
subito Kristal e il dentista Prinz, le impronte si sarebbero sciolte.
Sotto al pilone numero 4 della cabinovia Valdiluce-Punta Red
aleggiava come un corvo una domanda che - da l a poco, se non
si risolveva l'enigma - gli sarebbe stata rivolta centinaia di volte:
Come diavolo era finita lass Lady Loki?.
Per adesso Santoni non riusciva ad avere una risposta plausibile.
Comunque stavano arrivando il nuovo supercapo della polizia
Vallesi e molti rinforzi. Il caso della ballerina appesa alla fune della
cabinovia sarebbe diventato un argomento fantastico per tutti i
media e Lupo si sent piccolo piccolo: quella povera ragazza,
sospesa sulla sua testa, portava con s tante suggestioni e tranelli che
potevano realmente schiacciare un detective. E poi era pericoloso
che tutto il peso di Lady Loki, anche se snella, fosse trattenuto da
un solo piede, da un momento all'altro poteva spezzarsi, e il corpo
cadere a terra. Appena sarebbe arrivato il procuratore, si doveva
senza indugio toglierla dal cavo, e lasciare il cadavere al dottor
Franzelli e al medico legale. Per effettuare il recupero della salma,
Santoni era in dubbio: aveva capito che una grossa gru avrebbe
trasformato tutta la scena del delitto in una specie di terreno arato,
e l'uso dell'elicottero non avrebbe aiutato la comprensione dell'enigma,
visto che la sera precedente nessun velivolo era passato su
Valdiluce. Alla fine convoc l'idraulico Fidelio, il miglior rocciatore
della regione. Con la sua squadra di climbers, sarebbe riuscito a
calare il corpo a terra. A quel punto, avrebbe finalmente avuto
un'idea di quanto era davvero successo?
Quel piedino cos fragile di Lady Loki, scarpetta a punta con un
grosso fiocco verde e oro, gli era entrato in mente come un chiodo
fisso. Effettivamente, Lupo Bianco doveva indirizzare la ricerca sulla
sua impronta, pi piccola e diversa dalle altre, accanto alla quale
avrebbe quasi di sicuro incontrato quelle dell'assassino. Si avvi
verso la neve meno smossa. Super il nastro con la scritta "polizia"
che Kristal aveva posto tutto intorno prima di andare dal dentista,
e che penzolava un po' artigianalmente, puntellato su alcune
racchette da sci. Quella striscia, pens Santoni, si sarebbe dovuta
allargare a dismisura, a raccogliere un'area enorme: la villa della
Dama, e poi fino alla Locanda della padella nera, infine raggiungere
l'ex convento della Sassaia, dove c'era Play tv. Non ne sarebbero
bastati dieci chilometri. Si indirizz quindi verso il grande faggio
che faceva ombra sulla neve: l sarebbe stato pi facile scoprire
tracce ancora intatte. L'albero era a pochi metri dallo spettacolare
cancello in ferro battuto di villa Moresco. Due telecamere sul
muro di cinta facevano da sentinella. Forse avevano ripreso qualche
dettaglio utile. Appena terminati questi primi controlli, Lupo
Bianco insieme a Kristal avrebbero dovuto interrogare la Dama,
perquisirne la casa e sequestrare i video delle telecamere di sorveglianza.
Dal cancello uscivano ed entravano molte impronte, ma
sotto il faggio risultavano evidenti solo le tracce di due persone che
avevano camminato l'una accanto all'altra. Le orme pi grandi - di
sicuro Timberland Plymouth numero 42, le stesse del cartomante -
seguivano una linea retta e decisa; quelle piccole - probabilmente
del piedino di Lady Loki - procedevano a zig zag, come se fosse
stata ubriaca, comunque inferma nel cammino. Ogni passo delle
Timberland era contornato da una serie di solchi sulla neve. Lady
Loki e il suo accompagnatore erano rimasti a lungo sotto il grande
faggio, molti segni confermavano la sensazione di una lunga sosta.
Poi si erano diretti verso la cabinovia, ancora poche tracce, travolte
da tutte le altre.
Il dentista Prinz, arruffato e in camice bianco, non os lamentarsi
come al solito. Dopo aver ben osservato la ragazza appesa al cavo
d'acciaio, cap che qualsiasi considerazione era fuori luogo, il momento
era assolutamente tragico.
 Lady Loki?
La conosceva?
Come si fa a non averla mai vista in TV?.
Kristal e Prinz si misero subito al lavoro e in poco tempo, grazie
anche alla perizia del dentista, si ottennero sei calchi perfetti, due
delle suole delle Timberland, due pi grandi che contenevano anche
quegli strani rilievi intorno all'impronta, e poi quelle di Lady Loki.
Fecero sul luogo i primi confronti. La statua del satiro trovata
nella neve si infilava magicamente nello scomparto vuoto della
valigetta ventiquattrore. Almeno quella era una certezza. La carta
dell'Appeso apparteneva quasi sicuramente al mazzo di tarocchi del
cartomante. Kristal lo sostenne con convinzione: Stessa filigrana,
uguale usura, identica anche la stampa. La carta dell'Appeso, anche
se un po' bruciacchiata, non pu che venire dal mazzo trovato nella
valigetta del cartomante.
Comunque aspettiamo la conferma degli esami di laboratorio.
Il confronto sul calco fu decisivo. Certamente il carrarmato era
il medesimo delle Timberland Plymouth, numero 42, trovate nei
pressi della casa di Marietta. Si erano aggiunti sulle suole di sinistra
e destra dei segni che potevano far pensare a crepe nella gomma
procurate dal fuoco. Interstizi leggermente scomposti. L'uomo era
entrato nella villetta della sarta con la suola sporca probabilmente
di chewing gum, e dopo aver appiccato il fuoco con la Diavolina
aveva calpestato qualche tizzone acceso? Quell'aggiunta certificava
che le scarpe erano le stesse ed un filo sicuro legava i due omicidi. Il
cartomante, come sempre, era il protagonista assoluto, anche se era
al contempo il fantasma del palcoscenico. Certo, non da solo, ma
con qualche complice. Una personalit istintiva e violenta unita ad
un cervello astuto e ingegnoso?
Come avr fatto ad arrivare fin lass?.
Don Angelo, come prete di Valdiluce, era stato molto sfortunato:
da quando era giunto in paese, nell'arco di pochi giorni, aveva
dovuto benedire il suo secondo cadavere. Scurissimo in volto,
spiccava sulla neve come una stecca di liquirizia. Osserv a lungo
il corpo di Lady Loki.
Ispettore, non si potrebbe coprire quel sedere nudo che d
scandalo?
Certamente, appena arriva Fidelio con la sua squadra di rocciatori,
provvederemo.
Don Angelo scrutava il cielo con aria minacciosa. Ci vide subito
la mano di Satana.
Lei, ispettore, non mi crede. Il paese  infestato da sette religiose
che praticano messe nere, riti satanici e quel cartomante in libert
 il ministro di un culto demoniaco. Lei sorride pensando che io
dica delle baggianate. Che bisogno c'era di porre la ragazza uccisa
in quella posizione dell'Appeso? Cosa immagina che rappresenti?
Un affronto del demonio, la figura capovolta di Cristo in croce, a
testa all'ingi, l'anticristo. La massima profanazione.
Il prete si era molto infervorato, comunque le domande che si
poneva non erano certo peregrine, soprattutto una: perch lasciare
il cadavere in quella posa? Certamente anche per Santoni era il
frutto di una mente malata, mai sentito o visto qualcosa del genere
in vita sua, ma era difficile accusare il demonio. L'assassino sfidava
l'intera comunit, facendo scorgere ritualit legate all'occultismo e
alla magia nera. Controllando di nuovo il corpo fragile di Lady Loki,
Lupo Bianco cap di sentirsi anche lui un po' appeso, un pilota di un
aereo che vola a vista, senza un orizzonte preciso, con gli strumenti
di navigazione in avaria, in mezzo alla peggior tempesta tropicale.
Doveva rimettere immediatamente i piedi per terra, ritornare in
sizione verticale, testa all'ins. Mantenere la calma, e seguire il
suo istinto di bio detective. Don Angelo si ricompose, cap di aver
superato la linea della moderazione: Come si chiamava?.
Per adesso sappiamo solo il suo nome d'arte, Lady Loki.
Non posso darle l'estrema unzione, se non ho il nome vero.
Rinviamo le onoranze funebri, tra poco avremo tutti i dati
necessari.
Kristal, che fino ad allora era stato occupato dall'urgenza del lavoro,
non aveva fatto nessun commento su Lady Loki. Uno strano
silenzio, anche perch a un accanito consumatore di TV come lui,
non poteva essere sfuggita la sua danza delle spade. In quell'istante
divenne palesemente imbarazzato, cap che non poteva continuare a
eSsere reticente. Si mise in bocca una manciata di confettini Smarties
e si fece coraggio: Si chiamava Liv Zarkos, in arte Lady Loki.
Guard l'ispettor Santoni arrossendo, c'era dietro qualcosa di
malizioso, da non approfondire di fronte a un prete. Lupo Bianco gli
ordin brusco: Nell'attesa di avere il nullaosta per la perquisizione,
sequestri le registrazioni video delle telecamere di sorveglianza che
sono piazzate sul muro di cinta nella villa di Assunta Moresco.
Don Angelo si colloc proprio sotto il cadavere della ragazza, tir
fuori dalla sua borsa i paramenti sacri, inizi un breve rito. Cit,
nell'orazione funebre in latino, molte volte il nome di Liv Zarkos,
poi esegu l'aspersione alzandosi leggermente sulle punte dei piedi
per essere pi vicino al cadavere, infine estrasse dalla borsa il turibolo,
lo accese e concluse con l'incensazione. Mentre la nuvoletta
aromatica volava verso di lei, don Angelo comment: Speriamo
che arrivi fin lass. Vede, a Dio sono sicuro che giunger, ma a Liv
Zarkos, cos discinta, non ne sono certo.
Lupo Bianco sent sulle spalle delle presenze, si volt, scopr che
dietro di lui e don Angelo si era formato un capannello di persone
silenziose e devote: autorit, numerosi poliziotti in divisa, il gruppo
della scientifica, la guardia di Finanza, i carabinieri, Fidelio con
i suoi rocciatori muniti di corde ed imbracature, il procuratore, il
medico condotto Ugo Franzelli, ma su tutti spiccava lui, il supercapo
della polizia Luigi Vallesi. Magro, vestito da cittadino, negli
occhi gli luccicava una luce strana. Un uomo di indagini non poteva
che essere leggermente eccitato di trovarsi di fronte a un caso cos
unico. Non c'era da annoiarsi. Con tutto il rispetto per la vittima
ovviamente.
...
Capitolo 24.

Caro Santoni, ho fatto in maniera che sia l'unico responsabile
delle indagini, tutti dovranno rispondere a lei. Mi raccomando,
conduca come sempre con onest e competenza le investigazioni.
Un caso come questo contiene, oltre alle preoccupazioni di riuscire
a risolverlo, anche l'ebbrezza di un fatto che, per la sua stessa
dinamica,  eccezionale. Un'occasione unica per un bravo detective.
Finch non arriver l'addetto stampa del ministero, sar lei il
portavoce ufficiale delle indagini. Auguri e arrivederci.
Deciso e sbrigativo, il nuovo supercapo della polizia sal su una
jeep azzurra e scomparve dietro il faggio. Profumava buono, di
bucato fatto a mano.
Lupo Bianco rimase per qualche secondo interdetto: da una parte
era lusingato per la scelta di affidare le indagini solo a lui, aveva sotto
di s un bel nucleo di poliziotti e investigatori, una forza di diciotto
persone che potevano operare con efficacia in una situazione tanto
complicata. Ma l'inquietudine che lo aveva paralizzato derivava dal
fatto di dover fungere da addetto stampa. Ancora la televisione che
precipitava su di lui come un incubo. Poche apparizioni nella sua
vita: nel TG mentre con altri due coetanei portava sulle spalle gli sci
del campione di Valdiluce Franz Gasser, vincitore di una medaglia
d'oro alle Olimpiadi. Nella registrazione era il pi impacciato di
tutti, una mano la teneva in tasca per nascondere qualcosa di s.
Poi nel TG sport, una fugace battuta quando aveva vinto lo slalom
dei campionati della polizia. Per molto tempo era riuscito a non
farsi riprendere, non solo per timidezza, ma anche perch cos era
meno noto e aveva pi libert d'azione nelle indagini. Un'antipatia
antica, quella tra lui e la tv. Forse gli era rimasto impresso il
ricordo della nonna che non voleva mai farsi fotografare, dicendo
che la pellicola le rubava l'anima. Il vero trauma, per, era stata
la premiazione della Coppa del Mondo, il giorno prima. Quello
aveva distrutto in pochi secondi tutto il suo passato. Il bacio di
Ingrid Sting di fronte a milioni di telespettatori. Con il clamore
della mondovisione. Comunque non c'era tempo per cazzeggiare,
decise di prendere di petto la questione. Convoc tutti i giornalisti
che, sul fondo della scena del delitto, erano ammucchiati come
pesci famelici in attesa del mangime.
In video, la sofferenza di Marzio Santoni fu cos evidente che il
suo volto divent trasparente, pallido, i capelli lunghi e biondi tesi
come filamenti di vetro, gli occhi sfuggivano perdendo intensit,
la bocca a stento pronunci poche parole, un concetto dal tocco
austero, pi sintetico del peggior verbale trascritto in questura.
Ma questa sua bellezza reticente piacque invece ai giornalisti, che
si accanirono a intervistarlo.
Scusatemi, adesso, sono costretto al silenzio per il segreto istruttorio,
in pi devo continuare le indagini che si stanno facendo impellenti.
Vi prego di allontanarvi da questa zona, potete raccogliervi
in paese, la scuola elementare vi  stata messa a disposizione perch
possiate organizzarvi al meglio laggi.
Fidelio si arrampic con destrezza sul pilone numero 4 della cabinovia
Valdiluce-Punta Red. Sembrava un ragno con le braccia
lunghe e magre. Arrivato in cima con il suo lungo naso, osserv la
scena, dall'alto, forse per studiare meglio le mosse da fare. La distanza
tra il pilone ed il corpo di Liv era di circa tre metri. Lui, dopo aver
cosparso di talco le mani ampie e tenaci, si inginocchi e con una
presa volante si attacc alla fune portante, come una scimmia. Sotto,
il gruppo dei colleghi climbers seguivano con la rete di protezione,
passo dopo passo, gli spostamenti di Fidelio, pronti a raccoglierlo
in caso di caduta. Lui, con un'agilit incredibile, attraverso la sola
forza delle braccia, raggiunse rapidamente il cadavere. Assicur la
propria imbracatura alla fune portante. Con la cautela necessaria,
estrasse dallo zaino una cintura munita di bretelle, imbrac il corpo
della donna ad una lunga corda munita di un contrappeso che
fece volare al di l dell'altro cavo della cabinovia. La srotol fino
a farla arrivare a terra. La cima fu afferrata dai due climbers pi
robusti della squadra e messa subito in trazione. Con uno sforzo
notevole, riusc a staccare Liv Zarkos dalla fune della cabinovia,
il peso fin tutto sulla corda e sulle braccia dei due arrampicatori,
che in sicurezza riuscirono a calare il corpo sulla neve. Scatt un
applauso sincero. Due infermieri posero la povera Liv su una lettiga.
Fidelio in pochi minuti era riuscito a sbrogliare un bel nodo intricato.
Santoni, per, aveva un'altra preoccupazione. Facile era
stato calare a terra il corpo di Liv ma... Adesso mi devi dire come
secondo te, qualcuno  riuscito a metterla sulla fune, calcolando che
il corpo non era vicino al pilone ma distante almeno dieci metri.
Fidelio inizi a sbracciare come mille farfalle felici.
Ha compiuto il percorso inverso del mio. Aveva una lunga corda
con un contrappeso, e l'ha lanciata al di l della fune portante della
cabinovia, poi ha preso la cima e lentamente ha tirato su la ragazza
fino ad agganciarla al cavo d'acciaio.
Santoni ci ragion qualche secondo.
Ma sono circa tredici metri! Non mi sembra facile superare
questa altezza. E comunque la corda sarebbe rimasta attaccata.
Fidelio continu: Utilizzando un lanciasagola si sarebbe potuto
raggiungere quella distanza... certo, la corda sarebbe rimasta appesa
lass. Forse avr collocato il corpo sulla fune con qualcosa di
meccanico, o dall'alto con un elicottero, una gru?.
Anche l'indagine girava attaccata a dei ganci. Quello piccolo di
metallo che sosteneva lo scaldino all'interno del prete nella casa di
Marietta. E uno grande, forse da macellaio, che aveva trattenuto
per una gamba il corpo di Lady Loki. Una strana coincidenza.
Squill il telefonino di Santoni. Un altro SMS: Ti ho visto in TV per
quella storia triste. Povera ragazza. Comunque sei bello come un
dio, perverso come poliziotto, serio come un bambino arrabbiato,
ti amo e non vedo l'ora di amarti. Tua, Ingrid.
Lupo Bianco non aveva molto tempo per rispondere, non medit,
scelse una frase veloce, ma con dentro un gran contenuto: A
presto, amore mio.
Il nodo si stava stringendo anche su di lui.
Il dottor Franzelli si avvicin al corpo di Liv per le prime valutazioni.
In realt, doveva stilare solo il certificato di morte, il cadavere
sarebbe passato subito nelle mani del medico legale, che ormai stava
per arrivare a Valdiluce. Ciononostante, Franzelli si lanci in considerazioni
a caldo che furono di grande utilit: Innanzitutto  morta
da circa tre ore. Potrebbe aver perso la vita per palesi sintomi di
congelamento. Stanotte a Valdiluce non era freddissimo, ma anche
tre o quattro gradi sono sufficienti per uccidere una persona. Non
essendoci segni evidenti sulle parti esterne del corpo, oltre all'ematoma
piuttosto grave e demolente con frattura del malleolo causato
dalla corda alla quale Liv Zarkos era appesa a testa in gi, mi pare
di ravvisare le conseguenze di un soffocamento. Lo indicano con
certezza queste eruzioni cutanee diffuse sul volto, sul collo, e sulle
gambe. Escluderei uno strangolamento, non c' nessuna traccia
di compressione intorno alla gola. La ragazza la conoscevo molto
bene, era una mia paziente, soffriva di forti reazioni allergiche. Era
una specie di magnete: attirava su di s gli agenti allergeni di un
ambiente, esplodevano su di lei come una bomba atomica.
Il dottor Franzelli si guard intorno, odorava di Ginpin affogato
in una notte insonne. L'aria torbida. Fece qualche passo nella neve,
come se cercasse qualcosa.
Ha controllato bene che non ci sia in giro, da qualche parte,
una siringa con una scritta sopra "EpiPen"? E un autoiniettore di
adrenalina, Liv lo teneva sempre con s, bastava quella medicina
per salvarle la vita. Deve stare da qualche parte. Per forza.
Cercheremo, ma per ora sulla scena del delitto non abbiamo
trovato niente di simile.
Mentre Santoni e Franzelli continuavano i loro ragionamenti,
Kristal si era avvicinato al corpo della Zarkos, con il calco dell'orma
pi piccola in mano. Lo confront con il piede intatto di Liv.
combaciava perfettamente. Le impronte sulla neve erano certamente
sue. Accanto a quelle di un uomo che non poteva che essere il cartomante.
Insieme erano usciti da villa Moresco, poi era accaduto
qualcosa di molto grave, da chiarire il prima possibile.
...
Capitolo 25.

Arturo Zangrandi, il bel farmacista di Valdiluce, sembrava nervoso.
Si capiva da come aveva bussato alla porta dell'ufficio di
Santoni. La sua giacca a vento bianca, su cui spiccava una croce
rossa, era leggermente spiegazzata. Occhi gonfi, espressione
lugubre, la sua famosa capigliatura coltivata come un'orchidea,
sfiorita. Odorava di medicine, con una punta di notte trascorsa a
occhi aperti, ovvero lieve sudore d'animale braccato, pi un cappuccino
buttato gi di fretta. Senza la sua solita aria da playboy,
risultava pi simpatico.
Entra, dottore. Mi hai portato quello che ti ho chiesto?.
Arturo Zangrandi tir fuori da una bustina della farmacia un
involucro. L'allung a Santoni. Era pi grande di una siringa,
sembrava una penna o un termometro. L'etichetta era gialla.
EpiPen, autoiniettore di adrenalina. Lupo Bianco lo maneggi a
lungo cercando di capire come funzionasse.
Attento a non toccare il cappuccio nero perch l c' l'ago e
se per sbaglio ti inietti l'adrenalina, potrebbe procurarti un grave
danno.
Allora spiegami come funziona.
 semplice, basta togliere questo cappuccio bianco sul retro
della siringa, poi appoggiare quello nero sulla pelle - o, in caso di
urgenza, persino sopra ai vestiti - premere forte contro la gamba.
Quando si sente un click, si ha la certezza che l'ago  penetrato e
sta iniettando l'adrenalina.  l'unico farmaco che ti fa riprendere
immediatamente tutte le funzioni vitali, come il respiro, il battito
cardiaco, sparisce l'orticaria, i gonfiori da lingua, gola, arti.
Aveva esposto l'argomento con distacco professionale, sembrava
che su di lui premesse un altro pensiero.
Liv Zarkos recentemente ha acquistato l'EpiPen nella tua
farmacia?
S, dieci confezioni, circa una settimana fa.
Grazie, puoi andare. Le altre informazioni mediche me le ha
date il dottor Franzelli. Ho saputo tutto da lui.
Lupo Bianco percepiva qualcosa di interessante nell'atteggiamento
del farmacista. Come se cercasse un appiglio. Per farsi coraggio.
Sussurr all'ispettore: Tutto? Ma proprio tutto?.
Santoni fu volutamente sbrigativo: Mi ha confermato che Lady
Loki utilizzava l'adrenalina per contrastare i suoi attacchi di allergia.
Ieri sera non l'ha fatto e stiamo indagando sul perch. C' altro
che mi devi dire?.
Arturo Zangrandi sapeva che Lupo Bianco era un osso duro, si
conoscevano fin da bambini, sarebbe stato stupido non raccontargli
subito la verit. Il fatto non si poteva pi nascondere.
Franzelli non ti ha parlato della festa di ieri sera?
No, perch sapeva che lo avresti fatto tu. Dimmi, di che festa
si trattava?
Quella organizzata da Assunta Moresco per la Coppa del Mondo.
Una serata di cosplayer?
Gi sai tutto?
Aspetto di sapere altro. Per esempio, tu, dottor Arturo Zangrandi,
farmacista di Valdiluce, da cosa ti eri mascherato?
Veramente io ero vestito da farmacista, con il camice bianco e
basta, perch non avevo pi il mio costume.
Il motivo?
Ispettore, lo hai sequestrato tu, era nell'armadio di Marietta.
Insieme a tanti altri. Erano tutti abiti da cosplayer, li teneva in
custodia la sarta.
Il tuo qual era?.
Arturo si blocc solo per un frammento, riprese il respiro, voleva
uscire indenne da quella situazione.
Ehm... da poliziotto.
Ah! Quindi la divisa perfettamente identica alla mia, con tanto di
mostrine, che ho rinvenuto nell'armadio di Marietta, era il tuo costume
di Carnevale? Lo sai che solo per questo ti potrei arrestare?.
Arturo impallid.
Che ti devo dire? Mi sarebbe piaciuto fare il tuo lavoro. Difendere
la legge, come vedi.
Lupo Bianco lo tir fuori dallo stagno.
Fammi la lista dei partecipanti alla festa.
Il farmacista fu pi solerte di un ragioniere: Assunta Moresco,
Rosetta Anderman, il sindaco e la moglie, Olsen il falegname, Lady
Loki, Alina Bellini, il nano Dan Chupong e ovviamente il dottor
Franzelli.
...che era vestito da Pluto?.
Il fatto che sapesse come si mascherava il medico condotto di
Valdiluce, la diceva lunga su quanto Lupo Bianco fosse informato,
pens Arturo.
S. Da Pluto. Invece Assunta Moresco indossava il costume di....
Santoni lo interruppe bruscamente: Dopo, dopo, adesso mi
interessa sapere cosa  successo durante la festa.
Mancavano molte persone, proprio perch i loro abiti erano stati
sequestrati. Assunta aveva comunque organizzato una bella serata:
fuochi artificiali, un men raffinato, champagne a volont. Ma la
parte centrale, la star, doveva essere Lady Loki. Il trono delle spade
era stato addirittura trasportato da Play tv fino a villa Moresco.
Entr Beretta, con uno sguardo molto deciso: il fatto di essere
l'assistente di Santoni, a capo di tutte le indagini, gli permetteva
finalmente di avere dei sottoposti da coordinare.
Ispettore, Assunta Moresco mi ha spiegato che il sistema di
videoregistrazione all'esterno e all'interno della villa era rotto da giorni,
aspettavano un tecnico per accomodarlo. Abbiamo controllato. Sul
nastro non c' registrato niente.
Kristal, provveda immediatamente al fermo della donna, si faccia
firmare il mandato di perquisizione, entri con la sua squadra di
poliziotti nella sua villa. Vi raggiungo tra pochi minuti.
Beretta era esaltato, addent una barretta Kinder e part all'attacco.
Lupo Bianco sapeva che dietro l'aspetto vanesio di Arturo, se ne
nascondeva un altro, pi codardo.
Allora, va' avanti. Cosa  successo?
La serata non era partita bene, c'era molto nervosismo, forse
perch eravamo pochi, in pi Lady Loki aveva avuto un attacco di
collera. Da alcuni giorni non si trovava pi la sua spada personale.
Scomparsa nel nulla.
Anche lei era una cosplayer?
Certo, il suo costume rappresentava la versione femminile di un
personaggio crudele, un supercriminale dei fumetti: Laufeyson,
ispirato a Loki, dio dalla mitologia nordica, dell'astuzia e del caos.
Lupo Bianco cap che la sua indagine stava navigando nelle acque
dell'apparenza, tra i prodotti della fantasia, quasi che si fossero
materializzati i mostri, le frenesie, gli incubi di tutti gli alcolisti
di Valdiluce.
Ma chi in paese ha messo in piedi questa "cosa" dei cosplayer?
 stata la Moresco. L'ha importata dal mondo della televisione dove
lavorava, questa passione. Si  diffusa subito, ma tra pochi eletti.
Il farmacista continu: Lady Loki si era infuriata perch Assunta
le aveva garantito che per la festa avrebbe riavuto la sua spada di
Asuna Kagurazaka, cosa che per non era accaduta. Sembrava
una stupidaggine, ma per un cosplayer era come essere senza un
arto. All'ennesimo rifiuto di Liv di fare lo spettacolo, la Dama le
aveva urlato davanti a tutti: "Tu fai quello che ti dico io". Poi si
era buttata come una pazza sul trono di spade, ne aveva strappata
una di legno, poi l'aveva sbattuta tra le mani di Liv: "Adesso fai
lo show con questa". Lady Loki si era messa a piangere. Avevo
cercato di consolarla. L'ho stretta a me, singhiozzava e tremava, e
in quell'attimo mi ha sussurrato in un orecchio: "Quella puttana
pensa che sia la sua schiava, ma le far vedere appena riuscir a
liberarmi di lei". Non so cosa intendesse esattamente. La Dama,
con una freddezza che non le avevo mai visto, l'ha raggiunta.
Spintonandola, le ha detto: "Alza il culo e vai a fare lo show". Liv
ha obbedito, e ha iniziato il suo spettacolo. Era molto contrariata,
ma la sua bellezza restava stupefacente.
Ti sembrava che non stesse bene di salute?
Effettivamente, dopo qualche istante sul trono ha iniziato a
rallentare i suoi gesti, non aveva la solita energia che metteva nelle
esibizioni. E dopo qualche minuto  addirittura inciampata sulla
pedana, rischiando di cadere nella piscina, forse a causa del suo
stato d'animo alterato.
Quindi c'era qualcosa che la faceva stare male.
All'inizio sembrava, ma quando  entrato lui, si  immediatamente
ristabilita.
Allora non mi hai indicato l'elenco completo, c'era anche un'altra
persona!.
S,  vero, non l'ho citato perch si  presentato improvvisamente,
inatteso. Alla sua vista Liv ha ripreso vita e felicit, ha interrotto
lo spettacolo, si  buttata su di lui, ha abbracciato la sua armatura
in metallo rosso e oro, lo baciava sulla maschera, gli ha urlato: "Ti
amo, ti amo. Allora sei vivo". Dallo scafandro dell'armatura usciva
una voce, filtrata da un microfono, poco comprensibile, molto
metallica. Ma era lui. Iron Man. Ha detto a Lady Loki: "Balla,
balla per me". E lei ha ripreso il suo show con maggiore energia.
Chi c'era sotto la maschera? Lo sai?.
Era il segreto pi oscuro della serata. Arturo sapeva benissimo
che avrebbe scatenato un putiferio, ma non poteva ometterlo: Il
cartomante.
Sicuro?
Iron Man  la sua maschera ufficiale nei nostri raduni. L'ha
sempre indossata a tutte le feste che abbiamo fatto in paese, non
poteva che essere lui. Il cartomante.
Santoni nella sua vita non si era mai incazzato come in quell'occasione,
e schiant un pugno sul tavolo.
Cazzo, e tu con il tuo candore da farmacista mi dici che il cartomante,
ricercato per due omicidi, era presente alla vostra festa?
Cazzo, cazzo! Ma io vi mando tutti in galera!.
Possibile che la persona inseguita dalle polizie di mezza Europa
fosse stato tranquillamente alla festa della Moresco vestito da Iron
Man? E nessuno lo avesse segnalato a Lupo Bianco od a Kristal?
Santoni ebbe un attimo di sconforto. Un paese che sapeva sempre
tutto, le informazioni scivolavano sul ghiaccio, entravano nei portoni
degli hotel, delle case delle ville, si soffermavano sulla piattaforma
del distributore del Dogana, passavano di bocca in bocca. Perfino
questa - che non era un banale pettegolezzo, ma un'informazione da
denunciare immediatamente alle forze dell'ordine - era stata spalata
via con assoluta noncuranza, soffocata dal silenzio di tutti gli abitanti
sotto la coltre di un metro di neve compatta. Omert. Era questa
l'unica parola adeguata. Santoni doveva assolutamente far sbollire la
sua collera prendendo di petto l'indagine, attaccandosi alle domande,
cercando di capire. Ma le vene sul collo gli pulsavano di rosso.
Arturo, come fai a essere certo che sotto la maschera si nascondesse
il cartomante?
Liv non si sarebbe buttata ad abbracciare un estraneo, la sensibilit
di una donna non pu essere ingannata, si sarebbe accorta subito
che era un altro. E poi ci sono altri dettagli che lo confermavano. Il
suo modo personale di indossare l'armatura di Iron Man. Le due
lampadine a led che illuminavano le fessure degli occhi erano a
basso voltaggio, per ottenere uno sguardo pi tenue, a lui piaceva
cos. Il suo costume era stato trasformato con molte aggiunte rispetto
all'originale. Razzi propulsori, laser sui polsi, mitragliatrici
sulle spalle, lanciamissili sugli stivali, sulla schiena eliche di emergenza
jetpack. In realt, piccole e modeste applicazioni di plastica
o di tessuto realizzate da Marietta. Facevano sorridere. Anche se
il cartomante si vantava di aver pagato quell'armatura diecimila
dollari alla fiera di Denver, era solo un costume da cosplayer, da
trecento euro, acquistato su Internet e poi modificato da una sartina
di paese. Il farmacista concluse piccato: Nessuno di noi ha mai
pensato che non potesse essere il cartomante.
Hai notato se Iron Man indossava sotto il costume un paio di
scarponcini tipo Timberland?
Non saprei, l'armatura arrivava fino a terra, nascondendo anche
i piedi.
Lupo Bianco riemp un tassello vuoto del suo puzzle: quei solchi
che circondavano le orme trovate sotto il faggio, accanto a quelle
di Liv, erano state create dall'armatura che strusciava sulla neve.
Poich non ne transitavano molti di Iron Man a Valdiluce, di certo
appartenevano al cartomante, o a chi per lui.
Un vero cosplayer pu indossare un paio di scarponcini, come
dire, fuori ordinanza?
Assunta Moresco aveva organizzato un pulmino con i vetri azzurrati
dell'Hotel Bristol. Ci mandava a prendere a casa, per arrivare
con il costume intatto, e soprattutto per non dare spettacolo ai
paesani che sono curiosi e avrebbero sparlato. Nel caso che una
persona fosse venuta da sola, affrontando la neve, per non bagnarsi
avrebbe anche potuto indossare lo scarponcino Timberland. Ma
a quel punto non sarebbe pi stato un cosplayer, solo un uomo
mascherato da Iron Man.
A che ora  entrato in scena il cartomante?
 giunto a sorpresa verso le 23:50.  arrivato alla villa con mezzi
propri.
Quindi, per esempio, con una motoslitta?
Certo.
La collera di Santoni stava sfiammando. Arturo il farmacista era
comunque un ottimo collaboratore. Bisognava spremerlo come
un limone.
L'armatura di Iron Man era custodita nell'armadio di Marietta?
Questo veramente lo dovresti sapere tu. Non c'era tra quelli
sequestrati?
Che dici? Altrimenti non ti farei questa domanda. Tu, quando
riconsegnavi a Marietta il costume da poliziotto, hai mai guardato
dentro l'armadio? Hai visto quello di Iron Man?
Certo! Era cos bello e ingombrante che non si poteva ignorare.
Quindi quello spazio vuoto che Lupo Bianco e Kristal avevano notato
nell'armadio della vittima era occupato dall'armatura di Iron
Man. Con buona approssimazione, l'assassino era penetrato nella
casetta della sarta, aveva portato via il costume dell'eroe a fumetti
e incendiato la casa, poi era fuggito con l'ingombrante fardello,
perch sapeva che gli sarebbe servito in sguito, ovvero durante la
festa di Assunta Moresco. Grazie alla disponibilit del farmacista,
Santoni stava raccogliendo notizie davvero utili.
Perch, tu che sei cos preciso e rispettoso delle leggi, non mi
hai chiamato subito? L'avremmo arrestato immediatamente, Iron
Man... poco importa se dentro la corazza c'era il cartomante o un
altro, era comunque un assassino, e avremmo salvato almeno una
delle donne. Adesso che ci  sfuggito, non sar cos facile ritrovarlo.
Sinceramente ero un po' ubriaco, comunque  stata un'apparizione
fugace, non  rimasto nella sala del trono delle spade pi di
cinque minuti, poi  uscito con Liv. Verso mezzanotte. Non solo
io, ma anche gli altri non hanno avuto il tempo di ricalarsi nella
realt, so che  un'imperdonabile leggerezza.
Eravate drogati?
Per quanto mi riguarda, assolutamente no.
Comunque  un reato penale quello che avete commesso ieri
sera: favoreggiamento e omissione di denuncia. Tutti sapevate che
il cartomante, ovvero Sergio Raboni, era ricercato. Il giudice non
sar clemente. Spiegami esattamente quello che  successo dopo.
Sappi che da questo momento il nostro incontro si trasforma in un
interrogatorio ufficiale.
Ormai il volto del farmacista era pi pallido della sua giacca a
vento bianca.
Liv ha ripreso a danzare solo per Iron Man, per alcuni minuti
 stata di una stupefacente sensualit, poi pian piano ha iniziato a
barcollare. Stava palesemente male, forse lei aveva preso qualche
droga... A quel punto  intervenuto il cartomante. L'ha stretta a
s, sollevandola tra le braccia. Un'immagine bizzarra, sembrava la
sequenza in cui King Kong soccorreva la bionda Ann prendendola
tra le sue braccia villose. Iron Man, mentre stava dirigendosi verso
l'uscita, ha detto, con quella sua voce metallica: "Ci penso io, baster
un po' d'aria fresca, altrimenti l'accompagno a casa". Noi siamo
rimasti tranquilli, sapevamo che qualsiasi cosa fosse successa, Lady
Loki era in buone mani.
Invece era caduta nella sua trappola mortale. Il cartomante-Iron
Man l'aveva trascinata sotto il faggio. Da li era iniziata l'atroce
agonia della ballerina. Un bell'enigma. L'assassino, considerando
le tracce dei cingoli che Santoni aveva rinvenuto vicino all'albero,
poteva aver usato una motoslitta. Gli era servita sia per trasportare
il materiale necessario, ganci corde da alpinismo e altro, ma anche
per fuggire velocemente. Una vendetta funesta? O semplicemente
Sergio Raboni doveva eliminare le persone che lo stavano intralciando,
e aveva messo in scena rappresentazioni spettacolari? Forse era
nella sua indole, oppure lo faceva per confondere le acque. Pi che
due assassinii, sembravano quasi tentativi di suicidio imperfetto.
L'indagine non era approdata ad una definizione inequivocabile: la
singolarit del caso rendeva nebbioso lo scenario.
Farmacista, dopo che Liv Zarkos e Iron Man sono usciti da villa
Moresco, hai sentito il rumore di una motoslitta?
Impossibile! Appena i due hanno chiuso la porta, la Dama ha
dato ordine di far partire i fuochi artificiali. Tra gli scoppi e la musica
assordante, nessuno sarebbe mai riuscito a sentire il motore
di una motoslitta.
...
Capitolo 26.

Il trono delle spade era magnifico. Molto pi imponente di
quanto Lupo Bianco avesse immaginato. Sembrava il prodotto di
una macchina del tempo, venuto direttamente dal Medioevo. Le
sciabole di un intero squadrone di cavalieri si intrecciavano tra di
loro, ordinate secondo una mirabile architettura. Dipinte in modo
cos realistico che si sentiva quasi il clangore del ferro. Un vero
capolavoro di falegnameria. Spettacolare la posizione in cui era
stato collocato. Sul bordo della grande piscina di villa Moresco.
Nell'acqua leggermente increspata si rifletteva la prora di una nave
da guerra. Beretta lo osservava con devozione, gli occhi spalancati
di un bambino. Finalmente soli, Lupo Bianco affond una domanda
che da tempo aveva sulla punta della lingua: Kristal, come mai
conosceva il nome di Lady Loki?.
L'assistente si paralizz. Traccheggiava. Per l'emozione si sedette
sul trono delle spade. Lupo Bianco fu rude con lui: Si tolga immediatamente
da l, vuol confondere le impronte che dobbiamo ancora
rilevare?. Kristal si sollev, dolente. Non possiamo aspettare tutta
la giornata che lei si svegli e mi dica quello che necessariamente
mi dovr raccontare, se vogliamo rispettare il patto di fiducia tra
noi. Altrimenti....
Beretta dette una scossa ai capelli. Diventarono una spazzola di
setola dura, sensibile a captare le onde della realt: non poteva
cavalcare la sua stupidit duettando con lo sguardo severo di Lupo
Bianco. Trott per recuperare il tempo perso.
Non c' stato il tempo per informarla, ispettore, ma avrei provveduto
comunque ed al pi presto: Liv Zarkos, oltre che la danzatrice
di spade su Play TV, era anche una prostituta. Nota a tutti i maschi
di Valdiluce. La sua bellezza costava molto. Io mi ero incuriosito,
avevo deciso di provare quell'esperienza. La solitudine e l'attrazione
per una donna affascinante... un peccatuccio di gola.
Lupo Bianco non apprezz la battuta, fu respinta dai suoi occhi
azzurri gelati. Kristal continu: Un amico mi ha dato il suo numero
di telefono e una sera l'ho invitata al bar il Pino Rosso. Lei si 
presentata con il suo vero nome, Liv Zarkos. Molto esplicita, aveva
trattato sulla cifra, seicento euro, e deciso che l'azione si sarebbe
dovuta svolgere in una camera all'Hotel Bristol, altri duecento
euro. Insomma, ispettore, non so se per il fatto che ottocento euro
sono una bella somma per me, visto il mio misero stipendio, o
perch il mio cuore di poliziotto mi diceva di non violare la legge
Merlin... fatto sta che all'improvviso ho preferito rinunciare. In
pi, Liv Zarkos sembrava indifferente, fredda, ben altro del fuoco
che mostrava nei suoi strip-tease. Cos finsi che mi avesse chiamato
lei, l'ispettore di polizia Santoni, e mi congedai in tutta fretta.
Marzio sorrise tra s e s, il suo assistente era veramente un bravo
ragazzo.
Insomma, ha rischiato di commettere una leggerezza ma ha avuto
il buon senso di evitarla.
Lupo Bianco - per stanchezza, ma anche per una certa voglia di
distrarsi - fu leggermente persecutorio con il buon Kristal.
Resta il fatto che lei ha omesso di segnalare una donna dedita
alla prostituzione, questo potrebbe influire sulla sua carriera.
Ispettore, non voglio mentire a un superiore, avrei potuto dirle di
aver incontrato Lady Loki prima che lei fosse nominato responsabile
del posto di polizia di Valdiluce, e che in una contestazione per
una multa, avevo conosciuto le sue generalit. Spero che apprezzi
la mia buona fede.
Lupo Bianco sdrammatizz: Se dovessimo procedere con tutti
i poliziotti che frequentano prostitute, avremmo in servizio molto
meno della met del personale.
Santoni torn serio, arcu le sopracciglia, riprese il suo lavoro
di detective.
Ritiene che Liv Zarkos si offrisse per proprio conto o avesse qualcuno
che la gestiva? Un protettore, un'organizzazione alle spalle?
Non saprei. Anche le altre ragazze di Play tv si prostituiscono,
potrebbero essere coinvolte in un giro losco. Pare che la sera
davanti alla sede della televisione si riuniscano gruppi di uomini,
ma sembrerebbero soprattutto fan: arrivano con mazzi di fiori,
scatole di cioccolatini, da offrire alle loro beniamine. Lady Loki
era la numero uno, di carattere mi  sembrata fiera e decisa, non
doveva essere facile metterle il cappio al collo. Lei l'ha vista solo in
queste tristi condizioni, ma nella realt era una donna pazzesca.
Adesso dovremo controllare le registrazioni del suo spettacolo.
Ispettore, c' un problema: non abbiamo un televisore nel nostro
ufficio, forse sar necessario comprarlo.
Lupo Bianco cap che doveva commettere un odioso voltafaccia.
Ma non c'era pi scampo.
Mi chiami al telefonino Fidelio.
Kristal finalmente fece un sorriso e ingoi un Pocket Coffee.
 in linea.
Fidelio, installa subito nel posto di polizia un televisore a colori
e un sistema di videoregistrazione che ci consenta di controllare i
filmati di Play tv ed altri materiali connessi alle indagini.
L'elettricista doveva essere rimasto senza parole, perch Santoni
continuava a ripetere: Pronto, pronto. Finalmente Fidelio si
riprese dallo choc. Santoni aveva deciso di entrare nel mondo
magico della tv a colori.
Provvedo subito, ho un Samsung 46 pollici HD. Aggiungo la mia
immediata disponibilit a collaborare con la giustizia per studiare
Lady Loki e il suo show!.
Lupo Bianco chiuse il telefono e si riattacc al filo delle indagini.
Kristal, faccia venire subito qui Assunta Moresco.
Santoni inizi a ispezionare da solo il trono. Controll a fondo
ogni dettaglio, not che la cima di una spada era stata rotta, un
elemento che confermava la veridicit del racconto del farmacista
Zangrandi. Marzio stava adattandosi all'ambiente, la villa era arredata
pi con il denaro che con il buon gusto, eccessiva nei colori
e nelle suppellettili. La Dama aveva espresso la sua personalit
ridondante anche nei quadri, la maggioranza erano del dottor
Franzelli, dipinti di varie dimensioni, tutti panorami innevati.
Nella sala delle feste c'era un enorme affresco che rappresentava
villa Moresco. A Lupo Bianco non sembravano granch. Il medico
condotto-pittore non riusciva a mettere la sfumatura giusta nella
neve, che non  bianca, ma come il mare riflette tutti i colori della
natura. Comunque non era il momento di inventarsi critico d'arte,
meglio seguire le piste in qualit di detective. Santoni, appena entrato,
aveva percepito un forte odore di cloro, l'acqua della piscina
calda aveva saturato l'ambiente. Ma da pochi minuti stava facendo
capolino un profumo gradevole, che sembrava provenire dal legno
delle spade. Era appena percettibile dal suo olfatto straordinario,
quindi assolutamente ignoto agli altri. Lupo Bianco si concentr su
quel filo di seta bianca. Sottile come l'aria - appena un accenno di
odore -, si muoveva leggero subendo le piccole variazioni causate
dall'intenso vapore che si annidava ovunque. L'acqua calda della
piscina formava degli strati aerei, piccoli spifferi che trascinavano
la traccia di qua e di l: scompariva, ritornava, si dissolveva e
si riformava. Ne afferr una punta, pi intensa. La pose al centro
del suo sistema olfattivo, l'ampli a dismisura, la penetr a fondo.
Al di sotto dell'odore di cloro, dominante, aggressivo, si annidava
una piccola scintilla di agrume, con un vago sentore di chimico.
Profumo di arancia mista a sali potassici. Qualcuno aveva spalmato
un'essenza di agrume su tutto il legno. Una mistura che poteva aver
causato la morte di Liv Zarkos? I referti del medico legale avevano
dato una certezza: la ragazza era morta per soffocamento da choc
anafilattico. Il trono delle spade era l'arma del delitto? Gli occhi di
Lupo Bianco si spostarono su tutta la superficie, ogni centimetro
venne scandagliato. Ci pose sopra la luce di una lampada. Il prodotto
luccicava con intensit. Una conferma visiva: il legno era stato trattato
uniformemente. E Lupo Bianco sintonizzato ormai su quella traccia
odorosa di agrume, la rintracci ovunque. Sul divano, sul palo della
lapdance, evidentemente Liv si era seduta sul trono e ne era rimasta
impregnata. Ad analizzare la questione da tutti i lati, poteva essere
stata anche una cameriera che aveva distribuito casualmente un
prodotto chimico per rendere pi lucente la patina.
Improbabile.
Lupo Bianco not qualcosa d'insolito nell'intreccio delle spade.
Sullo schienale le sciabole erano state distribuite in modo da lasciare
liberi alcuni interstizi: sembrava che formassero una parola, un
simbolo, un codice segreto. Santoni spost una grossa lampada che
stava accanto al trono, la colloc sul retro della spalliera, come se
fosse un proiettore cinematografico, e per magia sul muro bianco
si stamp una scritta. Molto precisa. Due iniziali: F. O. Cosa poteva
significare? Era una parola misteriosa, infernale, demoniaca?
 proprio un bravo detective, come si dice in giro, dottor Santoni,
ha gi scoperto il segreto del trono delle spade.
Lupo Bianco si gir di scatto, accanto a Kristal imperava una
donna dallo sguardo pieno, esposto con esplicita insolenza; un
volto saraceno, la bocca andava a cercare un sorriso che si era ormai
perduto nel tempo. Assunta Moresco, la gentilezza dei suoi tratti
veniva squinternata dai suoi capelli rossi, vividi, identici al colore
del pelo del gatto tra le sue braccia. Vestita aderente, il tessuto
cercava di trattenere un corpo rilasciato per via di una certa disattenzione
sul cibo, ma rimanevano le curve che facevano pensare a
una donna ancora piacente.
Ispettore, comunque senza che si arrabatti, le posso dare subito la
soluzione all'enigma. F .O. sono semplicemente le iniziali di Franz
Olsen, lo straordinario artigiano che ha realizzato quest'opera
d'arte. L'idea  stata mia, lui l'ha espressa al meglio. Lo conoscer
sicuramente, per me resta il miglior artista del legno di Valdiluce.
Assunta Moresco si avvicin al trono, lo spost leggermente per
dare pi rilievo alla scritta, F. O. Dai jeans sbucava in maniera
plateale il pizzo delle mutandine rosa. E da come la Dama si mostrava
camminando in giro, piegandosi spesso, si capiva che era
un gesto di seduzione, affascinata dalla bellezza di Santoni. Lupo
Bianco tagli a fette l'aria con il suo sguardo indignato. D'istinto
non poteva sopportarla: invadente, arrogante, volgare in quel rosso
di capelli, inondata dal profumo Boss Women - mela croccante,
bergamotto, pesca bianca - ma che su di lei sapeva di rancido, come
se la sua pelle reagisse bugiarda ad aromi cos delicati. Dietro le sue
spalle immaginava il dossier dettagliato che Eraldo gli aveva fatto.
La fredd con una manata di ghiaccio: Sapeva che Liv Zarkos
soffriva di allergia?
Certamente. Soprattutto agli agrumi. Era lei che ce lo aveva
raccontato. Prima dello show esigeva che non ci fossero arance
in giro e anche quella sera avevamo tolto di mezzo tutto ci che
potesse crearle dei problemi.
Santoni guard a lungo Assunta Moresco: se la Dama sperava
che lui cadesse avvinto da quell'aria da signora ingenua, con gli
occhioni spalancati, la risposta facile su tutto, abituata a frequentare
fin da giovane personalit complesse ed articolate come quelle
della malavita, sbagliava di gran lunga. E figuriamoci se Santoni
le avrebbe confessato che il trono delle spade era inzuppato di
un prodotto a base di agrumi. Lupo Bianco sapeva benissimo che
la Moresco era al corrente di tutto e non aveva alcuna voglia di
mettere in piedi un minuetto che sarebbe durato ore, in cui lei
avrebbe imparato tutte le mosse di Santoni.
Kristal, provveda al sequestro del trono delle spade, mettiamo
i sigilli a tutta la villa. Lei, Assunta Moresco,  in stato di fermo,
resta ancora a piede libero ma con l'obbligo di non lasciare Valdiluce.
La prego quindi di liberare la sua abitazione, con tutta la
servit, per il tempo che ci servir a perquisirla a fondo. Penso che
potr trasferirsi in uno dei suoi alberghi, e da l non si muover
finch non sar conclusa l'indagine. Si presenti domani alle 8:30
vestita con il costume che indossava durante la festa di ieri sera.
Una mitragliata che non inflisse danni sul giubbotto antiproiettile
che Assunta Moresco sembrava indossare: il volto era immobile,
l'espressione ferma, ma il petto vibrava e dalla camicetta si capiva
che i capezzoli fremevano. Non fece neppure un fiato, sapeva
che ogni parola sarebbe stata usata contro di lei. Lupo Bianco
avrebbe dovuto calibrare il sentimento di antipatia verso la Dama,
mantenere l'equidistanza che si richiedeva a un agente. Ma non
era facile. Quella donna lo indispettiva.
Kristal, convochi alla stessa ora domani nel nostro posto di
polizia anche Rosetta Anderman, il sindaco e la moglie, Franz
Olsen il falegname, Alina Bellini, Dan Chupong e ovviamente il
dottor Franzelli. Tutti devono vestirsi con il costume che avevano
indosso durante la festa. Anche il farmacista Arturo Zangrandi
e il cartomante.
Beretta si mostr sorpreso. Lupo Bianco lo aggiorn: Il cartomante
era presente alla festa vestito da Iron Man, chieda ad Assunta
Moresco dove si trova, se ci d l'indirizzo lo andiamo a prelevare.
La Dama lo osserv con aria di sfida. Poi fece un grande sorriso,
mise in mostra tutte le munizioni che avrebbe sicuramente sparato
nei prossimi giorni. Soprattutto gli incisivi affilati come quelli di
una iena.
A domani, Kristal. Mi raccomando, organizzi tutto al meglio,
concluse Santoni.
Un attimo, ispettore, le volevo dire una cosa.
Si allontanarono dalla donna.
Kristal, ha percepito accanto al trono un odore di arancia, in
generale di agrume?
No, perch?
Poi glielo spiegher, adesso che mi voleva dire?.
L'assistente, che profumava di ovetto Kinder, gli sussurr nell'orecchio:
Stasera faremo un blitz a sorpresa nel club delle mirtillaie,
ci vado con cinque colleghi.
Lupo Bianco sorrise.
Basteranno?.
Le mirtillaie lo mandavano fuori di testa pi di Assunta Moresco.
Beretta sospir.
Speriamo.
In bocca al lupo. Se ha bisogno di rinforzi, mi chiami, comunque
mi tenga aggiornato. A proposito, domani evitiamo la presenza delle
telecamere, faccia in modo che nessun giornalista sia presente alla
sfilata dei cosplayer.
Perch li vuole interrogare mascherati e nel posto di polizia? Non
era meglio convocarli, per esempio, qui dentro la villa?
Cos distruggiamo le tracce, tra poco arriver la scientifica.
Kristal, la prego, ragioni, delle volte penso che troppa cioccolata
le intorpidisca i sensi.
Ha ragione, mi scusi ispettore.
Comunque, faccia sapere a questi signori che sul piatto della bilancia
pesa sempre la nostra possibile accusa per favoreggiamento.
Nessuno di loro ha denunciato la presenza, o presunta tale, del
cartomante. Capiranno: dobbiamo voltare pagina in questo paese
e cercare di dare delle lezioni.
D'accordo, e mi scusi ancora.
Kristal, vedr che con la maschera addosso, conosceremo la vera
faccia di questi signori.
La sua adorata Vespa part fumante pi del solito, la miscela di
aria e benzina bruciava male, tutta colpa dello scirocco. Il Fhn
con le sue mani bollenti stava liberando dalla neve molti tratti d'asfalto,
dai prati uscivano le foglie gialle. Le piste da sci iniziavano
a soffrire, qualche sasso affiorava qua e l. Il vento caldo sarebbe
stato un danno in un altro momento, ma ormai Valdiluce - per tutto
ci che era successo, dopo l'euforia della Coppa del Mondo - era
deserta di turisti. Un gruppetto di curiosi, magari venuti solo per
visitare i luoghi del doppio omicidio, circolavano sparuti. L'aria era
diventata circoscritta. Santoni aveva applicato il setaccio, la tecnica
investigativa ben rodata in altre occasioni. I colleghi della polizia,
insieme a quelli della finanza, controllavano minuziosamente ogni
abitante del paese, verificando le attivit, soprattutto mettendo in
atto controlli incrociati sulla situazione fiscale. Poich la maggioranza
di Valdiluce campava con le attivit turistiche e non era mai
stata troppo propensa allo scontrino, il setaccio diventava l'arma
pi efficace per convincere qualcuno a parlare. Santoni sperava
che accadesse la stessa cosa di quando si strizza un agrume ed esce
fuori il succo, ovvero che qualcuno impaurito si facesse avanti, iniziasse
a collaborare con la polizia. Se avesse aspettato una reazione
spontanea... Squill il telefonino, un suo messaggio: Caro Lupo,
vinco tutte le gare di Coppa solo perch scio libera pensando al
falco Trogolo. Pi ti penso e pi ti voglio, Ingrid.
Per lei, cos giovane, era normale flirtare per iscritto, invece
Santoni, quella sera, aveva voglia di una cuccia calda, sentire la
melodia di un suono, la risata argentina di una ragazza, un sospiro,
un'inquietudine, un balzo d'umore, qualcosa d'umano. Ma non
ebbe il coraggio di telefonarle: era troppo stanco per affrontare
altro che non fosse un interrogatorio di lavoro. Rispose d'istinto
all'sMS, superando in un sol colpo tutte le piccole resistenze che
fino ad allora lo avevano trattenuto. Cento metri in avanti, scelse
una frase calda per una serata fredda e umida: Ti amo, Lupo.
Ingrid rispose subito: Lupo innamorato! Dovr anticipare il
mio arrivo a Valdiluce, perch mi d l'idea che ti stai facendo di
qualcosa. Hai letto bene quello che hai scritto? Comunque ti amo
tanto anch'io.
La sfida con il mondo, la sua solitudine. Il caldo Fhn all'ispettor
Santoni faceva peggio del mal di neve. Gli scioglieva il cuore e lo
rendeva un inguaribile romantico.
...
Capitolo 27.

Il topo Mignolino era affamato a tal punto che Lupo Bianco dovette
dargli due pezzi di formaggio. Nel formicaio, invece, stava
accadendo qualcosa di clamoroso. Quale televisione avrebbe mai
potuto trasmettere un evento cos stupefacente in diretta? Era
scoppiata una guerra micidiale: le formiche nere - le sue compagne
di vita quotidiana, le sentinelle meteo - erano state attaccate da una
legione di formiche rosse, aggressive e violente. La battaglia, furiosa,
stava diventando impari: nel confronto le nere perdevano terreno,
nessuna via d'uscita, se non ripiegare nelle caverne del tronco d'abete.
Una trappola: altre guerriere rosse le aspettavano alle spalle.
Il formicaio si era tinto di vermiglio e solo qualche puntino nero
appariva qua e l, cadaveri stecchiti. Lupo Bianco avrebbe voluto
intervenire, ma di fronte a una simile carneficina non riusciva ad
immaginare che tipo d'intromissione potesse fare. Aprire la teca e
schiacciare le formiche rosse? Aggiungere del cibo per mettere fine
alla guerra? Inserire un tronco nuovo per ampliare il territorio?
Il buon senso gli consigli di non intralciare un avvenimento che
era nell'ordine delle cose. La natura con le sue leggi spietate diventava
inviolabile. Se ne doveva fare una ragione. Ebbe un moto di
nostalgia per la regina nera: se fosse stata uccisa, gli sarebbe stata
altrettanto simpatica quella rossa? A primo avviso, le nuove arrivate
si mostravano meno eleganti nel camminare, pi grossolane. Dal
mondo aristocratico di Atene si era passati alla marziale Sparta.
Avevano un odore pi aspro, come se fosse zolfo, sembravano
provenire direttamente dall'inferno. Tutte queste guerriere rosse
lo avrebbero aiutato a prevedere il meteo? Probabilmente no,
comunque usavano codici di comportamento differenti da quelli
delle formiche nere, e lui avrebbe dovuto rincominciare da capo.
Studiare la nuova organizzazione sociale.
Suonarono alla porta. Sent un calpestio di sotto, nel giardinetto si
era formata una piccola folla? Si avvi sulle scale, con cautela,
sembravano clamori di dissenso. Qualche paesano che voleva reagire
al suo setaccio? Le mirtillaie avevano anticipato Kristal e si erano
schierate davanti a casa sua per protestare? Come sempre, non
aveva la pistola con s, non si ricordava dove l'avesse dimenticata.
Avrebbe potuto chiedere dei rinforzi a Kristal. La porta stava oscillando
sotto il peso della gente, pens di tornare sopra, recuperare il
telefonino, chiedere aiuto, ma l'uscio si spalanc all'improvviso. Il
vociare divent schiamazzo, furono sparate contro di lui centinaia
di luci violente, di flash. Lo spiazzarono pi di un plotone d'esecuzione.
Mille telecamere puntate... erano i giornalisti! Un'orda di
lupi, con i microfoni in mano che luccicavano come coltelli affilati.
Marzio aveva il colorito pi pallido del suo repertorio. Al solito
divent impacciato, si sent nudo: mille rapaci stavano tentando
di rubargli l'anima.
Non posso fare dichiarazioni perch siamo in piena evoluzione
dell'indagine, domani alle undici nel mio ufficio ci sar una conferenza
stampa.
Non fu facile sciogliere l'assembramento, le domande per lentamente
si spensero, una dopo l'altra. Rimase solo il lampione acceso
a illuminare il giardinetto della casa di Santoni. Lui risistem alla
meno peggio la porta che era stata forzata. Forse avrebbe dovuto
chiamare Franz Olsen, scultore ma anche falegname, per ripararla.
Consider l'opportunit di andarci subito, anche per anticipare
l'interrogatorio che avrebbe dovuto fare il giorno successivo. Accese
la Vespa, lanci un fumone dallo scappamento. I due amici per la
pelle, Lupo Bianco e la sua fidata compagna, schizzarono verso il
laboratorio di Franz Olsen, localit Fontana Vaccaia.
Il giardino dello scultore-falegname sembrava la dimora di Babbo
Natale: molte delle slitte trainate dai cavalli, utilizzate durante la
Coppa del Mondo, erano state disposte una dietro l'altra a formare
un treno magico. Un orso, forse uno yeti, stava in agguato pronto
ad assaltare la preda, i denti bianchi color madreperla erano cos
realistici che Lupo Bianco li tocc, per verificare se fossero di legno.
Incredibile quello che Olsen riusciva a tirar fuori da un albero.
Santoni, con passo lento, entr nel giardino delle lune: alcune appese
a dei sostegni, altre appoggiate a terra come delle palle, enormi,
con tutte le fasi rappresentate - piena, tre quarti, mezza - colorate
di lampi luminosi, verdi, azzurri, gialli. Nel giardino degli uccelli,
volavano sculture perfette di aquile, poiane, e perfino un falco, con
la catena appesa alla zampa: non poteva che essere la rappresentazione
di Trogolo. Poi il giardino dei cervi, giganteschi, con le corna
che frastagliavano il buio. Incantato dal parco delle meraviglie,
come un bambino che ha percorso le vie della sua infanzia, giunse
di fronte alla porticina della villetta.
Franz Olsen aveva sulla barba e sui capelli molte schegge di legno.
I suoi occhietti azzurri strizzarono un disappunto alla vista di Santoni.
Indossava il grembiule grigio dello scultore. Sapeva di salsicce
e crauti, una punta di vino rosso, il tutto annaffiato dal Ginpin.
Non dovevamo vederci domani?
Ho preferito anticipare, avrei bisogno di lei per sistemare la mia
porta di casa, che si chiude con difficolt.
Allora le serve un fabbro.
Anche la parte in legno....
Pensavo lo sapesse, non faccio pi il falegname, ora solo lo
scultore.
Tradendo la sua nota cortesia, non fece entrare in casa Lupo Bianco.
L'ispettore cerc di sbirciare all'interno, gli sembr di vedere
un frammento, quasi un fotogramma del volto di Alina che in tutta
fretta si nascondeva in un'altra stanza, con indosso un accappatoio
bianco. Olsen fu piuttosto brusco. Pronunci una frase che Santoni
non si sarebbe mai aspettato: Ha un mandato di perquisizione?.
Come a dire: se ce l'hai, puoi entrare in casa mia, altrimenti resti
fuori dalla porta. Lupo Bianco non si perse d'animo. Continu
a sbirciare attraverso la lunga barba bianca di Franz, all'interno
della casa c'era un leggero trambusto. Forse lui e Alina avevano
una relazione? Magari era lo scultore la misteriosa persona che
Marzio aveva intravisto alla porcilaia della Locanda della padella
nera la notte della Coppa del Mondo.
Se non ha bisogno di altro, io tornerei al mio lavoro.
Sulle mani di Olsen, magre con le vene in rilievo, Santoni not
un certo nervosismo.
Senta, cosa preferisce, che gli faccia subito alcune domande,
o che rinviamo a domani, nel mio ufficio? Consideri che la notte
potrebbe farmi riflettere sulla scortesia con cui mi ha accolto.
Quindi mi sveglier pi incattivito. Invece adesso sono pieno di
buone intenzioni, dopo aver attraversato il suo giardino con tutte
queste stupende sculture da favola.
Olsen si scosse di dosso le schegge di legno. Una cascata di farfalle
gialle che Lupo Bianco segu con lo sguardo fino a terra. Not
con sorpresa che lo scultore indossava le "scarpe dell'assassino",
Timberland, modello Plymouth, la misura poteva essere un 42.
Sembravano molto vecchie ed erano sporche di colore, magari con
qualche goccia di grasso o mastice cristallizzato sulla tomaia. Se non
fosse stata gomma da masticare, ma collante, quello infilato negli
interstizi della scarpa sinistra? Da quel momento Santoni avrebbe
potuto ordinare a Olsen di mostrargli la suola, ma l'istinto lo
spinse a non farlo: se lo voleva stanare era meglio non insospettirlo.
Fu come aspettare che una donna accavallasse le gambe,
per scoprire di che colore fossero le mutandine.
Il ricattino di Lupo Bianco - stasera sono buono, domani non
lo sar - sort il suo effetto. Olsen si sforz di fare un sorriso,
sembrava veramente Babbo Natale con i suoi lunghi capelli e la
barba bianchi.
Va bene, ispettore, non posso riceverla perch ho degli ospiti,
ma se vuole mi pu fare delle domande anche qui, non fa freddo.
Facciamo due passi,  cos bello il giardino con le sue sculture.
Franz Olsen, come tutti gli artisti, era molto sensibile alle lusinghe
e si addolc parecchio: Le piacciono?
Straordinarie.
Va bene, possiamo andare nell'hangar, l saremo tranquilli e
nessuno ci disturber.
Maledetto scirocco, sulla neve ormai diventata "pappa", solo per
una frazione di secondo restava qualcosa dell'impronta - si capiva
che erano Tmberland modello Plymouth - ma poi si dissolveva.
Olsen accese le luci nell'hangar. Sembrava di stare in un grande
teatro cinematografico. Al centro luccicava un manufatto ancora
informe, una scultura gigantesca. Sembrava una balena.
Si sedettero su due grosse sedie, con i braccioli e lo schienale alto.
Simili al trono delle spade ma, al posto delle armi bianche, erano
intrecciati serti di fiori.
Bucaneve?
Esatto.
Lo scultore, nonostante la posizione comoda presa sul suo sedile,
teneva ben piantati i piedi a terra.
Queste magnifiche sedie assomigliano molto a quella della povera
Liv Zarkos.
Un'idea di Assunta Moresco, le vuole collocare di fronte al suo
caminetto. Il trono dei bucaneve.
Vedo che con la signora ha un rapporto molto confidenziale,
l'ha anche invitata alla sua festa.
 la mia migliore cliente, mi stima e mi paga puntuale, cosa
dovrei fare?
 anche lei uno che si traveste?
Sempre per la pagnotta, caro ispettore.
La solita giustificazione, pens Santoni, era meglio invece andare
subito al sodo. All'interno dell'hangar c'era un forte odore di
insetticida, come se lo scultore avesse da poco trattato l'ambiente
o il legno della grande scultura.
Che cos' questo odore? Antitarlo?.
Olsen rimase sorpreso. A Santoni non sfuggiva niente.
Esatto, ogni giorno bisogna combattere contro questi animaletti:
se uno non sta attento, rischia di trovarsi con il tronco bucherellato
come un formaggio svizzero.
Anche il trono delle spade  stato trattato da lei recentemente
con qualche sostanza?
S, con un antitarlo naturale.
Su queste parole accavall le gambe, Lupo Bianco not appiccicate
sulla suola destra delle foglioline bagnate e frammenti di
legno. Non era facile verificare se ci fossero segni di bruciature,
troppo materiale ingombrava il carro armato. Importante era la
sinistra, da l poteva vedere se l'interstizio era coperto da gomma
americana o altro.
Recentemente?
Circa tre giorni fa.
 un prodotto che usa sempre?.
I capelli bianchi ebbero una scossa, rise di gusto, spost le gambe,
ma invece di accavallarle, riappoggi i piedi a terra, sembravano
appiccicati da una ventosa.
Le pare che io possa utilizzare queste schifezze? Guardi, me lo
sono fissato in testa, per non averci mai pi a che fare: si chiama
Espada,  un biokiller, un antitarlo vegetale e minerale, una soluzione
a base di olio di agrume, scorza d'arance, sali potassici di
boro. Secondo me, con questo prodotto abbiamo dato pi forza
ai tarli, anzich ammazzarli... pure la spremuta d'arancia gratis,
tante vitamine che li avranno resi felici.
Rise di nuovo, sempre con i piedi ben attaccati a terra.
Perch lo ha usato, allora?
Per il solito motivo: il cliente ha sempre ragione. Il trono mi 
stato consegnato qualche giorno fa, tutto imballato, veniva direttamente
dagli studi di Play TV, dovevo solo verificare le sue condizioni,
al limite restaurarlo. In realt, ho constatato che aveva solo qualche
scalfittura, stando tutti i santi giorni sotto le luci infuocate dello
studio televisivo, questi animaletti trovano comunque un habitat
ideale e col passare del tempo possono fare dei danni....
Quindi?
Ho trovato sullo scranno due bombolette spray di Espada biokiller
antitarlo.
Erano all'interno dell'imballaggio?
No, sopra.
Qualcuno le ha telefonato, dicendole che doveva eseguire il
trattamento con quel prodotto?.
Olsen si stava divertendo. Si accese un sigaro toscano, la nuvoletta
raggiunse immediatamente il naso di Santoni. Gli port alla mente
un ricordo lontano: suo padre Alfredo fumava gli stessi, ogni sera
dopo pranzo. Un attimo di nostalgia, ma l'indagine incalzava e lo
scultore non si muoveva, sempre con le scarpe incollate al pavimento.
No, non mi ha chiamato nessuno. Era intuitivo: se le hanno
messe l, le due bombolette, dovevano servire a qualcosa. Non le
pare, ispettore?
Chi le ha consegnato il trono?
Le ripeto, veniva da Play TV, io non ho visto l'autista del camioncino,
lo ha lasciato imballato di fronte al cancello del laboratorio.
Ero fuori casa in quel momento.
Olsen accavall la gamba destra sulla sinistra fissa a terra, sembrava
quasi lo facesse apposta.
Quindi mi conferma che ha distribuito questo prodotto biologico
all'arancia, solo per far piacere al cliente, sicuro della sua inefficacia.
Non le sembra un po' strano, per un professionista come lei?
 vero, ma mi sono detto: "Mettiamoci questo Espada, anche
se non serve a niente".
Ha ancora con s le bombolette spray?
No, le ho buttate subito nella spazzatura, era come se custodissi
il diavolo in casa.
A quel punto Franz Olsen, ritenendo concluso il suo interrogatorio,
fece un gesto che svel ancora una volta a Lupo Bianco come
a Valdiluce le notizie girassero pi veloci di internet. Si sfil dai
piedi, con molta malizia, gli scarponcini Timberland, poi li allung
a Santoni. Un gesto di sfida.
Ci dia un'occhiata sotto, ispettore, cos si tranquillizza,  tutto il
tempo che cerca di vedere la suola della scarpa sinistra. Eccola.
Lupo Bianco non ebbe la forza di stupirsi, continu a darsi da fare.
Analizz con attenzione le scarpe di Franz Olsen. Sostanzialmente
intatte, solo la tomaie erano molto sporche. Niente a che vedere
con "le scarpe dell'assassino".
Domani devo ancora venire all'interrogatorio? E vestirmi da
pagliaccio?
Certamente.
Lupo Bianco dette uno sguardo al manufatto che stava al centro
dell'hangar.
Che cosa sta realizzando? Sembra una statua imponente.
Un gruppo ligneo.
 un soggetto religioso?.
Olsen scoppi a ridere, forse per nascondere un certo imbarazzo.
Assunta Moresco con il suo gatto tra le braccia. Dovr essere
collocata nel suo giardino.
Santoni pens che effettivamente non era la forza di gravit che
faceva girare il mondo, ma la spinta del denaro.
Al primo colpetto la Vespa si avvi. Dalla casa di Olsen non distava
molto il club delle mirtillaie. Lupo Bianco pens di fare un giro di
ispezione. Kristal e i suoi paladini non si erano fatti sentire. Ormai
erano le 23:30. Parcheggi a circa un chilometro di distanza, era meglio
arrivarci a piedi, di quelle mirtillaie non c'era da fidarsi. Lungo
la strada not un fatto strano: a quell'ora tarda, nelle case a schiera
degli operai delle seggiovie, che normalmente si dovevano alzare
molto presto la mattina, erano ancora accese le luci. Intravide una
vecchietta che stava attaccata al vetro, a osservare la strada. Qualche
metro pi in l stessa situazione: dietro la tendina il profilo di una
persona anziana. Lupo Bianco cap immediatamente: il gruppo delle
vedette clandestine era in allerta, doveva essere capitato qualcosa.
Si era alzata un po' di nebbia, e lui prefer infilarsi nel bosco che
costeggiava la strada per non farsi riconoscere. Tutte le case prima
di arrivare al club delle mirtillaie avevano almeno una finestra con
la luce accesa, e una testa cotonata che stava in agguato. Con molta
circospezione, sempre attraverso il bosco, si port dietro allo chalet
delle mirtillaie. L'interno era completamente illuminato, ma quello
che era pi incredibile, non usciva alcun suono. L'ispettore si avvicin
a una delle finestre, il vetro era leggermente appannato, ma non
al punto di togliergli la visuale. Gli sembr di assistere a una festa di
Natale. Il camino era acceso con le fiamme altissime. Sul lungo tavolo
che stava al centro della baita erano seduti, come fossero commensali
in un ristorante, il suo assistente Kristal Beretta e gli altri poliziotti.
Mangiavano tranquilli e sorridenti, serviti e riveriti dalle mirtillaie.
Una scena incredibile. In pi sul fondo della stanza troneggiava una
statua in legno, dalle sembianze sembrava il cartomante. Santoni
cap che stava un po' troppo tirando la corda con le indagini, che
sarebbe dovuto andare a dormire subito, nella speranza che tutto
quello che aveva visto fosse solo un sogno. O un incubo.
...
Capitolo 28.

Alle 6:45 squill il telefonino. Era Kristal, molto deluso: Ispettore,
ieri sera siamo andati al club delle mirtillaie, insieme ai colleghi.
Santoni finse di non sapere.
Vi hanno violentato?
Peggio. Qualcuno le aveva informate del nostro arrivo.
Siete andati a piedi? Tutti insieme? Siete partiti dal posto di
polizia?
S, era una bella serata calda.
Calcolando che da l al club delle mirtillaie c' circa un chilometro
e mezzo di distanza, venti minuti di passeggiata, siete stati
intercettati da almeno cinque "vedette clandestine" di Valdiluce.
Dietro le tendine delle loro finestre avranno notato la stranezza
del vostro gruppo. Un tam-tam che ha consentito alle mirtillaie di
organizzarsi.
Purtroppo s, ma quello che ci ha sorpreso  che nel grande
tavolone al centro del club, di fronte al caminetto, erano stati apparecchiati
sei posti in pi, proprio per noi.
Kristal, non si demoralizzi, Valdiluce  un luogo misterioso:
ogni suono viene percepito da tutti, come un grande orecchio,
noi siamo gli unici a esserne esclusi, ma non bisogna farsene una
malattia. Risultati?
Sostanzialmente non abbiamo trovato niente di particolare,
solo un fucile semiautomatico da caccia, calibro 12, regolarmente
denunciato. L'unica anomalia  che all'ingresso della baita c' una
statua di legno, rappresenta un uomo alto e magro.
Il cartomante?.
Beretta rimase un attimo in sospeso.
Come ha fatto a capirlo?
Intuizione, solo quella, Kristal.
Abbiamo avuto la sensazione che la statua potesse essere al centro
di qualche rappresentazione magica, quasi venerata come un dio.
Ai suoi piedi c'era un mazzo di rose rosse.
La scultura  opera di Frank Olsen?
S, firmata da lui.
Non mi piace,  un tipo da seguire con attenzione. Come si 
conclusa la serata?
Be', le mirtillaie hanno insistito che rimanessimo, abbiamo mangiato
con loro. Cena eccellente, ci hanno fatto anche i migliacci.
Erano buonissimi.
Lupo Bianco tagli corto: Va bene, va bene. Quando  prevista
la perquisizione a Play tv?
Oggi pomeriggio alle 14:50, ispettore.
Presentiamoci tutti insieme, con le macchine della polizia, deve
essere un vero blitz a sorpresa.
Ok. Ci vediamo in ufficio.
Lupo Bianco fece una colazione svogliata, dall'alba scendeva una
pioggerellina fastidiosa, ghiacciata e sottile. Le previsioni davano
bel tempo, tramontana, ma per ora non si era visto spuntare niente
di simile. La mente di Lupo Bianco bolliva come una pignatta di
polenta. Ogni tanto uno sbuffo che gli portava un pensiero. Questo
Franz Olsen, con quell'aria da Babbo Natale, non lo convinceva:
troppo sicuro di s, troppo vicino ad Assunta Moresco. E poi ieri
sera aveva con certezza intravisto Alina nella sua casa, e quindi era
legato a doppio filo anche a lei. Possibile che lo scultore avesse
distribuito l'antitarlo, senza sapere a cosa servisse? O qualcuno
lo aveva pagato per farlo. E comunque doveva dimostrare di aver
agito in buona fede.
Santoni era entrato nella fase pi difficile dell'indagine, quando,
per arrivare alla conclusione del caso, cercava di forzare un po' gli
indizi. Eppure cos otteneva pi delusioni che risultati. Quattro
donne al comando, due uccise, due in vita: Alina, la Dama, Marietta
la sarta, Liv Zarkos. La prima sicuramente custodiva, per s o per
altri, qualche mistero nella Locanda della padella nera, nei tunnel
sotterranei si poteva benissimo nascondere un segreto: era un luogo
di sangue, con l'inceneritore in funzione, laggi era semplice far
sparire un corpo. La Moresco - al di l della sua attivit malavitosa,
ormai acclarata, soprattutto nel riciclaggio di denaro sporco -
doveva aver aggiunto anche altre significative pratiche. Per esempio,
un'organizzazione con la quale sfruttava la bellezza e la notoriet
delle numerose ragazze di Play TV. Dentro il convento sconsacrato
della Sassaia si nascondeva un bordello. Facile pubblicizzare il prodotto
attraverso il canale televisivo, altrettanto semplice vendere il
corpo di queste giovani spogliarelliste. Un mercato molto florido
che poteva superare rapidamente i confini di Valdiluce. Ma Play
TV stava diventando anche un sistema per spacciare droga? Spesso
l'uso di stupefacenti era pi diffuso nei piccoli paesi, nelle localit
dove una solitudine disperata dominava la vita. La Dama era capace
di commettere o far eseguire un omicidio? Difficile accettare che
la Moresco non sapesse niente dell'antitarlo Espada, arrivato al
momento giusto, per ottenere il risultato giusto. Tanti tasselli che
dovevano incastrarsi l'uno nell'altro, al millimetro. Le due vittime
sembravano unite dallo stesso destino, un filo comune: qualcuno
aveva deciso che dovevano essere eliminate. Forse le due donne
avevano visto o saputo qualcosa che doveva finire con loro nella
tomba. Marietta - per la sua abilit nel confezionare i costumi -
aveva frequentato, anche intimamente, i personaggi pi in vista di
Valdiluce: era facile trovarsi casualmente nel luogo dove era accaduto
qualcosa di illegale, diventarne una testimone oculare, pagarne
le conseguenze con la vita. E Liv sembrava totalmente soggiogata
al sistema di Assunta Moresco. Era la numero uno di Play tv, di
sicuro la pi pagata di tutte. Si era opposta, non voleva continuare
quella vita, non per redenzione, ma per mettersi in proprio. Una
ribellione punita con la morte? Sulle quattro donne volteggiava,
come il falco Trogolo, la figura del cartomante. Scomparso, introvabile,
leggendario ormai come la sua statua nel club delle mirtillaie.
Era lui l'assassino o qualcuno stava cercando di incastrarlo? Sotto
la maschera di Iron Man c'era Sergio Raboni o un'altra persona?
Era sufficientemente cinico, abituato a non amare una donna, ma
tante e solo per profitto, da illudere Liv, fingendo che fosse il suo
salvatore, e facendola poi cadere nella sua trappola mortale?
Lupo Bianco era travolto dalle domande. Passo dopo passo,
proseguendo lentamente dentro la sua mente da montanaro, stava
raggiungendo la vetta della montagna da cui scorgere la verit.
Oppure, come la carta dell'appeso, stava precipitando in un baratro
che, neppure con l'abilit di Fidelio, il climber, sarebbe mai riuscito
a risalire? Meglio muoversi in pianura, cercare di non lanciarsi in
avventure spericolate in cui poteva solo farsi male, aspettare che
gli elementi si ricollocassero nell'altipiano dei suoi pensieri, con
calma. Intanto si era fatto la barba, la doccia, aveva tagliato la legna,
cercato di sistemare la porta, sempre continuando a pensare al caso.
E si era ritrovato davanti al suo formicaio, rassegnato all'idea di
vederlo occupato dalle formiche rosse. Un fastidio in pi. Nuovi
inquilini, nuova formica regina, un cambiamento difficile da affrontare.
Prepar comunque la solita palla di pane mista a latte e
miele e fece per metterla sul tronco centrale del formicaio. Quando
diceva che sotto la teca di vetro accadevano fatti straordinari...
Una frenetica New York, vista dall'alto, con un traffico bestiale,
ma le formiche non erano soltanto quelle rosse: ora anche le nere,
le sue vecchie amiche, erano distribuite in ugual misura su tutto il
tronco. Avevano trovato un accordo. Vivevano insieme, lavoravano
insieme. Il segreto della convivenza pacifica stava nella natura,
bastava imitarla per cambiare il mondo. Lupo Bianco perdeva il
pelo, ma non il vizio. Si avventurava in ragionamenti filosofici che
lo distraevano dalla realt, proprio oggi che l'aspettava la mattinata
pi importante dall'inizio delle indagini. Scroll la testa, i capelli
biondi volarono nel sole appena uscito, gli occhi si accesero di una
luce violenta. La Vespa part al primo colpo, pi vivace del solito, il
carburatore mischiava alla perfezione aria fredda e benzina. Sulla
curva Scialoja, appena alla fine della Toko, vide il gatto delle nevi
che stava avviandosi a battere la pista, o probabilmente a sistemarla.
Questo scirocco  peggio di una maledizione, per fortuna sta
finendo. Ha lasciato pi terra che neve, come faccio a tappare
tutti i buchi e poi per chi? Se gli sciatori non vengono pi, dopo
l'omicidio di Liv! Valdiluce  diventata di nuovo Valbuia, come
dice sul "Corriere del Sole" il giornalista Pincheri.
Sulla faccia di Eraldo tutto il disappunto sembrava concentrarsi
sul naso, pi lungo del solito, rosso, gli occhi pungevano come due
spini. Scese dal gatto delle nevi, vestito con una tuta un po' logora,
solo il cappellino tirolese, fatto a maglia dalla sua compagna, scuoteva
il grigio che dominava intorno. La neve sporca, il cielo pallido,
il sole asfittico. Eraldo profumava di corteccia di faggio bagnata.
L'indagine come va? Cerca di concluderla al pi presto, Marzio,
altrimenti siamo tutti costretti a emigrare da qualche altra parte.
Abbiamo imboccato la strada giusta, spero. Ma ho bisogno del
tuo aiuto. Puoi chiedere a quel matto di tuo cugino Fosco se fa una
ricerca sul falco Trogolo, lo segue per qualche giorno, ti fornisce
una relazione sui suoi movimenti: dove sta il nido, quali sono le
sue abitudini....
Eraldo fece un gran sorriso.
L'assassino  lui, Trogolo?
Non scherzare, sono notizie che mi servono per una questione
personale, in sguito avr anche bisogno del tuo aiuto.
Perch non parli direttamente con Fosco?
Se lo incontro di persona, lo devo per forza arrestare: ha pi
denunce di caccia di frodo sulle spalle che lentiggini sulla faccia.
Lui in cambio vorr almeno sei bottiglie di Ginpin.
Va bene.
Eraldo spar sulla salita il gatto delle nevi, Lupo Bianco sgas
con la sua Vespa bianca. Fosco, il personaggio pi selvatico di
Valdiluce, viveva su una baita lontana dal mondo, con una mucca,
due pecore, una capra, un cavallo. Si cibava di formaggio e di
cacciagione. Si muoveva con gli sci e le pelli di foca, le racchette
ai piedi, una volta ogni due mesi scendeva al paese con una slitta
tirata dal cavallo, faceva un po' di provviste, poi si rintanava nelle
sue montagne. Cacciatore non solo di frodo ma con la licenza di
porto d'armi scaduta da anni, batteva ogni centimetro del territorio.
Animale tra gli animali, era un predatore spietato. Conosceva meglio
di tutti la fauna della zona. Sempre di contrabbando, vendeva
le pellicce e con quelle sopravviveva. Un'esistenza ai margini, ma
Fosco - non molto alto, magro, calvo - aveva la felicit negli occhi,
azzurri come il cielo, limpidi, forse perch praticava la castit. Una
vita da eremita. Lupo Bianco l'aveva conosciuto da bambino, ma
con il passare degli anni non si erano pi frequentati. Poi Santoni
era diventato poliziotto e, quando s'incontravano, fingevano di
essere due fantasmi. Comunque tra i due vigeva un patto di mutua
tolleranza e rispetto. Marzio pens che, se non fosse entrato nel
gruppo sportivo e poi nella polizia, avrebbe potuto fare una scelta
simile, inseguendo il suo spirito brado.
...
Capitolo 29.

Quando arriv di fronte al Dogana, si era alzato un po' di vento.
Il benzinaio sembrava distrutto. Indolente, forse aveva trascorso
la notte insonne. In silenzio, senza aggiungere qualche ghiotta
notizia del giorno, riemp di benzina la pancia della Vespa, prese
i soldi e aspett che Lupo Bianco l'accendesse per andarsene. Un
atteggiamento cos strano non era da lui.
Dogana, che ti succede? Qualcuno ti ha tagliato la lingua,
stanotte?
Ispettore, non c' niente da scherzare e lei lo sa bene.
Da te mi aspetto sempre notizie in anteprima.
Vede, io posso accettare tutto, che voi poliziotti fermiate il
turismo, che ci mandiate sul lastrico con il setaccio, capisco pure
che, finch non si trova l'assassino, a Valdiluce si soffrir la fame.
Ma una cosa la trovo imperdonabile: che andiate a rompere
le scatole a quelle povere ragazze di Play tv. Sono tutte brave
figliole che non c'entrano niente con questi crimini. In paese e
nei dintorni danno un po' di pace a molti uomini, sapesse quanti
reati non sono accaduti per merito loro. Era l'ultimo briciolo
di bellezza che avevamo. Cosa ci resta? Le mirtillaie? La prego,
ispettore, le lasci tranquille, in fin dei conti cosa facevano di
male?
Lo sai che questa volta io non c'entro?
Certo che c'entra, con tutte queste indagini ha messo paura a
qualcuno. Le ragazze di Play TV hanno avuto l'ordine di non uscire
pi con nessuno. Le hanno segregate nell'ex convento della Sassaia.
Le conseguenze saranno pi devastanti di quanto si immagini. Altro
che due omicidi! Ora si aspetti di tutto.
Lupo Bianco sorrise al Dogana, sgas, quasi impenn: il setaccio
stava funzionando. Qualcuno aveva fatto la mossa sbagliata.
Arriv sul piazzale con la sua Vespa. Marzio faceva una gran
bella figura, casco aerodinamico da discesa libera, camicia a quadrettoni
rossi e neri, foulard scarlatto intorno al collo, pantaloni
divelluto azzurri chiari, Timberland, modello Plymouth. Quando
si tolse il casco, i suoi capelli biondi e lunghi caddero sulle spalle
e sugli occhi, di un bell'azzurro acceso. Non assomigliava a un
poliziotto, ma ad un cavaliere che stava per iniziare la sua giostra
medievale. Davanti al posto di polizia si era formata una coda di
persone, alcune completamente coperte da mantelle antipioggia
di vari colori, altre da plaid o da tonache nere o marroni. Anche
loro sembravano personaggi del Trecento, tanti monaci in attesa di
confessarsi. I cosiddetti cosplayer si erano subito organizzati. Per
non farsi riconoscere dai paesani, avevano indossato qualcosa per
nascondere i loro costumi. Per celarsi ancora. L'unico senza "copertura"
era il dottor Zangrandi, con la sua giacca a vento bianca.
Lupo Bianco sorrise, guard vicino alla finestra del suo ufficio.
Erminia la "Telecamera", senza rifugiarsi come al solito dietro la
tendina a spiare, aveva addirittura spalancato completamente le
imposte. Osservava esplicitamente, con in mano il suo binocolo.
Accanto a lei tre amiche dai capelli bianchi, forse era la prima
riunione ufficiale di tutte le vedette clandestine di Valdiluce. Lo
show era cominciato.
Kristal dispose sulla scrivania una quantit impressionante di
cioccolatini di tutti i gusti, sembrava il bancone di una pasticceria.
Il farmacista Zangrandi, come testimone affidabile - e, all'occorrenza,
in qualit di esperto di costumi - era a disposizione nella
stanza accanto, quella dell'assistente.
La prima ad entrare fu Rosetta Anderman, la proprietaria del supermarket.
Quella da sempre innamorata di Lupo Bianco. Si tolse
il cappuccio e la mantella rossi con una certa malizia, la fece cadere
a terra, si apr effettivamente uno spettacolo inatteso, il costume
era davvero sexy.
Parrucca nera a caschetto, sopra una crestina bianca e blu, un
grembiulino con i bordi ricamati, un vestitino aderente, cortissimo,
meno di una mini, colletto bianco staccabile con un fiocco rosso,
guanti neri lunghi, parigine fino alla coscia, ballerine lucide di
vernice. L'abito era cos corto che a ogni movimento appariva il
sedere e Rosetta non faceva nulla per nasconderlo: il vestito sembrava
appositamente rialzato, come un proscenio di un teatrino
di burattini. Kristal rimase a bocca aperta. Rosetta, divertita dal
successo che aveva ottenuto, disse con la voce un po' troppo petulante:
Sono Vanilla Aisu di Sugar Sugar Rune, una cameriera vestita
sul modello giap.... Santoni la gel: Siediti, per cortesia. Siamo
qui per indagare sulla morte di una ragazza di nome Liv Zarkos,
non c' tempo per giocare. Perch ti vesti in questa maniera? 
una passione o....
Mi diverte, sai che a Valdiluce la vita  monotona, almeno questo
 un passatempo innocuo che ci diverte.  stata una bella idea di
Assunta Moresco e io ho aderito con entusiasmo.
Il cartomante lo hai mai conosciuto?
Solo una volta, mi ha fatto i tarocchi e mi ha tolto il malocchio.
Santoni prefer sorvolare sul famoso "regalino", non voleva aprire
con lei parentesi troppo personali. In quegli anni era riuscito a
evitare la sua invadenza, mantenendo un atteggiamento scostante.
Che tipo ti  sembrato?
Sicuramente affascinante, sguardo da ipnotizzatore, educato,
mite, mi pare strano che possa essere un assassino.
Conoscevi Liv Zarkos?
L'ho vista di persona per la prima volta l'altra sera. Ma a Valdiluce
era molto famosa.
Perch?
Era una ballerina molto bella, che si spogliava su Play tv.
Arriva al sodo. Dimmi quello che sai.
Raccontare storie che s'intrecciavano con il pettegolezzo la divertiva
molto: Liv riusciva allo stesso tempo a far impazzire gli uomini,
a prostituirsi, ad avere un amante fisso e un amore impossibile.
Lo disse con una certa aggressivit, quasi fosse invidiosa.
Ovvero?
Il suo uomo da sempre era Ottavio Bellini,  figlio di Alina, si
dice che le facesse da marito e da magnaccia. Sai, come direttore di
Play tv, reclutava la materia prima, andava a scovarla soprattutto
nei Paesi dell'Est: prima trasportava clandestinamente le ragazze in
un pulmino, poi le teneva prigioniere nelle celle del convento della
Sassaia. Donne molto sexy, che ballavano e si prostituivano. Ottavio
aveva scoperto Liv in un villaggio dell'Ucraina, era bellissima, e in
poco tempo era diventata la star del suo canale televisivo.
Ma queste notizie sono vere? Come fai a sapere tutte queste
cose?.
Rosetta, per la prima volta in vita sua, aveva visto negli occhi di
Santoni un minimo di interesse per lei.
Vedi, io passo le mie giornate alla cassa del supermercato, sono
come il Dogana: la gente si ferma, mi racconta, molte vecchiette
sono curiose, alcune informazioni le posso dare io, altri ne aggiungono
di nuove....
Quindi sono solo una raccolta di pettegolezzi, chiacchiere inutili.
Pu essere, ma alla fine coincidono con la verit.
Lupo Bianco ascoltava con attenzione. Rosetta era molto affascinata
dalla bellezza dell'ispettore. Lui la guard con occhi dolci.
E, secondo te, come va a finire tutta questa storia?.
Rosetta riavvi i capelli, accavall le gambe, s'impett nella sua
divisa da cameriera giapponese.
Purtroppo in questa storia ci si  infilato il cartomante. Lui e
Liv si sono incontrati una prima volta, le ha letto le carte e tolto il
malocchio. Lei ne era rimasta cos affascinata che non c'era giorno
che non lo vedesse. Insomma, tra i due era nato l'amore. In paese
si diceva che avevano deciso di fuggire insieme, di rifarsi una vita
altrove. A questo punto,  scattato qualcosa, soprattutto per la paura
che Liv - la migliore macchina da soldi di Play TV - gli scappasse
di mano. Il sguito non  chiaro, per. Magari il finale spetta a te
trovarlo....
Rosetta si alz, appoggi le mani sulla scrivania, sussurr a Kristal e
Santoni in confidenza: A Valdiluce gira voce che Assunta Moresco
tenesse segregata Liv nella villa da giorni, per impedire che fuggisse
con il cartomante. Poi  arrivato a sorpresa e se l' portata via.
Lupo Bianco aveva ascoltato con molta attenzione il racconto della
Anderman: sembrava plausibile. Certo, un cartomante innamorato
era difficile da immaginare. Gli rimaneva in testa una domanda che
sembrava peregrina.
La sera della festa hai consegnato delle arance alla villa?
Assolutamente no. Nessun agrume poteva entrare a villa Moresco
e a Play tv. Una disposizione tassativa, non ho mai capito perch.
Comunque l'ho sempre rispettata.
Grazie, puoi andare.
Ci vediamo stasera?.
Lupo Bianco s'irrigid, la donna stava spingendo sul turbo. Le
sorrise benevolo.
Rosetta, non vedi in quale casino siamo? Comunque grazie per
il tuo aiuto.
Lei si alz, si gir, raccolse la mantella e la indoss con una certa
lentezza, usc lasciando dietro di s un odore di pane e mortadella.
Ancora una volta, l'elemento che aveva spinto Marzio a rinunciare
ai suoi approcci.
Quello di Rosetta  certo il pi bel culo di Valdiluce, ma che
bisogno c'era di farlo vedere a tutti? Non le pare un po' strano?,
comment Kristal. Santoni annu, il suo fiuto non lo tradiva mai.
Una che si vestiva in quel modo, non sarebbe mai potuta diventare
la donna di un poliziotto.
Poi fu la volta del sindaco e della moglie. Quando in sincrono
si tolsero la tonaca, usc fuori la coppia pi bislacca del mondo.
Odoravano tutti e due di pane bruciato. Giovanna Tunioli era
vestita con un completo alla marinara, sul modello delle uniformi
navali. Maglietta e gonna pieghettata, vistosamente accorciata
fino a mostrare le sue gambe massicce. I calzini bianchi e le scarpe
nere. Dichiar che si trattava della divisa di Kagome Igurashi, ma
Giovanna Tunioli era inadatta a quel vestito: era grassa, e nella sua
bocca ampia e volgare erano stati iniettati litri di collagene, stessa
sorte per gli zigomi, assestati dal bisturi del chirurgo estetico.
Sembrava un wrstel vestito da marinaio.
Alberto Tunioli fortunatamente aveva scelto una maschera pi
adatta a lui. Si era vestito da Karl Marx: capelli foltissimi bianchi,
un po' arruffati, barba fluente e baffi, un'unica foresta di peli, in
completo scuro un po' liso, camicia bianca con abbottonatura alla
russa. Il sindaco era un uomo eternamente impegnato: camminava
lento e curvo come se sulle sue spalle gravassero gli emisferi del
mondo, quello del nord e quello del sud, come fosse stato incaricato
da una superiore entit di risolvere tutte le questioni della Terra.
Anche se negli ultimi tempi, neanche fosse un grande statista che
anticipava il futuro, sentiva incombere sulla sua persona un altro
avviso di garanzia per corruzione.
Ispettore, io e mia moglie partecipiamo a questo inconsueto
interrogatorio solo per mostrare la nostra totale volont di esserle
d'aiuto. E soprattutto sappiamo che, trovando la soluzione a questi
due efferati delitti, si potr rilanciare il nostro sciagurato paese.
Da dove nasce questa passione per il travestimento?.
Si guard intorno. Era un Marx decisamente preoccupato.
Posso parlarle con sincerit?
Credo che questo sia l'unico luogo di Valdiluce dove possa farlo.
Assunta Moresco  come una colla che quando ti si attacca addosso,
sei perduto. Io non ho commesso nessun reato, ma  lei che
con la sua abilit sta riuscendo a incastrarmi con falsi documenti
e testimonianze mendaci. Ha trovato la sua vittima sacrificale. E
noi andiamo alle sue feste vestendoci da giullari sotto il ricatto
della paura.
Si cre un silenzio raggelante, il sindaco e sua moglie sembravano
due pupazzi di neve. Lupo Bianco pens che poteva essere la classica
dichiarazione di innocenza, e ne aveva sentite fare anche dai
peggiori criminali. Ma emergeva una punta di sincerit nell'imbarazzo
del sindaco Tunioli. Assunta Moresco teneva in mano tante
persone, come una burattinaia. Non sarebbe stato facile incastrarla:
dall'alto della sua posizione, riusciva a non sporcarsi mai le mani.
Franz Olsen, sotto un plaid variopinto, indossava un frac scuro,
camicia bianca candida come la neve, cravatta, pantaloni e mocassini
neri. La barba lunga, gli occhi azzurri, la faccia colorata dal vino e
dal freddo: era difficile capire perch avesse scelto un personaggio
cos sinistro. Odorava ancora di sigaro toscano.
 sua l'idea di questa maschera?
Ci ha pensato Assunta, io non ho ben capito neppure come si
chiami.
Kuroshitsuji Black Butler. Il maggiordomo nero, intervenne
Beretta. Ne sapeva di cose, il fido Kristal. Santoni cerc invece
di colmare altre lacune: Cosa faceva a casa sua ieri sera Alina?
 venuta a posare per una scultura. Da un po' di tempo ha paura
che possa accaderle qualcosa di grave, di morire come Marietta, e
ha deciso di farsi immortalare in un busto.
Funebre?
Un busto  un busto, diventa funebre se uno muore e lo mette
nel cimitero.
E la statua del cartomante che ha fatto per le mirtillaie. Anche
quella potrebbe essere considerata "funebre"?.
Franz Olsen fece un'aria molto seria, accentuata dal suo costume.
Si mise in bocca il sigaro toscano spento, lo rigir varie volte, poi
sput con un po' di tabacco la parola che pens fosse giusto dire:
Funebre.
Ha qualche indicazione precisa sul fatto che il cartomante sia
deceduto?
Vede, ispettore, se fosse ancora vivo lo avreste trovato, un cadavere
non cammina.
Chi le ha dato questa certezza?
Solo il buonsenso, tutti la pensano come me a Valdiluce.
Ho capito, ma senza prove le sue dichiarazioni sono inutili.
Spetta a lei trovarle, io le ho gi detto molto di pi di quello che
avrei dovuto. Non posso rischiare di perdere i miei clienti.
Tutti erano legati a doppio filo ad Assunta Moresco. La sua disponibilit
di soldi le permetteva di corrompere, fingersi una mecenate,
costituire una coorte di sudditi pronti a piegarsi al suo volere, perfino
a vestirsi per lei, sovrana assoluta, da buffoni. Era giunto il turno del
dottor Franzelli. Anche lui cortigiano come gli altri, partecipava alla
mensa della Dama, le vendeva i suoi quadri, arrotondava cos il suo
stipendio. L'idea di vederlo vestito da Pluto era troppo.
Kristal, congedi il dottor Franzelli, gli dica di tornarsene a casa.
Se avremo bisogno di lui, lo richiameremo.
In quell'attimo buss alla porta Eraldo, sbuc con la sua faccia
magra, lo sguardo eccitato.
Marzio, dove lo metto il bestione?
Che intendi?
Il televisore! Non  che ci hai ripensato?
Nella stanza di Kristal.
L'assistente sorrise felice, un'onda scompigli i suoi capelli. Lupo
Bianco lo guard con aria di rimprovero.
La tv si accender solo per motivi strettamente legati al lavoro.
Certo, vado a fare un po' di spazio. Torno subito.
Va bene.
Dan Chupong, con quella faccetta thailandese da schiaffi, era vestito,
sotto un mantellino azzurro, da Detective Conan: completo blu
elettrico, camicia bianca con cravatta verde, un solo bottone nella
giacca, taglio perfetto. Uno di fronte all'altro, in silenzio, finalmente
da soli. Santoni lo fiss con intensit. Era il thailandese che doveva
fare la prima mossa. Si aspettava molto da lui, pi che dagli altri.
Alina buss alla porta, interruppe quella strana atmosfera che si
stava creando. Era vestita di pelle nera e stivali neri, come quando
friggeva sul fuoco i migliacci.
Ispettore, vuole che l'aiuti durante l'interrogatorio, avr bisogno
di un'interprete che conosca il linguaggio dei segni, no?
No, lasci perdere, ma lei non doveva venire indossando il suo
costume?
Eccolo.
Alina tir fuori da una grossa borsa una maschera molto appariscente,
in lattice, se la infil. Era il muso di un maiale, con le rughe
sulla fronte, un sorriso sornione, le orecchie sbalzate, gli occhi uno
azzurro e l'altro grigio, un naso enorme con le narici che potevano
contenere due cetrioli. La pelle rosa era di un colore cos realistico
che sembrava ricoperta da quella vera di maiale. Alina era capace
di tutto. Santoni le disse, sbrigativo: Se avr bisogno di lei, la
richiamer. Arrivederci, vada a casa.
La Bellini si tolse la maschera. Appariva molto nervosa, non le
piaceva che Lupo Bianco rimanesse da solo con Dan. Usc di scena
appesantita dalle domande senza risposta che si stava facendo. Era
giusto farla cuocere per un po' nel suo brodo.
Non fu facile riprendere quel dialogo con il nano. Appena Lupo
Bianco si sedette, not quella punta di eccitazione che il thailandese
aveva sempre negli occhi: era malandrino od intelligente? Appoggi
sulla scrivania il tablet che utilizzava all'interno della locanda per
comunicare con Alina. Ci armeggi sopra, poi facendo con la testa
una specie di inchino, l'allung a Santoni. L'ispettore guard sullo
schermo, non si capiva granch, era una sequenza di foto molto
piccole. Dan si accorse che Lupo Bianco non era abile con la tecnologia,
si alz, pass al di l della scrivania, si accost a lui. Con
grande sorpresa, Santoni scopr che stavolta profumava di buono,
di basilico: finalmente aveva un odore. Piacevole. Con le sue dita
minuscole e scattanti, riusc in un attimo a dare i comandi al suo
apparecchio e una foto occup l'intero schermo, chiara e limpida,
da non crederci. Era una mano guantata, sopra erano ben esposti
la spilla da blia e il Gargamella senza testa, gli oggetti protagonisti
della famosa foratura sullo pneumatico. Dan pigi un tasto
e apparve la foto successiva: la stessa mano che infilava dentro la
gomma della Vespa bianca la punta dello spillone; poi una terza:
il Gargamella decapitato che veniva attaccato al fermaglio. Tutte
immagini che facevano male a Santoni, ma la quarta gli caus ancor
pi rabbia e sorpresa. Al centro dell'inquadratura era riconoscibilissimo
lo stesso Chupong, che mostrava la parte mancante, la testa
di Gargamella mozzata, e sorrideva in un autoscatto.
Il nano schizz immediatamente a sedersi, non poteva immaginare
quale potesse essere la reazione di Lupo Bianco, meglio non stargli
troppo vicino. Santoni non solo non ebbe scatti d'ira, ma cap che,
se l'autore dell'atto vandalico era Dan Chupong e in quel momento
si stava autodenunciando, gli voleva comunicare qualcosa di molto
importante. Sapeva che il thailandese viveva silenzioso in tutti gli
anfratti della locanda, era abituato a nascondersi, al punto che la
sua presenza non veniva neppure considerata da Alina. E per questo
era libero di vedere cose che nessun altro avrebbe potuto notare. Si
guardarono a lungo, in silenzio. Lupo Bianco aveva davanti a s due
possibilit: o denunciarlo perch era stato l'autore del danneggiamento
della gomma, o cercare di capire come mai l'avesse fatto.
Inizi un lungo passaggio di figurazioni, schizzi, gesti, movimenti aerei,
con cui ciascuno cercava di disegnare nell'aria un proprio pensiero.
Cerchi, nuvolette, una penna che scriveva parole, un dito puntato
sull'infinito, ma finalmente - per una straordinaria corrispondenza di
sensi - si arriv a un'ipotesi. Dan Chupong aveva infilato lo spillone
con Gargamella senza testa sullo pneumatico della Vespa solo per
indirizzare Santoni nelle indagini. Quindi, secondo lui, voleva dire
che il cartomante era stato ucciso, addirittura decapitato? Nel suo
lavoro Lupo Bianco non poteva mai dimenticare quanto la natura
umana fosse fallace. Per questo un detective doveva essere sempre
sospettoso. E il nano era un personaggio per sua natura ambiguo:
poteva anche essere lo strumento in mano a qualcuno che voleva
dirottare le indagini su un falso obiettivo. Era stato l'assistente del
marito di Alina in Thailandia, e la sua morte era una storia che si
intrecciava con i servizi segreti. Il nano dunque poteva benissimo
essere capace di commettere un omicidio e saperne gestire con abilit
le varie fasi. Lupo Bianco tent di continuare l'interrogatorio,
di avere informazioni ulteriori, ma il thailandese si chiuse come
un'ostrica. Muoveva la testa in segno di diniego, come il Magot della
locanda, impuntato sempre sulla stessa parola: No.
Era pronto ad aiutarlo, ma solo fino a un certo punto. Lupo Bianco
aveva notato, che sulla parola "Alina" scritta su un foglio, l'omino si
era agitato, sbracciava come se volesse allontanare da s l'ombra di
un pipistrello. E non avrebbe mai confessato qualcosa d'altro, finch
lei era libera, pronta a fargli del male. Santoni doveva intervenire
al pi presto, ispezionare di nuovo la Locanda della padella nera,
la porcilaia, l'inceneritore. Inviare immediatamente la scientifica a
verificare se nei resti dei suini bruciati non ci fossero altre tracce,
magari di un corpo umano. Difficilissimo saperlo, considerando la
forza delle fiamme che aveva sicuramente cremato ogni cosa, ma
era una strada da tentare.
Cominci un duello di sguardi tra Marzio e Dan. Il nano aveva
indossato la sua faccia impenetrabile, con un leggero sorriso, pi
di fastidio che di compiacenza, e anche Santoni lo osserv con una
certa severit, aggrottando le sopracciglia. La situazione era cos
ferma che sarebbe potuta durare per ore. Il poliziotto lo conged
quando bussarono alla porta. Apparve un giovane elegante, vestito
da cittadino. Santoni lo stava aspettando con ansia, il suo salvatore,
l'addetto del ministero, il dottor Roberto Palmieri. Puntuale per la
conferenza stampa delle undici, in diretta TV. L'ispettore aveva implorato
Luigi Vallesi di togliergli quell'incombenza, ed era riuscito
nel suo scopo. Palmieri scontent tutti i giornalisti: faccia banale,
sguardo giovanile mascherato da manager, preciso nelle sue inutili
dichiarazioni. Ben altro fascino aveva Lupo Bianco, con quella sua
intrigante selvaticit. Ma lui, finalmente, poteva continuare con
tranquillit il suo lavoro di detective.
Kristal rientr nella stanza dell'ispettore per seguire l'interrogatorio
della Dama. Negli occhi brillavano i led della televisione,
sguardo impersonale, elettronico.
Ispettore, la tv funziona benissimo.
La prego, cerchi di concentrarsi.
Squill il telefonino, quasi si era dimenticato di lei, ma gi a pronunciare
il suo nome, gli ormoni gli entrarono in subbuglio. Ingrid.
Caro Lupo, sei stato sostituito da una faccia a tortello, l'ho visto
in diretta. Ti hanno fatto fuori?.
Lupo Bianco sorrise e rispose: No, cos posso dedicarmi solo
alle indagini e a te.
Non dimenticare che siamo in tre, c' anche Trogolo, pensa
anche a lui. A prestissimo, tua Ingrid.
Assunta Moresco entr prepotente, fece cadere il pastrano che
indossava con un gesto secco, non concedeva dubbi sulla sua
personalit volitiva. Per anni aveva lavorato in televisione ed il
sipario si apr su un colpo di scena. Era vestita da Obelix, con un
elmo argentato tipico dei galli, due sporgenze ai lati, cos piccole
da sembrare germogli di pianta, coppie di trecce lunghissime,
chiaramente posticce, ampie e colorate di rosso, finivano strette
da due fiocchi di velluto nero. Sul volto un trucco teatrale,
abbondante, esaltati i suoi occhi neri da sproporzionate ciglia finte,
labbra rosso fuoco, al centro spiccava il suo seno abbondante
alle prese con la forza di gravit, ma sostenuto da un reggiseno
verde con borchie dorate, a ricordare un'armatura. L'ombra dei
capezzoli sbucava dal tessuto, come torri di controllo verificavano
il movimento delle cose, emotivi vibravano, il batticuore
di Assunta era rivelato solo da quei due punti luminosi. Sotto
l'ombelico nudo sfolgoravano i pantaloni, aderentissimi, a strisce
bianche e celesti, che viaggiavano come strade per raggiungere
due piedini cinti da sandali gialli. Lupo Bianco pens che forse
aveva sbagliato a costringere i cosplayer a indossare i costumi:
Assunta, vestita da Obelix, risultava simpatica e bonaria.
Signora Moresco,  vero che da circa dieci giorni lei aveva segregato
in casa Liv Zarkos perch non voleva pi prostituirsi?.
La Dama sorrise, piena di s: era abituata a trovarsi in frangenti
del genere. La sua sfida alla legge, alle regole, ai tribunali, ai giudici,
ai poliziotti, la faceva sentire bene. Tutto il resto era di una
noia mortale.
Ispettore, la ritengo una persona intelligente, non credevo che si
accontentasse delle chiacchiere di un paese, ma che la sua indagine
fosse correttamente basata sui fatti. Adesso glieli racconto io. Liv
Zarkos stava vivendo un brutto momento, dopo vari incontri con
il cartomante si era trasformata, se non le venivano letti i tarocchi e
tolto il malocchio ogni giorno lei restava immobile sul letto. Era vincolata
a Raboni e lui ne stava approfittando: si fingeva innamorato,
l'aveva illusa che sarebbero scappati insieme e che avrebbero messo
su una famiglia. Dal momento in cui  scomparso da Valdiluce, lei
ha perso completamente la testa, vaneggiava. Diceva che era stato
ucciso. Sa che Lady Loki era il personaggio pi importante della
nostra tv. Non potevamo rinunciarci. A quel punto ho deciso di
intervenire, l'ho invitata a stare in casa mia, l'avrei seguita e curata.
Lei ha accettato senza alcuna costrizione. Il suo stato di salute era
compromesso, soffriva di depressione, e noi le stavamo vicini per
aiutarla a riprendersi.
Andava comunque in onda tutti i giorni?
No, non sarebbe stata in grado. Ottavio Bellini aveva deciso
di programmare delle repliche, ma certo non si sarebbe potuto
continuare all'infinito.
Allora, se non usciva di casa, era davvero segregata da lei.
Sapesse con quanta dolcezza ho cercato di curarla, ma lei viveva
con in mano il telefonino. Finalmente, un giorno,  arrivato un
messaggino del cartomante che le confermava di stare bene....
Lupo Bianco la interruppe: Quindi lei, pur sapendo che Raboni
era ricercato, non ha denunciato alla polizia il fatto che Liv Zarkos
intratteneva con l'indagato un dialogo telefonico? Si sarebbe potuto
localizzare il cellulare, rintracciarlo e arrestarlo. Perch non ce lo
ha comunicato subito?
Lei d per scontato che ognuno di noi dovesse sapere che il
cartomante fosse un pericoloso ricercato. Da nessuna parte, al di l
dei soliti pettegolezzi, c'era scritto che lo fosse. Non c'erano appesi
sugli alberi i cartelli con la sua foto e la scritta "Wanted". Perch
mai lo avrei dovuto sapere? Per me il cartomante  un amico e,
finch non l'arresta, io posso continuare a frequentarlo quanto mi
piace, e di certo non vengo a denunciarlo spontaneamente. E poi
mi sembra un fatto marginale.
Santoni pens che non c'era stato un telegiornale che non avesse
proposto la foto del cartomante, indagato e ricercato dalla polizia.
Ma la Dama era un osso duro. Con un senso tutto suo della giustizia.
Cara signora Moresco, decido io ci che  significativo e ci che
 di poco conto. Non sar certo lei a stabilire le regole del gioco.
La prego perci di rispondere solo alle mie domande, senza tanti
commenti. Liv Zarkos riceveva molti SMS dal cartomante?
Almeno due al giorno.
Ne ha visto qualcuno?
Uno, ho potuto leggerlo. Annunciava a Liv che era giunto il momento,
sarebbe venuto in villa, la sera della Coppa del Mondo, verso
mezzanotte, per scappare insieme. Aveva preparato la loro fuga.
Santoni la guardava perplesso. Assunta continuava imperterrita:
Comunque, voi della polizia, avreste dovuto trovare nella pelliccia
di Lady Loki il suo telefonino, nella sua memoria c' la conferma
di quello che le sto dicendo. Avete verificato?
Non abbiamo rinvenuto alcun cellulare.
Vede, ispettore, siete voi che non trovate le cose. Comunque
da quel momento Liv  diventata un'altra persona, ha voluto che
durante la festa, gi prevista da tempo, si svolgesse il suo ultimo
show. In onore dei suoi amici, ma soprattutto per lui, il grande
amore della sua vita. Ha preteso che venisse portato da Play TV
il trono delle spade. L'abbiamo subito accontentata. Come vede,
non c' stato nessun rapimento, la ragazza non  stata segregata da
nessuno, al massimo mi si potr solo rimproverare di essere stata
troppo materna....
Ma lei avrebbe permesso a Liv di andarsene via cos tranquillamente,
rinunciando a tutti gli introiti che vi portava?
No, Ottavio Bellini aveva trattato una cifra con il cartomante per
la chiusura del contratto della Zarkos: settantamila euro.
Lupo Bianco copr un altro tassello del puzzle, i soldi che Sergio
Raboni aveva ritirato dalla banca tre giorni prima dell'incendio
servivano a coprire il "riscatto" di Liv. Se la storia di Assunta Moresco
fosse stata vera, riportava in pista prepotentemente l'ipotesi
che i due omicidi fossero stati davvero compiuti dal cartomante.
E aggiungeva la certezza che Sergio Raboni fosse vivo e vegeto. La
Dama per stava giocando a guardie e ladri, e non sarebbe stato
facile metterla con le spalle al muro.
Che rapporti intercorrono tra lei e Ottavio Bellini?
Ispettore, ho capito dove vuole arrivare....
La prego di rispondermi.
Lo conosco da quando era giovanissimo, abbiamo iniziato insieme
la nostra carriera in televisione, siamo stati travolti dallo scandalo,
licenziati in tronco. Fu lui che mi convinse a investire i miei
capitali a Valdiluce. Lupo Bianco annu. rimasto appiccicato
alla mia vita, delle volte me ne domando il motivo. Forse perch 
il miglior cameraman che conosca. Capace di tenere a fuoco con
la telecamera una mosca e seguirla per minuti. Un talento. Peccato
il carattere, molto chiuso.  una persona che ha subto il trauma
di veder morire il proprio padre tra le braccia della madre... non
deve essere stato tanto facile per lui superarlo. Da quel momento
 rimasto legatissimo ad Alina.
Si dice che Liv fosse la sua amante.
Una puttana pu essere la donna di qualcuno? Era un rapporto
di convenienza: lei era la star di Play tv, lui il direttore. La cosa
buffa di tutta questa storia  che lei, ispettore, mi ritiene una persona
capace di ordire chiss quali trame criminali. In realt, sono
vittima della mia generosit. Nella mia vita sono stata sempre altruista,
soprattutto con Liv, ma anche con Ottavio e Alina, anche se
qualche volta mi hanno combinato dei bei casini. Ma il mio cuore
 pur sempre quello di una donna del sud, grande ed accogliente.
...
Capitolo 30.

Ecco a voi Lady Loki, la regina della farfalla e della spada. Questo
morbido vello  di uno yeti, un esemplare unico al mondo: chi non
vorrebbe provare la sua morbidezza, farsi avvolgere in una notte
fredda da questa pelliccia e stringersi alla straordinaria regina
Lady Loki?.
La voce fuori campo esaltava lo show con lo stesso tono ridondante
che si usava in un circo. Liv era di una bellezza straordinaria, un
corpo perfettamente proporzionato. Fissava sempre la telecamera,
difficile sottrarsi al suo sguardo. Gravava un silenzio sotto vuoto
spinto, tutti e tre - Lupo Bianco, Kristal e il farmacista Arturo
Zangrandi - erano incollati davanti al televisore gigantesco che occupava
gran parte della stanza di Beretta. Lady Loki sfil dal trono
delle spade la sua lunga sciabola. La voce fuori campo continuava ad
enfatizzare la sua esibizione: La spada di Asuna Kagurazaka, la pi
affilata dell'universo, realizzata dal pi grande produttore di lame
al mondo. Una finissima lega d'acciaio che la rende insuperabile.
Lady Loki rischia ogni sera di sfregiare il suo meraviglioso corpo, un
gesto sbagliato pu recidere un'arteria. Non  uno scherzo giocare
e muoversi con una lama che aspetta solo di tagliarti. Nuda, vestita
solo dello scettro di regina della foresta e dell'amore, quando lo
deporr sul trono delle spade, la notte offuscher la luna.
La Zarkos, con due colpi straordinari, aveva tagliato i fili che tenevano
su reggipetto e mutandine. Lupo Bianco ripens al racconto
che gli aveva fatto Eraldo, la sera del gatto delle nevi: perfetto, non
aveva dimenticato nessun passaggio dello show. Lady Loki inizi
una danza che toglieva il respiro. Sull'impugnatura della spada
erano inserite delle piume colorate, forse di pavone, con le quali
giocava, facendosele passare sul corpo nudo.
Kristal spense il televisore, sembrava di stare in un cinema porno
quando improvvisamente veniva accesa la luce. Indubbiamente la
bellezza e la sensualit di Liv Zarkos mettevano a disagio. Santoni
riport la fuga dei pensieri sulla strada maestra, quella dell'indagine.
 una registrazione dello show, lo stesso in replica da circa dieci
giorni. Liv Zarkos indossava il costume di Lady Loki, in tutti i suoi
dettagli, compresi gli accessori, la sera in cui  stata uccisa. Dagli
interrogatori effettuati risulta mancare solo questa famosa spada,
dovremo indagare per scoprire che fine abbia fatto.
Il farmacista Zangrandi era impalato tra Beretta e Santoni, aveva
chiesto di restare per rivedere lo show, ma adesso stava diventando
un incomodo, e lo cap.
Marzio, a questo punto io andrei.
Aspetta un secondo. Tu hai mai frequentato qualcuna di queste
ragazze che si esibiscono su Play tv?.
Ormai il farmacista era diventato la gola profonda delle indagini,
e non tent alcuna resistenza: S,  stata una bella esperienza, ma
troppo costosa.
Posso avere qualche dettaglio in pi?
Del rapporto sessuale?
Solo su come funzionava il sistema.
Semplice. Uno andava al convento sconsacrato della Sassaia. Si
metteva in fila ad aspettare. Prima regola ferrea: bisognava presentarsi
con un mazzo di fiori o una scatola di cioccolatini, tenuti ben
in evidenza, per sembrare dei fan delle ballerine, e non clienti.
Qualcuno controllava all'ingresso?
Si alternava ogni giorno una ragazza diversa - Kary, Tora, Brona,
Mashiara, Evah, Kristina - cui dovevi consegnare cinquanta euro
per entrare. Una specie di lasciapassare. Si poteva accedere ogni
ora, dalle 21 in poi. L'ex convento  una costruzione molto bella,
medievale, in gruppo si attraversavano degli stupendi corridoi, si
raggiungeva un grande salone, dove erano schierate molte ballerine,
vestite al minimo sindacale. Sceglievi una tra le ragazze, tutte sexy
e appariscenti, poi ci si appartava, ognuna ha una sua cella dove
dorme e vive. L si faceva sesso.
A quale prezzo?
Intorno ai quattrocento euro.
Ma non c'era nessuno di Play tv a ricevervi, Ottavio Bellini, per
esempio?
Mai visto, tutto si muoveva come in un self service, forse per
non compromettersi.
Insomma, un vero bordello. Tu ci sei andato molte volte?
Poche, per curiosit. Per fortuna, di solito non devo pagare per
andare a letto con una donna.
E Lady Loki?
Si diceva che fosse prenotata per tutto il prossimo anno.
In questo giro di prostituzione, qual era il ruolo di Assunta
Moresco?
Difficile capirlo, o dimostrarlo, mi sembra troppo furba.
Sicuramente usa Ottavio Bellini come factotum, lui si sar esposto, ma
immaginare che la Dama non ne sappia niente....
Ti ringrazio, Arturo, stiamo riuscendo ad accelerare le indagini
con la tua collaborazione. Le dichiarazioni a verbale le confermerai
anche in tribunale, vero?
Certo.
Un'ultima curiosit. Perch sei diventato un cosplayer? Assunta
Moresco ti garantiva l'acquisto di tante medicine?
No, da lei, nelle feste, giravano belle ragazze e ci scappava sempre
qualcosa... gratis.
Santoni apr la finestra, arriv da fuori un urlo di freddo, l'acqua
dello scirocco accumulata durante la mattina era stata improvvisamente
ghiacciata dalla tramontana. Era un bello spettacolo da
vedere, ma temuto e terribile: la calaverna. Ogni goccia di pioggia si
congelava fino a formare tanti ghiaccioli che gravavano sui tetti, sui
rami degli alberi fino a spezzarli, le strade diventavano impraticabili,
una lastra lucente di gelo. Si era passati in poche ore da +6 a -18.
Lupo Bianco dette un'occhiata malevola al grande televisore spento,
e mentre stava rientrando nella sua stanza, Beretta lo blocc:
Ispettore, aspetti, le ho fatto un regalo. Dura meno di due minuti.
Senta, Kristal, non mi spinga a fare il padre che rimprovera i
bambini perch stanno troppo davanti alla TV.
Un attimo solo.
L'assistente premette sul tasto play e partirono le immagini straordinarie
della discesa di Ingrid Sting sulla Red. Lupo Bianco si
emozion. Effettivamente, viste sullo schermo gigante, facevano
una bella presa, molto meglio del piccolo apparecchio in bianco
e nero, inutile negarlo. Kristal comment da esperto: Anche se
per colpa del vento forte non sono stati utilizzati i droni, le riprese
sono comunque spettacolari.
Lupo Bianco ripercorse con il fiato sospeso tutto il tracciato. Ingrid
era un'atleta incredibile, con un coraggio da leoni, cercava anche
nella vita di essere spericolata e sapeva che presto avrebbero dovuto
affrontare un'avventura altrettanto temeraria: la liberazione del
falco Trogolo. Probabilmente Fosco stava gi lavorando per lui. Ma
Lupo Bianco si stacc dai suoi pensieri e chiese di bloccare il video.
Qualcosa aveva attirato la sua attenzione. Torni un attimo indietro,
si fermi sul punto in cui Ingrid affronta le due curve Zeno Col, sono
quelle che sfiorano villa Moresco. Vorrei capire una cosa.
Kristal fu un ottimo operatore, ripropose pi volte al rallenty la
ripresa, e Santoni osserv con molta attenzione. Poi gli ordin:
Faccia immediatamente rimettere nella stessa posizione le attrezzature
tecniche di ripresa che erano state disposte per la diretta
lungo le due curve. Tutto entro domani.
Provvedo, ispettore.
Trill il telefonino. Un altro SMS di Ingrid. Nel ricordo di Marzio,
lei sapeva di rose bianche e di biancheria pulita.
Lupo mio, arriver presto con la Coppa del Mondo. La potremmo
mettere sulla madia del salotto. Che ne pensi?.
Marzio ebbe due tuffi al cuore, uno per il desiderio di vederla ma
l'altro di preoccupazione. Non  che Ingrid si voleva accasare da
lui? Incominciava a mettere le tende nella sua vita, per sempre? Ci
nonostante, rispose con una frase molto impegnativa. Si sorprese
lui stesso. Stava invecchiando, o forse precipitando verso qualcosa
di pi oscuro, un sentimento raro nella sua vita: un principio di
vero amore.
Sar un onore grandissimo, Lupo.
Ti amo. Stai preparando la liberazione di Trogolo? Gli ho fatto
un cappuccio con le mie mani. Mi raccomando. Baci, Ingrid.
Tra le mille incombenze della sua vita, adesso c'era pure il falco.
Ma per fortuna, grazie agli sviluppi positivi delle indagini, da quel
momento in poi sarebbe potuto diventare una priorit. Convoc
la sera stessa Eraldo per mettere a punto il progetto, e soprattutto
per sapere quali fossero le considerazioni di Fosco. Era veramente
possibile liberare Trogolo dalla sua maledetta catena?
...
Capitolo 31.

La calaverna aveva reso Valdiluce fragile come il vetro. Si era
impadronita di tutte le molecole d'acqua e le aveva solidificate,
modellando sculture dalle forme bizzarre. Ancora una volta, la
natura si dimostrava straordinaria e imbattibile. Neppure Franz Olsen
sarebbe mai riuscito a concepire un simile scenario. La fontana
davanti alla chiesa sembrava vestita d'organza, gli abeti curvi come
viandanti tintinnavano d'argento, i tetti delle case punteggiati dai
ghiaccioli accendevano luminarie in festa, sotto il sole furente della
tramontana. I vetri delle finestre erano piccoli quadri appannati, e
persino le vedette clandestine stavano accucciate al caldo, dietro
le tende di pizzo bianco. A rompere questa sbalorditiva favola di
ghiaccio, un gruppo di sei camionette della polizia procedevano
lente, in fila, nella valle del freddo. Verso Play tv. I tornanti s'incurvavano
stretti sulla salita che portava alla Sassaia. La costruzione
medievale, grigia e oscura, sembrava un fungo con la parte sinistra
guasta, come se fosse stata mangiata da una lumaca. Una frana dal
costone laterale della montagna aveva travolto la piccola cappella e
il chiostro. La carovana della polizia si schier davanti al portone.
Mentre Lupo Bianco stava per suonare al campanello del convento,
si sentirono ben distinti, vicinissimi, dei colpi di fucile. Un conflitto
a fuoco? Santoni era arrugginito, da anni non ne affrontava uno,
in pi era ancora una volta senza la pistola. Per fortuna Kristal fu
velocissimo. Balz gi dalla camionetta con la sua arma in pugno.
Gli altri poliziotti si appostarono in difesa. Gli spari provenivano da
una torretta, sopra la porta. Lupo Bianco vide una canna di fucile
che sbucava dal muro dell'ex convento. Per non era indirizzata
contro di loro, bens verso il cielo. L'obiettivo era un piccolo segno
nero tra le nuvole, molto in alto: il falco Trogolo. Stava fuggendo ad
ali spiegate. Chi lo voleva uccidere? L'appuntato Carlo Nardello,
tiratore scelto, prese la mira e colp la canna del fucile da caccia,
un semiautomatico, che vol nell'aria, precipitando ai piedi dei
poliziotti. Dalla finestrella si affacci un volto, terrorizzato.
Ma che cazzo! Siete pazzi? Mi volete ammazzare?.
Ottavio Bellini, uomo di fiducia di Assunta, quello dei lavori
sporchi e direttore di Play TV, aveva una faccia indurita, capelli
lunghi che cadevano vorticosi sulla fronte, e una continua abilit
nel sottrarsi allo sguardo degli altri, le mani che si alternavano, in
una danza tetra, a celare una parte di s. Muoveva la testa come
un tordo che evitava i pallini delle cartucce, a zig-zag, la bocca
bloccata su una smorfia di disgusto, mai un sorriso. Lupo Bianco
gli guard le scarpe, non erano Timberland, probabilmente uno
stivaletto Nordica.
Ispettore, ma che modo ? Potevate uccidermi, stavo solo cercando
di eliminare quel maledetto falco che con la sua catena, quando
passa sopra la parabola di Play TV, disturba la messa in onda sul
satellite.  una vera disgrazia. Da giorni girava qui intorno, deve
aver fatto il nido qua vicino. Se non foste intervenuti voi, lo avrei
sistemato una volta per tutte.
Santoni pens subito a Ingrid: in fin dei conti, il loro intervento
a qualcosa era servito...
Caro Bellini, lo sa che l'abbiamo colto in flagranza di reato,
stava sparando in un periodo in cui la caccia  chiusa, a una specie
protetta.
Ma protetta da chi? Quello porta solo disgrazie e ci impedisce
di lavorare.
La prego, atteniamoci solo ai fatti.
Ottavio si sedette su una grossa poltrona, si rannicchi, mise i
pugni sulla faccia, a chiudere il volto. Odorava di polvere da sparo,
con una punta centrale di profumo femminile volgare, di tipo orientale,
una miscela che neppure Lupo Bianco riusciva ad individuare.
Forse ce lo aveva addosso qualcuna delle ragazze della televisione.
Dietro di lui passavano su alcuni schermi in diretta le immagini di
Play TV: una giovane asiatica, vestita da scolaretta, con la cravatta
blu, ballava, si mostrava, alzando leggermente la gonna cortissima,
toccandosi sul tessuto. Solo dalle 23:00 in poi la legge permetteva
il nudo integrale. Altre ragazze, molto belle, di tutte le etnie,
aspettavano nello studio in posizioni pi o meno sensuali, vestite
con costumi da cosplayer, sempre collegati ai fumetti giapponesi.
Ognuna di loro si era attrezzata con auricolari e microfono, per
dialogare con i telespettatori. Sicuramente si facevano telefonate
erotiche. Scritte in tutte le lingue, sulla parte bassa dello schermo,
passavano i numeri internazionali per collegarsi con lo studio televisivo.
Una bella macchina per fare soldi.
Sapeva che Liv Zarkos era allergica all'arancia?.
Ottavio non sorrise, ma apr i pugni e per un istante fece vedere il
suo volto - occhiaie profonde di chi trascorreva la notte insonne,
tra sesso, alcool e cocaina, fumo - una pelle gialla, da luce artificiale.
Rispondeva con una voce vitrea, come se la calaverna si fosse
depositata perfino sulle sue corde vocali. I capelli neri e riccioluti
erano un sipario dietro il quale nascondersi. Massiccio, non molto
alto, parlava con voce monotona, come un bambino che recita a
memoria una poesia: Qui a Play TV gli agrumi sono banditi. Lo
sapevano tutte le ragazze. Se ispeziona da cima in fondo il convento
e ne trova qualche traccia - succhi, frutti, canditi, caramelle, profumi,
essenze - le do un milione di euro. Solo una volta c' stato un
incidente. Liv lavorava in coppia con Amina, un'egiziana da sballo,
avevano messo in piedi uno show molto intrigante. Si spogliavano
insieme e, tra un passaggio e l'altro, l'araba, anche lei giocoliera
eccezionale, lanciava delle mele che Lady Loki tagliava al volo con
la sua spada. Una notte, a sorpresa - forse senza saperlo o per farle
un dispetto - Amina tir fuori dal suo lungo vestito quattro arance
enormi, invece delle solite mele, e inizi a giocare con quelle. Liv
ebbe una crisi gravissima di allergia, uno choc anafilattico,
svenne in diretta. Stava per morire, ma per fortuna avevamo sempre
pronto l'EpiPen, l'autoiniettore di adrenalina. Le facemmo subito
la puntura. Liv pretese che Amina venisse licenziata in tronco. Fu
un peccato perch il loro spettacolo era veramente eccitante....
La sera in cui  stata uccisa Liv Zarkos, lei dove si trovava?
La mia vita  sempre uguale, passo tutto il giorno e la notte qui
a Play tv, solo alle diciannove vado nella Locanda della padella
nera, dove accudisco ai maiali e, quando serve, mi occupo della
macellazione.
Quanto tempo impiega?
Mai pi di un'ora. Mi muovo con la motoslitta.
Ha qualche testimone che pu confermarlo?.
Ottavio Bellini per la prima volta liber la bocca fino ad allora
coperta da una mano: un'increspatura di labbra, con un po' di
buona volont poteva sembrare un sorriso.
Certo! Come testimone ho lei, ispettor Santoni!.
Io?
Non si ricorda? Qualche giorno fa, lei ha fatto un sopralluogo
dietro la Locanda della padella nera.  passato verso le diciannove
vicino alla porcilaia, ha visto che stavo rientrando dentro il
fabbricato. Ero io in persona, o mi ha scambiato per un maiale?
Indossavo un pastrano verde militare. Poi  arrivato Eraldo con il
gatto delle nevi e siete andati via.
Quella sera ha macellato qualche suino?
Ho solo dato da mangiare ai maiali e poi sono tornato a Play tv,
come sempre.
Sul suo ritorno, alle 20:30, possono testimoniare tutte le ragazze,
ovviamente? Potranno anche garantire la sua presenza intorno
alla mezzanotte, immagino.
Certamente.
Chi altro lavora qui al canale? Quanti siete in tutto?
Sono io l'unico uomo, poi ci sono quattordici ragazze.
Lei  anche il cameraman?
Solo per Liv avevo continuato a fare il mio vecchio mestiere.
Adesso seguo tutto, faccio la voce fuori campo, il regista, ma le
ragazze sono state addestrate a eseguire le riprese, si alternano
e si inquadrano e si spogliano con la telecamera tra le braccia.
Molto eccitante. Il culo di una donna se  bello, non ha bisogno
di un artista per l'inquadratura... basta che si veda bene, poi il
culo parler da solo.
Ottavio Bellini pronunci con enfasi quelle considerazioni,
percorso da una breve scossa, poi torn a essere impersonale
come se fosse un automa. Rispondeva freddo e preciso, qualsiasi
parola la pronunciava con lo stesso tono. Avrebbe fatto impazzire
la macchina della verit. Come certi conduttori televisivi,
sembrava teleguidato da una voce che gli arrivava nell'auricolare.
Sicuramente si era preparato bene all'interrogatorio.
Chi ha sottratto la spada?
 stato un brutto momento, non si capisce chi possa averla
rubata. Lady Loki era disperata, da l ha iniziato a fare storie
sul lavoro. Mi ricordo in particolare che disse una frase strana:
"Nessuna spada  identica a quella, non posso usarne un'altra,
datemi una falce e mimer la morte".
 lei che ha messo sul trono due confezioni spray dell'antitarlo
Espada?
Non so cosa sia.
 lei che lo ha imballato per trasportarlo nello studio dello
scultoreFranz Olsen?
Certo.
Lupo Bianco mostr una certa emozione. Da molto tempo non
pronunciava quella frase: La dichiaro in arresto.
Kristal fu rapidissimo: in un secondo le manette scattarono ai
polsi di Ottavio Bellini. L'uomo s'impietr, soprattutto perch non
poteva pi usare le mani per coprirsi il viso. Gli occhi rivelavano
angoscia e paura: non per quello che gli stava succedendo, ma per
l'incastro diabolico che qualcuno gli aveva preparato.
Ho fatto qualcosa di male?
Sfruttamento della prostituzione e caccia a specie protette durante
il fermo venatorio.
Lupo Bianco aggiunse solo dentro di s e "per aver partecipato
all'omicidio di Marietta Lack e Liv Zarkos". Un impulso, pi che
una certezza, ma restavano ancora pochi passi per dimostrare ogni
dettaglio del caso.
Trill il telefonino: stavolta non era un SMS di Ingrid. Lo apr,
apparve una foto, quella dell'esterno della Locanda della padella
nera. Proveniva dal tablet di Dan Chupong. Un messaggio da non
sottovalutare. Non c'era tempo da perdere.
Kristal, lasciamo che i nostri colleghi interroghino tutte le ragazze
di Play TV, dia l'ordine che Ottavio Bellini sia portato direttamente
al posto di polizia di Valdiluce. L continueremo l'interrogatorio.
Noi due invece facciamo un salto da un'altra parte.
Appena usc dal portone della Sassaia, Santoni fu accolto da
tante manine candide: sfarfallavano scendendo dal cielo, l'aria era
meno fredda, un principio d'augurio. La natura stava pulendo i
suoi panni sporchi.
La Locanda della padella nera aveva il portone serrato. Da giorni,
dopo che la polizia pi volte aveva ispezionato i locali, era rimasta
chiusa per mancanza di clienti: si pensava che l dentro si annidassero
troppi misteri per frequentarla o che quel posto portasse
sfortuna.
Suonarono e bussarono pi volte alla porta. Dopo molta insistenza
apr Alina, irriconoscibile: sembrava una vecchietta in una
tuta di pelle nera. Sgonfia di anima e corpo. Non sembr sorpresa
di vederli.
Mi dispiace, ho il camino spento e non posso offrirvi niente da
mangiare.
Non si preoccupi.
Ormai Lupo Bianco conosceva perfettamente quel luogo. Lo aveva
srotolato tante volte come una carta geografica nella sua piattaforma
mentale, la topografia chiara in testa, e cercava qualcosa che
nessun navigatore satellitare gli avrebbe fatto trovare, una traccia
che il suo olfatto potesse riconoscere. Gli occhi di Santoni erano
vaghi, erranti. Aveva il placido incedere di un vecchio esploratore.
Marzio, Kristal e Alina ripercorsero insieme tutti gli ambienti della
locanda, ma non era un'ennesima perquisizione. Lupo Bianco vagava
nei locali senza un preciso indirizzo, annusava, tocchicchiava,
seguiva l'istinto del bio detective. Le celle frigorifere erano state
mille volte ispezionate, la lucetta bianca della ghiacciaia illuminava
tre volti pallidi: Santoni concentrato, Kristal eccitato, Alina sfinita.
Vuoti i ripiani, le bottiglie di sangue erano state sequestrate per
le analisi. Il maresciallo Pieretti della scientifica aveva scritto con
chiarezza nel suo rapporto: Il sangue contenuto nelle bottiglie 
di origine animale, nello specifico di suino. La poltiglia rinvenuta
nell'inceneritore non mostra alcuna traccia identificabile, solo alcuni
denti di maiale. Di sicuro, se qui fosse stato arso il cadavere di un
uomo, avremmo rintracciato almeno parte della sua dentatura.
Lupo Bianco si sofferm di fronte ai maiali vivi. Sost in cantina,
si sedette sulle confezioni di Diavolina, annus di nuovo l'olio
lampante che stava nella botte, armeggi con alcuni ganci da
macellaio distribuiti sul tavolo di legno. Nei recinti esterni apr
i polmoni, i fiocchi stavano cadendo delicati, domani si sarebbe
potuto sciare in un mezzo metro di neve vergine. Ci mancava poco
che Lupo Bianco si mettesse tutto d'un tratto a fischiare. Sembrava
in gita scolastica. Santoni ripass varie volte nella stanza numero 7:
scomparsi tutti gli odori, anche quello di lampone; poi passeggi
davanti al camino nero e spento dove Alina faceva saltare sopra
la fiamma i migliacci. Accese lo stoppino delle lampade a olio che
tappezzavano i muri della locanda. Si abitu a una luce desolata.
Lupo Bianco continuava a cercare apparentemente senza meta, con
la tenacia e la pazienza che mostra un pescatore, in attesa da ore di
scovare la preda. Finalmente, nei pressi dell'uscita del locale, una
molecola colp il suo sistema olfattivo. Orrida nel suo significato,
ma non poteva essere che quella. Non riusciva a capire da dove
arrivasse. Nell'attimo in cui stava meditando, vide come un flash
Beretta che, d'abitudine, con gesto infantile, dava un colpetto in
testa al Bamboccione. Un fermo immagine stupendo, di quelli che
cambiano la vita e l'indagine. La testa del Buddha non si era mossa.
Kristal, riprovi.
Niente, nessuna reazione. Il capoccione, la lingua e le manine
erano immobili, come congelati. Qualcosa impediva l'oscillazione.
Lupo Bianco url ad Alina: Faccia venire immediatamente Dan
Chupong.
La Bellini sembr realmente sorpresa. Il Magot, durante l'ultima
ispezione della polizia, era stato controllato a fondo, ed era vuoto
come la sua pancia, che da giorni non riceveva cibo.
Il nano arriv con un vestito stupendo, cappello Borsalino giallo,
un impermeabile lungo dello stesso colore, e sotto, un raffinato
completo scuro con cravatta rossa. Aveva in mano il suo piccolo
sgabello. Non ci voleva un gran detective per capire che si era
preparato da tempo a quell'evento.
Beretta disse con un filo di voce: Sembra Dick Tracy.
Vero.
Dan Chupong, con poche mosse veloci e vincenti, sganci la testa
del Buddha. Dall'interno arriv fortissimo l'odore che Santoni
cercava: cadavere putrefatto. La finestra mandava un bagliore
bianco, la neve turbinava fuori, la luce era quella di un neon. Lupo
Bianco e Kristal guardarono all'interno della pancia del Bhudda.
Con orrore, come se fosse un mezzo sole rosso al tramonto, tra gli
ingranaggi del Magot, una testa mozzata. Anche Alina si avvicin.
Prima di svenire, grid: Oddio,  il cartomante.
Un'identificazione a caldo, che lasci di stucco Beretta e Santoni.
Solo Dan sorrise verso l'ispettore. La sua collaborazione era
stata decisiva: la testa del cartomante che prima stava nascosta in
qualche luogo segreto, era stata collocata da lui nella pancia del
Bamboccione. Perch qualcuno la scoprisse. Quel piccolo Dick
Tracy profumava di salvia con una leggera presenza di mentuccia.
Alina lentamente si riprese. Lupo Bianco modul la voce, che usc
pi grave del solito, ma la circostanza lo richiedeva: Alina Bellini
e Dan Chupong, vi dichiaro in arresto per l'omicidio di Sergio
Raboni detto il cartomante.
Kristal guard Santoni. Era afflitto da qualcosa.
Ispettore, ho con me solo un paio di manette.
Le metta ad Alina.
Per il nano si trattava semmai di un fermo provvisorio, solo per
paura che fuggisse. Lupo Bianco doveva confidare sulla sua collaborazione.
Era il superteste pi importante. Al pi presto avrebbe
organizzato un interrogatorio secondo le procedure ufficiali, con
un interprete thailandese ed un esperto di linguaggio dei segni, per
comunicare con chiarezza con Dan Chupong. Vedere immobilizzata
dalla polizia la Bellini, la donna che probabilmente l'aveva
soggiogato come uno schiavo, significava per lui l'inizio di una vita
nuova. Dan strizz ancora una volta un occhio. Di nuovo veloce
come un battito d'ala di rondine. Difficile afferrare con sicurezza
il gesto, ma Lupo Bianco era certo di aver percepito gratitudine su
quel muso di cera. Anche Santoni gli rispose, ma il suo occhiolino
fu molto pi lento e palese.
...
Capitolo 32.

Lupo Bianco non perse tempo. Due commensali, uno di fronte
all'altro, nella stessa posizione di sfida, come se facessero braccio
di ferro, seduti a un tavolino della Locanda, in faccia al caminetto
spento, una bocca nera, spalancata per lo stupore. Alina, rassegnata,
ripercorreva dentro di s le vicende che le erano sfuggite di mano.
Ferita a morte nell'orgoglio, poteva essere un'ottima alleata di Santoni,
eppure non fu necessario ricorrere a mezzucci da questurino.
Alla donna premeva una sola cosa: togliersi di dosso quella cappa
pesante. Lupo Bianco ascolt per alcuni minuti il suo silenzio, poi
fu lei che decise di romperlo, parlando per prima: Ispettore, la
testa mozzata del cartomante segna la fine delle sue indagini, ma
anche della nostra vita. Non resta nulla di tutte le speranze, le illusioni
che io e mio figlio, dopo la tragica scomparsa di mio marito
in Thailandia, avevamo coltivato.  franato tutto.
Signora Bellini, lei ritiene che il caso sia chiuso, in realt non 
 cos. Solo con il suo aiuto potremo sapere qualcosa di pi, restituire
un po' di verit agli avvenimenti. Questa storia, dove comincia?
Come  possibile che in un piccolo paese come Valdiluce possano
avvenire tre omicidi?.
Alina riprese un po' di forza, ma anche di coraggio. Sapeva che
con Lupo Bianco non si poteva pi giocare a scacchi. Con una sola
mossa, tutte le pedine sarebbero state mangiate. La Bellini sembrava
finalmente una persona normale, non doveva pi mostrarsi in
"tiro", per svelare e nascondere, finalmente era se stessa. Un'anziana
signora assoggettata alle vicende della vita. Osserv Santoni con
un sorriso sfiorito, in cui giaceva una richiesta di misericordia per
ci che era accaduto.
Anche se a lei, ispettore, sembrer strano, il cartomante era una
persona affascinante, intelligente, un uomo generoso. Improvvisamente
era accaduto qualcosa di straordinario, io e la mia amica
Marietta ne eravamo state testimoni e anche un po' complici. La
nascita dell'amore violento, inarrestabile, tra Raboni e la Zarkos.
Lui, gigol pi che lettore di tarocchi. Lei, puttana pi che ballerina
e fantasista. Avevano deciso di fuggire dal mondo sporco in cui si
trovavano, di rifarsi una vita, all'estero.
La prego, signora Bellini, arriviamo ai fatti.
La sera del 14 febbraio, quella di San Valentino, io, Marietta,
Liv e il cartomante abbiamo deciso di festeggiare - con spumante,
Ginpin, migliacci - nella stanza numero 7, la loro partenza per il
Brasile, che sarebbe dovuta accadere il giorno dopo. Tutto era stato
preparato a puntino. Lui aveva ritirato dalla banca i suoi risparmi.
Solo io e Marietta eravamo a conoscenza del progetto. Dovevamo
fare tutto di nascosto perch Assunta li avrebbe ammazzati, pur
di non perdere il suo cavallo di razza.
A che ora vi siete riuniti nella camera numero 7?
Poco prima delle diciannove. Ispettore, per lei che contano solo
i fatti, deve giocare d'immaginazione per capire il motivo alla base
di quella serata. Inutile negare che avevo fatto numerose volte
all' amore con il cartomante: si sdebitava cos, stessa cosa anche
con Marietta. Tra noi, lui e Liv esisteva una strana comunione di
benessere. In quella sera d'addio il cartomante ci lesse le carte, tolse
il malocchio a tutte e tre, e lentamente - un po' per l'alcool, per il
desiderio di fare cose che non avremmo pi fatto - abbandonammo
quei pochi limiti che ci eravamo posti. Esplose qualcosa di ardito,
eravamo eccitati... insomma, lei capisce, ci spogliammo, si gioc
con fantasia. Fu una specie di addio al celibato. Io stessa avevo perso
la testa, perch non pensai al fatto che erano circa le diciannove e
che mio figlio arrivava sempre a quell'ora. Ottavio ha avuto la vita
rovinata dalla morte tragica del padre,  un infelice e prova per me
un affetto morboso.  entrato puntuale nella locanda, per accudire
i maiali e riprendersi la spada di Liv appena arrotata, come ogni
settimana, da Dan Chupong. Evidentemente ha sentito dei rumori
che provenivano dalla stanza numero 7. Con ogni probabilit ha
sostato dietro la porta della camera, e ha riconosciuto la mia voce,
quella di Marietta e Liv... proprio lei che l'aveva abbandonato
per il cartomante. In quella stanza passava il crocevia della nostra
vita, la concentrazione di sentimenti e passioni che potevano dare
origine solo al caos. Ottavio ha spalancato la porta. Ha visto una
scena che per i suoi occhi  stata devastante: un'orgia, anche se
per noi era solo un'occasione di divertimento e di amicizia. Lupo
Bianco la osservava con un misto di incredulit e contegno. Quella
donna voleva liberarsi da tutte le sue colpe. Non la interruppe.
Era troppo importante sapere cosa fosse successo la sera del 14
febbraio nella Locanda della padella nera. Ottavio, quando ci vide
tutti e quattro nudi, in pose inequivocabili, perse completamente
la testa, url frasi disconnesse. Brandiva la spada pericolosamente:
"Puttane, siete tutte puttane". Nessuno  riuscito a rispondere, a
reagire per calmarlo. Per fortuna, alla fine ha deposto la spada sul
letto, ma si  scagliato contro il cartomante. Gli ha stretto il collo
con tutte e due le mani, come per strozzarlo. Urlava: " tutta colpa
tua, maledetto. Sei tu che hai portato la disgrazia nella mia famiglia.
Adesso ti ammazzo!". Poi ha afferrato dal comodino la statua di
bronzo che rappresentava un satiro, quella che il cartomante si
portava sempre dietro per il suo rito iniziatico, e ha cominciato a
colpirlo con violenza, fino a stordirlo. "Sei solo un vigliacco, una
merda d'uomo", ripeteva. A quel punto, ha trascinato fuori dalla
stanza il corpo del cartomante, e nessuna di noi  stata capace di
impedirglielo, eravamo troppo sconvolte.
Quindi suo figlio ha ucciso Sergio Raboni, ma come?
Mozzandogli la testa nella porcilaia, probabilmente con la spada
di Liv. Poi ha bruciato il corpo nell'inceneritore, ma ha conservato
la testa, per paura che rimanessero le tracce dei denti.
Quindi lei  svenuta solo perch non si aspettava di trovare
la testa del cartomante nel Magot... sapeva che era stata riposta
altrove, giusto?
Nella neviera che sta sopra la porcilaia.  un pozzo molto profondo.
Serviva a mio padre per fare il ghiaccio d'estate.
Kristal, organizzi subito il sopralluogo della scientifica.
Mi faccio accompagnare dalla signora Bellini?
Non c' bisogno, Dan Chupong sa bene dove si trova.
Lupo Bianco sorrise appena un secondo, il tempo di riprendere
l'interrogatorio. Nella sua piattaforma mentale ogni tassello si stava
disponendo nel posto giusto.
Cosa  successo da quel momento?
Ho pensato solo a come risolvere la situazione. Liv e Marietta
erano diventate un grave problema, due testimoni pericolose.
Ciascuna poteva denunciare Ottavio. Lui aveva minacciato di
morte il cartomante, e di fronte a loro lo aveva percosso fino a
stordirlo. A questo punto.... Santoni la anticip: Lei e suo figlio,
non sapendo come risolvere la questione, vi siete rivolti all'unica
persona di Valdiluce che per carattere, frequentazioni malfamate,
disponibilit al sotterfugio e al crimine, poteva aiutarvi. Insomma,
avete chiamato la Dama.
Non lo avessi mai fatto! Se Ottavio si fosse spontaneamente
denunciato, avrebbe scontato solo il delitto del cartomante, io
avrei continuato a lavorare, aspettando che uscisse di prigione...
avremmo ancora avuto la garanzia di un futuro. Oggi ci ritroviamo
con tre omicidi sulle spalle, nella notte pi buia. Senza speranza.
Dopo il fattaccio sono andata dalla Moresco, l'unica con potere
sufficiente per darmi un aiuto. Assunta si  dimostrata subito un'amica.
Del resto, salvare Ottavio era una necessit, anche per lei.
Perch?
Da tanti anni lavoravano insieme e quello che sapeva lei lo sapeva
anche lui. In pi, Ottavio  sempre stato dominato dalla Dama.
Quindi suo figlio ha eseguito le vostre direttive?
Direi che la regista  stata Assunta. Mi ricordo che, dopo averle
raccontato il fatto, mi ha detto: "Marietta deve essere subito tolta
di mezzo, non potr mai garantirci il suo silenzio, ubriacona com'.
Possiamo percorrere un'unica strada: architettare tutto come se il
cartomante non fosse morto.  un personaggio strano e misterioso,
si presta bene al ruolo di assassino".
Quindi l'omicidio di Marietta Lack  stato deciso subito dopo
la morte di Raboni?
Esatto. Avevamo a disposizione tutti gli oggetti e i suoi vestiti
nella camera 7. In questo modo potevamo lasciare ovunque sue
tracce. E solo Ottavio poteva e doveva interpretarne il ruolo, anche
come Iron Man.
Cos suo figlio ha indossato gli indumenti del cartomante, comprese
le scarpe Timberland, utilizzato la Diavolina in gran quantit,
dopo averla prelevata direttamente dalla sua riserva in cantina. Poi
ha inscenato l'incendio a casa di Marietta. L ha lasciato alcune
delle tracce del cartomante: la valigetta ventiquattrore, le orme sulla
neve.... Lupo Bianco si sofferm su un punto fondamentale: Ma
se Ottavio  fuggito, portando con s il costume di Iron Man e la
carta dell'Appeso, vuol dire che sapevate gi in quale modo avreste
ucciso Liv Zarkos. Avevate immaginato di organizzare la festa dei
cosplayer e di spruzzare sul trono delle spade l'antitarlo all'arancia.
No, Ottavio ha preso il costume solo perch poteva essere utile
in sguito. Idem per la carta dell'Appeso, sempre su suggerimento
di Assunta, ma il progetto di uccidere Liv  nato dopo. La Dama ci
teneva molto alla sua Lady Loki, non voleva perdere tutti i soldi che
quella ragazza le faceva guadagnare. Ma la Zarkos era troppo sconvolta,
aveva un'idea fissa: denunciare la scomparsa del cartomante
alla polizia. La Moresco, a quel punto, l'ha trattenuta all'interno
della villa e ha ideato il nuovo piano. Avevamo a disposizione il
telefonino del cartomante, lasciato sempre nella stanza numero 7.
Da quello inviammo dei messaggini a Liv nei quali si fingeva che
lui fosse ancora vivo, e fosse sfuggito alla furia di Ottavio. Negli SMS
le dicevamo anche che Sergio stava nascosto, non poteva parlare,
ma solo messaggiare. Le prometteva che era giunto il momento
di mettere in atto il vecchio progetto: fuggire insieme. A questo
punto, lei, ispettore, sa meglio di noi quello che  accaduto. La festa
dei cosplayer, il trono cosparso di antitarlo all'arancia, Ottavio che
giunge vestito da Iron Man, Liv che muore di choc anafilattico.
Alina era stata presa per mano dall'ispettore, ormai si faceva
condurre senza opporre resistenza, e anche quello che sembrava
un enigma si era dipanato facilmente: i nodi dei misteri sono spesso
allacciati stretti, ma quando si sciolgono, la verit spesso  pi
banale di quanto si possa immaginare.
Chi ha messo sul sedile del trono delle spade due bombolette di
antitarlo Espada all'olio di agrume?
Sono stata io. Assunta mi ha detto che, se Franz Olsen avesse
trovato le due bombolette sul sedile, lo avrebbe cosparso di antitarlo
senza fare domande, e io ho eseguito.
Pian piano la Bellini sembrava rinascere: ogni dettaglio che confessava
all'ispettor Santoni, la liberava da un fardello doloroso, come
se fosse di fronte a don Angelo. In fin dei conti, era stata la moglie
di un carabiniere, sebbene tanti anni fa. Quindi esser diventata
una fuorilegge, per necessit, le doveva essere costato moltissimo.
Ma allora, se avevate ideato questo piano, che bisogno c'era
di attaccare Liv Zarkos al cavo della cabinovia e scempiare il suo
Corpo in quel modo?
Infatti Assunta si  arrabbiata moltissimo. Nel nostro piano era
previsto solo che Ottavio la lasciasse morire sulla neve, invece non
so che gli ha detto la testa. Si era identificato fin troppo nel cartomante.
In fin dei conti, quell'uomo le aveva portato via la donna che
amava, e aveva "profanato" anche me, nella sua visione distorta. E
poi la carta dell'Appeso... era diventata per lui un'ossessione. La
teneva con s come un santino. Cos ha perso la ragione ed ha voluto
strafare. Secondo lui, quella posizione a testa all'ingi confermava
tutto: l'assassino non poteva che essere il cartomante.
Ma lei ha capito come ha fatto Ottavio a portarla fin lass?
Assolutamente no.
...
Capitolo 33.

Lupo Bianco, Alina e Kristal si avviarono lentamente, in processione,
verso l'uscita della Locanda della padella nera, e si fermarono di
fronte al Bamboccione. Sganciato dalla sua pancia faceva una certa
impressione, anche lui decapitato. Il Magot era circondato dagli
uomini della scientifica, che stavano eseguendo i primi rilievi. La
Bellini si fece il segno della croce. Don Angelo - pallido in volto,
come se avesse messo sulla sua carnagione scura della cipria - stava
dando l'estrema unzione a quello che restava di Sergio Raboni. Il
prete gett uno sguardo obliquo a Santoni. Da quando era arrivato
a Valdiluce, un mese circa, il parroco aveva gi dovuto amministrare
quel sacramento a tre cadaveri. Il dottor Franzelli era chino, a
esaminare la testa del cartomante.
Ispettore, Raboni ha ricevuto dei colpi violenti sul cranio, con
un corpo contundente.
Santoni rispose con una voce molto sicura, finalmente stava
uscendo dal tunnel e intravedeva la luce: Gi,  stato colpito da
un orribile satiro in bronzo.
Finalmente il ghiaccio della calaverna era stato completamente
coperto dalla nuova nevicata: la strada era pi sicura, e Marzio
Santoni poteva riprendere la sua amata Vespa. Il sellino era freddo
ma il cuore caldo romb felice, quasi che comprendesse lo stato
d'animo di Lupo Bianco. Il detective stava vincendo la battaglia
pi difficile della sua vita. Rimanevano poche cose da sistemare
nello scacchiere: ritrovare gli oggetti del cartomante, i suoi scarponcini
Timberland, la spada di Liv, sicuramente l'arma del delitto,
il costume di Iron Man. E soprattutto sciogliere l'enigma di come
Ottavio Bellini avesse attaccato il corpo della ragazza sul cavo della
cabinovia Valdiluce-Punta Red.
Ancora una volta, Marzio si ritrov di fronte alla faccia sospirosa
del benzinaio Paride Berti. Era da un po' che non lo incontrava,
odorava di piadina con prosciutto crudo, birra e Ginpin.
Dogana, hai cambiato alimentazione, non ti piacciono pi i
migliacci?.
Paride odiava Santoni quando riusciva a svelare gli ingredienti del
suo pranzo, e si butt in bocca la gomma da masticare, al profumo
di lampone.
Qui a Valdiluce nessuno ne manger pi uno.
Cosa  mai successo?
Lo sa meglio di me.
Io aspetto sempre che mi informi. Allora?.
Il benzinaio mastic gomma e pettegolezzo, li mischi ben bene,
poi gonfi una bella palla.
Lo sanno tutti, voi della polizia siete sempre gli ultimi a conoscere
le cose che contano... Ah, se non ci fossi io!.
Dogana, spara.
Ottavio Bellini ha decapitato nella porcilaia il cartomante, ma
gli ha fatto lo stesso trattamento che riserva ai maiali.
L'ha bruciato nell'inceneritore?
S, ma quello che conta  che prima ha imbottigliato il sangue
del cartomante, poi l'ha confuso alle altre bottiglie, quelle con il
sangue di maiale. Neanche Alina lo sapeva, perci chi ha mangiato
in questi ultimi quindici giorni alla Locanda della padella nera, pu
avere ingoiato un migliaccio a base di sangue umano. Per fortuna
che io me li faccio da solo a casa. Anche lei e Kristal ci siete stati,
mi pare.... Il benzinaio ci infil il solito sorrisino maligno. Lupo
Bianco pens che fosse inutile spiegare al Dogana che dalle analisi
fatte dalla scientifica non erano risultate tracce ematiche umane,
ma solo suine. Ormai la palla di neve era lanciata e tutti ci stavano
giocando. Sa cosa penso, ispettore? Che  finita l'ra del migliaccio.
Una storia che aveva almeno cinquecento anni, conclusa cos
miseramente.
Sulla strada accanto al distributore Lupo Bianco not che stavano
passando i tre camion della televisione, di sicuro diretti verso la
pista Red, all'altezza delle due curve Zeno Col, nei pressi di villa
Moresco. Per ricostruire, con tutte le attrezzature tecniche, il set
della sera dell'omicidio di Liv.
Lupo Bianco sal sulla Vespa, appena un saluto al Dogana, non si
sentiva particolarmente bene. Avvolto nel fumo dello scappamento,
gli venne un pensiero pungente. Se fosse stato vero il racconto di
Paride Berti? Santoni, durante il secondo sopralluogo alla locanda
aveva mangiato i migliacci, e uno o tutti potevano essere stati fatti
con il sangue di Sergio Raboni detto il cartomante... Marzio prov
una forte nausea. Forse perch da ore non aveva ingurgitato niente?
Si ferm al Pino Rosso e ordin una bella piadina con il prosciutto
crudo.
Mario Cammarota, il direttore di produzione della televisione,
aveva ridistribuito le attrezzature di ripresa esattamente sugli stessi
punti della diretta della Coppa del Mondo.
Ecco qua, ispettore. Ci pu essere qualche lieve differenza, ma
nell'ordine di un metro. Tutte le postazioni sono state segnalate su
questa carta geografica, non ci possono essere errori.
Lupo Bianco cammin pensoso tra telecamere, torrette, cavalletti,
microfoni, ma fu colpito da un'apparecchiatura che giaceva
imponente, a circa sette metri dal faggio, vicino a villa Moresco.
Sembrava un drago accucciato.
Questa armamentario a cosa serve?.
Mario Cammarota - faccia da zingaro e accento meridionale -
sembrava divertito per quell'esperienza assolutamente nuova.
Questo  un big dolly: sulla piattaforma viene applicata la telecamera,
 una specie di giraffa che permette di realizzare riprese
dall'alto. Ormai si usano i droni, ma quel giorno tirava troppo
vento, perci siamo ricorsi a questo vecchio gigante. Non si utilizza
quasi pi, ma  riuscito comunque a darci delle belle immagini.
Conclusa la diretta, dove avete lasciato tutte queste attrezzature?
Qui all'esterno, sotto il controllo di un vigilante?
Scherza? Abbiamo smontato tutto. Solo il big dolly  rimasto qui
fino all'alba, perch ci vuole un camion speciale per trasportarlo.
Per tutta la notte, senza piantonamento?
Sapevamo che non rischiava nulla... sa,  un po' difficile rubarlo!.
Mario Cammarota sorrise. Santoni doveva invece andare avanti
nel suo ragionamento: A che ora  stato portato via?
Intorno alle cinque di mattina, ero presente anche io, c'era una
nebbia fittissima, non si vedeva ad un metro.
 possibile che qualcuno durante la notte lo abbia utilizzato?
Impossibile.
E se fosse stato un cameraman?
Certo, se  un professionista. Questo modello  meccanico, quindi
non ha bisogno di essere alimentato dall'elettricit.
Quante persone servono per mettere in funzione il big dolly?
Dipende, per esempio qui sulla Red, dove abbiamo usato una
telecamera con un grandangolo fisso, bastava una sola persona.
Invece quando c' lo zoom....
In quel caso?, lo prevenne Marzio.
Sono due: un cameraman, che sta seduto sulla piattaforma
accanto alla telecamera, e, pi sotto, un macchinista che muove il
braccio.
Quindi il big dolly pu sostenere un bel peso.
centodieci chili in sicurezza.
L'estensione del braccio a quanto arriva?
Almeno venti metri, li fa tutti.
Lei  in grado di operare con questa attrezzatura?
Sono anni che non lo faccio, il movimento non sar fluido.
Non dobbiamo realizzare una vera ripresa televisiva.
Se me lo avesse detto prima, avrei portato un operatore specializzato
in queste attrezzature...  stato fortunato che io vengo dal
Reparto fotografia.
Kristal teneva tra le braccia un manichino che aveva recuperato
da Tirelli Sport. Con l'aggiunta di una serie di zavorre, pesava
cinquantadue chilogrammi, come il corpo di Liv. Era stato gi
predisposto con il gancio da macellaio allacciato sulla gamba destra.
Riesce ad attaccarlo su quel cavo, esattamente a met, tra i due
piloni della cabinovia?
Cazzo, non  mica facile! Ispettore, ma che idee le vengono?
Non a me, ma a un vostro ex collega, un certo Ottavio Bellini.
Lo conosce?
No, mai sentito.
Allora, vogliamo provare?
Un attimo di pazienza. Devo solo un po' esercitarmi.
Kristal, faccia bloccare la cabinovia.
Mario Cammarota ci mise orgoglio e buona volont. Un po' grassoccio
e arrugginito, dopo qualche minuto e con molta fatica, mise
in funzione da solo il big dolly. Esegu alcune prove e poi, quasi
esausto pi dall'emozione che dallo sforzo, disse: Sono pronto.
Depose il manichino che rappresentava il corpo di Liv sulla pedana.
Aggiust il gancio attaccato alla gamba destra in posizione favorevole.
Poi Cammarota part. Fluido, allung il braccio, lo accost al
cavo e, con precisione millimetrica e al primo tentativo, attacc il
gancio sulla fune della cabinovia. Il big dolly inizi a ritirarsi come
la testa di una lumaca, il manichino rimase sospeso, nella posizione
esatta in cui era stato trovato il corpo di Liv. Appeso, come la carta
dei tarocchi. Part un applauso spontaneo.
Il destino alle volte gioca strane sorprese. Secondo il piano di
Assunta Moresco, Ottavio Bellini-Iron Man sarebbe dovuto uscire
dalla villa con Lady Loki per lasciarla morire sulla neve. Ma il
big dolly lo aveva attratto come un giocattolo con un bambino, e
non era riuscito a trattenersi. Si era inventato una situazione cos
clamorosa che solo un cameraman esperto come lui avrebbe potuto
realizzare. Ma in questo modo, aveva dato a Santoni un'altra
certezza: il colpevole non poteva che essere Ottavio Bellini. Aveva
firmato il suo delitto.
Assunta Moresco e Alina Bellini vennero arrestate per concorso
in omicidio, Ottavio fu accusato dell'assassinio di Marietta Lack,
di Liv Zarkos e di Sergio Raboni, detto il cartomante. Restava in
sospeso la posizione di Dan Chupong. Lupo Bianco prefer anticipare
il suo interrogatorio. Sapeva che dagli altri testi non avrebbe
ottenuto molto di pi: Alina aveva gi collaborato, Assunta era
stata blindata dai suoi avvocati e Ottavio si era chiuso in un silenzio
apparentemente inespugnabile.
Intorno al tavolo d'abete nel posto di polizia di Valdiluce, sedevano
Lupo Bianco, Kristal, la dottoressa Margherita Vanni, logopedista
ed esperta del linguaggio dei segni, e Wang Winoto, traduttore,
funzionario dell'ambasciata thailandese. Tutti e due odoravano di
naftalina: avevano tirato fuori dall'armadio vestiti pi pesanti da
indossare in montagna. Evidentemente frequentavano pi le zone
di mare. Di fronte a loro c'era Dan Chupong, stranamente rilassato
e divertito da quella circostanza. Stavano per partire con l'interrogatorio,
e Santoni ne aveva di cose da chiedere a quel simpatico
muso di gomma, che ciondolava la testa come il suo Magot. Ma
Dan non gesticol, prefer tirare fuori ancora una volta il suo tablet.
Lo pose in maniera plateale al centro del tavolo. Lupo Bianco cap
subito. E gli fece un cenno con la mano molto sbrigativo, quello
dello starter che con la bandierina fa partire la maratona. Forse
un segno scorretto per la professoressa Vanni, ma che Chupong
comprese benissimo.
Vai, facci vedere.
Sullo schermo apparvero delle immagini che costrinsero Marzio
e Kristal a chiedere immediatamente ai due interpreti di lasciare
la stanza: Vi chiedo scusa, dobbiamo restare da soli, vi prego di
aspettare nel corridoio, vi chiameremo subito, appena sar necessaria
la vostra presenza.
I due signori ubbidirono contrariati. A dire il vero, il video di
Dan gi dalle prime immagini risultava eccezionale, e anche loro
l'avrebbero voluto vedere, non foss'altro che per curiosit. Mentre
uscivano, entr nella stanza il dottor Luigi Vallesi, leggermente
claudicante, vestito con un completo blu e cravatta grigia, odorava
di pelle di sedili d'auto e Arbre Magique gusto Orange. Kristal e
Lupo Bianco scattarono in piedi. Anche il nano lo fece. Il supercapo
della polizia aveva un leggero sorriso, deviato dalla piccola paresi.
In tutti quei giorni non si era mai fatto sentire, ma aveva controllato
ogni dettaglio delle indagini e agevolato qualsiasi richiesta.
Sembrava soddisfatto.
Dottor Vallesi, le presento Dan Chupong, ci stava mostrando
un documento importante per l'inchiesta.
Tra il thailandese ed il supercapo della polizia ci fu uno sguardo
d'intesa, come se si conoscessero, ma Lupo Bianco non approfond,
aveva solo un'urgenza: alz il pollice verso il nano e quello fece
partire il video. Era stato ripreso da una certa distanza, eppure
era chiarissimo nel suo sviluppo: mostrava Ottavio Bellini nella
porcilaia alle prese con il corpo di Sergio Raboni, malconcio ma
ancora vivo, che cercava di reagire alle percosse. Il cartomante
aveva cercato di difendersi, si era buttato su Bellini. Dopo una
breve colluttazione, per, Ottavio lo aveva immobilizzato con la
spada di Asuna Kagurazaka, che teneva accanto a s, e gli aveva
tagliato di netto la testa. Pochi secondi per documentare la fine
infelice di un povero diavolo. Lo stupore e la crudelt della scena,
girata di nascosto da Dan, avevano aggiunto un po' di amarezza a
tutta quella vicenda infelice.
 sempre terribile vedere la violenza di un uomo che si scatena su
una vittima. Vallesi si alz. Anche se grazie al suo video abbiamo
a disposizione una prova schiacciante, dobbiamo arrestarla, signor
Dan Chupong, per favoreggiamento. Pur avendo in mano prove
indiscutibili e definitive, infatti, ha omesso di denunciare un pericoloso
assassino, consentendogli di commettere altri due delitti.
Il nano rispose con un inchino. Poi il supercapo si rivolse, con i
suoi occhi senza emozione, a Lupo Bianco: Meglio portare il signor
Dan Chupong in un luogo sicuro,  un teste troppo importante. A
questo punto verr via con me, ci penser io.
Il thailandese si alz, si avvi con il dottor Luigi Vallesi, uscirono
senza che questi aggiungesse altro. Kristal ripose immediatamente
in cassaforte il tablet di Dan Chupong. Lupo Bianco era rimasto
sorpreso dallo strano comportamento del nano: sembrava che
avesse capito perfettamente e ci sentisse altrettanto bene. Aveva
seguito il supercapo della polizia senza alcun bisogno di tradurre
in segni la decisione di portarlo con s. Un'altra pista da fiutare?
Santoni pens che era giunto il momento di staccare la spina sulle
indagini, di sorvolare... era inutile complicare qualsiasi cosa, fare il
questurino in ogni istante. Doveva fermarsi, pulire accuratamente
la sua piattaforma mentale e per una volta collocarci al centro Ingrid
nuda con le sue scarpe rosse tacco dodici. Il suo corpo bianco
avrebbe sortito lo stesso effetto di una nevicata copiosa. Osserv
Kristal, gli sorrideva felice. Marzio si sent sollevato, finalmente
la sua giornata di lavoro era conclusa. Allung i suoi scarponcini
Timberland sulla scrivania in legno d'abete. Per dondolarsi, finalmente,
su qualche sogno.
...
Capitolo 34.

La salita, ripida e dissestata, aggiungeva vibrazioni fortissime al
gatto delle nevi. Era come stare su un peschereccio in mezzo al
mare agitato. Eraldo teneva le mani strette sui comandi. Accanto
a lui, illuminata dai riflessi dei fari sulla neve, Ingrid Sting, imbacuccata
per il freddo. Sbocciava solo l'ovale del suo volto, incorniciato
dal cappuccio della giacca a vento Moncler. Sembrava un
dipinto di Raffaello, con tutte le tonalit dal bianco al rosa, e gli
occhi soffusi d'azzurro. Accanto a lei, imbambolato per via della
sua presenza, Lupo Bianco. Sulle ginocchia teneva un altro ospite,
piccolo e agitatissimo, rinchiuso dentro una gabbietta: Mignolino.
Fosco, il cugino bracconiere di Eraldo, aveva dato un'indicazione
perentoria: solo con un topo vivo si poteva cacciare un falco. La
scelta obbligata era caduta su Mignolino, l'unico a portata di mano.
Ingrid l'aveva caldeggiata con entusiasmo... si sapeva che tra i due
non c'era mai stata simpatia. Lupo Bianco aveva accettato di usarlo
come cavia, solo dopo aver studiato un piano che ne garantisse
l'incolumit. Forse.
Il gatto delle nevi arriv sul monte Verno. L'alba era appena
accennata da un leggero chiarore. Eraldo era molto emozionato:
non gli era mai capitato di avere accanto una star internazionale
come la campionessa del mondo di discesa libera. Quel momento
non l'avrebbe mai dimenticato.
In bocca al lupo. A tutti e due. Anzi, a tutti e tre.
Il buio non intimoriva Ingrid, stupefacente per la rapidit con cui
sciava, attaccata come una calamita alla neve. Lupo Bianco, con
la torcia sul casco, la seguiva con difficolt, era troppo veloce. Lui
cercava di starle vicino, anche perch il fascio di luce illuminava il
suo incredibile sedere: uno spettacolo incantevole. Scesero lungo
dei valloni bianchi, attraversarono crinali scoscesi, sfiorarono delle
rocce acuminate. Raggiunsero l'abetina bassa che aveva indicato
Fosco come la zona pi probabile dove poteva aver nidificato
Trogolo. Il boschetto non distava pi di ottocento metri dall'ex
convento della Sassaia. Da lass sembrava un castello fantasma. A
Play tv erano stati messi i sigilli, sospesa la messa in onda. Le ragazze,
molte senza permesso di soggiorno, erano state rimpatriate con
il foglio di via. L'alba stava lentamente scivolando sulla valle fredda
e sul monte Verno. Un raggio di sole dipinse le labbra di Ingrid,
un fiore rosso che sbocciava. Lupo Bianco la sfior con un bacio.
Tutto bene?
Perfetto.
Si tolsero gli sci, si nascosero nell'interno della foresta di abeti,
molto fitta. Dal suo zaino Marzio tir fuori una rete da pesca con
lancio, un rotolo di nylon molto resistente, un paio di potenti
tronchesi, i guanti da falconiere.
La cuffia per il falco ce l'hai?
S, in tasca.
Coprire gli occhi del falco con un cappuccio era fondamentale,
per renderlo completamente inoffensivo. Cos aveva detto Fosco.
Santoni tolse dalla gabbia Mignolino: era spaventato, e non fu
facile legargli alla zampa il filo di nylon. La ragazza si teneva a
buona distanza dal topo. Nessuna confidenza.
Ingrid, tieni il filo sempre tirato, poi strappalo con un colpo
deciso, poco prima che gli artigli si chiudano su di lui.
Lei gli fece il suo miglior sorriso, illuminato dal sole che stava
sorgendo. La neve aveva cambiato colore: da distesa scura al rosso
tenue, e poi lentamente all'azzurro cupo.
Lupo, non approfitter della situazione, salver la vita a
Mignolino, ok?
Ne sono certo.
Santoni, mentre distese la rete da lancio, tir fuori le tronchesi,
indoss i guanti da falconiere, Ingrid quelli di seta per avere pi
sensibilit nelle mani. Mignolino fu liberato dalla sua gabbietta,
incominci a muoversi, a scappare, ma appena vide lo spazio enorme
di fronte a s, al di l dell'abetina, rientr come Speedy Gonzales
nella gabbietta. Marzio lo spinse fuori e nascose la gabbietta dentro
lo zaino. Lentamente il topo riprese coraggio, inizi a muoversi,
Santoni gli lanci alcuni pezzi di cacio al di l del boschetto.
Mignolino, inseguendoli, si spost in campo aperto: era l'unico animale
che si muovesse sulla neve, nero, era impossibile non notarlo. Lupo
Bianco e Ingrid immobili, appostati sul ciglio dell'abetina, percepirono
un vuoto fatto di silenzio e di paura. Il topo si ferm, alz
il muso verso il cielo. Terrorizzato, inizi a scappare verso gli abeti,
orrido il rumore della catena che ciottolava. Trogolo era un'ombra
fredda come una mano gelata, il becco giallo lampeggi, gli occhi
pungenti, feroci, puntavano la preda. Mignolino fugg a zig-zag, il
falco, come un grande aereo che atterrava, tir fuori le zampe e gli
artigli. Un attimo: Ingrid scatt con la stessa rapidit che usava per
passare al di l di una porta di slalom. Tir a s il topo, uno strattone
energico. Mignolino le cadde quasi addosso, ai piedi. Ingrid salt
lontana ma non lanci alcun grido per non disturbare Santoni. Lui,
in sincrono, centr con la rete Trogolo. Il falco tent di liberarsi,
emise dei suoni striduli, ma ormai era diventato loro prigioniero.
Marzio sapeva che il tempo era poco: Trogolo rischiava uno choc
pericoloso, ne poteva andare della sua vita. Rinfil nella gabbietta
Mignolino, ormai semisvenuto. Si avvicinarono alla rete. Trogolo
era un magnifico rapace: sbatteva le ali, cercava di fuggire, era una
macchina di potenza inaudita. Lupo Bianco, protetto dai guanti da
falconiere, trattenne con forza il collo del falco. Ingrid, rapidissima,
tagli con le tronchesi un pezzetto di rete, fino a far sbucare la testa
e il becco giallo, a quel punto gli infil la cuffia sulla testa. Lupo
Bianco sorrise. Se fosse stato presente Fosco, avrebbe sparato a tutti
e due. Ingrid aveva lavorato a maglia con le sue mani una cuffietta
tirolese con tanti colori, speciale e molto femminile. Di lana spessa.
Il rapace non sembr gradirla ma, come aveva annunciato Fosco, da
quel momento non oppose alcuna resistenza. Lupo Bianco oper
con le tronchesi, un intervento lungo e delicato, c'era il rischio di
ferirlo. Finalmente un colpo secco, metallico, rimbalz nella valle.
La catena si stacc dalla zampa, Trogolo era un animale libero.
Marzio gli sfil il cappuccio tirolese, il falco rimase solo per un
istante bloccato, poi apr le sue grandi ali e prese il volo. In fase di
decollo ebbe un leggero sbandamento, abituato com'era al peso
della catena. Beccheggi, perse quota, e proprio quando stava per
cadere nella neve, le spieg in tutta la loro ampiezza, si impadron
del cielo e in pochi secondi divent un segno piccolo e nero, un
punto che metteva fine alla sua storia infelice. Era stato restituito
alla natura. Grazie anche al piano di Fosco, che aveva funzionato
alla perfezione. Ingrid e Lupo Bianco si abbracciarono, forse in
quel momento erano pi vicini che mai. Un patto d'amore.
Dovevano riprendere gli sci, per tornare a valle, sulla strada
dell'ex convento della Sassaia, dove li stava aspettando Kristal.
Ma rimettendo la rete nello zaino, Lupo Bianco not qualcosa di
Strano. Tra le maglie si era impigliato una specie di salsicciotto,
che a prima vista poteva sembrare un escremento del rapace. Lo
raccolse in mano e inizi ad analizzarlo, poi tir fuori un coltellino,
lo apr e verific il contenuto.
Lupo, ma cos' quello schifo!? Cacca di falco?
No,  una borra, un rigurgito di cibo non digerito che fanno
i rapaci,  di Trogolo. All'interno, se osservi bene, oltre a peli di
topo e di scoiattolo, ci sono degli strani filamenti colorati, mischiati
ad altri resti. Non riesco a capire cosa possano essere, sembrano
penne variopinte, ma di quale animale? Quass non ci sono uccelli
colorati... sembrano quasi di pavone!.
Ingrid ascoltava con molta passione il suo Lupo: era la prima volta
che lo vedeva impegnato nel suo lavoro, lasci che procedesse nei
suoi pensieri, senza interromperlo. Lui ebbe una folgorazione: La
spada di Asuna Kagurazaka!. L'arma del delitto? Santoni si ricord
di aver notato in una delle registrazioni dello show di Liv Zarkos, che
all'elsa della spada erano attaccate alcune piume di pavone, quelle
con cui Lady Loki accarezzava il suo corpo nudo. Impossibile dimenticarle.
La spada non poteva che essere l vicino. Doveva trovare il
nido di Trogolo. Sicuramente il falco aveva becchettato quei filamenti
colorati, li aveva ingeriti ed erano finiti nella sua borra. Ingrid sembrava
preoccupata, quella frase sulla spada le suonava minacciosa.
Oscura. Avrebbe voluto sapere che cosa significava, ma gli occhi di
Lupo Bianco si erano fissati sullo sguardo del detective, difficile
distoglierli dal suo pensiero. Ingrid cap che da quel momento doveva
mostrare di essere una brava compagna, una donna che sapeva stare
con discrezione accanto al suo uomo.
Dobbiamo cercare il nido del falco. Fosco mi ha detto che potrebbe
essere all'interno dell'abetina.
Adesso che il sole era alto, Lupo Bianco guard con pi attenzione
il boschetto, gli alberi occupavano una zona molto vasta e come
una peluria coprivano rocce, spuntoni, una grande caduta di massi.
Perlustriamo la parte nord, che mi sembra pi scoscesa, andiamo
verso quel vallone, proprio sopra l'ex convento della Sassaia.
Gli abeti erano bassi, si doveva camminare piegati, per Ingrid
non era certo un problema. Era abituata ad andare a cento all'ora
accucciata in discesa, e anche Lupo Bianco si muoveva agilmente.
Squill il telefonino, era Kristal, preoccupato perch non li vedeva
tornare.
 andato tutto bene, Trogolo  libero, lo rassicur Santoni,
ma adesso mi raggiunga subito nell'abetina dietro l'ex convento.
C' una specie di tracciato nella neve, forse una strada che si infila
nell'interno. Sto vedendo i solchi di una motoslitta, ma non siete
arrivati fin quass quando avete fatto la perquisizione di Play tv?
No, ispettore.
Marzio continu con la descrizione: Sono in un vallone, sotto
c' un'enorme petraia, hanno fatto uno scavo profondo, vedo una
parabola interrata, di quelle che servono per i segnali televisivi. Dal
basso non si nota, e anche dal cielo  difficile avvistarla perch 
bianca come la neve, si confonde.
Di parabola noi ne abbiamo ispezionata solo una: quella sul
terrazzo di Play tv. Non ne abbiamo trovate altre, intorno.
Questa  in disuso. Mi raggiunga subito. Faccia venire anche
l'elicottero.
Ingrid era entusiasta di vivere un momento in diretta dell'indagine
del suo Lupo. Marzio Santoni la guard.
Ti va di seguirmi laggi?
Certo.
Lupo Bianco pens che, nel caso, sarebbe stata un aiuto pi utile
del suo fragile Kristal. Scesero con cautela tra le rocce, le pietre, gli
abeti. Accanto alla parabola c'era un casotto semiabbandonato. La
porta aperta, forse era servita per le attrezzature tecniche. In giro,
c'erano le tracce del falco Trogolo: escrementi, penne, orme delle
sue zampe, con il segno della catena che strisciava nella neve. Ingrid
cap che quello era un momento di Lupo, lei non doveva sciuparlo,
e si ferm sulla porta. Lui invece entr. Era una specie di sogno. Nel
casotto, disposti in fila tra vecchi macchinari televisivi arrugginiti,
vide il costume metallico di Iron Man, la spada di Asuna Kagurazaka
con le piume di pavone mangiucchiate dal falco Trogolo, la
siringa dell'EpiPen, il telefonino del cartomante e quello di Liv,
una busta di plastica con il denaro prelevato da Sergio Raboni per
fuggire con lei. Tutti oggetti messi bene in ordine, come se fossero
catalogati nell'ufficio reperti della polizia di Stato. Ma Lupo Bianco
s'indirizz con decisione verso il pezzo che ritenne il pi prezioso:
il paio di "scarpe dell'assassino" - le famose Timberland numero
42, modello Plymouth - appoggiate a terra. Quelle vere. Si mise i
guanti da sci per non alterare le impronte digitali, anche se ormai
sapeva bene a chi appartenesse tutto l'armamentario. Ottavio Bellini
aveva raggruppato quegli oggetti in attesa di eliminarli per sempre.
Sent un forte odore di cioccolata: Kristal era arrivato. Ingrid gli
stava vicino con il suo profumo di rosa bianca.
Per essere completamente soddisfatto, per, doveva chiarire solo
l'ultimo dettaglio. L'ispettore Marzio Santoni, detto Lupo Bianco,
afferr la scarpa sinistra e la capovolse. Da giorni quella domanda
lo aveva pungolato come un'ossessione, ma non era mai riuscito a
darsi una risposta. Certa. Osserv con attenzione la suola in Vibram.
Sorriso ampio. Non c'era possibilit di sbagliare: la materia infilata
negli interstizi non poteva che essere una gomma da masticare, e
odorava ancora di lampone.
...
FINE.